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Ostiense: cinema e visite guidate con l’Ape rossa dell’Aamod

Concerti, proiezioni di film, laboratori, visite guidate e tanti ospiti. L’Aperossa è già pronta a partire per tornare da protagonista nel Municipio VIII. La manifestazione, ideata e organizzata dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, prenderà il via martedì 13 settembre negli spazi adiacenti alla Centrale Montemartini con un ricco programma culturale che prevede, fino al 18 settembre, un palinsesto vario e rivolto a tutte le generazioni, con un calendario diviso per fasce dalle ore 17 fino alla mezzanotte.

Il programma giornaliero

Si inizierà con il “CinemaLab”, laboratorio di archeologia cinematografica per ragazzi, destinato ad un pubblico dagli 8 ai 14 anni e con la rassegna cinematografica “Dal film al libro” dedicata alle pellicole del catalogo Aamod che gli studenti della Nuova Accademia di Belle Arti hanno scelto per l’elaborazione e creazione di volumi grafici. Nel tardo pomeriggio spazio alle visite guidate al museo della Centrale con “Un giorno al museo” e alle passeggiate urbane tra le strade del quadrante Garbatella, Ostiense, Testaccio. Dalle 21, il cinema sarà protagonista con la proiezione sul telo dell’Aperossa di una serie di film documentari e delle opere vincitrici delle precedenti edizioni del Premio Zavattini. L’ultima parte della programmazione giornaliera, alle 23, sarà dedicata alla musica con performance live e numerosi ospiti tra cui MAT Trio, Salvatore Insana e Silvia Cignoli, Rachele Bastreghi dei Baustelle, i Doctor 3, l’ET Project, Caterina Palazzi, Kanaka e infine, l’ultimo giorno, Ascanio Celestini.

Le dichiarazioni di Vincenzo Vita, presidente dell’Aamod

“L’Aperossa è ormai un brand storico dell’Archivio – dichiara il presidente Vincenzo Vita – consiste in una rivisitazione in chiave moderna dell’occhio che guardava il mondo di Dziga Vertov, che fu poi anche oggetto del desiderio di Cesare Zavattini, presidente fondatore dell’Archivio. L’Aperossa – sottolinea – non è altro che un occhio che gira per la città, nei suoi posti anche meno noti. Nasce con l’idea di portare il cinema ovunque, che era il sogno di Dziga Vertov e Zavattini. Il cinema – prosegue – deve essere alla portata di tutti, non solo di pochi privilegiati e l’Archivio si cimenta da diversi anni in queste giornate di carattere transmediale, attraverso numerosi laboratori in accordo con la Nuova Accademia di Belle Arti”.

“L’Aperossa – conclude – è una sintesi delle attività intrecciate tra loro che svolge l’Archivio, dal cinema, alla musica, alla memoria. La memoria resa non come un retaggio del passato bensì come un attività capace di costruire la realtà in modo più attuale e profondo. Questa settimana l’Archivio presenterà la sua identità”.

 

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Intervista a Enzo Foschi vicesegretario regionale del Pd e candidato al collegio uninominale 2 per la Camera dei Deputati

Enzo Foschi, classe 1966, una vita spesa a sinistra, prima nel PCI ora nel Partito Democratico. È stato consigliere circoscrizionale alla Garbatella, nell’aula Giulio Cesare con Rutelli e Veltroni, quindi sette anni come consigliere Regionale alla Pisana. Ora è candidato per il collegio uninominale 2 (Pietralata, Tiburtino, Nuovo Salario, Monte Sacro) per la Camera dei Deputati.

Lei è una persona molto conosciuta a Roma per il suo ruolo nel PD, ma è conosciuta  soprattutto nel territorio dove ha fatto politica per una vita. Come mai la coalizione l’ha candidata in un altro collegio?

Siamo davanti a elezioni politiche, non si tratta di elezioni amministrative. In quanto vice segretario del Partito Democratico del Lazio ho una funzione politica generale, e quindi la scelta è stata politica. Vorrei anche ricordare che non c’è corrispondenza tra il territorio del nostro municipio e il collegio, perché Garbatella, Ostiense e San Paolo fanno parte del 1°. Tutta la parte di Tor Marancia, Montagnola, Roma 70, Ottavo Colle sono comprese nel 4° collegio. È improprio interpretare le elezioni politiche come se fossero elezioni comunali o municipali.

Non sempre però i candidati accettano di buon grado i collegi loro assegnati, la sua collega Patrizia Prestipino, ma soprattutto Monica Cirinnà, in un primo momento ha puntato i piedi in maniera decisa…

Io sono onorato di essere stato scelto, perché ho incontrato nel corso di tanti anni di attività politica persone  che senz’altro avrebbero meritato di essere candidati . Ciò mi riempie di responsabilità, ma al tempo stesso, a prescindere dall’esito elettorale, soltanto l’essere stato candidato rappresenta un riconoscimento e un onore.

Perché nel centrosinistra quando vola qualche straccio non si fa quadrato? A destra e negli altri partiti sembra tutto così rose e fiori…

Questa è la malattia del centrosinistra, non siamo capaci di fare quadrato nei momenti di bisogno, capendo che ci sono molte più istanze che ci tengono insieme di quelle che ci dividono. C’è un altro punto: il PD è l’unico partito vero che esiste. Quindi noi per approvare una lista alle politiche abbiamo dovuto riunire gli organismi regionali e nazionali. Dentro quegli organismi si è sviluppato un dibattito, un confronto, che spesso sui giornali si traduce come spaccature, liti, confusione, in realtà si tratta di dialettica democratica. In realtà dovremmo chiederci perché Berlusconi, Salvini e Meloni fanno le liste a casa propria. Perché gli altri partiti non hanno riunito nessun organismo democratico per decidere il percorso delle liste. Ciò mette al riparo questi partiti dalle polemiche pubbliche, ma in realtà è una restrizione della democrazia, sono “partiti persona”.

Anche in questa tornata elettorale il partito degli astensionisti sarà probabilmente quello che prenderà più voti. Il coinvolgimento di cittadini non professionisti della politica voluto da Grillo e Casaleggio è stato un mezzo fallimento, ma ha riportato molti di essi ad interessarsi nuovamente alla cosa pubblica.
Come può la politica tornare ad avere, non diciamo un ruolo totalizzante, ma una funzione che torni ad interessare i cittadini?

L’esperienza del Movimento 5 stelle è stato un grande fallimento. Noi romani in particolare ce ne siamo accorti di fronte al governo cittadino di Virginia Raggi. Dopodiché la domanda che bisogna porsi è perché molte persone, rifiutando la politica e i partiti tradizionali, hanno scelto il movimento di Beppe Grillo. Questo avviene perché spesso le classi dirigenti dei partiti tradizionali hanno perso la capacità di mantenere un rapporto stretto con il territorio, perdendo credibilità. Io considero il Movimento 5 stelle nella prima fase, cioè nel periodo antecedente Giuseppe Conte, il sintomo di una malattia di una democrazia che esclude e non include.

La riduzione del numero dei parlamentari non può creare una frattura ancora più grave con i cittadini? 

Senz’altro, perché se riduci il numero dei parlamentari devi rafforzare le autonomie locali. Noi siamo l’unica democrazia al mondo che ha ridotto i parlamentari e indebolito le autonomie locali. Ciò ha ridotto la rappresentanza e il radicamento delle istituzioni sul territorio. L’antipolitica è un serio danno per la democrazia.

 

Enzo Foschi, candidato alla Camera per il 2° collegio uninominale
Dica la verità, non le manca un po’ la politica che si faceva sul territorio? Gli incontri con gli abitanti del quartiere, le riunioni alla Villetta…

La politica ha un senso soltanto se vi è un rapporto con le persone, se è territoriale. È evidente che non si può ritornare a un modello che non esiste più; oggi esistono molti altri strumenti, quali ad esempio i social, l’idea che la politica si riduce ad un click è un’idea aberrante, che rifiuto totalmente. Tuttavia, nonostante sia consapevole dell’importanza dei social, continuo a pensare che guardare negli occhi le persone sia imprescindibile. È chiaro che ognuno di noi è figlio della propria storia. Io non ho mai rinnegato di provenire dal PCI di Garbatella e il modo in cui i comunisti facevano politica, quella storia, quell’approccio alla politica, la porto dentro con coerenza.

Secondo lei nel PD romano c’è una vera questione morale alla luce dei fatti di questi ultimi giorni che hanno coinvolto il capo di Gabinetto del sindaco Gualtieri? Oppure sono ascrivibili a contesti estremamente marginali?

Più che questione morale si tratta di una questione comportamentale e di coerenza. Io credo che il tema di fondo non è legato ai comportamenti dei singoli, quelli ci sono sempre stati. Il tema di fondo è che il PD ha difficoltà nel rappresentare la società reale, i cittadini che affrontano tutti i giorni i problemi della quotidianità. Il PD romano ha vissuto momenti difficili, soprattutto ai tempi di mafia capitale. Ma il PD romano di allora non è quello di oggi. È cambiato tutto il gruppo dirigente, c’è una nuova generazione. È chiaro che è difficile superare quello stereotipo, ma nel lavoro quotidiano con i cittadini abbiamo intrapreso un nuovo percorso.

La nostra città ha problemi atavici, molti di essi non risolvibili nell’immediato, ma piuttosto urgenti quali ad esempio la necessità di dotarla di un sistema di metropolitane a livello europeo.
Gualtieri, a parte qualche proclama di troppo, sembra che voglia risolvere la questione della spazzatura con il termovalorizzatore,  uno dei motivi che ha portato Giuseppe Conte a far cadere il Governo Draghi. Intanto i cinghiali scorrazzano, l’immondizia è ovunque e l’incuria domina ogni spazio verde…

Roma ha problemi enormi, uno di questi è che è una Capitale non amata dagli italiani. Roma non è come Parigi  per i francesi, non è come Londra  per gli inglesi o Berlino per i tedeschi. Lo dimostrano anche le difficoltà con cui lo Stato e il Parlamento, quando sono chiamati a sostegno della Capitale, non sempre forniscono il loro appoggio. È come se non fosse un patrimonio dell’Italia. Basti pensare che è nato un partito contro Roma, la Lega nord. Roma ha onori, ma soprattutto oneri soltanto per il fatto di essere capitale, ma risolvere alcuni di questi problemi che la affliggono necessita tempo e programmazione. È evidente che se chiudi la più grande discarica d’Europa come Malagrotta devi provare un modello alternativo. E’ impensabile che i rifiuti vengano esportati in tutto il mondo senza porsi il problema di come trasformare l’immondizia in ricchezza, diventando quindi autosufficienti nella gestione del ciclo dei rifiuti. Gualtieri ha la serietà per affrontare questo tipo di problemi, ma sarà in grado di affrontare anche altre sfide quali la candidatura di Roma all’Expo.

Virginia Raggi è stata eletta dopo che avete mandato a casa Marino e, caso unico in Italia, al secondo mandato è arrivata quarta. Non pensate che sia stato un grave errore far dimettere Marino? Anche perché era stato eletto dai romani, non esclusivamente dal PD…

È stato un grande errore mandare a casa Ignazio Marino, se noi non avessimo mandato via Marino, Virginia Raggi non avrebbe mai governato Roma. Fu un errore clamoroso quello di Renzi (allora era segretario del PD); un errore pagato giustamente nelle elezioni successive che furono una debacle per il PD. C’è da dire che gli autori e i responsabili di quella mossa hanno pagato in pieno,  visto che il congresso ha sconfitto Renzi che se ne è andato a costruire un’altra formazione politica.

Conosciamo bene la sua fede per i colori giallorossi.  Chi vincerà quest’anno il campionato di calcio?

Di certo non la Roma.

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Elezioni politiche 25 settembre, i candidati del Centrosinistra sul territorio dell’VIII municipio

Roberto Morassut e Paolo Ciani alla Camera, rispettivamente nei collegi uninominali 4 e 1. Andrea Catarci al Senato nel collegio Roma 3.

Manca poco più di un mese e conosceremo la composizione del nuovo Parlamento Italiano e chi deciderà le sorti del Paese. Tutti i partiti sono ormai ai blocchi di partenza per una campagna elettorale che si annuncia vivace e in cui non mancheranno certo i colpi di scena. Con il taglio dei parlamentari deciso nell’ultima legislatura i collegi elettorali sono diventati molto ampi. La nuova legge costituzionale, infatti, modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati si passerà a 400 membri per la Camera, mentre al Senato da 315 si arriverà a 200 senatori. Con la nuova legge di conseguenza aumenta sensibilmente l’ampiezza dei collegi.
Alcune novità interessano naturalmente anche il territorio dell’VIII Municipio che è stato suddiviso e ritagliato nei nuovi collegi elettorali. Per adesso sul fronte delle candidature le uniche certezze arrivano dal centrosinistra. Le altre coalizioni, per una scelta definitiva dei candidati, attenderanno il 21 agosto, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste.

 

Roberto Morassut fra Ardeatino, Tor Marancia e il Parco dell’Appia Antica

Roberto Morassut è candidato dal Partito Democratico nel collegio uninominale 4 per la Camera dei Deputati. Un collegio decisamente vasto che tocca i territori di Tor Marancia, Navigatori, Ardeatino, Grotta Perfetta, ma che si estende anche in gran parte dell’Appio Latino, del Tuscolano di Tor Fiscale sino a Ciampino. Una vita spesa nell’amministrazione capitolina, ma anche a Montecitorio. Esponente di punta delle giunte Rutelli e Veltroni, con il quale ricoprirà anche la carica di assessore all’urbanistica, Morassut è parlamentare dal 2008.  A Roma si è occupato soprattutto di ambiente e urbanistica, tanto che sono passate sotto il suo coordinamento moltissime opere di ristrutturazione e risistemazione di piazze, strade e complessi museali. Da assessore ha guidato l’approvazione in Consiglio comunale del Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma. Nel governo presieduto da Giuseppe Conte ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al Ministero dell’Ambiente.

Roberto Morassut, già sottosegretario nel governo Conte

“È un territorio a me caro in cui sono nato, cresciuto e nel quale vivo attualmente”, dichiara Morassut. “È un collegio che vede, in partenza, favorito il centrosinistra, vantaggio che si può ulteriormente consolidare chiamando a raccolta tutte le energie democratiche e progressiste del territorio”.
“Conto sul massimo impegno dei militanti della coalizione di centrosinistra e del Pd e degli elettori e cittadini che in quelle strade mi hanno visto crescere”. Dai prossimi giorni, anche attraverso il suo profilo sulla pagina Facebook inizierà la comunicazione dell’organizzazione del lavoro, dei luoghi e delle iniziative di una campagna elettorale che, fa sapere, “sarà intensa e rapida”.

Paolo Ciani al collegio 1 per la Camera dei Deputati

Il collegio 1 della Camera all’uninominale è composto dai municipi I e II e dalla Garbatella (con Ostiense e San Paolo). Paolo Ciani di Democrazia Solidale (Centrosinistra), esponente di primo piano della Comunità di Sant’Egidio, dovrebbe vedersela con la ministra uscente per le pari opportunità, Elena Bonetti. Laureato in Lettere e Filosofia, Ciani è esperto di dialogo interculturale, educazione alla pace e dialogo interreligioso. Bonetti, ex PD, ha seguito Matteo Renzi in Italia Viva. Nessun nome è trapelato fin ora da Centrodestra e Cinque Stelle.

 

L’ex Presidente Andrea Catarci candidato al Senato a Roma est

Andrea Catarci, già Presidente dell’VIII Municipio, è stato invece catapultato per la coalizione del Centrosinistra nel collegio uninominale Roma 3 al Senato, area che comprende i municipi III, IV, V e VI. Una sfida difficile, tanto che dovrà vedersela molto probabilmente con l’avvocata Giulia Bongiorno in quota Lega per Salvini Premier. Mentre anche qui non è ancora chiaro quali saranno i candidati del Movimento Cinque Stelle e del cosiddetto Terzo Polo, ovverosia la coalizione in cui coabitano Renzi e Calenda. Una sfida dura quella che l’assessore alla partecipazione e alla città dei 15 minuti di Roma Capitale dovrà affrontare, ma non per questo si tira indietro.

Andrea Catarci, ex presidente dell’VIII Municipio

Alle scorse elezioni comunali, nel V Municipio, al I turno Enrico Michetti del centrodestra staccò di oltre 5 punti Roberto Gualtieri. Nel VI Municipio Gualtieri venne più che doppiato, nona caso il VI Municipio, quello che comprende tra l’altro Tor Bella Monaca, è l’unico vinto dal centrodestra. “Grazie alla coalizione democratica tutta e a Sinistra Italiana/Verdi in particolare per la fiducia accordatami”, si legge nella sua pagina Facebook dell’assessore capitolino.
“Non partiamo certo con i favori del pronostico – prosegue Catarci – ma ce la metteremo tutta per dar voce ai quartieri, alle persone e alle organizzazioni sociali che li animano, per reddito, lavoro, conversione ecologica, diritti e libertà personali, per contendere palmo a palmo alle destre la città e il Paese”.

 

 

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Anziana trovata morta in un appartamento della Circonvallazione Ostiense

L’odore tremendo che si diffonde nel condominio, l’allarme dei vicini, l’arrivo della Polizia Locale. È questo lo scenario a cui hanno assistito nella mattinata di mercoledì 10 agosto gli abitanti di uno stabile al civico 228 della Circonvallazione Ostiense.
Il tutto nel corso di una mattinata apparentemente tranquilla, con poco traffico e pochi rumori nelle strade, tipico di questo periodo estivo. L’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno forzato la porta al terzo piano, ha permesso così agli agenti del Gruppo Tintoretto di entrare nell’appartamento e scoprire la morte di una signora di 74 anni.
La signora era riversa sul letto, probabilmente il suo decesso risaliva a circa 10 giorni fa. Una morte come tante, legate alla solitudine di chi ha parenti lontani o non ce li ha più. Oppure di chi ha scarsa attitudine nei rapporti interpersonali, o di chi vive una vita semplicemente riservata.

 

Le ipotesi del decesso

Al momento non si esclude nessuna ipotesi, né il malore improvviso né il decesso per cause naturali, ma nemmeno quella della rapina finita male. Sul letto dove è stata trovato il corpo esanime della signora è stata rinvenuta anche una borsa il cui contenuto era riversato in parte sul pavimento. Forse la signora si è sentita male e ha cercato una medicina o un farmaco salvavita nella borsa, oppure qualcuno l’ha uccisa nel corso di una colluttazione legata ad una rapina.
Gli inquirenti stanno già passando al setaccio tutte le immagini di videocamere adibite alla sorveglianza della zona, mentre hanno ascoltato diversi inquilini dello stabile.

 

L’autopsia scioglierà ogni dubbio

Una volta ultimati i rilievi del caso, la salma della signora è stata portata all’istituto di medicina legale. Saranno naturalmente i medici, al termine dell’esame autoptico, ad accertare le cause del decesso e naturalmente ad indicare un giorno e un orario.

 

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La storia dell’Archivio Flamigni rivive nel podcast #7Vite

Cosa accomuna la storia del Castello di Santa Severa dove ha vissuto il primo samurai arrivato in Europa, le grotte di Pastena e il pozzo D’Antullo in Ciociaria, l’edificio d’arte contemporanea Wegil a Trastevere e l’Archivio Flamigni a Garbatella?

Sono solo alcuni dei luoghi e delle storie che vengono raccontate in #7Vite, un podcast scritto, curato e interpretato da un gruppo di giovani che hanno voluto raccontare alcuni degli spazi pubblici rinati grazie al contributo della Regione Lazio.

Luoghi capaci di farci viaggiare nel tempo come l’Archivio Flamigni a cui è dedicata la terza puntata intitolata Memo.

Breve storia dell’Archivio

Tra un susseguirsi di contributi audio emerge la storia dell’Archivio frutto dell’attività di studio e ricerca del senatore Sergio Flamigni, classe 1925. Il centro di documentazione è nato a Oriolo Romano in provincia di Viterbo e nel febbraio 2021 si è trasferito in piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella, in un crocevia culturale e sociale tra il Palladium, Moby Dick e il Csoa La Strada.

L’archivio voluto fortemente dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, raccoglie documenti nazionali, legati alla storia dell’Italia Repubblicana, e si concentra in particolare sullo studio del terrorismo, stragi, eversione politica, mafia e criminalità organizzata.

Il contenuto della puntata

Nella puntata tra battute di Alberto Sordi e Nanni Moretti, è possibile ascoltare spezzoni di telegiornali andati in onda sul caso Moro e sul caso della P2, interviste alla direttrice Ilaria Moroni, alla documentarista della  Camera dei deputati Piera Amendola e ad Agnese Moro figlia di Aldo il politico, tra i fondatori della Democrazia Cristiana, assassinato nel 1978 dalle Brigate Rosse.

#7Vite un podcast utile a conoscere alcuni luoghi ricchi di storie che avevamo dimenticato, ma che, come i gatti, hanno diritto a rivivere altre esistenze per sorprenderci in nuove forme.

Tutti gli episodi del podcast sono disponibili in ascolto gratuito sulle piattaforme: Spotify, Apple podcast e Google podcast.

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Videocittà arriva al Gazometro, 5 giorni di proiezioni audiovisive contemporanee

Al via negli spazi Eni dell’ex Gazometro Videocittà, festival dedicato alla visione e all’audiovisivo in programma dal 20 al 24 luglio. Si tratta di una piattaforma innovativa in grado di scoprire e far conoscere le realtà delle immagini in movimento e di promuovere l’eccellenza dell’audiovisivo. Ideata da Francesco Rutelli e diretta da Francesco Dobrovich, Videocittà offre uno sguardo che coinvolge un pubblico eterogeneo sulle diverse discipline delle immagini in movimento. Il tutto attraverso proiezioni, talk formativi e divulgativi, installazioni monumentali e arte visiva. Anche in questo appuntamento sono infatti previste moltissime installazioni interattive, proiezioni e le performance audiovisive. Il programma, che gravita nel tema della transizione energetica, prevede talk formativi, realtà virtuale, innovazione e tecnologia.

In quattro edizioni 450.000 visitatori

In sole quattro edizioni Videocittà ha prodotto centinaia di eventi, spettacoli, mostre, conferenze e proiezioni, con la presenza di ospiti nazionali e internazionali. Con una vasta diffusione nell’intero territorio, la manifestazione ha toccato alcune delle piazze più suggestive del centro storico, il Senato della Repubblica e la Farnesina. È stata presente in luoghi d’arte come gallerie, accademie straniere, ma anche in altri luoghi riconvertiti alla cultura. Basti pensare all’ex caserma di via Guido Reni e l’ex dogana di San Lorenzo.
Nel corso delle sue prime quattro stagioni Videocittà ha visto la partecipazione complessiva di circa 450 mila persone.
Gli eventi hanno coinvolto anche le massime cariche istituzionali quali il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.  Hanno visto anche la partecipazione di rappresentanti del Governo, della Regione Lazio e di Roma Capitale.

Il Gazometro con l’istallazione Luna Somnium

Il Gazometro diventa protagonista dell’arte

Il più grande e conosciuto dei quattro presenti nell’area, ospita un’installazione monumentale, intitolata “Luna Somnium”, prodotta da Eni per Videocittà 2022 e realizzata da fuse. Si tratta una sfera del diametro di 20 metri che fluttua all’interno della struttura, visibile da gran parte della città. L’opera diventa protagonista di un percorso emozionale grazie a un lavoro di suoni e di giochi di luce. Il titolo dell’installazione si ispira all’opera “Somnium” di Giovanni Keplero, racconto fantascientifico di un viaggio sulla luna.

 

Come raggiungere l’area del Gazometro

L’ingresso per l’area industriale del Gazometro è situato in via del Commercio 9/11 ed è raggiungibile a piedi in 15 minuti sia dalla stazione della linea B della metropolitana di Garbatella sia da quella di Piramide/Porta San Paolo. Una valida alternativa è rappresentata dalle linee bus 23 e 769 le cui fermate si trovano entrambe sulla via Ostiense.

 

Dove acquistare i biglietti d’ingresso

I biglietti per i vari eventi sono disponibili sulla piattaforma https://dice.fm/tickets

 

 

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Chiude la Tana del libro

sulla Circonvallazione Ostiense

Di Riccardo Cervellini

Sono sempre di più le piccole attività costrette a chiudere i battenti a discapito dei cittadini e della qualità della vita del quartiere. È il caso della Tana del Libro, storica libreria della Garbatella situata al civico 243 della Circonvallazione Ostiense, che comunica così sui social la fine di un lungo percorso “Con la morte nel cuore vi annunciamo la chiusura, dopo più di quarant’anni di onorata carriera, della piccola libreria di quartiere La Tana del Libro”. Il negozio nasce nel 1974 ed è diventato negli anni un punto di riferimento per molti abitanti del territorio: “Quest’attività nasce quasi insieme al quartiere- ci confida amareggiata Alessandra, la titolare-, nel posto dove sono oggi c’è sempre stata una libreria. Inizialmente, poco meno di cinquant’anni fa, era una cartolibreria, poi l’ha presa in gestione la precedente proprietaria mantenendola sempre come tale per poi passare alla mia gestione. Stiamo parlando di un esercizio storico, sempre indipendente e soprattutto negli ultimi tempi in stretto contatto con il territorio essendo io, anche se ancora per poco, presidente dell’associazione commercianti.

Abbiamo sempre avuto legami con il Municipio — prosegue —facendo numerosi eventi e riuscendo a rimanere attivi anche nel periodo della pandemia. Purtroppo, negli ultimi anni la situazione delle librerie non è chiaramente delle migliori, forse perché il libro non va più di moda? Non so darmi una risposta precisa. Sicuramente i nostri competitor non sono le grandi catene quanto il commercio online, che ci sta devastando lentamente, ma credo anche tutto il sistema editoriale, in quanto il prezzo del libro non consente più un grande guadagno. Avere una libreria è sempre stato il mio sogno nel cassetto — confessa Alessandra — dunque ho annunciato la chiusura davvero con la morte nel cuore, ma in ogni caso è meglio aver amato e perduto che non aver amato affatto. Comunque — conclude — non ho rimpianti avendo provato a fare veramente di tutto per cercare di rimanere aperti, ma non è stato possibile. Fino al 30 giugno, data di chiusura, applicheremo grandi sconti su tutti i libri rimasti per cercare di svuotare il negozio”.

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Chiude il forno dei Maurizi, una generazione di panettieri

Ormai un ricordo quell’aroma di pane fragrante sprigionato nel cortile del lotto 8

Di Giorgio Guidoni

C’era un luogo a Garbatella che aveva il potere di sprigionare nell’aria un intenso profumo di pane appena sfornato. Fragranza che conquistava tutta la piazza, aroma inconfondibile che entrava persino nel cortile del Lotto 8 e faceva pregustare ai ragazzini pizza bianca, pizza rossa, rosette e cirioline.

Quel posto ora è un vivido ricordo per i tanti che lo hanno conosciuto e amato. È il forno Maurizi, una eccellenza arcinota nel quartiere che dallo scorso aprile ha cessato l’attività. Appena divulgata la notizia della chiusura, i social sono stati sommersi da una valanga di messaggi di affetto e ringraziamento da parte della sua affezionata clientela.

Tutto nasce dal capostipite Domenico Maurizi, nato nel 1900, secondo di nove fratelli, rimasto senza padre in tenera età. Con la mamma Anna, abitava a San Giorgio al Velabro, prima del trasferimento al lotto 27 avvenuto a fine anni venti del secolo scorso.

Domenico ha uno spiccato senso imprenditoriale, inizia ad aprire un forno in via Ostiense, di fronte alla ex scuola elementare Niccolò Tommaseo, vicino all’attuale farmacia. È un grande lavoratore e giornalmente produce una notevole quantità di pane.

Ha anche un forte senso di generosità, di giustizia e di solidarietà. Durante gli anni della guerra aiuta diverse famiglie bisognose, compresi molti nuclei di religione ebraica, donando loro pane prodotto di nascosto.

La panificazione in tempo di guerra era controllata capillarmente, era un grave reato produrre pane segretamente. Poiché nei controlli degli agenti fascisti non c’erano riscontri coerenti tra quantitativi di farina in entrata e in uscita Domenico fu anche sospettato di vendere pane a borsa nera, accusa fortunatamente caduta nel vuoto. Inoltre nei suoi vari esercizi commerciali aveva ricavato diversi nascondigli per dare riparo a famiglie ebree ricercate. Anche nella sua casa di via Roberto De Nobili aveva creato una stanza con ingresso segreto che fungeva da nascondiglio. L’ingresso alla stanza era coperto da un armadio che ne celava la vista. I soggiorni dei clandestini non potevano durare molto tempo per via di sospetti e delazioni. Più volte in casa sua ci furono perquisizioni dei fascisti che però fortunatamente non scoprirono mai nulla.

Per queste sue iniziative e per le tante vite salvate la comunità ebraica di Roma riconoscerà a Domenico un attestato, che sarebbe stato felicissimo ricevere con le proprie mani. Purtroppo arriverà solo dopo il 1977, anno della sua scomparsa.

Alla liberazione di Roma del 4 giugno 1944 si rendono disponibili a Garbatella diverse strutture sino allora occupate dai fascisti ormai dileguatisi. Per la sua attività di panificatore Domenico avrebbe desiderato la Villetta, luogo però occupato subito dai partigiani. Allora accettò di insediarsi nei locali in largo Giovanni Ansaldo, in cui nel ventennio si trovava una palestra del Partito nazionale fascista.

L’attività apre l’8 agosto 1944 e da allora non fa che crescere. Negli anni del boom economico arriva a produrre 6 quintali di pane al giorno, una quantità considerevole che serviva ad approvvigionare enti quali il Centro Traumatologico Ortopedico, la città militare della Cecchignola, il Centro Paraplegico di Ostia. Inoltre Domenico apre vari negozi a Roma e ne fa dono ai suoi cinque figli, Mario, Italo, Nello, Alfredo, Sergio, garantendo loro un futuro sereno.

A fine anni ’50 il forno passa ad Italo, secondogenito, che porta avanti la tradizione di famiglia con generosità e oculatezza. I suoi figli, Mauro, Miriam e Anna, avuti dalla consorte Ersilia Giordani, si vedevano spesso gironzolare allegri nel negozio, tra cioccolate e scatole di biscotti.

Erano gli anni del boom economico, disoccupazione e povertà andavano via via scomparendo. Anche se per molte persone c’erano ancora tante difficoltà, si respirava un’aria di allegria e spensieratezza, generata dall’apprezzare i pochi beni materiali posseduti e godere delle piccole grandi cose che può offrirti la vita. Come il rito domenicale del pranzo in famiglia. Per ottenere una cottura sopraffina le mamme del quartiere usavano cucinare le loro prelibatezze al forno Maurizi. Lasagne, pasticcio di maccheroni, melanzane alla parmigiana, portate nelle loro teglie a cuocere, ritornavano a casa pronte per essere gustate con amici e parenti in un convivio indimenticabile.

 

Ce lo racconta Mauro, il primogenito di Italo, che, da ragazzino era addetto al compito di verifica cottura dei piatti. Un duro lavoro che qualcuno doveva pur fare e lui si applicava con grandi risultati.

Ai ragazzini del lotto 8 Italo regalava a più riprese calde rosette appena sfornate. Alla scala E c’era un ingresso segreto che ti permetteva di entrare direttamente nel retro del negozio. Entrare in quel tempio era un piacere per i sensi: la vista per i tanti prodotti colorati sugli scaffali, l’odorato per il profumo della cottura, il tatto per la consistenza scrocchiarella dal pane, il gusto per la bontà dei prodotti venduti e l’udito perché quando uscivi fischiettavi e cantavi tutto contento con gli altri amichetti. E poi le cirioline con dentro la tavoletta di surrogato di cioccolato, quello che aveva sul retro l’immagine del Barone di Munchausen, un sapore inconfondibile, al modico prezzo di 10 lire!

La generosità è sempre stata un carattere distintivo dei Maurizi. Tante persone in difficoltà economiche venivano a chiedere il pane che veniva loro donato discretamente.

Attilio e Domenico Maurizi in una foto del 1960
Miriam Maurizi
Italo Maurizi
Maestranze per la costruzione del lotto 15 in via G. Ansaldo nel 1922

Nel 1968 Italo lascia l’attività al primogenito Mario che continua a curare la panificazione con attenzione e qualità servendo negli anni un grande numero di clienti, sia pubblici sia al dettaglio. Nell’anno 2000 arriviamo alla terza generazione dei Maurizi. Loredana, figlia di Italo, prende in carico l’attività portando nuove idee e una rinnovata energia. Negli oltre 20 anni di gestione opera diversi cambiamenti strutturali, ingrandisce i locali interni accorpando le ex cantine del palazzo e dà un nuovo impulso all’attività facendola viaggiare al passo con i tempi. Tutto secondo i crismi tradizionali di qualità, sviluppo e generosità. In piena fase di emergenza Covid istituisce la busta sospesa: a fine giornata il pane e la pizza invenduti sono messi a disposizione di chi ne ha bisogno, incartati in varie buste disponibili fuori dal negozio.

Tutte le storie, anche le più belle, hanno una fine. Le nuove generazioni hanno scelto strade professionali diverse, qualche problema di salute in famiglia, il mercato che cambia, la gestione del personale onerosa, Loredana decide di fermarsi. Da un paio di mesi il forno Maurizi è un ricordo fragrante, associato a momenti semplici e indimenticabili della vita di tutto il quartiere.

Curiosando tra i ricordi di famiglia Miriam ci ha fatto pervenire un documento di grande importanza. L’immagine, scattata nel 1922 da una rurale e irriconoscibile via Ansaldo, un gruppo di operai addetti alla costruzione del lotto 15. Tra di loro, con un segno sopra il cappello, c’è Attilio Giordani, padre di Ersilia, moglie di Italo. Una foto eccezionale che evidenzia un legame profondissimo tra la famiglia Giordani/Maurizi e la Garbatella, unione che dura da un secolo esatto.

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Quei treni per Modena, destinazione paradiso

Anche i bambini bisognosi della Garbatella nel dopoguerra furono ospitati dalle famiglie del nord Italia. La storia di Giulio, Laura e Giovanna Foschi.

Di Giorgio Guidoni

La fine delle ostilità del secondo conflitto mondiale lasciò l’Italia sprofondata su un cumulo di macerie e povertà, ma non di disperazione. Un aiuto concreto ai figli delle tantissime famiglie povere del Centro-Sud lo idearono l’Unione Donne Italiane, insieme al Partito Comunista, con un progetto formidabile e visionario noto come “I treni della felicità”. Grazie alla disponibilità di famiglie benestanti e generose del Nord, che avrebbero dato accoglienza temporanea a bambini indigenti o in difficoltà economiche.

a sinistra: Giovanna con Ludovico Righi e familiari | a destra: Giulio Foschi

Il piano, ancora oggi poco conosciuto, iniziò nel gennaio 1946 con l’allestimento di treni speciali che portavano i bambini bisognosi nelle case di quelle famiglie che si erano offerte per dare loro alloggio e sussistenza. In un batter d’occhio la vita per queste creature cambiò in meglio, per loro scomparvero i problemi di scarsità di cibo, cure, istruzione e beni di prima necessità. 

Il progetto non era piaciuto a Pio XII, Papa dichiaratamente anticomunista. Il Vaticano aveva assunto una posizione ideologica contraria, facendo spargere la voce che i bambini sarebbero stati spediti in Unione Sovietica, e arrivando a ventilare il fatto che, una volta arrivati a destinazione, se li sarebbero mangiati o ne avrebbero fatto sapone. Dichiarazioni che avevano fatto dubitare più di un genitore sull’opportunità di spedire i loro figli verso un destino ignoto e terribile. Ma alla fine chi ne aveva bisogno decise di accettare l’amore verso il prossimo offerto dalle famiglie benestanti. Anche a Garbatella ci furono genitori che scelsero per i propri figli la soluzione dei Treni della Felicità.

L’Unità del 1 febbraio 1946

Stiamo parlando della famiglia Foschi, molto conosciuta nel nostro quartiere, proprietaria del celebre bar in piazza Bartolomeo Romano, gestito per tanti anni dall’indimenticato Giulio, scomparso prematuramente nel dicembre 2001. Il progenitore Nonno Checco, al secolo Francesco Foschi classe 1901, era un omone grande e grosso, originario di via della Scala a Trastevere, trasferito a Garbatella, al lotto 20, nei primi anni venti del secolo scorso. Lavorava al Mulino Biondi, poco distante dal Ponte dell’Industria. Con i suoi colleghi faceva a gara a portare su per le scale sacchi di farina del peso di un quintale: chi ci riusciva vinceva un litro di vino. Comunista d’altri tempi, era un idealista che non volle mai prendere la tessera del Partito Nazionale Fascista. Anche sua moglie Maria Pepe, classe 1905, lavorava al Mulino Biondi. Era addetta alla produzione della pasta lunga, principalmente gli ziti. Maria non seguiva le idee del marito. Più concreta e pragmatica, lei scelse la strada che garantiva la razione quotidiana di cibo per sfamare le bocche della loro numerosa prole e accettò la famigerata tessera: con undici figli era praticamente una scelta obbligata.

Nel gennaio del 1946, alla sede del PCI della Villetta, si riunì il comitato per la partenza dei bambini. Nonno Checco venne a sapere delle voci messe in giro dalla Chiesa per scoraggiare la loro partenza. Lui che aveva deciso di aderire al progetto del treno della felicità, mandando a Modena uno dei suoi figli, si alzò in piedi, prese la parola e comunicò a gran voce “Il Papa è contrario? E allora io ne mando su tre!”

E fu così che quella domenica 3 febbraio 1946 sui vagoni in partenza dalla stazione Termini destinazione Modena salirono anche Giulio nato nel 1932, Laura del 1935 e la più piccola Giovanna che aveva appena 9 anni, tre degli undici figli della casata Foschi. Arrivati a Modena i bambini vengono trasferiti al paese di Castelfranco Emilia e condotti al Teatro Comunale (oggi è il teatro Dada’) per la scelta delle famiglie. Nel salone ci sono tavole imbandite, con pane bianco (sconosciuto ai più) e affettati. Giulio non crede ai suoi occhi, si avvicina a uno dei banconi e si appropria di più panini nascondendoli nelle tasche dei pantaloni. Si avvicina a lui la signora Assunta Odorici, che poi lo accoglierà nella sua casa, e teneramente gli dirà: “Non preoccuparti, non avrai più fame. Da oggi il pane ci sarà tutti i giorni.” È l’inizio di una nuova vita, fatta di accoglienza, contatto con la natura, aiuto in casa e stabilità. Giulio, col suo carattere estroverso e spiritoso si fa subito benvolere e diventa un figlio acquisito. Tutti i giorni monta in bicicletta e va a trovare le sorelle più piccole per salutarle e sincerarsi che sia tutto a posto. Assunta Odorici diventerà per lui una seconda madre, i rapporti tra loro rimangono stretti per molti anni a venire. Per Giulio diventa Mamma Assunta, va a trovarla spesso, perfino durante il suo viaggio di nozze fa tappa a Modena per salutarla e farle conoscere sua moglie Gabriella. Sarà presente anche per festeggiare il centenario della sua seconda mamma. Giovanna si ambienta subito, contribuisce ai lavori in famiglia e impara velocemente come gestire la vita in campagna. Si innamora di Ludovico, il figlio della famiglia Righi che l’aveva accolta, con cui convola a nozze nel 1954. Il matrimonio sarà celebrato nella chiesa di Santa Galla sulla Circonvallazione Ostiense. Giovanna ancora oggi vive a Modena, Ludovico purtroppo non c’è più. Laura invece non si trova a suo agio e dopo pochi mesi fa ritorno a casa: ancora oggi vive a Garbatella.

Più di 70mila bambini furono accolti da decine di migliaia di famiglie ospitanti: un grande risultato per una straordinaria attività che proseguì sino al 1952.

Il primo incontro con la famiglia Foschi avviene sorseggiando un caffè al bar di famiglia in piazza Bartolomeo Romano. La primavera è alle porte, profumo di fresco, aria tersa, cielo azzurro. I loro racconti sono pregni di partecipazione e commozione. È palpabile la presenza di Giulio che non ha mai lasciato la memoria dei suoi cari e ancora li emoziona quando lo ricordano. Le parole chiave sono accogliere, accettare, ospitare, con entusiasmo e generosità. L’incontro ha luogo il 24 febbraio 2022, lo stesso giorno in cui arrivano brutte notizie dal fronte russo-ucraino. Putin ha deciso di iniziare una nuova guerra per impossessarsi con la forza dei territori di un altro Stato indipendente. I conflitti sembrano non aver mai fine. Ma la speranza per un mondo di pace, accoglienza e ospitalità è più grande della disperazione.

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Il ponte di via Giulio Rocco
sarà abbattuto e ricostruito

I LAVORI POTREBBERO ESSERE TERMINATI ENTRO IL 2023.IL COSTO DELL’OPERA SI AGGIRA SUI 2 MILIONI E 800 MILA EURO

di Gianni RIVOLTA

Ci vorranno ancora mesi, forse qualche anno, per ripristinare la circolazione su via Giulio Rocco, una delle strade di collegamento tra la Garbatella e l’Ostiense, proprio all’altezza del vecchio Rettorato della Terza Università di Roma. Infatti, tramontata l’ipotesi di un restauro del ponte danneggiato dal sisma dell’autunno del 2016, ora si prefigura il suo abbattimento e la completa ricostruzione. Ma qui le cose si complicano. Pare che la stazione appaltante possa essere individuata nell’Astral, l’agenzia regionale delle strade, che dal 1° luglio prenderà in carico anche la linea Roma —Lido, su cui insiste il cavalcavia. Questo consentirà di coordinare meglio i lavori e i riflessi sul traffico ferroviario. Il nuovo ponte sarà leggermente allargato per rifare i marciapiedi a norma con il Codice della strada, mentre la sede stradale rimarrà invariata. Inoltre il progetto prevede la realizzazione del cavalca ferrovia a campata unica in acciaio.

Il costo stimato si aggira sui 2 milioni e ottocento mila euro, ma probabilmente una volta definito il progetto esecutivo e avviata la gara d’appalto, i costi potrebbero variare, anche perché in questi ultimi mesi sono aumentati tutti prezzi delle materie prime, in particolare quelli del ferro e dell’acciaio. Una volta espletata la gara, compatibilmente con il traffico sulla linea Roma e Ostia, i lavori potrebbero durare tra i 6 e gli 8 mesi. E quindi si può presumere che ci vorrà tutto il 2023 per costruire il nuovo ponte e collaudarlo. Tanto dovranno aspettare gli studenti dell’Università e i cittadini della Garbatella, per raggiungere direttamente lo stradone dell’Ostiense e non gravare su via Pellegrino Matteucci o su viale Leonardo da Vinci a San Paolo

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Il FESTIVAL DELL’ARCHITETTURA ANCHE NEL QUARTIERE OSTIENSE

Inizia oggi il Festival dell’Architettura (FAR) che si terrà a Roma dall’11 al 19 giugno 2022.

Particolare del Rettorato RomaTre a Ostiense

Organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, il Festival mantiene il quartier generale presso la Casa dell’Architettura a Piazza Manfredo Fanti, ma quest’anno per la prima volta si apre alla città, con eventi che si terranno anche in altri luoghi. In particolare il programma si svolgerà  nel quartiere Ostiense che ospiterà vari eventi come i city talk, i city tour e i pranzi di quartiere. Non a caso infatti è stata scelta la nuova sede del Rettorato di Roma Tre per la presentazione del programma della edizione 2022 del Festival. Si tratta dell’opera avveniristica disegnata dall’architetto Mario Cucinella, con le sue tre torri di forma ellittica che richiamano il Gazometro. Ampie aree e grandi vetrate pensate per includere e mettere in comunicazione gli spazi dell’area Ostiense-Garbatella.

Il programma prevede presso la Casa dell’Architettura l’intervento dei maggiori architetti italiani. In particolare segnaliamo quelli di Mario Botta (13 giugno), Cino Zucchi (14 giugno), Massimiliano Fuksas (17 giugno) e Renzo Piano che anticipa, con un contributo video, il talk con Massimo Alvisi (16 giugno). Ma citiamo tra gli altri Marlon Blackwell,Gold Medal AIA, Alessandra Covini, Chiara Alessi, MadArchitects.

IL FAR NEL QUARTIERE OSTIENSE

Sabato11 sarà il Parco Shuster ad ospitare “Sport senza barriere” con conferenze, dibattiti, presentazioni di libri alla presenza del Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e dell’Assessore politiche educative e giovanili Francesca Vetrugno. Alle 19,45, Aperitivo e Concerto in collaborazione con l’associazione Remuria dell’Estate romana. Altri luoghi degli incontri nel nostro territorio saranno Industrie Fluviali, Cogeco, Talent Garden, Eataly, Wpp Campus e Cam, partner locali delle city talk. La giornata del 15 giugno sarà dedicata ai city-tour, ovvero alla cultura e al turismo, e ogni associazione avrà modo di mostrare il proprio spazio, o attività, attraverso visite guidate.

I pranzi di quartiere

Ogni giorno ci saranno in giro per il territorio dei pranzi di quartiere, in prossimità delle installazioni create da architetti ospiti, installazioni che verranno lasciate in dono negli spazi pubblici della città. In particolare ci saranno pranzi a Via Benzoni, a via del Commercio, Via P. Matteucci e presso Eataly. In questi luoghi, l’architetto progettista spiegherà alla collettività la sua opera e inviterà i presenti ad avanzare domande e osservazioni. Segnaliamo infine “Afternoon City Talk a Ostiense” presso la Centrale Montemartini, il 18 giugno alle ore 16:00:  Per “La Cultura rigenera” introdurrà Amedeo Ciaccheri  Presidente Municipio VIII, modererà M.E. Fiaschetti del Corriere della Sera e interverranno Massimo Bray- Direttore Generale Treccani , Maria Vittoria Marini Clarelli- Dirigente periferie e rigenerazione urbana del Ministero della Cultura, Massimiliano Smeriglio – New European Bauhaus Coordinatore Commissione Cultura,  Nicola Zingaretti – Presidente Regione Lazio

LA SERATA CONCLUSIVA AL PALLADIUM

Il 19 giugno dalle ore 16:00 al Teatro Palladium si svolgeranno i lavori della giornata conclusiva del FAR. Alla presenza del Sindaco Gualtieri e del presidente del Municipio VIII Ciaccheri ci sarà un workshop sulla presentazione dei lavori. Interverranno tra gli altri Alessandro Panci – Presidente dell’Ordine Architetti di Roma, Alice Buzzone – Direttrice FAR, Maurizio Veloccia- Assessore Urbanistica Roma Capitale, Orazio Carpenzano-Preside Facoltà di Architettura Sapienza, i prof. di Roma Tre Marco Burrascano e Alessandro Gabbianelli, Andrea Catarci-Assessore al decentramento, partecipazione e città dei 15 minuti Roma Capitale. Il programma prevede una festa finale al Palladium.

di Paola Borghesi

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“Progetto Rossano” e scuola sul cyberbullismo

Chi non crede che il cyberbullismo possa essere sconfitto, dovrebbe conoscere l’Istituto comprensivo “Via Ceneda” di Roma. Questa scuola, con impegno e concretezza, mette spesso i propri ragazzi di fronte a questo argomento delicato.  Con la consapevolezza che ogni scuola dovrebbe sentire la necessità di confrontarsi, formare e prevenire.

Il progetto Cyber Factor

Questo progetto, come si legge da una circolare della scuola, nasce nell’Ottobre del 2021. Le attività principali sono:

  • Lo sportello di ascolto, specificamente dedicato all’informazione e sensibilizzazione sulle tematiche legate all’uso della tecnologia, sui social, sul bullismo mediato dalla rete.
  • La formazione, informazione e consulenza, a cura del Prof. Giuseppe Curcio, Docente universitario di Psicologia generale, Dipartimento DISCAB – Università degli Studi dell’Aquila, esperto, tra l’altro, di “effetti dellʼesposizione a campi elettromagnetici su variabili fisiologiche, cognitive, comportamentali e sullo stato di salute”;
  • L’attività di consulenza e affiancamento dell’AGE – Associazione Genitori italiana, a cura della presidente nazionale Rosaria D’Anna.
  • Infine gli incontri con il team di Istituto di prevenzione al bullismo e al Cyberbullismo.

L’incontro online

Il 13 Maggio dalle ore 9:30, ci sarà un incontro rivolto a studenti, docenti, genitori, e chiunque volesse partecipare, sul tema bullismo e cyberbullismo. L’intervento potrà essere seguito sulla pagina Fb di Progetto Rossano, Associazione di Promozione Sociale Multidisciplinare al servizio del territorio di Roma, al seguente Link:
https://www.facebook.com/progettoRossano

L’organizzazione

L’incontro, è stato fortemente voluto dalla dirigente scolastica, Sabina Maraffi, e organizzato dall’avv.Rina Izzo, dall’avv. Francesco Maria Graziano e dalla dott.ssa Irene Lorusso, della organizzazione “Progetto Rossano”, con il supporto del team di prevenzione al bullismo dell’Istituto, coordinato dalla professoressa Rita Bianco.

Insomma, un appuntamento importante quello del 13 Maggio, in quanto parlarne è il primo passo per risolvere il bullismo. Perché ciò che spaventa ancora più della violenza, è l’indifferenza.

Vedi anche:
L’associazione Rossano e il suo nuovo orto a Montagnola
Progetto Rossano compie due anni

Di Ilaria PROIETTI MERCURI

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Spazio mamma: nell’Asl Roma2 lo sportello di ascolto per le nuove genitrici

Questo era un progetto indispensabile, che aveva bisogno di “spazio”, e infatti lo ha trovato. 

Dal 5 Aprile, tutti i martedì mattina dalle 10:30 alle 12:00, i consultori familiari di Largo delle Sette Chiese e via del Lincei propongono uno spazio gratuito per le neomadri e i loro bambini (0-6 mesi) all’interno del quale giocare, parlare e pensare insieme.

Gli ultimi incontri

Gli incontri ci saranno fino al 17 Maggio. Il prossimo, il 3 Maggio, ci sarà il laboratorio di disegno.

Il 10 Maggio il laboratorio teatrale: in cui si affronterà il tema del rapporto con il lavoro e con l’inserimento al nido.

Infine il 17 Maggio ci sarò l’ultimo incontro con i saluti.

Contatti

Per informazioni o prenotazioni basta scrivere una mail a: alessandramaria.monti@aslroma2.it

Di Ilaria PROIETTI MERCURI

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“La Garbatella” a Brugherio

In Brianza cucina e atmosfera romanesca 

Che cosa ci fa a Brugherio un ristorante dal nome Garbatella? Ce lo spiega il proprietario Roberto Milioni, 53 primavere che sembrano estati, romano di nascita, appassionato romanista.

La storia del ristorante Garbatella

“Mio padre si trasferì con tutta la famiglia da Roma qui in Brianza nel 1970, quando avevo appena un anno. Chiaramente non ricordo nulla di quel trasloco, ma dentro me vive da sempre l’amore per la mia città.

Qui a Brugherio ho aperto due ristoranti a gestione familiare in cui si respira “l’arietta de Roma”. Il Mirò, ristorante vegetariano, tradizionale e pizzeria, caratterizzato dai colori giallorossi, puoi ben capire che sono un grande tifoso della Roma. E da due anni questo Garbatella, in cui si respira l’aria spassionata e frizzantina del rione che amo. Al Garbatella il menù è rigorosamente di impronta capitolina, i clienti gradiscono molto la cucina e l’atmosfera scanzonata, allegra e solare.”

Atmosfera di Roma

Nel locale si staglia a bella posta una foto della scalinata di Piazza Giovanni da Triora, insieme a foto del Colosseo, di Fontana di Trevi e di Francesco Totti, il tutto condito dalla voce di Antonello Venditti, che canta in sottofondo “Quanto sei bella Roma”.

Iniziative culturali

Roberto è un vulcano pieno di iniziative e i suoi locali ospitano spesso eventi culturali.

A Via Niccolò Jommelli 24, Milano, il 4 maggio ci sarà la presentazione del libro “Er core de noantri” con la presenza dei due autori Maddalena Capalbi e Massimo Moraldi.

Respiro di Garbatella

Anche lontano da Roma si può respirare l’atmosfera del ponentino, grazie soprattutto a chi ne fa rivivere i colori e i profumi tipici, come Roberto che speriamo di poter incontrare presto proprio qui da noi tra le stradine e i vicoli della nostra amata Garbatella.

Di Giorgio GUIDONI

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Dormitorio a cielo aperto sulla Circonvallazione Ostiense

Accampamento abusivo di fronte alla chiesa di Santa Galla – Materassi, trolley, panni stesi e bancali. Un accampamento con tanto di magazzino abusivo a cielo aperto sulla Circonvallazione Ostiense, di fronte alla parrocchia di Santa Galla: questo è lo scenario che si presenta ormai da giorni agli occhi dei cittadini della zona.

“È una vergogna, nessuno è intervenuto, siamo nel degrado, nonostante le numerose denunce la situazione non cambia”. Queste le parole di un passante che nella mattina di sabato 23 Aprile si trovava nei paraggi. “Sono anche passati alcuni volontari una settimana fa per la pulizia del prato, ma i bancali sono rimasti lì”, continua il passante.
A pochi metri da quella che è la zona notte, utilizzata per dormire dai senza tetto, ci sono sedie, tavolini, tovaglie e resti di fuochi a terra per cucinare.

Si attendono risposte dalle istituzioni dopo le segnalazioni dei cittadini.

Ecco alcune immagini raccolte dal nostro foto reporter:

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Presentato  il libro “Un viaggio ancora possibile. Il Polo Museale dei Trasporti”

Ostiense: libro sul Polo Museale dei Trasporti – “Un viaggio ancora possibile” è questo il titolo del volume presentato presso la Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro di via Ostiense in occasione del Natale di Roma, data dal forte valore simbolico.  L’opera è stata curata dal Comitato in difesa del Polo Museale. Si tratta di 24 associazioni, che hanno costruito il nuovo volto del museo con numerose iniziative sociali, mostre fotografiche, visite guidate e spettacoli trasformandolo nel tempo da luogo di conservazione di testimonianze storiche in un laboratorio di idee, inclusivo, uno spazio d’incontro per la cittadinanza.

“Il libro è un punto di partenza per ricostruire questa grande comunità che crescerà insieme alle istituzioni, una spinta in più per restituire alle generazioni presenti e future uno spazio socio-culturale e un luogo di storia d’eccellenza” Dichiara Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina. Durante la presentazione sono intervenuti anche Amedeo Ciaccheri Presidente del Municipio VIII, Luigina Di Liegro Segretario Generale della Fondazione Luigi Di Liegro, Angelo Curci ex Direttore Generale Met.Ro., Antonio Mallamo Amministratore Unico Astral Spa, Eugenio Patanè Assessore Mobilità Roma Capitale e Marco Vincenzi Presidente del Consiglio Regionale del Lazio.

Storia del Polo Museale dei Trasporti Ostiense 

Inaugurato nel 2004, in concomitanza con la prima notte bianca di Roma, il Polo Museale a Ostiense è uno spazio dove ripercorrere l’esperienza centenaria del trasporto pubblico locale fin dalle sue origini attraverso l’esposizione permanente di locomotori e tram storici restaurati, documenti, attrezzi del mestiere, fotografie d’epoca e un plastico ferroviario degli anni Cinquanta. Un esempio di cultura di conservazione dell’archeologia industriale che, purtroppo, a partire dal 2020 è stato chiuso al pubblico a causa prima delle misure anti-covid, poi dei lavori di manutenzione.

Le dichiarazioni di Luigina Di Liegro

“Questo libro rappresenta un’opportunità per continuare a creare cultura attraverso la storia e la memoria, in questo caso della mobilità a Roma”. Dichiara Luigina Di Liegro, Segretario Generale della Fondazione. “È molto importante avere spazi in cui le persone non solo imparino dal passato ma anche si scambino opinioni e creino relazioni per il futuro. Ciò che promuoviamo con la nostra Fondazione e che manca nella società di oggi — conclude — sono proprio le relazioni con gli altri e gli spazi pubblici devono incentivare questo. Un luogo come il Polo Museale è un ambiente in cui si possono creare relazioni e cultura”.

 Di Riccardo Cervellini

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Torna il Gran Premio della Liberazione, gara ciclistica per Under 23
Possibili disagi anche nell’VIII Municipio

Al via il Gran Premio della Liberazione, gara ciclistica nazionale per Under 23, giunto alla 75esima edizione.Tre giorni di sport (23, 24 e 25 aprile) che saranno caratterizzati da cinque gare differenti: esordienti, allievi, juniores, uomini under 23 e donne.
L’evento è inserito nel calendario dell’Unione Ciclistica Internazionale e della Federazione Ciclistica Italiana. Il Gran Premio della Liberazione è tra gli eventi sportivi più longevi della Capitale, tanto che la prima edizione risale addirittura al 1946.
Il circuito è quello collaudato da decenni, ovverosia tutta l’area adiacente e circostante leTerme di Caracalla. La zona di partenza e arrivo è posizionata proprio in viale delle Terme di Caracalla. 
I ciclisti affronteranno un percorso estremamente impegnativo, fatto di discese e salite durissime, in un paesaggio suggestivo e unico al mondo, impegnando le strade che costeggiano Porta Ardeatina e quindi le Mura Aureliane, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza al nazifascimo.


Le conseguenze per la viabilità nel nostro municipio


Coinvolta  anche una piccola parte dell’VIII Municipio, inevitabili perciò le ripercussioni per il traffico e per la viabilità della zona, che sarà soggetta a cambiamenti e a chiusure. 
Alcuni provvedimenti relativi alla circolazione scatteranno nella prima mattinata di sabato 23 aprile; le chiusure vere e proprie delle strade interessate dalla corsa si avranno domenica 24 e lunedì 25 aprile tra le 7:30 e le 19:00 circa. 

Le probabili deviazioni per il traffico


Chi dall’VIII Municipio è diretto verso San Giovanni dovrà per forza percorrere via Cilicia, mentre coloro che sono diretti verso la Piramide,e quindi verso il centro storico,non dovrebbero avere problemi; in ogni caso, per evitare possibili blocchi benché temporanei, una valida alternativa sarà quella di passare per il Testaccio o per il ponte dell’Industria. Inoltre Atac ha fatto sapere tramite il suo sito internet che domenica 24 e lunedì 25 aprile sono previste deviazioni per le linee bus 160, 671, 714, 715 e 792.

Tutte le informazioni sulle gare e i percorsi sono disponibili sul sito: https://www.gpliberazione.it/

Di Stefano Baiocchi

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Tour del sindaco Gualtieri a Tormarancia

Le tappe del Sindaco Gualtieri. Tra la parrocchia, l’asilo, l’ex scuola Mafai e il Centro Freddo al San Michele si è svolta oggi la visita del sindaco di Roma Roberto Gualtieri al quartiere Tormarancia. Nel primo pomeriggio il primo cittadino ha incontrato alcune donne ucraine con bambini, fuggite dalla guerra e ospitate nei locali della parrocchia Nostra Signora di Lourdes.

Poi si è spostato all’asilo nido Acquerello in via Mantegna 130, che sarà oggetto di interventi di riqualificazione coi fondi del Pnrr. Un gruppo di cittadini, in rappresentanza di alcuni comitati di zona, lo attenderanno in viale Tormarancia 103, nella sede dell’ex scuola Mafai, dove dovrebbe sorgere nuovo di zecca un centro culturale. Infine Gualtieri visiterà in Centro Freddo e il Centro Anziani presso l’Istituto San Michele in piazzale Tosti 3.

Le parole del Sindaco di Roma

“Noi avevamo detto che Roma avrebbe accolto a braccia aperte i profughi che fuggono dall’aggressione militare russa e lo stiamo facendo insieme a tante associazioni di volontariato.

È bello poter essere qui a Tormarancia, dove ristruttureremo l’asilo nido di via Mantegna e finalmente doteremo il quartiere di un nuovo e qualificato Centro culturale”.

 Le dichiarazioni del Presidente Amedeo Ciaccheri

“Abbiamo voluto partire dalla parrocchia che in queste settimane si è distinta, insieme alla rete del Municipo solidale, nell’accoglienza ai profughi, che ancora stanno imparando l’italiano in un percorso di integrazione nella nostra comunità. Sono orgoglioso di presentare questa realtà al Sindaco come simbolo dell’accoglienza che la nostra città sta dimostrando”.

Di Gianni RIVOLTA

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Continuano le polemiche della Lista Calenda sui canili comunali di Ponte Marconi e Muratella

Dopo l’allarme lanciato negli scorsi giorni dai rappresentanti della Lista Calenda sull’assenza di veterinari nei rifugi di Ponte Marconi e Muratella, proseguono le polemiche a causa della mancata gara per garantire l’assistenza sanitaria nei canili e nei gattili comunali di Roma.

Le dichiarazioni di Flavia De Gregorio e Simonetta Novi

L’assessora Alfonsi annuncia di voler trasformare il canile della Muratella in un moderno ospedale pubblico veterinario romano. E intanto il cane Palla di Neve, ricoverato d’urgenza appena due giorni fa e frettolosamente rientrato a Muratella il 31 marzo è morto ieri, dopo 11 giorni, senza un’adeguata assistenza sanitaria.

Era stato portato in emergenza in una clinica privata veterinaria da alcuni volontari che si sono attivati vista la gravità della situazione”. Questo è ciò che affermano Flavia De Gregorio, capogruppo in Assemblea Capitolina della Lista Civica Calenda Sindaco e Simonetta Novi, consigliera dell’VIII Municipio, territorio in cui risiede il rifugio comunale di Ponte Marconi.

Sull’accoglienza degli animali nei rifugi pubblici Giunta Gualtieri inadeguata

“La verità – proseguono – è che anche la Giunta Gualtieri, così come Raggi, Tronca, Marino e Alemanno, conferma il disfacimento del sistema pubblico di accoglienza degli animali. E’ stato ora scelto un affido diretto fino al 31 dicembre 2022 ad una clinica veterinaria romana per garantire medicinali, ricoveri e cure ai 500 cani presenti nei rifugi Muratella e Ponte Marconi.

Non si capisce con quali criteri sia stata scelta, visto che viene già utilizzata dalla Asl per ricoverare gli animali infetti, non ha mezzi propri per il trasporto dei cani e dei gatti dai canili alla clinica e viceversa; e inoltre non si occuperà dello svezzamento dei cuccioli abbandonati che arriveranno a Muratella. Allo stesso tempo – concludono De Gregorio e Novi – per il gattile di Porta Portese è uscita il 4 aprile (con scadenza domande il 19 aprile) una manifestazione di interesse che prevede solo rimborsi ai volontari e chiede l’apertura del gattile per sole 3 ore al giorno per cure e adozioni”. 

Di Riccardo CERVELLINI

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Con rastrelli e pale per ripulire Lungotevere Dante

“Roma cura Roma”: in campo I militanti della Lista Calenda sindaco  

La lista Calenda riqualifica Lungotevere Dante– Come tante altre decine di cittadini oggi, nell’ambito dell’iniziativa “Roma cura Roma” lanciata dal Comune di Roma, i militanti di Azione hanno impugnato scope di ferro e pale per ripulire una parte del Lungotevere Dante in completo stato di abbandono. 

In testa alla squadra di spazzini volontari non potevano mancare le vulcaniche consigliere dell’VIII Municipio Simonetta Novi e Caterina Benetti, che hanno accumulato diversi sacchi di rifiuti non biodegradabili, come plastiche e bottiglie di vetro, raccolti tra i canneti che costeggiano il percorso stradale.

Il progetto esposto da Simonetta Novi capogruppo della Lista Calenda 

Ma l’obiettivo finale della lista civica, che ha due rappresentanti nel consiglio municipale è quello di riqualificare un pezzo di territorio abbandonato e poco conosciuto, che collega ponte Marconi alla via Ostiense e alla via del Mare.” 

Questo lembo di terra ai confini del nostro Municipio – afferma la consigliera Novi – è già stato bonificato nella parte prossima a Largo Veratti dall’associazione Cuore Sociale, che ha creato dal nulla un certo numero di orti urbani – ma noi vogliamo migliorare la percorribilità di tutta la strada-parco fino all’imbarcadero sul Tevere, valorizzando anche i murales già esistenti e realizzando una pista ciclabile. 

È un impegno che ci prendiamo fino alla fine della consiliatura, lavorando insieme ai consiglieri di maggioranza del Municipio”. 

Di Gianni RIVOLTA

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Inaugurato il Campetto di Piero a Roma 70 (Servizio video)

Servizio video a cura di Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

Il Campetto di Piero a Grotta Perfetta riapre ufficialmente ai cittadini, i due campi polivalenti e all’area ludica ritornano ad essere frequentati finalmente dalla comunità della zona sia per praticare sport sia per occasioni di socialità.

L’inaugurazione è avvenuta in un clima di festa, presenziata dall’VIII Municipio, ha visto la partecipazione dell’Assessora comunale all’Ambiente Sabrina Alfonsi, delle associazioni di zona e dal comitato di quartiere di Grotta Perfetta da sempre in prima fila per la riapertura.

La riqualificazione, costata centoventi mila euro, è risultata tra i progetti vincitori del processo partecipativo #RomaDecide, si tratta di introiti ricavati dagli oneri concessoridall’edificazione dei palazzi in Piazza dei Navigatori e dell’Albergo (conosciuto come bidet) di via Giustiniano Imperatore.

Dopo anni dedicati ai lavori e la ricerca di un ente gestionale, la riapertura è stata possibile grazie alla firma di un patto di collaborazione tra ente pubblico e cittadinanza attiva, un nuovo strumento che pone al centro la finalità del Bene Comune come spazio condiviso di attivazione progettuale.

I firmatari del patto di collaborazioni sono: L’VIII Municipio, il Comune di Roma, il comitato di quartiere e le associazioni quali: SportLabKKVolleyNessun Dorma, Genitori per la Scuola Municipio e Labsus

 

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Grotta Perfetta: nuovi sviluppi sul Punto Verde Qualità

Servizio video a cura di Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

Con Cara Garbatella siamo nel quartiere Rinnovamento, a due passi da via di Grotta Perfetta. Nell’ultimo periodo a Roma si è tornato a parlare di Punti Verde Qualità, un programma avviato nel 1995 dall’amministrazione Rutelli che prevedeva la concessione per trentatré anni, di terreni comunali a privati. Gli imprenditori in cambio dovevano restituire alla cittadinanza servizi come la manutenzione del verde, attività commerciali e impianti sportivi. Per realizzarli il Comune si è fatto garante, con due istituti di credito, del 95% degli importi necessari alla costruzione.

Col tempo il programma è diventato un buco nero da mezzo miliardo di euro che grava ancora oggi sulle casse pubbliche e soprattutto non ha portato i benefici previsti per la città.

Tra i vari Punti Verde Qualità c’è quello denominato “11.10 Grotta Perfetta” un enorme struttura rimasta incompiuta, costruita in un’area di 8 ettari, interessata dal fondovalle del Fosso di Tor Carbone, nel tratto tra vicolo dell’Annunziatella, via Calderon de la Barca e la Tenuta di Tor Marancia. Proprio qui doveva nascere una scuola d’infanzia, un centro sportivo e un grande giardino pubblico. 

Il progetto approvato nel 2000 dalla Giunta Comunale è costato circa 10 milioni di euro e con il trascorrere degli anni ha subito modifiche e riduzioni di cubature. Poi a causa di problemi burocratici si sono fermati i lavori. Il cantiere è stato abbandonato e come tanti edifici pubblici nelle stesse condizioni è diventato un riparo di fortuna per chi si trova a vivere in strada. Inoltre gli scavi hanno raggiunto la faglia e hanno dato vita a due specchi d’acqua, con il conseguente proliferare di insetti.

La commissione controllo garanzia e trasparenza del Comune di Roma ha recentemente convenuto sulla demolizione dell’edificio prevedendo una spesa di 800mila euro. Al contrario gli abitanti e il Comitato di Quartiere di Grotta Perfettachiedono di riaprire il tavolo delle trattative, bonificare l’area e ristrutturare l’edificio anche per colmare la mancanza nella zona di luoghi di cultura e socialità.

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Sabato apertura sportelli anagrafici in VIII Municipio

Carta d’identità elettronica: sabato 9 aprile apertura straordinaria sportelli anagrafici in via Benedetto Croce 50, dalle 8.30 alle 15.30.

*#Prenotazioni fino ad esaurimento delle disponibilità

dalle ore 9 di venerdì 8 aprile per regolamentare accesso ed evitare disagi consulta www.prenotazionicie.interno.gov.it

Per richiedere la #CIE è sufficiente presentarsi muniti di fototessera, bancomat e vecchio documento.

Per saperne di più ? bit.ly/cie-aperture-9-10apr22

La Redazione

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Parco di Tormarancio su via di Grottaperfetta: polemiche dei 5 Stelle sui ritardi per l’apertura

Slitta di nuovo l’apertura del Parco di Tor Marancia che era stata annunciata per l’inizio del 2022. Una vicenda lunga e complessa quella della porzione degli oltre 200 ettari di Tenuta, la cui realizzazione era stata prevista da una delibera comunale addirittura nel 2002.

A causa di alcune questioni burocratiche ancora da sbrogliare, in primis l’acquisizione delle particelle catastali che non sono state compensate, i cancelli dell’area verde saranno chiusi almeno fino alla fine della primavera. “Il Presidente del Municipio VIII aveva promesso l’apertura del parco entro il mese di marzo ma, purtroppo, parliamo di una promessa tradita – dichiara Matteo Bruno, Consigliere M5S del Municipio Roma VIII – Infatti non verrà aperto prima di giugno e dopo tanta demagogia, anche la nuova amministrazione si sta imbattendo nella complessità della vicenda.

Abbiamo presentato due atti – prosegue l’esponente pentastellato – uno in Municipio e uno in Comune, per sollecitare le Giunte a completare l’iter. Ultimo, ma non ultimo, – conclude Bruno – il parco è pronto per essere aperto grazie all’incessante lavoro svolto negli ultimi cinque anni di consiliatura dall’amministrazione Raggi. Mancano solo i tempi tecnici del collaudo, poi si può procedere. Le giunte Ciaccheri e Gualtieri si diano una mossa”. 

L’area, che vanta importanti resti archeologici di epoca romana, fa parte del parco regionale dell’Appia antica e attualmente è percorribile solo accedendo da piazza Lante e da viale Londra, ingresso inaugurato a giugno 2018. Nello stesso anno partirono i lavori per attrezzare la zona con accesso tra via di Grotta Perfetta e via Vittore Carpaccio, che ancora non è fruibile. “Come è noto la questione è molto complessa – risponde Michele Centorrino, assessore municipale all’Ambiente – e la stiamo seguendo con grande interesse insieme a tutti gli uffici, dipartimenti comunali e istituzioni coinvolte a vario titolo per cercare di sciogliere questo nodo delle compensazioni affinché si trovino le vie corrette per completare tutto il parco.

Diventerà un territorio a disposizione della cittadinanza con tutto quello che è previsto, dalle aree attrezzate alle sue peculiarità di parco campagna, con le zone umide, le cave e le sue caratteristiche paesaggistiche tutelate e vincolate dal parco dell’Appia antica. Stiamo continuando a lavorare – conclude Centorrino – per cercare un accordo tra privati e comune, speriamo che la situazione si sblocchi più velocemente possibile perché ci teniamo molto a che la Tenuta venga liberata e resa pubblica al più presto”. 

Di Riccardo CERVELLINI

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I vincitori di “Indovina la foto” del mese di marzo

Pubblichiamo l’elenco dei lettori che hanno risposto in modo esatto al concorso “Indovina la foto” del numero di marzo di Cara Garbatella, che riportava un gruppo di persone in occasione di un battesimo nel lotto 14. Le prime tre risposte giunte per mail in redazione saranno premiate il giorno 9 aprile alle ore 16,30 In Villetta (ingresso via degli Armatori 3) e riceveranno le pubblicazioni delle edizioni Cara Garbatella.

1)Enrico Gobbi   17 marzo ore 22,39

2)Elisabetta Cantucci   19 marzo ore 18,47

3)Virginia Reali    22 marzo ore 19,23

Le seguenti pur avendo azzeccato la risposta sono arrivate più tardi.

Beatrice Risa   22 marzo ore 19,36

Titti Sabatino   23 marzo ore 22,29.

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