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Letture ed incontri per il centenario di Italo Calvino

Cento anni fa, a Cuba, nasceva quello che sarebbe diventato uno dei più importanti intellettuali e narratori italiani del novecento. Stiamo parlando di Italo Calvino, protagonista di una serie di iniziative diffuse in tutta Roma a cui il Municipio VIII aggiungerà il proprio contributo da domani venerdì 13 ottobre. “L’obiettivo è quello di non ricordare l’autore solo nel giorno della sua nascita” ha commentato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio VIII, “ma celebrarlo nel corso di un anno, evidenziando via via i vari aspetti della produzione.”

L’anno calviniano terminerà a giugno 2024. Il Municipio VIII, man mano che le attività sul proprio territorio verranno definite, avrà cura di comunicare la programmazione.

Il programma

Il programma, elaborato dall’assessore Maya Vetri in collaborazione con le associazioni culturali del municipio, per ora prevede cinque incontri finalizzati ad evidenziare aspetti diversi della produzione letteraria di Calvino. “La partecipazione delle associazioni del municipio è stata davvero importante” ci ha raccontato Monica Rossi, sottolineando che grazie a questo sforzo collettivo si è riusciti a coprire quasi tutto il territorio municipale, proponendo attività rivolte a tutte le fasce di età.

Si parte domani alle ore 16:30 al parco del Tintoretto, con l’intitolazione di un albero e letture tratte dal “Barone Rampante”, romanzo scritto nel 1957, tuttora di grande significato e soprattutto molto usato nelle scuole. L’iniziativa infatti, rivolta principalmente ai bambini, è stata organizzata in collaborazione con 7+1 Ottavo Colle in prossimità dell’istituto Montezemolo dopo la fine dell’orario scolastico, proprio per permettere la piena partecipazione degli studenti.

Si proseguirà sabato 14 ottobre presso la Libreria Eco di Fata in via Tamburini 10, con il “Caffè dei destini di sabbia”, una narrazione di Daniele Aristarco ispirata all’opera di Calvino “Il castello dei destini incrociati”, accompagnata da musica e proiezioni.

Sono in programma anche due lezioni del critico Dario Pontuale, che in passato ha curato edizioni di molti classici italiani e stranieri e si è occupato, tra gli altri, anche di Pier Paolo Pasolini.

La prima lezione è prevista per lunedì 30 ottobre presso la Biblioteca Arcipelago, con la partecipazione delle associazioni Italia Nostra e Donne di Carta; il secondo intervento è in programma per sabato 11 novembre, al Giardino Samuel Hahnemann (viale Marconi) sul libro “La speculazione edilizia”.

Pubblici diversi, dunque, ma anche argomenti disparati. Si parte da Calvino, dalla letteratura ma si arriverà a parlare di storia, teatro, arte: martedì 24 e 31 ottobre presso lo Spazio Creativo Cosarte in via Nicolò da Pistoia 18, a Garbatella, verrà allestita una mostra collettiva ispirata al “Sentiero dei Nidi di Ragno” e accompagnata da letture a cura del Gruppo di Lettura Cavallo Pazzo Legge.

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A tavola in piazza con Slow Food e Municipio

In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, questa domenica il quartiere si riunirà a tavola in un pranzo popolare organizzato dall’VIII Municipio per assaporare i migliori piatti offerti dai ristoratori locali. L’evento, in collaborazione con Slow Food Roma, Coldiversa e Ostissimi, si svolgerà a Circonvallazione Ostiense, nel piazzale tra via Manfredo Camperio e via Carlo Citerni. Per quanto riguarda pranzo, l’appuntamento è alle 12:30 ma prima, alle ore 11:00, è previsto un talk coordinato dalla giornalista e direttrice del magazine Radio Food Giusy Ferraina, a cui parteciperanno e interverranno il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, l’assessora alla Cultura Maya Vetri, Francesca Rocchi di Slow Food Roma, Mannino Bordet e Fabio Bruni degli Orti Urbani Garbatella, Paolo Guadagno, autore del libro “Banchetti romano”, l’autrice e giornalista Laura Bonasera e Kamar Kazal, consulente internazionale del progetto FAO SoLaWise e della gestione sostenibile dei sistemi agricoli. Sempre alle 11:00, allo stesso orario, è previsto un laboratorio per bambini a cura di Slow Food Roma.

La dichiarazioni di Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII

“Domenica sarà una mattinata di formazione e di informazione all’insegna della convivialità, con un’attenzione particolare alla qualità del cibo che è nei nostri piatti. L’iniziativa, organizzata insieme a Slow Food e in collaborazione con Ostissimi e Coldiversa, riguarda il tema del cibo declinato in tutte le sue forme”. Dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII. “Il cibo come lavoro, come socialità e condivisione – prosegue – che porta tradizioni, cultura e identità in una comunità che ne sente un grande bisogno. Per questo – aggiunge l’assessora – la mattina, oltre ai laboratori di formazione per bambine e bambini, abbiamo immaginato un talk in cui si misureranno e si confronteranno varie esperienze, sia al livello locale che internazionale. A seguire – conclude – si terrà il pranzo popolare che vedrà il coinvolgimento dei ristoratori locali, i quali offriranno un piatto a loro scelta per integrare il menù. Ci aspettiamo grande partecipazione, l’invito è esteso a tutta la cittadinanza”.

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Il ricordo di Carlo Lizzani a dieci anni dalla sua scomparsa

Riceviamo e pubblichiamo queste toccanti parole della scrittrice Maria Iatosti, a dieci anni dalla scomparsa del regista Carlo Lizzani, il 5 ottobre 2013. Carlo era anche un nostro amico e amico della Garbatella. Aveva accettato con piacere di scrivere l’introduzione alla prima edizione di “Garbatella tra storia e leggenda” e partecipato con entusiasmo alla serata al cinema Palladium, gremito di cittadini, per la presentazione del libro. Insieme a Maria, tutta la redazione di Cara Garbatella si stringe intorno ai figli Francesco e Flaminia, in ricordo del loro amato padre (g.r.)

CIAO, CARLO

Tu parli, parli, io ti ascolto… Amavamo l’America, il cinema, la rivoluzione, i libri. Un libro ci ha fatto incontrare. 1949, Libertas Film, Salita del Grillo, via Nazionale, Roma. Io vent’anni, mollato studi e progetti paterni, abbracciata la lotta, mi conquistavo pane e libertà a centoventi mensili nel seminterrato tappezzato di manifesti filmici d’oltrecortina o sovietici. Salivo di corsa sempre in ritardo la scalinatella e, fiatone e guance rosse, la testa a parole e concetti nuovi come découpage, montaggio, flashback, piano sequenza, a decrittare la calligrafia minuta e rapida sulle pagine fitte fitte mi sedevo alla macchina per scrivere della tua storia del Cinema italiano Fuori orario, per duecento lire. Che regalo! Guadagnare per imparare tutte quelle cose, da Camerini e Blasetti a Rossellini e De Santis, da Lyda Borelli a Anna Magnani, da La corona di ferro a Roma città aperta… Il cinema, io ce l’avevo nel sangue. Nascosta nei bagni del Centro Sperimentale avevo svolto il tema di ammissione per conto di mia sorella maggiore, bellissima ma poco incline all’arte dello scrivere, dilungandomi sulla famosa corsa della Magnani: Francesco! Francesco!

Francesco, come tuo figlio che ha il tuo volto, le tue mani, la tua voce, la serena, pacata lucidità del tuo parlare di uomo sapiente e politico puro, e spacca il cuore con le parole, là, di fronte alla bara nuda, spartana, con tutta la gente intorno, attonita, gli occhi gonfi, la gola chiusa, il cuore stretto a pugno… Io seduta fra Antonella Lualdi e Carla Fracci, Francesco che affabula di un re malato di malinconia che cercava la felicità… E i ricordi si sbrigliano, viaggiano, veloci, scombinati: immagini, lampi. 1963: Milano del miracolo. Le serate con Ugo, i suoi risotti mitici, il suo vitalismo, i giri nella città impazzita, che corre a precipizio verso il boom… Ugo che fa la parte di Luciano, Ricki che fa la parte che Marcello non ha voluto fare e Giovanna che fa la parte di Anna –e vuole che le spieghi, le racconti com’era davvero la vita, davvero così agra, o no? Il Derby, il mio amico Jannacci che canta con la chitarra sotto il mento, la faccia stralunata, nella latteria dei morti-di fame e degli artisti… e il Pirellone che alla fine esplode, sì, ma senza bombe, e addio rivoluzione, addio sogni…

Amavamo l’America di Ombre rosse e di Ragazzo negro. Odiavamo l’America della CIA, di Sacco e Vanzetti, del maccartismo, della guerra fredda, ma ci nutrivamo ingordamente di pellicole e di romanzi d’oltreoceano, anche quelli tenuti in sospetto da una cultura di parte, di stampo zdanoviano e neorealista. Il neorealismo! Che scoperta! Che rivoluzione! Spazzando via frivolezze, leziosità e telefoni bianchi, in mezzo a mille difficoltà il neorealismo portava nel cinema, ma anche in pittura, in letteratura, il bisogno di libertà, la voglia e il coraggio di guardare al mondo dalla parte del popolo. Le tue lezioni appassionate! Le discussioni, gli scontri, le polemiche anche interne al grande partito – Guttuso-Turcato, Vittorini-Togliatti –. “II neorealismo, dicevi, è una rivoluzione formale non semplicemente di contenuti, ma, di coscienza linguistica, di linguaggio: un modo nuovo di muovere la macchina…”. “Basta con la bella immagine, la bella pagina! Fate parlare gli uomini, i fatti, compagni! ti accaloravi. “Basta fiori, paesaggi, monumenti, Esistono le fabbriche, le case dense di dramma della nostra provincia… C’è il Sud, che preme per il riscatto dal folklore C’è la storia, quella vera, senza retorica, che attende ancora un’interpretazione……”. Tutto il tuo cinema testimonierà un interesse profondo per la storia. Ne avevi precocemente dato prova in quegli anni nei tuoi filmati sull’eccidio di Modena, sull’Emilia rossa, sulle terre insanguinate dalle lotte contadine, sul risveglio del Mezzogiorno, dai sassi di Matera ai bassi di Napoli.

Carlo Lizzani riceve da Vittorio De Sica a Saint Vincent la Grolla d’ oro per il film ” Cronaca di poveri amanti”, come migliore regia del 1954.

I tuoi primi film: Achtung! Banditi!, Cronache di poveri amanti: Maciste in croce sul sagrato di san Lorenzo!– Genova, la cooperativa dei partigiani, appoggiata dal partito e finanziata anche dal popolo. Cinquecento lire per una quota. Mi offristi di entrarci, ma chi le aveva mai viste cinquecento lire! Quattro mesi di stipendio, quando c’era! Finito il lavoro alla Libertas e successivamente alla Federazione dei Circoli del Cinema, ero approdata al Sindacato Edili, in piazza dell’Esquilino, a due passi dal Viminale di Scelba e da «Vie Nuove», rotocalco culturale del partito che la domenica diffondevo per le strade del mio quartiere insieme a «l’Unità».

E intanto c’era la storia, c’erano le lotte, la fatica quotidiana, la politica, l’amore – io sempre innamorata, i sogni… Volevo fare la rivoluzione e diventare giornalista, scrittrice. Anche scrivendo si può affrancare l’umanità dall’ingiustizia, mi dicevo convinta. E ci provavo. C’erano stati già un mio esordio narrativo sul «Lavoro» di Gianni Toti, e i primi quattro versi su «Pattuglia» di Gillo Pontecorvo compagno direttore e già attore – l’operaio Pietro fucilato insieme a te, parroco Camillo lungo lungo magro magro in abito talare, ne Il sole sorge ancora – film girato tra mille difficoltà tra la bella primavera della Liberazione e l’autunno del ’46. A Milano.

La nostra Milano, dove ci siamo ritrovati dopo anni. Milano dei miei furori e dei tuoi banditi romantici, oggi così perduta nella sua dissennata smania di cementificazione, con le sue torri fantasma, i suoi residence spettrali, deliri miliardari di architetti e urbanisti rampanti che ne hanno devastato il cuore, mutato il volto, stravolto l’armonia razionale, sapiente e compatta, tradendo la vocazione, la “religione laica del fare”, di questa città concreta, pragmatica, orgogliosa.

La nostra Milano viva del dopoguerra: esperienza fondamentale per quelli come noi: con pochissimi soldi in tasca e tante idee, tanto entusiasmo; il mondo che cambia, che sogna la luna, la scoperta dell’amicizia e della solidarietà, la conoscenza di tanti giovani intellettuali, letterati, artisti, pittori, fotografi squattrinati come noi che frequentavano gli stessi mitici luoghi: Brera, il Giamaica, la latteria delle sorelle Pirovini, san Marco, corso Garibaldi, via Solferino, il Carcano, il Piccolo… Milano operosa, socialista. Milano delle fabbriche, della ricostruzione, delle case editrici, di Feltrinelli e dell’Umanitaria, dei treni del Sud, delle battaglie, dei grandi scioperi. Milano di Dario Fo, lo svitato. E poi ancora Milano del miracolo, di nuovo ritrovati, il passo allentato, spenti i furori rivoluzionari, qualche lira in più, il benessere, la fama, la frenesia, la sbornia del “boom”, con quello che di insidioso, di subdolo vi si annidava, e che pochi – Pasolini, Bianciardi, Mastronardi –intuirono.

Carlo Lizzani il 19 gennaio 2010 presso il teatro Palladium alla presentazione del libro “Garbatella tra storia e leggenda”

 

È un mattino di sole d’inverno romano, la folla ossessa di consumatori prenatalizi invade i vialoni squadrati del tuo rione dei Prati. Ho pigiato il bottone lucido del citofono e tu scendi, attraversi l’androne maestoso con la grande pianta e sei nel cortile dove ti aspetto… Quel cortile che oggi, 5 ottobre 2013 hai scelto come estremo approdo. Sto lavorando e lo sento alla tivù. Un colpo. Il cuore che si ferma. La ragione che si rifiuta: non ci credo, non è possibile, non deve essere… Ma quelli insistono.

Hai staccato la chiave, dicono. Ecco, è una bugia, è sbagliato: la chiave non si stacca, è la spina che si stacca, c’è qualcosa di stridente, di sfasato, di irreale… Non puoi averlo scritto… Non tu, che nelle parole credi, ne conosci il valore e il peso, da uomo e da scrittore.

È quasi Natale e c’è il sole. Davanti a un tavolo d’osteria con la tovaglietta a scacchi bianchi e rossi, tu parli, evochi, racconti, spieghi, io chiedo, ascolto, prendo appunti, e il nostro viaggio ha inizio. Roma, Milano, qualche lettera, qualche chiacchierata, i libri che ci siamo scambiati. I miei, i tuoi con le amorose dediche… la tua dolcezza giovane, la tua sapienza, la tua lucidità, il tuo esserci sempre: gentile, empatico, attento, generoso… Ti era piaciuta una mia lettera di Capodanno, “da conservare insieme a quella di Pertini” … La tua delusione, la tua frustrazione. Ho tanti progetti, ma non mi fanno lavorare più, neanche quelli di Rai tre… Avevo un sogno: fare un film su Di Vittorio. Raccontare la storia di Di Vittorio, e della CGIL, significa ripercorrere un secolo di lotte anche sanguinose, di conquiste, di trasformazioni radicali… Ne avevo parlato con lui una sera di quasi cinquant’anni fa, in casa sua…”.

Il film su Di Vittorio non lo farai. Non farai il progettato viaggio in Italia con Francesco, non sarai come avresti voluto alla mia prossima presentazione, e alla mia domanda sullo stato generale delle nostre sorti e della tua salute non soltanto fisica, mi risponderai con un sorriso lieve, solo un po’ malinconico, come quella mattina di quasi Natale a via dei Gracchi, citando Woody Allen: “Dio è morto, Marx pure, e anch’io non sto molto bene.”. E te ne andrai. E io ti aspetterò. Ciao, Carlo.

Maria Jatosti, Roma, quattro ottobre 2023

 

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Le donne e le lotte per i servizi sociali a Roma: continua all’Archivio Flamigni il lavoro del Gruppo Nannaré

L’evento

Roma e i servizi sociali, il protagonismo delle donne: questo il titolo scelto per l’incontro di venerdì 29 settembre, organizzato dal Gruppo NANNARÉ negli spazi dell’Archivio Flamigni in Piazza Bartolomeo Romano, nell’ambito di un ciclo che continuerà anche nei prossimi mesi.

All’origine dei servizi sociali a Roma

Dagli asili nido ai centri anziani, la lotta per l’aborto e la maternità consapevole, le case-famiglia per donne affette da disturbi psichiatrici, gli ambulatori e i consultori, le scuole prefabbricate nei quartieri popolari per combattere la dispersione scolastica: furono conquiste concrete e battaglie frutto delle lotte delle donne.

In prima linea nelle organizzazioni collettive, dalla CGIL alle associazioni e, ovviamente, al PCI, furono protagoniste di una stagione che ha cambiato in meglio la vita delle persone nella nostra città e che produce frutti ancora oggi. Solo che troppo spesso ne ignoriamo le radici.

Una mattinata intensa di lavoro ha aiutato a ritrovarle: moltissime persone, donne in larga maggioranza, si sono confrontate con passione riguardo alle esperienze vissute, di lotta e di amministrazione locale, per ricostruire e condividere pensieri e percorsi relativi alla conquista e alla costruzione dei servizi sociali fondamentali per Roma, a partire dalla fine degli anni ’60.

Il Gruppo NANNARÉ

Il nome del Gruppo NANNARÉ non è certo un caso, e ci tiene a specificarlo in apertura Lucia Di Cicco, moderatrice della giornata di lavoro: un tributo all’attrice Anna Magnani, donna combattiva e coraggiosa, popolana della nostra città.

“Gli incontri sono solo un momento del nostro lavoro” dice Di Cicco. “Vogliamo raccogliere le testimonianze che ognuna di noi custodisce”. L’obiettivo, infatti, ha spiegato, è riunire frammenti di vita e di storia di donne, con la convinzione che queste vite siano testimonianza di come le donne abbiano scritto la storia della città.

“In questo lavoro di ricerca, il dato è la quantità di donne impegnate a cambiare lo stato delle cose e di come le battaglie delle donne siano riconnesse con la rigenerazione della città e per l’innalzamento della qualità di vita di tutti”.

Gli interventi: Franca D’Alessandro Prisco

I lavori della giornata, iniziati con i saluti della giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi e della direttrice dell’Archivio Flamigni Ilaria Moroni, sono proseguiti con il preziosissimo contributo di Franca D’Alessandro Prisco, ex senatrice, ma soprattutto, consigliera comunale prima, e assessora poi, ai Servizi sociali, al Personale ed al Decentramento del Comune di Roma nelle giunte rosse guidate dai sindaci Argan, da Vetere e da Petroselli tra gli anni ’70 e gli anni ’80.

Franca D’Alessandro Prisco durante il suo intervento

Una voce autorevole e lucida che ha spiegato, attraverso il racconto della sua esperienza personale, il quadro di rivendicazione, di pratiche e di analisi teorica, che ha sostenuto e dato concretezza alle lotte delle donne comuniste in quegli anni a Roma. Come avvenuto per i centri anziani, luoghi in cui anziani e anziane potevano vivere per sé e non solo per la famiglia, per le scuole nelle periferie (provvisorie all’epoca e spesso ancora oggi in funzione), o per l’apertura degli asili nido.

“Nella nostra esperienza” ha raccontato D’Alessandro Prisco “ci rendemmo conto che bisognava creare unità di intenti ed elaborazione, prima di fare battaglie e iniziative di lotta. Eravamo, per esempio, contro l’idea delle camere di allattamento” – che dovevano essere istituite dai datori di lavoro secondo la Legge 860/1950, “noi volevamo gli asili nido pubblici aperti al quartiere”. Fu una lotta, quella per gli asili nido, passata per il fondamentale coinvolgimento sia della donne lavoratrici, già organizzate, che delle donne casalinghe, cui l’elaborazione e la rivendicazione collettiva fu utile per comprendere che era possibile chiedere che lo Stato si occupasse anche del tempo della propria vita di madre.

“Avevamo un’idea elevata, obiettivi alti di migliorare la città e la sua capacità di essere vicina a tutti gli strati sociali. Volevamo l’impegno del pubblico a fornire servizi innovativi, fino a quel momento appannaggio del privato, laico o religioso che fosse. Lavoravamo per la diffusione su larga scala dei servizi pubblici, che potesse determinare un salto di qualità sociale e politico notevole, e che ha dato, infatti, carattere a tutta l’azione delle giunte di sinistra rispetto ai servizi sociali”.

Altre storie a comporre lo sguardo d’insieme

Altre relatrici hanno preso, poi, parola contribuendo alla mattinata. Tonia Di Cesare, per esempio, riguardo agli interventi relativi ai servizi per la salute mentale, in particolare per le donne affette da disturbi psichiatrici. Il suo intervento ha ricostruito l’esperienza di una casa-famiglia, nata grazie all’occupazione di uno spazio del Comune da parte delle operatrici sanitarie e poi riconosciuta grazie all’interlocuzione politica.

Interessante anche il contributo di Livia Omiccioli, con la sua esperienza in uno dei primi asili nido, ha raccontato l’autorganizzazione delle insegnanti, il rapporto di supporto e rivendicazione di condizioni migliori al fianco delle famiglie, e l’elaborazione di modelli educativi nuovi, che contribuissero al cambiamento della società e dei ruoli di genere, insieme alla consapevolezza che l’apertura degli asili potesse significare anche accesso al lavoro per altre donne.

La versione integrale

Altri ed altrettanto interessanti sono stati gli interventi di tutte le relatrici che si sono alternate.

La versione integrale del lavoro della mattinata dovrebbe essere caricata a breve sul canale You Tube dell’Archivio Flamigni.

Un mosaico di voci, di vite individuali, che inserite in un racconto collettivo restituiscono con chiarezza la determinazione di una generazione di donne che ha cambiato il volto della nostra città e che ha lottato affinché i servizi sociali, pubblici e rivolti a tutti, divenissero diritti, conquistati, e non concessioni.

Una stagione di consapevolezza, di lotta e avanzamento cui dovrebbero guardare tutti gli amministratori locali che hanno a cuore la città di Roma.

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“Sogno di una notte di fine estate”

Anna Di Cesare

Otto band sul palco e una folla di giovani nell’enorme spiazzo di Propaganda Schuster. Questa è la scena che si è svolta ieri, 29 settembre, quando intorno alle 19:30 dal parco di San Paolo si sono levate le note di un concerto in ricordo di Francesco Valdiserri, il diciottenne morto lo scorso 19 ottobre a seguito di un incidente stradale sulla Cristoforo Colombo, all’altezza di via Giustiniano Imperatore. Francesco stava camminando sul marciapiede quando una macchina, sbandando, lo investì: una vicenda che si è fatta emblema della pericolosità delle nostre strade. Da quel doloroso momento le commemorazioni non si contano, anche grazie all’impegno dei genitori Paola e Luca.

Gli interventi

Durante la serata – che, parafrasando la nota opera di Shakespeare, prende il nome di “Sogno di una notte di fine estate” – sono salite sul palco sette band giovanili locali – Neue Ara, Sutura, Rapacio Band, Cosmonauti Borghesi, Purple Light, Cateepp, 16jpegCBR320 – e non potevano mancare gli Origami Smiles, il gruppo musicale fondato dallo stesso Francesco.

“Voglio ringraziare i ragazzi sul palco” è intervenuta a metà concerto Paola Di Caro, madre di Francesco. “Noi non saremmo qui se loro non ci avessero trasmesso la vita di cui avevamo bisogno.In certi momenti o ti arriva qualcosa che ti fa guardare il futuro o ti fermi.”

“Di serate a Propaganda Schuster ne ho viste tantissime, ma questa è particolarmente emozionante” ha proseguito Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII. “È da tanto tempo che io, Luca e Paola immaginiamo questa serata, con tanto amore e soprattutto so che c’è anche tanto amore vostro” ha continuato, rivolgendosi al giovane pubblico, tra cui molti amici, compagni di scuola e conoscenti del ragazzo.

“Noi questa sera siamo qui per ricordare un ragazzo la cui vita è stata falciata all’improvviso, come farlo?” sono infine le parole di Miguel Gotor, assessore alla cultura del Comune di Roma. “Il modo migliore è attraverso la sua passione, che è stata e sempre sarà la musica. Paola e Luca” ha concluso, “stanno cercando di trasformare un dolore indicibile attraverso il loro impegno quotidiano e attraverso la musica, che secondo me è la cosa umana che più unisce il finito all’infinito.”

Foto di Paola Borghesi

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Un murales per Rosaria Lopez

“Per non dimenticare”: a 48 anni da quel tragico fatto passato alla cronaca nera come il “massacro del Circeo” il 29 settembre alle ore 17,00 sarà presentato alla cittadinanza un murales dedicato a Rosaria Lopez, nel parco a lei dedicato alla Montagnola, dove verrà piantumato anche un albero di melograno donato dal Municipio.

L’autore dell’opera è Paolo Colasanti, lo stesso artista che ha realizzato quello intitolato a Donatella Colasanti, che riuscì a scampare a quei giorni di sevizie e torture perpetrati con estrema crudeltà da parte dei tre rampolli della Roma bene, nonché neofascisti: Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido.

Rosaria Lopez

Il giorno dopo alla stessa ora l’associazione Il Tempo ritrovato e il Comitato delle Fate replicheranno la manifestazione con la lettura delle poesie di Donatella Colasanti al parco situato tra via di Villa di Lucina e viale Giustiniano Imperatore. Parteciperà in rappresentanza del Municipio VIII l’assessora alla Cultura Maya Vetri.

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Cambi di casacca in Municipio: Matteo Bruno e Caterina Benetti passano a Forza Italia

Di Iacopo Smeriglio

Forza Italia fa campagna acquisti tra le fila dell’opposizione nell’aula del Consiglio Municipale di via Benedetto Croce. A cambiare casacca, in questi giorni, sono stati Matteo Bruno, eletto in quota Movimento 5 Stelle, e Caterina Benetti, della Lista Calenda. Nonostante le diverse provenienze, infatti, hanno ufficializzato in una conferenza stampa congiunta il passaggio tra le fila di Forza Italia. A quanto si apprende, sarà poi Caterina Benetti a svolgere il ruolo di capogruppo.

Non cambieranno di molto gli equilibri dell’assemblea municipale, poiché entrambi già sedevano tra gli scranni dell’opposizione. È, tuttavia, un segnale politico importante: la destra si rafforza accaparrandosi due giovani consiglieri e dimostrando di saper ancora avvicinare nuove leve. In questa direzione sono andate le parole di Matteo Bruno, in una nota a margine della conferenza stampa, che ha visto la partecipazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi Segretario Nazionale del partito che un tempo fu di Silvio Berlusconi.

“Forza Italia in questo processo di rinnovamento si conferma una forza attrattiva per giovani e amministratori locali. La nostra stella polare sarà Antonio Tajani, leader serio, preparato, capace e competente.”

Ringraziamenti ai dirigenti di Forza Italia sono arrivati anche da Caterina Benetti, che si è detta felice di collaborare a questa nuova esperienza al fianco, tra gli altri, del Commissario romano e Senatore Maurizio Gasparri.

Tra i ringraziamenti, tuttavia, non poteva mancare una menzione speciale da parte di entrambi nei confronti di Simone Foglio, vecchia conoscenza del Municipio VIII e che, presente alla conferenza stampa al fianco di Tajani, sicuramente ha messo più di uno zampino nella riuscita di questa operazione politica.

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Con l’Aperossa alla Centrale Montermartini

A concludere l’estate romana, nel piazzale della Centrale Montemartini di via Ostiense, da martedì 12 settembre è tornato il tradizionale appuntamento con l’Aperossa, l’iniziativa ideata e promossa dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Ormai da diversi anni, attraverso il caratteristico cinemobile a tre ruote, l’Archivio dissemina cultura nell’VIII Municipio proponendo laboratori gratuiti, passeggiate, visite guidate, spettacoli dal vivo e naturalmente proiezioni di film e documentari. Si spegneranno i motori sabato 16 settembre, dopo cinque giorni densi di attività dalle ore 17,00 fino alla mezzanotte. Il primo giorno di apertura si è svolto in memoria del regista e documentarista Ugo Adilardi, ex presidente e fondamentale figura di riferimento per l’Aamod, mentre la serata di mercoledì 13 settembre è stata dedicata alla giovane regista avellinese scomparsa lo scorso anno, Chiara Rigione, da tempo impegnata con la sua associazione nella promozione e diffusione della cultura cinematografica.

Il programma giornaliero

Ogni pomeriggio si inizia con i Cinelab Kids, laboratori indirizzati a ragazze e ragazzi dai 7 ai 14 anni, allo scopo di introdurli in maniera interattiva ai processi di lavorazione della pellicola cinematografica e ai meccanismi della moviola. Per i più grandi, in accordo con il Museo della Centrale Montemartini e con la guida di esperti appartenenti all’associazione Vita Romana, c’è la possibilità di visitare gratuitamente l’ex centrale termoelettrica dismessa nel 1963 che oggi, dopo il restauro della struttura avvenuto nel 1997, ospita il secondo polo dei Musei Capitolini oltre che la sede dell’Aamod. Inoltre, nel tardo pomeriggio, a cura dell’Associazione culturale Marmorata169, si svolgono passeggiate ed esplorazioni, sempre gratuite, di circa un’ora e mezza nelle aree adiacenti al Gazometro, in cui sono ammessi un numero massimo di quaranta partecipanti ed è possibile prenotarsi contattando l’associazione stessa (tel.06.57305447). La sera, invece, il gran finale riservato alla musica e alla sperimentazione artistica. Si esibiranno dal vivo grandi interpreti e musicisti italiani, da Gabriella Aiello a Paolo Fresu, passando per Francesco Diodati e molti altri, interagendo con i film d’archivio proiettati sul grande schermo. Verranno anche proiettate le recenti opere vincitrici del Premio Zavattini e della residenza artistica Suoni e Visioni, dedicata al cinema d’archivio e alla sperimentazione musicale.

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A ottant’anni dalla battaglia della Montagnola

Di Anna Di Cesare

Montagnola non dimentica: a 80 anni dall’armistizio dell’8 settembre, si sono appena concluse due giornate di commemorazione e iniziative culturali rivolte alla cittadinanza. Rievocazioni storiche, discussioni, laboratori per bambini, passeggiate, visite guidate, una mostra fotografica: un programma molto intenso organizzato dal Municipio VIII in collaborazione con le associazioni culturali del quartiere, al fine di racchiudere in due giorni il patrimonio collettivo accumulatosi in quasi un secolo di storia e di memoria.

Era la notte dell’8 settembre 1943 quando, a termine di una giornata di festeggiamenti per via dell’armistizio appena annunciato, una colonna tedesca tentò di sfondare la linea difensiva della Magliana presidiata da un reggimento di Granatieri. Il generale Gioacchino Solinas ordinò di rispondere all’attacco, dando il via al primo atto di resistenza ufficiale, la prima forte e inequivocabile risposta all’occupazione nazista.

Di questo ha parlato sabato scorso il generale Carassino, presidente dell’Associazione Granatieri di Sardegna, durante la cerimonia commemorativa che si è tenuta in piazza Caduti della Montagnola. “In qualità di presidente dell’associazione nazionale Granatieri di Sardegna” ha esordito il generale, “sono qui in questo luogo ricco di significato per commemorare non solo i caduti civili ma anche i soldati. Davanti al monumento che ricorda i caduti non sono necessari eloquenti discorsi ma occorre meditare e ringraziare tutti coloro che hanno combattuto dando la vita per la liberazione del nostro paese.

La divisione Granatieri di Sardegna all’indomani della caduta del regime fascista e col paese ancora in guerra aveva ricevuto il compito di difendere la citta di Roma. I piani militari prevedevano una linea di difesa a sud contro la minaccia tedesca. A tutti quei soldati rivolgo un sentito grazie.”

Anche i civili impugnarono le armi

La battaglia della Montagnola non vide protagonisti solo i corpi dell’esercito, anche numerosi civili, come ha ricordato Valeria Baglio, presidente dell’assemblea capitolina scesero in capo al loro fianco : “Oggi è una giornata di profonda emozione e rispetto per la nostra storia collettiva.

Tra il 9 e il 10 settembre ‘43 si è svolta la battaglia della Montagnola, una difesa eroica che viene considerata uno dei primi atti di resistenza. Dopo quel fatidico 8 settembre” ha proseguito, “seguirono molte atrocità compiute dai nazisti, di cui la più terribile è forse il rastrellamento del ghetto il 16 ottobre ’43, che non dobbiamo dimenticare”.

La memoria collettiva, infatti, deve servirci da cemento e pilastro. Ricordare il sacrificio di tanti è un modo per nutrire ogni giorno sentimenti di speranza e di orgoglio e per sentire vicini a noi i valori della nostra Costituzione” ha concluso Valeria Baglio, sottolineando l’importanza di trasmetterli anche alle nuove generazioni attraverso le scuole e le associazioni.

La centralità del dialogo con i giovani è stata ribadita dal presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri: “Teniamo a mente quanto l’appuntamento che oggi condividiamo non solo chiami in causa la storia, ma il ruolo determinante che ebbero negli anni successivi i protagonisti che ne hanno conservato la memoria” ha dichiarato il minisindaco. “Noi oggi abbiamo la responsabilità di continuare a tenere viva questo ricordo per altri 80 anni.”

Il ricordo di Don Occelli e del fornaio Quirino Roscioni

Don Occelli, Romolo Dorinzi, Suor Teresina, Domenica Cecchinelli, Quirino Roscioni: questi sono alcuni dei nomi più noti agli abitanti della Montagnola. Persone comuni che hanno dato la propria vita per la lotta antinazista, sia combattendo in prima persona, sia nascondendo e assistendo i feriti e i moribondi. A ricordarli, sabato scorso, una rievocazione storica che si è snodata tra le vie del quartiere, nei luoghi che li hanno visti protagonisti, oltre ai numerosi murales che ormai da anni si affacciano sulle pareti del quartiere.

Di queste numerose e variopinte opere di arte urbana si è parlato domenica 10, durante una visita guidata organizzata dall’associazione Dominio Pubblico, che ormai da sei anni segue da vicino la loro realizzazione. “L’obiettivo di questa iniziativa appena conclusa” spiega Clara Lolletti, membro dell’associazione, “è coinvolgere i giovani facendoli interagire con la storia dei loro quartieri: Montagnola e San Paolo.

Per la realizzazione dei murales ci siamo sempre ispirati alle storie locali, siamo sempre partiti dai sentimenti più vivi e dagli argomenti più sentiti nei luoghi nei quali abbiamo operato.” Essendo Montagnola un quartiere con una forte connotazione politica e una grande sensibilità per il tema della Resistenza, i murales non potevano non toccare i temi della lotta antifascista e della memoria, cercando anche di coinvolgere le scuole.

Nel cortile della  media Poggiali Spizzichino, infatti, numerose opere affrontano il tema della memoria in senso lato, mentre su una parete esterna della sede in via Aristide Leonori, un enorme disegno rappresenta Quirino Roscioni, il fornaio che mise a disposizione il proprio forno per le truppe italiane resistenti, e che perse la vita durante la battaglia della Montagnola.

Raffigurarlo insieme a un cesto di pane è un modo per ricordare insieme il suo lavoro e la sua fede politica.

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Per gli anziani pranzo di Ferragosto al Casale di via Pullino

Ferragosto in città – Nella settimana di Ferragosto la città cambia volto, riprende fiato, si svuota e tace. Non tutte le persone però hanno la possibilità di viaggiare. Specialmente per gli anziani questo silenzio può diventare fonte di solitudine e il senso di abbandono può comportare anche rischi per la salute mentale da non sottovalutare.

Per contrastare l’isolamento e affrontare il caldo il Comune di Roma, tramite l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute coi Municipi, ha organizzato il pranzo di Ferragosto, una occasione per passare una giornata in compagnia in luoghi freschi.

Il 15 agosto, infatti, in sedici luoghi diversi della città, nella maggior parte dei casi presso le sedi delle Case sociali degli anziani, 1.500 persone potranno pranzare gratuitamente.

La dichiarazione dell’Assessora Comunale

Abbiamo confermato per il secondo anno il Pranzo di Ferragosto – si legge in un comunicato rilasciato dall’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari – perché vogliamo che l’iniziativa diventi una tradizione importante per Roma. Un appuntamento che diventa un’occasione  non solo per pranzare in compagnia, ma anche per creare le basi per nuove amicizie e per combattere così la solitudine. In molte sedi sono previsti balli, cocomerate e momenti di festa e di socializzazione. Il pranzo diffuso di Ferragosto rappresenta un momento di convivialità importante soprattutto per le persone anziane, fragili o semplicemente con poche relazioni sociali. È un segnale significativo, voluto da questa Amministrazione con la collaborazione dei Municipi, che ringrazio, per ricostruire un lavoro prezioso di comunità e per sostenere e stare vicini ai più deboli“.

Il Pranzo nel Municipio Roma VIII

Nell’Ottavo Municipio, il pranzo si terrà al Centro Anziani Pullino, l’ingresso è in via Giacinto Pullino 95, vicino la metro Garbatella.

L’appuntamento è alle ore 12:45, dopo il pranzo è prevista una cocomerata e dalle ore 16:00 musica dal vivo e ballo fino a sera.

Per prenotazioni e ulteriori informazioni contattare il numero: 3498424058.

Pranzo di Ferragosto in tutti i Municipi
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Chiude per lavori il ponte dell’Industria, gli interventi dureranno 14 mesi

Al via dalle prime ore di lunedì 24 luglio i lavori riqualificazione del ponte dell’Industria, noto ai romani anche come ponte di Ferro. Dopo i danni riportati nell’incendio del 2021 e la successiva riapertura con limitazione alle 3,5 tonnellate, per norma il ponte sarebbe potuto rimanere transitabile soltanto sino al 2026.
Per scongiurarne la chiusura definitiva si è scelto quindi di provvedere ad una ristrutturazione completa. Tuttavia per 14 mesi – questa la durata prevista degli interventi – da via del Porto Fluviale non si potrà raggiungere Piazza della Radio e viceversa.

 

L’incendio dell’ottobre 2021

L’incendio del ponte nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo sarebbe stato scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere, ma si parlò anche di un incendio doloso.
Dopo settanta giorni arrivò la riapertura. Furono due mesi di disagi per gli automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni, che quotidianamente si trovavano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città. Le ripercussioni per il traffico non ci furono però all’Ostiense, che si trovò in qualche modo alleggerita dai transiti, ma si fecero sentire considerevolmente nella zona di San Paolo, poiché in molti, come alternativa, scelsero Ponte Marconi, e al Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio.

Una veduta da ponte Testaccio

Gli interventi previsti, si allarga la sede stradale

Nella prima fase degli interventi sarà realizzata una passerella provvisoria su cui posizionare i sottoservizi presenti sul ponte, in modo da non interrompere mai le forniture di luce, gas e telecomunicazioni agli abitanti della zona. La passerella naturalmente sarà smontata al termine dei lavori.
Nelle fasi successive sarà completamente smontato l’impalcato, per provvedere poi al consolidamento delle strutture di sostegno e al restauro delle travi reticolari.
In seguito il ponte sarà rimontato allargando però la sede stradale che passerà ad 11 metri, rispetto agli attuali 7. Conseguentemente sarà aumentato il carico fino a 26 tonnellate, ciò consentirà anche il transito degli autobus. Non è escluso quindi che ATAC possa istituire una linea bus che colleghi tramite il ponte il Municipio VIII con l’XI.
Nel corso dei lavori, la pista ciclabile lungo la banchina del Tevere non subirà alcuna chiusura.

La pista ciclabile sotto al ponte dell’industria

La soddisfazione dell’assessora ai lavori pubblici di Roma Capitale

“Senza i lavori – commenta l’assessora ai Lavori pubblici di Roma Capitale Ornella Segnalini – il Ponte dell’Industria era destinato a chiudere per sempre”. “Alla fine dei lavori, avremo un ponte più sicuro, anche sismicamente, transitabile dagli autobus e grazie alla nuova passerella percorreranno percorso da pedoni e disabili senza rischio”. “La struttura storica sarà restaurata e risanata e Roma avrà di nuovo il suo Ponte dell’Industria”. “Con il Sindaco Gualtieri – conclude Segnalini – abbiamo lavorato per realizzare un progetto valido e nei tempi più brevi possibili”. “I finanziamenti del Giubileo 2025 rappresentano una sfida importante per la città: Roma si trasforma per migliorare l’accessibilità per tutti gli abitanti e per i tanti pellegrini che saranno accolti a partire dall’8 dicembre 2024”.
I lavori sono stati finanziati con circa 8 milioni di euro di fondi giubilari. Gli interventi sono stati affidati ad Anas, che ha stretto una convenzione con il Comune di Roma.

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Cambio di guardia nei circoli del PD municipale

Martino Darelli e Flavia Finamore sono i due nuovi segretari  dei circoli del Partito Democratico del Municipio Roma VIII.

Sabato 8 luglio le sezioni di Ostiense e Ardeatino – Tor Marancia si sono riunite per eleggere i successori di Flavio Conia che ne era alla guida dal 2018, a seguito delle dimissioni di Luca Bortolani.

Martino Darelli, eletto al circolo Ostiense, 24 anni è stato segretario dei Giovani Democratici del Municipio, mentre Flavia Finamore, eletta all’Ardeatino – Tor Marancia, 55 anni, insegnante di sostegno, è da sempre un punto di riferimento nella comunità locale.

L’organizzazione del PD romano

La delibera Matteo Orfini, che portò al congresso del 2017, prevedeva quindici segretari municipali e l’azzeramento dei segretari di Circolo, che divenivano solamente referenti delle sedi, senza avere però un’autonomia politica. Un’organizzazione di questo tipo, fu una buona intuizione per il periodo storico dell’epoca: Roma era stata scossa da Mafia Capitale e c’era bisogno di razionalizzare, sintetizzare e dotare il Partito di figure di riferimento stabili.

Con il tempo però sono emerse alcune difficoltà nelle segreterie dei Municipi, territori grandi e popolati come una piccola media città italiana, e il Partito Democratico nazionale con Nicola Zingaretti, ha adeguato lo statuto riproponendo la centralità delle figure nei singoli circoli democratici.

Le dichiarazioni del segretario uscente Flavio Conia

Siamo molto soddisfatti per le due persone individuate, che non sono nuovi alla politica e ai circoli, ma a questo genere d’incarichi – ci racconta il segretario uscente Flavio Conia – Lascio una comunità florida, rinnovata, con tanti recenti iscritti. Ci sono grandi responsabilità sui nuovi segretari, la prima di non deludere le aspettative dei  neo-iscritti, che si sono messi a disposizione con tanta generosità del corso attuale e la seconda quella di traghettare i nostri territori verso il Governo di Centrosinistra della città e verso le prossime elezioni europee e amministrative”.

C’è tanto bisogno di portare nei quartieri quello che si sta facendo in Comune, continuare con l’ascolto delle esigenze territoriali per fare da cinghia di trasmissione tra i quartieri e le amministrazioni – prosegue Conia – Non vogliamo essere un partito degli eletti e lo testimonia il fatto che né Darelli né Finamore hanno cariche  elettive, ma sono persone che si dedicheranno esclusivamente al partito – conclude – Io per ora rimango in proroga come un coordinatore locale, fino alle elezioni dei nuovi coordinatori municipali, che dovrà prevedere il neoeletto segretario romano Enzo Foschi, con un nuovo regolamento sia per i congressi dei segretari municipali sia per le funzioni che dovranno svolgere”.

Flavio Conia
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Tram-busto letterario, i venerdì d’estate al polo museale dei trasporti

Di Anna Di Cesare

Estate al polo, prende il via la rassegna romana dedicata a musica, letteratura e intrattenimento. Venerdì 23, a partire dalle ore 18,30, al Polo museale dei trasporti (via B. Bossi 7) si svolgerà il primo incontro. Tram-busto letterario: questo il titolo dell’iniziativa, che in parte è un gioco di parole (in riferimento al museo dei locomotori e tram storici, all’interno del quale si svolge) e in parte allude al carattere ludico e aggregativo dell’evento. “Non vogliamo fare delle lezioni, vogliamo divertirci” ci ha raccontato Sandra Pranzo Giuliani, responsabile dell’associazione culturale Donne di Carta. L’associazione è attiva dal 2008 per promuovere la lettura attraverso diversi canali, dall’organizzazione di rassegne alla fondazione di biblioteche, come l’Approdo a Garbatella, specializzata per l’infanzia, e la biblioteca Goliarda Sapienza a Montagnola.

L’ambizione di questa associazione, comunque, è un’altra: nell’ambito del progetto nato in Spagna “Farhenheit 451”, consiste nell’imparare a memoria poesie e brani di prosa, in modo tale da poterli trasmettere ovunque, a chiunque, in nome della loro bellezza, al di là delle condizioni e della disponibilità di mezzi.

L’ incontro di venerdì alle 18,30 vedrà protagonista il critico letterario Dario Pontuale, che racconterà Italo Calvino attraverso la lettura di passi scelti del “Sentiero dei nidi di ragno”, primo successo dell’autore nonché grande romanzo sulla Resistenza italiana. Per completare il quadro, i membri di Donne di Carta reciteranno a memoria brani tratti da altre opere, come le “Lezioni americane”.

Al secondo appuntamento – ore 20,30 – saranno invece ospiti le professoresse Mariella Bazzocchi e Lucia Staccone, esperte di canto orale, che risponderanno alla domanda: “ha ancora senso fare ricerca nel campo della tradizione popolare?” I canti di lavoro e d’amore, tramandati oralmente da generazione in generazione, sembrano appartenere a un mondo lontano; e in che modo e in che misura l’oralità entra ancora a far parte delle nostre vite? “Abbiamo sempre bisogno del contatto della voce umana, anche nel mondo moderno” ha continuato l’organizzatrice, “il successo della radio e dei podcast, per esempio, ne sono una prova.”

Ma la voce è anche lo strumento principale per trasmettere un patrimonio comune, e l’obiettivo di Donne di Carta è proprio quello di indagare tutte le modulazioni possibili – dal canto alla recitazione di racconti e poesia – del rapporto tra voce viva e memoria. “La memoria serve a tramandare, ma la voce è lo strumento con cui la memoria si trasmette” ha concluso l’organizzatrice. Un filo rosso, quello tra voce e memoria, che collegherà tutti gli incontri organizzati da Donne di Carta. Il Polo museale dei trasporti vi aspetta, ogni venerdì, fino al 15 settembre.

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Anais Delgado ai campionati italiani B di nuoto sincronizzato

Nuove promesse crescono. Anais Delgado, giovane cittadina della Garbatella, sarà tra le protagoniste dei prossimi Campionati Italiani di serie B di nuoto sincronizzato, organizzati dalla Confsport, che si svolgeranno alle Piscine dello Stadio di Terni dal 15 al 18 giugno 2023.
Tesserata Aurelia Nuoto A.S.D., l’atleta, classe 2012, gareggerà nella categoria esordienti A in un trio sulle note di “All That Jazz” del musical “Chicago” e in un esercizio di squadra preparato sul brano dei DKS, “Wah Do Wah”. Con lei, le compagne Emma Bucci, Greta Parati, Rebecca Rorro, Sofia Viola.
Le giovani sincronette arrivano a Terni dopo aver partecipato alle finali regionali di Frosinone del 20 e 21 maggio scorso, che si sono concluse per loro con un quarto posto per il trio (42,933 punti), a neanche 0,5 punti dal podio. La squadra invece si è classificata al quinto posto con 42,600 punti, su nove esercizi classificati, e dove pesano da inizio stagione 1,50 punti di penalità perché il team non è composto da otto elementi come da regolamento, ma solo da cinque.
Seguiranno il gruppo delle atlete le istruttrici: Beatrice Marini, Sara Giuliani e Silvia Maffucci.
Un grande bocca al lupo ad Anais e alle sue compagne!

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Maria Jatosti premiata con l’Oscar capitolino

IL PRESTIGIOSO PREMIO SIMPATIA ALLA SCRITTRICE E POETESSA DELLA GARBATELLA

Pace, accoglienza, difesa dei diritti umani, arte e cultura. Sono questi i temi principali attorno ai quali si è svolta la cinquantunesima edizione del Premio Simpatia, la storica manifestazione ideata nel 1971 da Domenico Pertica, giornalista e grande studioso della romanità, venuto a mancare nel 2000, insieme ad Aldo Palazzeschi e Vittorio De Sica. L’evento, ad eccezione del 2020 sospeso per la pandemia, prevede ogni anno l’assegnazione in Campidoglio della prestigiosa rosa in bronzo realizzata dallo scultore Assen Peikov, simbolo dell’Oscar capitolino, a personaggi famosi e meno noti che si sono distinti nel sociale e nell’ambito della cultura.

In questa edizione, presentata da Paola Saluzzi e Pino Strabioli in presenza dell’assessore capitolino alla Cultura Miguel Gotor, tra i ventotto ospiti premiati nella sala della Protomoteca per la categoria letteratura e giornalismo è stato conferito il rinomato riconoscimento alla scrittrice Maria Jatosti, autrice di poesie e romanzi, attivista politica da oltre mezzo secolo e compagna di vita dell’autore grossetano Luciano Bianciardi, con cui condivise a Milano quella vita agra raccontata nel celebre romanzo uscito nel ‘62 e da cui ha avuto un figlio.
La pasionaria della Garbatella, che a febbraio ha compiuto 94 anni, nasce al Quadraro ma durante la seconda guerra mondiale si trasferisce con la famiglia nel primo lotto delle palazzine Incis a piazza Oderico da Pordenone. Lì ha inizio la sua intensa attività politica, dalla presa della Villetta, ex casa del fascio da parte dei patrioti della Settima zona dei Gap alla sua difesa dal proditorio attacco fascista nel 1950, alla lunga militanza nel Partito comunista italiano nel dopoguerra.
Oltre a lei sono stati premiati nella stessa categoria la scrittrice Ilaria Tuti, Serena Bortone, Geppi Cucciari, Sigfrido Ranucci e Pif. Per la solidarietà l’iraniana Pegah Moshir Pour, attivista cresciuta in Italia ma da sempre impegnata a sostenere le donne che nel suo paese stanno lottando per la libertà, il Team U.S.A.R. Lazio dei Vigili del Fuoco, intervenuto per primo nel terremoto in Turchia, l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yurash, il Sindaco di Cutro Antonio Ceraso e Maria Grazia Passeri, attiva nel sostegno alle famiglie ucraine attraverso un hub di accoglienza e distribuzione dei beni.
Per quanto riguarda la musica e il mondo dello spettacolo sono stati premiati Al Bano, Amadeus, il regista Gabriele Muccino e gli attori Gabriel Garko, Pilar Fogliati e Paola Sotgiu.
Come ogni anno, a selezionare gli ospiti un’illustre giuria composta da Renzo Arbore, Giorgio Assumma, Pippo Baudo, Verdiana Bixio, Christian De Sica, Marisela Federici, Nicola Maccanico, Simona Marchini, Alessandro Nicosia, Carlotta Proietti, Carlo Verdone e Alessia Tota.

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Trent’ anni di Festa per la Cultura

di Paola Borghesi

 

La Festa per la Cultura organizzata da Controchiave compie 30 anni. “In questi tre decenni l’evento è stato un incredibile melting pot di esperienze diverse, che negli anni si sono intrecciate, connesse, contaminate, fuori e dentro la Festa, che ne è stata motore e sintesi dal punto di vista artistico, sociale, aggregativo e solidale” spiega Guido Rossi, presidente dell’ Associazione.

 

Era il 1993 quando per la prima volta gli abitanti di Garbatella accolsero con stupore e allegria la massa festante di gente, che veniva ad assistere ad una serie ininterrotta di performance tra musica, teatro, danza, bande e artisti di strada. Era davvero un sogno entrare e uscire dai lotti dell’Istituto Case Popolari per seguire il suono di una tromba o cercare di avvicinare la voce di un attore. Poi ci sono state le edizioni alla Scuola Principe di Piemonte, sulla rupe di San Paolo, altrettanto piene di novità.

Quest’anno invece si cambierà location, perché nell’ex scuola all’aperto sono in corso lavori importanti di ristrutturazione. E così l’associazione Controchiave ha deciso di raddoppiare l’evento, proponendo due giorni, il 17 e il 18 giugno,  nel plesso scolastico attiguo della Leonardo da Vinci e altrettanti, il 24 e 25 al Parco Garbatella, gestito da anni dal circolo Legambiente locale in via Rosa Raimondi Garibaldi, dove i volontari racconteranno il Giardino Zen, il bosco intensivo, le vicende e le caratteristiche degli alberi che popolano quest’area e organizzeranno giochi per i bambini.

Il programma della Festa è molto ricco. Il 17 si susseguiranno sul palco  “Inni e canti di lotta”, diretto da Sandra Alos Moner Cotronei, il coro composto da sole donne “Le Coeur”, il quintetto vocale a cappella “Echo Five”, i “Garbati Canti”, i “Sing Up” entrambi diretti dal Maestro Fabrizio Vestri e, a chiudere la lunga serata, i “Baobab Ensamble”.

Domenica 18 , tra le tante proposte spicca il Concerto “Le città invisibili”  liberamente ispirato al romanzo di Italo Calvino, un viaggio musicale tra le città descritte da Marco Polo al Grande Kublai Kan, di Fabrizio Cardosa con l’Orchestra di Villa Pamphili. Non mancherà la danza, con Narrazioni Incrociate, eseguite da Donatella Patino, accompagnata dalla musica di Alberto Popolla.

Tre mostre fotografiche faranno da sfondo a queste due giornate: la prima è una esposizione delle opere di un nascente collettivo fotografico formato da giovani del territorio; poi c’è la quella curata da Fridays For Future con gli scatti dei vincitori del Bando “Ridisegna il futuro”; e infine il Circolo Fotografico Photo Up presenta la rassegna dedicata al tema “Confini” .

Il 24, al Parco Garbatella, tra le tante proposte troviamo i “Cosmonauti  in Borghese”, un gruppo di ragazzi uniti dalla grande passione per la musica; la “Piccola Banda Ikona”, punto di riferimento per la word music sia italiana che europea; “Rustica x Band” e “Stradabanda” dirette rispettivamente da Pasquale Iannarella e da Alessandra Macaluso.

Sempre sabato 24 verrà presentato il libro “Guida rapida alla fine del mondo” a cura di Lorenzo Tecleme : un saggio che fa chiarezza sulla crisi del clima che stiamo vivendo e cerca di rispondere alla domanda cruciale: come possiamo risolverla?

Di grande interesse anche l’incontro delle 19:30 sul tema della democrazia energetica e, in particolare, delle Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali con Manuele Messineo, Mauro Gaggiotti, Francesca Vetrugno e Alessandro Marconi, portavoce nazionale di Fridays For Future.

Il 25 giugno la festa chiuderà con  “Fear some Critters”, una nuova band alternativa rock/metal di Roma; il rapper italiano Chef Joe ; “Heavy Sound”, un gruppo che unisce i ritmi africani a quelli melodici di connotazione europea. Infine  “The Jertz Young Group”, composto da ragazzi provenienti dal Liceo Socrate, proporrà i grandi classici del “song book americano” con particolare riferimento ad autori e interpreti come Billie Holiday, Louis Armstrong, Chet Baker.

Grande attesa per il concerto degli “Acustimantico”, alle 22:30. Questo gruppo mescola la musica d’autore italiana con le tradizioni balcaniche, la canzone colta europea ma anche il jazz, l’avanguardia, il pop meno ortodosso, la consapevolezza sociale.

Per i bambini, tra le tante iniziative, ci sarà anche La Compagnia Mangiafuoco con lo spettacolo di burattini “Il domatore Zeppo al circo”.

Per il programma completo : www.controchiave.it

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Uniti contro l’omotransfobia. Convegno del Municipio con famiglie e operatori

Essere ciò che sono, amare chi voglio, decidere sul mio corpo: queste parole impresse su cartelli arcobaleno hanno accolto genitori, nonni e familiari delle persone trasgender intervenute numerose all’iniziativa promossa dall’VIII Municipio il 17 maggio presso Industrie Fluviali all’Ostiense, nella giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. La ricorrenza fu istituita nel 1990 per ricordare il giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità bandì l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Tema dell’incontro, si legge nell’invito del Municipio, “il rapporto tra genitori e figli nella transizione, la promozione di una cultura accogliente, che contrasti l’omolesbobitransfobia e tutte le discriminazioni, che parli il linguaggio delle differenze e che porti le questioni vissute in solitudine o individualmente su un piano politico, di dibattito pubblico”.

L’intervento di Amedeo Ciaccheri

Dopo aver ringraziato Industrie Fluviali per la sensibilità e la disponibilità di un luogo privato che tiene aperti spazi di discussione e relazioni di una comunità, il Presidente del Municipio ha ribadito che le istituzioni devono sì prendersi cura dei problemi concreti del proprio territorio, ma “noi – ha
precisato – sentiamo l’ansia di fare di più per trasformarlo in un territorio dei diritti con i servizi sociali, il suo patrimonio, la formazione dei dipendenti e le iniziative culturali. Sentiamo un debito di riconoscenza con tanti collettivi e associazioni, che sono impegnati quotidianamente, ma anche con singole persone, come ad esempio Valerie, seduta qui tra noi, che alcune settimane fa da cittadina ha raccontato in televisione la Garbatella e la sua scelta di coraggio individuale, cercando di spiegare quanto sia connessa con il territorio in cui vive, che è stato protettivo nella sua esperienza. Noi non siamo stati sordi a chi prova a costruire un mondo migliore dentro il pezzo di mondo che gli appartiene sia esso lavoro, scuola o società. Sappiamo di non avere fatto ancora abbastanza, ma quest’ansia di dire che non siamo come questo governo, che nega i diritti, ce l’abbiamo e la vogliamo condividere con tutti voi”.

Iniziative del Municipio VIII

Tra le iniziative dell’VIII Municipio Alessandra Aluigi, Assessora alle politiche sociali, ha annunciato il progetto di individuare tra i beni confiscati uno stabile da adibire a casa rifugio per le persone Lgbtqia+ e realizzarlo insieme alle associazioni operanti nel territorio. Maya Vetri, Assessora alle politiche culturali, ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare il personale su tali problematiche e in tal senso è già stato realizzato un primo corso di formazione, cui ha partecipato tutto il personale. E proprio in questa giornata il Municipio VIII ha approvato una mozione, votata anche in altri parlamentini locali, in cui si chiedono tra le altre cose – come ci ha spiegato la consigliera pd Valchiria Vittori – “linee guida per regolamentare la carriera alias nelle scuole , il decentramento ai Municipi delle unioni civili e il riconoscimento della doppia genitorialità per le figlie ed i figli di coppie omogenitoriali”.

Altri interventi e testimonianze

Il pomeriggio è stato ricco di interventi e testimonianze di operatori e familiari . Maddalena Mosconi, psicologa dell’Istituto Metafora, ha spiegato che la transfobia si manifesta soprattutto in tante micro aggressioni fatte dagli altri, ad esempio attraverso sguardi e risatine. “E’ questa la cultura che va cambiata e la strada l’abbiamo imboccata – ha detto – E’ molto importante l’accettazione dei nonni, degli zii e degli amici, ma anche quella dei compagni e degli insegnanti” proprio come ha raccontato Chiara, la mamma di Caterina, dell’associazione Gender Lens che offre supporto a famiglie ed educatori.

E’ vero le cose cominciano a cambiare, “Nelle scuole ci sono tanti ragazzi che difendono i diritti dei
loro compagni Lgbtqia+ – ha raccontato Marilena Grassadonia, coordinatrice dell’ufficio Glbtqia+ di
Roma Capitale – . La giunta capitolina è a fianco di questi cittadini e cittadine, che oggi sono sotto attacco della destra di questo Paese. Schierarsi è vitale, come è vitale continuare l’impegno tra amministratori e associazioni del territorio, formare il personale insegnante, creare più servizi per la comunità Lgbtqia+”.

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“Libera… mente”, evento su arte e architettura

Di Anna Di Cesare

“Libera… mente”: questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà in via Giuseppe Candeo 18 alla Circonvallazione Ostiense dal 5 al 7 maggio, uno spazio dedicato all’arte e all’architettura.

Il programma ha inizio venerdì 5 maggio alle ore 17 con l’inaugurazione di una mostra permanente fino al 12. Il 6 e il 7 maggio alle ore 17, invece, sono rispettivamente in programma due discussioni: la prima su arte e mente, la seconda su arte e architettura, con gli interventi di ospiti eminenti nel campo filosofico e artistico.

L’evento, curato dall’architetto Amelia Mutti, ha lo scopo di promuovere uno spazio multidisciplinare in via Candeo 18, con la speranza che diventi un punto di riferimento per il quartiere.

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25 aprile: corteo per le strade dell’Ottavo Municipio (Servizio video)

È festa d’aprile! Per ricordare l’insurrezione vittoriosa delle formazioni partigiane e la definitiva Liberazione d’Italia dal nazifascismo, migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione per il 78° anniversario del 25 aprile 1945.

La giornata è iniziata con un omaggio istituzionale al mausoleo delle Fosse Ardeatine ed è proseguita a largo Bompiani dove è partito il corteo che ha visto l’ANPI sfilare in prima fila.

Il corteo ha attraversato i quartieri di Tor Marancia, Garbatella e Ostiense, fino a giungere a Porta San Paolo, tra i tanti partecipanti anche il segretario generale della CGIL Maurizio Landini.

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Università Roma Tre: Aspettando la festa della Liberazione

Di Anna Di Cesare

Martedì 18 aprile si è svolto l’incontro “Aspettando la festa della Liberazione” all’interno dell’aula magna del rettorato dell’università Roma Tre. L’evento, promosso dall’ateneo per celebrare il trentennale della propria fondazione, ha toccato i temi della Resistenza e della memoria collettiva, sottolineando che la libertà di cui godiamo oggi nasce da quel momento storico, da quelle persone che si sono sacrificate per un mondo “più giusto,più libero e lieto”, per usare le parole di Italo Calvino.

I discorsi di apertura

L’intervento del rettore Massimiliano Fiorucci ha sottolineato che l’esigenza di organizzare un incontro simile nasce dalla completa deferenza che l’università nutre nei confronti del dettato costituzionale, concetto ribadito dal direttore Pasquale Basilicata, il quale ha aggiunto che la Resistenza non è stata un mero fatto militare e civile, ma anche “un’epopea di rinascita culturale, il tentativo di restituire dignità a un paese che aveva rischiato di perderla.

L’eredità della resistenza” ha proseguito il direttore, “consiste nei due valori di libertà e solidarietà.”

Quindi ha preso la parola la Prorettrice vicaria Anna Lisa Tota, facendo notare che parlare del passato non è un’azione superflua, in quanto serve a rivitalizzare la memoria comune.

 L’assessore alla cultura Gotor

Presente l’assessore alla cultura di Roma Miguel Gotor, il quale ha evidenziato l’inutilità delle celebrazioni vuote, “senza ideali da trasmettere. L’eccessiva istituzionalizzazione” ha proseguito l’assessore, “rischia di provocare effetti boomerang di disinteresse e sottovalutazione da parte dei cittadini.”

In questa prospettiva si orienta la decisione dell’assessorato di legare la festa della Liberazione ai luoghi che hanno fatto da sfondo a questa pagina della nostra storia. Proprio alla Garbatella, infatti, in Piazza Bartolomeo Romano e all’interno del Palladium, dal 23 al 25 aprile si svolgeranno delle attività di approfondimento.

Gli interventi

Tre interventi hanno costituito il cuore dell’incontro, intervallati dalle esibizioni del gruppo musicale del liceo “Farnesina”. Il primo, condotto dal professor Lanotte, è stato una rassegna dei canti partigiani (come “Il bersagliere ha cento penne” e “I ribelli della montagna”), fino alle canzoni dedicate alla Resistenza, tra cui “Sei minuti all’alba” di Enzo Iannacci e “Il cuoco di Salò” di Francesco De Gregori.

In seguito ha preso la parola il professor Alessandro Portelli, che ha affrontato il tema dell’eccidio del 24 marzo ’44. “Le fosse ardeatine” ha sostenuto il professore, “sono rimaste così impresse nella memoria collettiva perché sono emblematiche della società italiana. Le vittime rappresentano uno spaccato di Roma, e quindi dell’Italia.

Non c’è quartiere, colore politico, età, condizione sociale che ne resti fuori. Non c’è gruppo umano che sia stato risparmiato.” Infine hanno dialogato il giornalista Ugo Gumpel e il procuratore generale militare Marco De Paolis, che ha scoperto nel 1994 in un locale di palazzo Cesi-Gaddi il cosiddetto “armadio della vergogna”, contenente 695 fascicoli sugli eccidi nazisti in Italia.

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COMUNICATO STAMPA

FOSSE ARDEATINE. CIACCHERI: REVISIONISMO STORICO MELONI SCHIAFFO A DECENZA

(DIRE) Roma, 24 mar. – “Da presidente del Municipio di Roma che ha l’onore di ospitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e che da anni svolge un onere quotidiano di condivisione territoriale del valore della memoria e di racconto e ricerca storica sugli eventi che hanno segnato la nostra comunità e la vita di troppe famiglie segnate dalla tragedia dell’occupazione nazifascista, voglio dire alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che la sua operazione di revisionismo storico è uno schiaffo alla decenza”.

Così in una nota il presidente del Municipio Roma VIII ed esponente di Sinistra Civica Ecologista, Amedeo Ciaccheri.

“La storia- continua Ciaccheri- ci consegna una verità chiara, il senso della patria fu rappresentato proprio da quegli italiani che pagarono con la propria vita il sacrificio di fronte alla dittatura di altri italiani, alla persecuzione e alla delazione del regime fascista, che si macchiò anche del crimine di collaborare attivamente con l’occupante nazista. I martiri delle Ardeatine furono assassinati perché oppositori politici, perché indesiderati, perché socialmente, politicamente e religiosamente nemici dell’occupazione nazifascista e non furono solo italiani. Con questa affermazione sulle Fosse Ardeatine- conclude Ciaccheri- la premier dimostra di non rispettare la responsabilità che incarna con il proprio ruolo di governo, quella cioè di rappresentare l’Italia e non indistintamente tutti gli italiani, ma quelli che ieri come oggi credono nella Costituzione, che ha una genesi chiara: quella antifascista”.

 

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Torna la maratona di Roma, coinvolte alcune strade dell’VIII Municipio

Torna la maratona di Roma, giunta alla 28esima edizione. Domenica 19 marzo saranno tre le gare che attraverseranno la città: la Acea Run Rome The Marathon con il classico tracciato di 42,195 km in programma alle 8:00, la staffetta Run4Rome che partirà alle 8:15 seguendo il percorso della maratona e la stracittadina Sn4ifun Run di 5 km (si snoderà tra i Fori Imperiali, le Terme di Caracalla e il Circo Massimo) il cui start è previsto alle 8:30. Oltre 30.000 atleti iscritti alla manifestazione.
Nella mattinata e nelle primissime ore del pomeriggio quindi difficile, se non impossibile, muoversi in città con auto, moto e scooter.
Ma i disagi potrebbero non finire al termine della gara. Alle 18:00 all’Olimpico è in programma il derby Lazio-Roma. La partita molto probabilmente vedrà il tutto esaurito, per cui le forze dell’ordine saranno chiamate agli straordinari e a presidiare arterie e incroci. Nello specifico, per i due eventi, sono stati mobilitati 800 agenti della Polizia Locale.

 

La gara per le strade dell’VIII Municipio

Anche il nostro municipio sarà in parte attraversato dalla maratona. Le prime chiusure scatteranno intorno alla mezzanotte per interessare alcuni tratti della Circonvallazione Ostiense e della Cristoforo Colombo. Chiuso il Ponte Settimia Spizzichino.
Altrettanto avverrà sulla via Ostiense che resterà chiusa tra Via Tessalonica e viale Ferdinando Baldelli e tra via Tessalonica e via Valco di San Paolo. Altre strade resteranno chiuse dalle prime ore della mattinata, altre ancora saranno soggette a divieti di sosta con rimozione.
Le chiusure al traffico interesseranno naturalmente tutto il centro storico e quindi alcune porzioni dello stesso che sono confinanti con l’VIII Municipio, a ridosso del piazzale Ostiense e di Piazza di Porta San Paolo. Interdizioni al transito anche sul lungotevere Testaccio.

 

Previste deviazioni e limitazioni di percorso per molti autobus

Limitazioni di percorso o deviazioni interesseranno alcune linee bus che percorrono le strade dell’VIII Municipio, tra queste le linee 671, 715, 716, 766, 792.
Non è previsto per il momento da parte di ATAC un incremento delle corse della metropolitana, mentre per tutto il tempo della manifestazione, la stazione di Colosseo resterà chiusa per cui i treni vi transiteranno senza fermare.

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Ai gazebo di domenica si vota per il segretario del PD

Elly Schlein e Stefano Bonaccini si sfideranno  domenica 26 febbraio nelle primarie del Partito Democratico.

I due candidati, che a seguito delle votazioni tenutesi dal 3 al 19 scorso, hanno primeggiato sugli altri due candidati Gianni Cuperlo e Paola De Micheli (rispettivamente terzo e quarta), si fronteggiano per sostituire alla segreteria nazionale  il deputato Enrico Letta. A questa prima scrematura, esclusiva per i tesserati, hanno partecipato 151.530 persone in tutta Italia, ed è emersa una preferenza del 52,87% per Bonaccini e del 34,88% per la Schlein, mentre a Roma su 4.900 votanti la Schlein ha ottenuto 2.194 preferenze contro le 1.854 di Bonaccini.

Oltre a guidare il partito, chi vincerà questo faccia a faccia dovrà rimboccarsi le maniche per risollevare il centrosinistra, che ha avuto un risultato davvero deludente nelle passate elezioni politiche e in quelle regionali di Lombardia e Lazio.

In queste ultime due prove elettorali, infatti, abbiamo registrato da una parte la netta affermazione del centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, e un astensionismo sempre più preoccupante da parte dei cittadini, che sempre più fa capire quanto le persone si siano disinteressate alla politica e non vedano nell’esercizio del voto l’espressione di un diritto che sia realmente incisivo per le sorti del paese.

Chi sono i candidati?

Stefano Bonaccini, nato nella provincia modenese nel 1967, è eletto nel 2014 presidente della regione Emilia Romagna, carica confermata anche nel 2020 per il secondo mandato, grazie alla vittoria contro la candidata leghista Lucia Borgonzoni.

Nel suo programma di partito denominato “Energia Popolare”, propone una semplificazione del fisco con imposta progressiva, che tuteli i poveri e il ceto medio e che sia realmente maggioritaria per chi detiene ingenti capitali. Sui temi dei diritti, propone di istituire matrimoni egualitari e adozioni senza discriminazioni e l’introduzione dello ius soli o dello ius scholae per ottenere la cittadinanza italiana.

Nei temi interni al partito propone maggiore centralità dei circoli degli iscritti, la possibilità di organizzare dei referendum interni per le grandi scelte e creare una vera e propria scuola politica per formare la nuova classe dirigente.

Elly Schlein, nata a Lugano nel 1985, nella sua carriera ha svolto attivamente nel 2008 la campagna presidenziale statunitense di Barack Obama. Dal 2014 al 2019 è stata europarlamentare per l’Italia nell’VIII legislatura e dal 2020 in Emilia Romagna è vicepresidente e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima.

Secondo la Schlein, come si può leggere nel suo programma intitolato “Parte da noi”, chi ricopre incarichi pubblici e amministrativi nel Partito Democratico, deve lasciare ogni altro mandato, sia per evitare un conflitto d’interesse, sia per non sottrarre tempo in altri impieghi.

La Schlein propone inoltre di tassare i grandi patrimoni, rilanciare l’edilizia pubblica e moltiplicare gli affitti sociali. In tema di diritti delle donne porta avanti la battaglia per attuare pienamente la legge 194, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture mediche.

Chi può votare?

Domenica 26 febbraio, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, possono votare, presso i gazebo del PD sparsi sul territorio nazionale, tutte le cittadine e i cittadini italiani, anche non iscritti al Partito Democratico.

È permesso votare entro le ore 12:00 di venerdì 24 febbraio, previa pre-registrazione sul sito del PD, anche a:

  • stranieri residenti in Italia o in possesso di regolare permesso di soggiorno,
  • giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni nel comune di residenza,
  • lavoratori e gli studenti fuori sede maggiorenni.

Per votare bisogna presentare un documento d’identità,  la tessera elettorale e pagare una sottoscrizione di 2 Euro per le spese organizzative; sono esenti dall’obolo i tesserati del Partito.

Dove si vota nel Municipio Roma VIII?

Per determinare quale sia il gazebo in cui votare nel proprio territorio, bisogna collegarsi al sito del PD e far riferimento al seggio riportato sulla propria scheda elettorale; oppure se sei residente nell’Ottavo Municipio puoi consultare l’elenco sottostante:

  • Piazza Bartolomeo Romano [sezioni da 1246 a 1249, da 1253 a 1263, escluso 1261]
  • Circonvallazione Ostiense, fronte Santa Galla [sezioni da 1236 a 1245, da 1250 a 1252]
  • Largo Leonardo Da Vinci [sezioni 1264, da 1267 a 1279, escluso 1273]
  • Via Salvatore Pincherle [sezioni da 1280 a 1293]
  • Piazza del Gazometro [sezioni da 1230 a 1235 e 1265, 1266]
  • Sede PD in viale Tor Marancia 121 [sezioni 173, 1194, 1472, da 1474 a 1491]
  • Viale Baldovinetti, lato supermercato [sezioni da 1510 a 1521]
  • Viale Erminio Spalla, lato mercato [sezioni 1023, 1127, 1261, da 1522 a 1536 e 1604, 2531, 2537]
  • Viale Pico della Mirandola, fronte mercato [sezioni da 1492 a 1509 e 2512]

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Il Caso Cospito arriva in Municipio: una mozione per richiamare l’art.27 della Costituzione

Di Iacopo Smeriglio

Il Consiglio del Municipio Roma VIII prende parola sul caso di Alfredo Cospito e lo fa con una mozione che richiama i diritti fondamentali dell’uomo. La speranza espressa è quella di tutelare la vita del detenuto, le cui condizioni di salute stanno rapidamente deteriorando.

Oggi tutti sappiamo chi è Alfredo Cospito: un nome diventato familiare ai più, rimbalzando dalle scritte sui muri fino ai telegiornali. Un anarchico, detenuto da più di dieci anni nelle carceri italiane, entrato in sciopero della fame quando il Tribunale ha disposto per lui l’applicazione del art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, comunemente conosciuto come carcere duro. Uno strumento di detenzione particolarmente coercitivo, concepito negli anni della guerra alla mafia stragista come strumento eccezionale, mirato a contrastare la capacità dei boss di comunicare con l’esterno delle strutture carcerarie e che oggi riguarda più di settecento persone private della libertà personale. Alcuni di questi, come Cospito, estranei ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Con una mozione presentata a prima firma del consigliere Enrico Zulli (SCE), dai gruppi della maggioranza Sinistra Civica Ecologista, Partito Democratico e Lista Civica Gualtieri, il Consiglio del Municipio Roma VIII ha espresso l’importanza di tutelare la salute del detenuto che ha fatto istanza di revoca del regime di 41 bis. La mozione ha richiamato l’importanza fondamentale di applicare l’art.27 della Costituzione italiana, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere sempre alla rieducazione del condannato.

Le parole della maggioranza

La mozione dell’8 febbraio 2023 è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione ha abbandonato l’aula, eccezion fatta per la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, che ha stimolato il dibattito ed espresso la sua contrarietà nei confronti dell’atto, sottolineando l’importanza della separazione dei poteri e l’indipendenza di quello giudiziario.

“La politica deve fare un passo indietro ed attendere le decisioni del sistema giudiziario” ha detto Novi nel corso della discussione dell’atto. Ha aggiunto che questo deve essere fatto anche nella speranza di evitare strumentalizzazioni politiche.

Intervenendo nella discussione in Aula, il consigliere del PD Flavio Conia ha portato l’attenzione sull’importanza della tutela da parte dello Stato dei diritti delle persone private dalla libertà personale, senza tuttavia voler mettere in dubbio il corso delle vicende processuali. Ha, poi, rivendicato l’importanza dell’atto dei parlamentari del Partito Democratico Serracchiani e Orlando, che nelle scorse settimane hanno visitato il detenuto per verificarne le condizioni di salute.

“La vicenda di Alfredo Cospito” dice il consigliere Lorenzo Giardinetti, della Lista Sinistra Civica Ecologista, in una nota “ci interroga su un piano ben più profondo della già complessa questione sull’istituto del 41-bis, che è quello della salute della Democrazia. Uno Stato è in salute quando esercita l’autorevolezza e non l’autorità, ma soprattutto quando si dimostra migliore di chi condanna”.

 

La dichiarazione di Amedeo Ciaccheri

 Il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri, commentando la mozione, ha dichiarato: “anche il nostro Municipio, come altre amministrazioni in Italia, esprime con un atto istituzionale la propria posizione sul caso Cospito. Siamo dentro una spirale drammatica di fronte al rischio della morte di un uomo”. Ha concluso auspicando una necessaria riflessione generale sulla situazione carceraria in Italia e auspicando un intervento simile anche da parte del Consiglio comunale.

 La nota di Umanità Nova

Nel frattempo, sui muri della Garbatella, come da sempre accade, possiamo leggere le pagine di Umanità Nova, storico settimanale anarchico, fondato nel 1920 da Errico Malatesta e aderente alla F.A.I. ovvero la Federazione Anarchica Italiana, di lunga tradizione e che, vale la pena ricordarlo in questi tempi confusi, ha molto poco a che vedere, invece, con la Fai (Federazione anarchica informale) di cui Cospito è accusato di essere uno degli elementi apicali.

Più volte, negli anni, la Commissione di Corrispondenza della F.A.I. ha preso le distanze dagli attentati attribuiti o rivendicati dagli anarchici informali, dichiarando la presenza attiva degli anarchici federati nei movimenti sociali e nel sindacalismo di base. La solidarietà ad Alfredo Cospito, però, è arrivata fin dai primi giorni dello sciopero della fame.

In una nota del 22 novembre denunciano come, ai loro occhi, “di fatto nei confronti del movimento anarchico viene applicato quel “diritto penale del nemico” sulla base del quale si viene giudicati non tanto per le azioni commesse ma quanto per le proprie idee”.

Le pene, d’altronde, vengono applicate in un contesto carcerario, come quello italiano, che in passato è stato sanzionato perfino dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e in cui, più volte, le modalità applicative del 41 bis sono state sottoposte a giudizio della Corte costituzionale.

“Sospendere il 41-bis”, si legge in un corsivo pubblicato sull’ultimo numero di gennaio di Umanità Nova, che prende in prestito le parole del dottore Angelica Milia, medico di fiducia di Cospito.

“Ministro di giustizia e presidente del Consiglio dei ministri sono responsabili della vita dell’ostaggio nelle loro mani” continua, appunto, Umanità Nova. “Dimostrino che hanno conservato un briciolo di umanità, e non reagiscano come cani rabbiosi quando sentono parlare di anarchia”

Fonti:

 

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