Skip to main content

A Santa Galla e al centro anziani di Via Pullino il ricordo di Nea Setta

Garbatella si prepara ogni anno a festeggiare il suo compleanno, come una vecchia signora che ha superato i Cento anni. Tra bande musicali, mostre di pittura, visite guidate alle sue bellezze architettoniche c’è anche un tempo per ricordare le persone che hanno lasciato un segno tra la gente di questo quartiere popolare, un po’ speciale. E speciale lo era sicuramente Nea Setta, scomparsa da pochi giorni a 90 anni, dopo una vita passata nella parrocchia di Santa Galla sulla Circonvallazione Ostiense, come presidente dell’Azione cattolica, instancabile organizzatrice il venerdì del pranzo per i più bisognosi e fondatrice, nel lontano 1985, del gruppo romano del Movimento italiano casalinghe.

“Domani pomeriggio alle 16,30, in occasione del tradizionale incontro di “Nonna Garbatella” al centro Anziani di Via Pullino, ricorderemo Nea- ci tiene a sottolineare Mirella Arcidiacono, dell’Associazione Il Tempo Ritrovato- insieme alle figlie e all’assessora municipale alla cultura e alla memoria Maya Vetri, perché è stata una donna straordinaria di questo quartiere”.

Anche nella chiesa di Santa Galla, domani alle 11, 00 il parroco don Paolo Aiello celebrerà una messa in suo ricordo.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

È tempo di Carnevale Antirazzista. Festa e coriandoli anche a Montagnola

Diversi animali fantastici guideranno un corteo alla ricerca dell’isola incantata, attraverso prove da superare e tanta musica dal ritmo sfrenato. Poi ci si immergerà in una favolosa avventura, che evocherà sentimenti ed emozioni ormai latenti nell’essere umano, quali il rispetto della natura e degli altri abitanti del pianeta.

Questo è lo spirito della XIV edizione del Carnevale Antirazzista, in programma sabato 18 febbraio. Una parata colorata e festante partirà alle ore 10:30 dal Parco della Torre di Tor Marancia, percorrerà Garbatella, attraverserà il ponte Settimia Spizzichino e terminerà al Parco Schuster alla basilica di San Paolo, dove si proseguirà tra musica e danze fino al primo pomeriggio.

L’evento organizzato dalla Rete Roma Sud insieme all’associazione Controchiave e alle Scuole Popolari Sciangai e Piero Bruno ha visto, in preparazione del carnevale, alcuni laboratori pubblici a cui hanno partecipato molti giovani della zona, durante i quali sono state realizzate le maschere, i carri e gli addobbi che andranno ad abbellire la parata di sabato. Inoltre, saranno presenti anche bande musicali, danzatori, giocolieri, trampolieri e tanti artisti che renderanno magica l’atmosfera.

Appuntamento quindi da non perdere per passare una piacevole mattinata di carnevale in compagnia, per riscoprirsi come una comunità accogliente, solidale e rispettosa della natura.

Percorso parata Carnevale Antirazzista

Carnevale alla Montagnola

Lunedì 20 gennaio andrà in scena invece la V edizione del Carnevale di Montagnola, organizzata dal Comitato di Quartiere. L’appuntamento è rivolto alle scuole d’infanzia del territorio e per la prima volta alla Raimondi di Tor Marancia.

Ogni classe alle ore 9:00 uscirà in strada e sfilerà in machera fino a confluire in piazzale Caduti della Montagnola; dove tra danze e giochi, sarà servita una merenda offerta dai commercianti della zona, che hanno contribuito all’organizzazione.

Oltre al Comitato di Quartiere collaborano i volontari del Centro Anziani Casale Ceribelli, degli Orti Urbani Tre Fontane, i genitori e le volontarie della Scuola Popolare Sciangai,  l’evento è patrocinato dal Municipio Roma VIII.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Due storie di ordinaria… sanità

Due storie simili, apparentemente a lieto fine ma che avrebbero potuto avere epiloghi tragici. Due vicende che riguardano la sanità del territorio e che hanno visto protagonisti due cittadini dell’VIII municipio, Stefano e Maria.

La speranza di essere visitato

Venerdì 3 febbraio intorno alle 17:00 Stefano, 53 anni, della Garbatella, si reca al pronto soccorso del CTO in preda a dei dolori tremendi alla gamba sinistra. Viene ricevuto da una guardia giurata alla quale dice che forse ha una flebite con una trombosi in corso. La guardia giurata lo fa accedere (dopo pochi minuti) ad un colloquio con un medico di guardia, il quale spiega che l’ospedale della Garbatella si occupa sì di arti, ma di fratture, quindi non di questo tipo di patologie. Non è disponibile quindi un angiologo, cioè un medico specialistico che si occupa di problemi legati ai vasi sanguini.
L’unica alternativa è quella di recarsi al pronto soccorso del San Camillo oppure a quello del Sant’Eugenio, all’EUR.
Giunto al nosocomio dell’EUR, Stefano trova una sola persona all’accettazione che deve far fronte a chi si reca al pronto soccorso per farsi visitare, ai familiari e ai parenti che chiedono notizie di un congiunto ricoverato. Questa persona è anche deputata ad assegnare i codici del triage.
Nella sala d’aspetto tra una ventina di astanti regna rassegnazione e incredulità.
Stefano fa presente il suo problema ed è invitato a sedersi. Pochi minuti dopo un infermiere gli fa presente che l’attesa per essere visitato supererà le 5 ore, a meno che non ci siano ulteriori emergenze in corso. Quindi in preda ai dolori decide di andarsene e di cercare un ambulatorio privato dove effettuare eventualmente un eco-doppler e farsi visitare da qualcuno. La vicenda si risolverà lunedì mattina, quando in un altro ospedale della città gli sarà diagnosticata una trombosi venosa profonda che avrebbe potuto portare, in caso di ulteriori ritardi, a conseguenze gravi, se non letali.

Le vicissitudini della signora Maria

La signora Maria (nome di fantasia) 84 anni, abita all’Ostiense. Come ci ha raccontato il figlio, lunedì 6 febbraio poco prima delle 19:00 cade nel cortile del condominio dove risiede. Una caduta apparentemente banale e a prima vista senza conseguenze. Spaventata, la signora viene accompagnata da alcuni vicini di casa nel proprio appartamento. Subito dopo Maria contatta il figlio perché ha un forte dolore alla spalla. Quest’ultimo la raggiunge e preoccupato decide di trasportarla al CTO. Purtroppo erano passate le 20:00, orario di chiusura del pronto soccorso degli arti. A questo punto si precipita al Sant’Eugenio. All’accettazione un infermiere fa presente il gran numero di pazienti ancora da trattare e chiede se non può portarla in un altro ospedale. Sbalordito, il figlio chiede in quale ospedale della città. “Al Campus!”, si sente rispondere. “Guardi, io non so nemmeno dove sia. Inoltre mia mamma non si può muovere e sente anche molto dolore”.
Le viene assegnato un braccialetto arancione e fatta attendere nella sala d’aspetto. Alle 22:00 il primo ingresso al pronto soccorso, ma il figlio deve restare fuori. Alle 3:00 del mattino finalmente arriva un primo responso. Frattura dell’omero. Ma alle 8:30 è prevista una TAC perché forse c’è il rischio di un’operazione. A quel punto il figlio chiede di poterla portare a casa, per rifocillarla e accudirla, in modo da ripresentarsi l’indomani alle 8:00.
“Meglio – si sente rispondere – così si libera un posto, ma domani vada direttamente in sala gessi senza passare al pronto soccorso”.

Il ritorno all’ospedale

La mattina poco dopo le 8:00 in sala gessi viene loro comunicato che invece devono rifare tutta la trafila al pronto soccorso.
Maria entra alle 10.00. Nel frattempo il figlio, in attesa, è preoccupato per le condizioni della mamma, non sa se le danno da bere, se la cambiano e la aiutano ad andare in bagno. Alcuni anziani, per pudore, non chiedono né alzano la voce quando sono in difficoltà e privi di riferimenti familiari.
Dopo oltre sette ore  la TAC è fatta. La signora è dimessa poco prima delle 18:00 martedì 7 febbraio con un tutore e con una prognosi di un mese.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In libreria arriva Come eravamo. Garbatella 1835 – 1960: foto e racconti per ricostruire una storia corale

Di Iacopo Smeriglio

Ci vuole dedizione per raccogliere i fili sparpagliati di una storia lunga e corale come quella di un quartiere. Come eravamo. Garbatella 1835 – 1960 è un libro che prova a fare esattamente questo: grazie alle parole e alle foto, attraverso un lavoro di cucitura e ricostruzione storica e familiare, il giornalista e fotografo Antonio Tiso ha curato un lavoro che restituisce uno sguardo attento e particolare sulla storia della Garbatella.

La collana Come eravamo è un esperimento ideato dall’editore Typimedia e già sviluppato per altri quartieri storici e popolari di Roma, da Montesacro a San Lorenzo, passando per Monteverde, Trastevere.Oggi raggiunge il nostro.

Chi è l’autore?

Antonio Tiso è nato a Verona. Forse proprio nella sua estraneità al territorio è la forza del libro di cui è stato curatore: si è messo in ascolto ed ha cercato di scavare oltre la narrazione superficiale, incontrando gli abitanti del quartiere, cercando foto e storie nei cassetti delle vecchie case popolari.

Il libro ha l’ambizione di comporre un’immagine eterogenea e complessa delle vicende che dal 1835 hanno imperversato in questa lingua di terra, che segue la strada delle Sette Chiese e discende fino alla Basilica di San Paolo fuori le mura, prima della nascita del quartiere e fino al boom economico del secondo dopoguerra.

Il 1835, infatti, come dice e riporta Tiso, è l’anno a cui risale la prima attestazione storicamente attendibile dell’esistenza di una via Garbatella da queste parti della città.

Le foto di famiglia e i racconti degli abitanti

La particolarità del libro sta nell’aver dato spazio e voce a racconti ed esperienze di vita e di famiglia di molte persone, attraverso contributi scritti e fotografici, anche riportati in prima persona, inseriti in un racconto profondamente corale. La forza rappresentativa di opere che hanno l’ambizione di raccogliere, con mano esterna, i fili di una comunità, risiede tutta nella delicatezza con cui questo quadro è stato composto. Ora bisognerà vedere come reagirà la comunità viva che custodisce queste storie.

La presentazione il 24 febbraio a Millepiani Coworking

Anche se si trova nelle librerie e nelle edicole già da qualche tempo, l’opera, acquistabile in realtà anche online, sarà presentata per la prima volta alla Garbatella venerdì 24 febbraio al Coworking Millepiani, in Via Nicolò Odero 13, con la presenza del curatore del lavoro, Antonio Tiso, e con gli interventi di vari abitanti del quartiere che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Intitolato a Francesco Valdiserri il campo di calcio della Polisportiva Castello

Di Anna Bredice

Tanti ragazzi con la maglia di colore azzurro della Polisportiva Castello accovacciati e raccolti intorno a Paola, Luca e Daria, i genitori e la sorella di Francesco Valdiserri.

A lui, da ora in poi, sarà intitolato l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo, lui che è stato travolto e ucciso il 20 ottobre scorso, mentre camminava sul marciapiede a due passi dai quei campi di calcio.

Fu investito da una ragazza alla guida di una macchina che andava a forte velocità sulla grande arteria stradale, dove purtroppo ad ogni incrocio si contano le croci e i fiori che ricordano le vittime della strada. Dal giorno della morte di Francesco, i genitori e la sorella Daria hanno vissuto il loro dolore pensando anche a cosa fare per evitare altre tragedie, iniziando una battaglia per l’educazione e la sicurezza stradale.

La cerimonia alla presenza del Sindaco Gualtieri

Per questo alla cerimonia davanti alla Polisportiva, dove ora si leggerà il nome di Francesco, c’era anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e Ferdinando Bonessio, presidente della commissione Sport dell’Assemblea dell’Aula Giulio Cesare, c’erano tanti amministratori capitolini e locali, ma anche tante persone che lo conoscevano: Francesco, infatti, frequentava  assiduamente i nostri quartieri, aveva studiato al liceo Socrate della Garbatella.

Il sindaco di Roma ha dichiarato di sentire la responsabilità di dover fare il massimo possibile per contrastare lo stillicidio di morti. Ha annunciato che verranno realizzati centinaia di attraversamenti luminosi, oltre che organizzare come in altre città d’Europa zone dove la velocità non potrà superare i 30 kilometri orari. Intervenire per rendere sicure le strade è una necessità visto che dall’inizio dell’anno si contano già 17 morti sulle strade della Capitale.

Le parole dei genitori di Francesco

Toccanti le parole dei genitori di Francesco, morto a pochi metri dallo striscione che da ora in poi riporta il suo nome. “Questo dovrebbe essere un posto orribile – ha detto il padre Luca Valdiserri, giornalista del Corriere della Sera come la madre Paola – un luogo che si dovrebbe evitare facendo giri immensi per non passarci, eppure, qualche giorno dopo il funerale – racconta ancora il padre – mi è arrivato un messaggio dalla Polisportiva che voleva intitolare l’impianto a Francesco, sono venuto a conoscerli, in quel momento c’erano dei ragazzi che giocavano e ho capito che c’era ancora tanto da fare”.

Quel riferimento alle voci dei ragazzi, al gioco, allo sport lo ha fatto anche la madre di Francesco, Paola Di Caro, emozionata nel ricordo di Francesco: “penso che in questo momento sia contento di noi qui”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Inaugurato il Civico Giusto sul muro della chiesa di San Benedetto all’Ostiense

Di Anna Bredice

“Entra Attilio, abbiamo avuto l’ordine di farvi entrare”: È bastata questa frase pronunciata da Don Giovanni Gregorini per salvare tre famiglie di ebrei scappati dal Portico di Ottavia la mattina del 16 ottobre 1943. Don Gregorini, parroco della chiesa di San Benedetto al Gazometro, aprì le porte e diede rifugio a uomini, donne e bambini ed è per questo che oggi sul muro della chiesa, ricostruita dopo il bombardamento del 1944, è stato inaugurato il Civico Giusto.

Si tratta di una piccola targa di bronzo con impresso un qr code, che se inquadrato con un telefono racconta attraverso un documentario la storia dell’edificio e del Giusto che lo abitò. È il primo, insieme a quello in via de’ Nobili installato sempre questa mattina, ad essere realizzato nei quartieri Ostiense e Garbatella, grazie anche al contributo del Municipio VIII.

Presenti all’inaugurazione, oltre ad alcuni testimoni che conobbero Don Gregorini, anche gli studenti del liceo artistico Rossellini e del liceo Socrate che hanno collaborato al documentario che contiene immagini d’epoca e alcune testimonianze. In questo caso il racconto è quello di Costanza Fatucci: nel 1943 era una bambina e viveva insieme ai genitori e ad altri 5 fratelli in via Portico di Ottavia 13.

Nel palazzo viveva anche la famiglia Di Veroli, padre, madre e cinque figli. Uno zio di Costanza, che conosceva molte parrocchie, riuscì la mattina del 16 ottobre 1943 a far scappare le due famiglie mandandole presso Don Gregorini. Lui accolse tutti, si aggiunse poi un’altra famiglia.

Li nascose in uno spazio sotto la sacrestia e lì rimasero per alcuni mesi fino a quando il bombardamento del marzo 1944 costrinse gli ebrei a scappare. La famiglia Fatucci trovò un altro rifugio, Attilio di Veroli e suo figlio Michele vennero arrestati dai nazifascisti, traditi da un delatore e vennero uccisi alle Fosse Ardeatine. Michele aveva solo 14 anni e fu la vittima più giovane dell’eccidio perpetrato dai nazisti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Elezioni regionali del Lazio. In campo Sinistra – Verdi e Azione di Carlo Calenda

Un week end denso di iniziative elettorali quello appena trascorso sul territorio dell’VIII municipio.

Venerdì, nel tardo pomeriggio, i candidati della lista Verdi e Sinistra, Claudio Marotta, Paola Angelucci e Maya Vetri hanno inaugurato il loro comitato elettorale in Villetta, nella roccaforte della Sinistra garbatellana.

Tutti e tre giocavano in casa. Ad attendere i candidati al Consiglio regionale del Lazio, nelle elezioni del 12 e 13 febbraio, tanti cittadini e alcuni amministratori locali. In prima fila il minisindaco Amedeo Ciaccheri e la consigliera comunale di Sinistra civica Michela Cicculli.

Carlo Calenda alla Coop.Garibaldi

Sabato mattina invece sono entrati in campo quelli della Lista Azione-Calenda Sindaco con la presentazione del capolista, under 30, Federico Petitti in tandem con l’attivissima Simonetta Novi, capogruppo nel consiglio municipale.L’incontro si è svolto nel tendone della Cooperativa Garibaldi alla presenza del leader nazionale di Azione Carlo Calenda:  “Oggi i nostri Pronto Soccorso sono al collasso- ha ribadito Calenda- ci vogliono 2 anni per fare una mammografia,8 mesi per una visita oncologica e 13 per effettuare una Tac.

Noi ci vogliamo occupare di questo e dimostrare che non è una cosa impossibile. Per questo candidiamo giovani competenti e sosteniamo Alessio D’Amato, che si è dimostrato molto bravo a gestire la campagna di vaccinazione durante la pandemia”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Cori Gospel e natalizi al Polo Museale dei trasporti

Chiuderanno domenica 8 gennaio, con l’esibizione di due cori, le lunghe feste natalizie di quest’anno. L’evento con inizio alle 16,30 si terrà nel polo museale dei trasporti Astral, via B. Bossi 7 zona Piramide.

Il Programma

Due i cori sul palcoscenico, il SignUp e i GarbatiCanti con un repertorio che spazierà dal pop ai Gospel, senza tralasciare i canti natalizi.

La location

La scelta della location lascia ben sperare nell’utilizzo più frequente di questo importante spazio all’aperto nel 2023. Il polo museale era stato infatti chiuso per un lungo periodo e riaperto il 14 ottobre scorso grazie all’impegno della società Astral della Regione Lazio che ne è divenuta proprietaria.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

All’orizzonte nuova chiusura del Ponte di Ferro

di Stefano Baiocchi

Novità in arrivo per il Ponte dell’Industria e per la viabilità dell’Ostiense. Noto ai romani come Ponte di Ferro, il ponte che collega l’VIII Municipio con Marconi dovrà essere nuovamente chiuso e in parte ricostruito. È quanto trapelato da una riunione della commissione lavori pubblici di Roma Capitale che si è svolta la prima settimana di novembre.

L’incendio nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo, secondo un’informativa inviata in procura dagli inquirenti, sarebbe scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere. All’epoca si parlò anche di un incendio doloso.
Furono necessari più di settanta giorni per la riapertura; settanta giorni di disagi per automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni che quotidianamente si trovano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città.

I lavori comporteranno quindi una nuova interdizione al transito dei veicoli, per cui c’è il rischio concreto di nuovi disagi per i cittadini dei due municipi. Saranno inevitabili le ripercussioni per la circolazione sulla via Ostiense, ma anche in viale Marconi dove potrebbe riversarsi gran parte del flusso veicolare. Una zona calda sarà senz’altro il Testaccio e in particolare l’area adiacente e circostante l’ex mattatoio.
L’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini ha reso noto che il proprio ufficio lavorerà di concerto con il Comune di Roma monitorando costantemente la situazione del cantiere.
“Faremo il possibile per alleviare i disagi per i cittadini del Municipio e per tutti coloro che ogni giorno si vedono costretti ad attraversare il Tevere non soltanto per motivi di lavoro” ha detto l’assessore appena uscita la notizia. “È chiaro che saremo in costante contatto con il SIMU [Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana, n.d.r.] ed eventualmente anche con la sala operativa della Polizia Locale di Roma Capitale”.

“Al momento non c’è una data precisa per il via ai lavori che potrebbero partire nei primi sei mesi del 2023”, fa sapere a Cara Garbatella il presidente della commissione lavori pubblici Antonio Stampete. Questi interventi, che facevano parte di un pacchetto legato ai lavori in vista del Giubileo del 2025, erano sull’agenda del governo Draghi poco prima che si dimettesse. Ora la palla passa al governo presieduto da Giorgia Meloni.
“Per quanto ci riguarda abbiamo però provveduto ad affidare ad Anas il percorso di riqualificazione in modo da accelerare le procedure”.
“Sarà importante – conclude Stampete –mantenere l’aspetto architettonico del ponte senza quindi eccessivi stravolgimenti, anche se stiamo studiando un allargamento della sede stradale per consentire il passaggio del trasporto pubblico”.

La struttura, destinata dapprincipio all’ampliamento della ferrovia Roma Civitavecchia, venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa.
Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica, è lungo circa 131 metri e largo circa 7,25 metri.
Soltanto nel 1910, con il nuovo tracciato della Roma Civitavecchia, il Ponte dell’Industria assunse le caratteristiche di percorso carrabile e pedonale.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Inaugurato un centro antiviolenza alla Terza Università in ricordo di Sara Di Pietrantonio

Di Anna Di Cesare

Anche l’Università Roma Tre è in prima fila nella battaglia contro la violenza sulle donne. Oggi 20 dicembre, alle ore 11: 30, è stato inaugurato presso la sede di via Ostiense 147 un nuovo Centro Antiviolenza, per offrire consulenza e conforto alle vittime. In questo senso si erano già mosse la Sapienza e l’Università di Tor Vergata.

 Chi era Sara Di Pietrantonio?

L’iniziativa di Roma Tre è dedicata a Sara Di Pietrantonio, ventiduenne uccisa dall’ex fidanzato nel 2016. Sara stava tornando a casa in automobile alla Magliana, quando venne fermata da un ragazzo che la strangolò. A seguito del delitto, il corpo e l’automobile vennero bruciati. L’assassino, inizialmente condannato a 30 anni di reclusione, ha visto la propria condanna mutata in ergastolo a seguito dell’aggiunta dell’accusa di stalking.

 

Gli intervenuti

I genitori di Sara questa mattina erano presenti all’inaugurazione del Centro Antiviolenza della terza università romana, e hanno preso la parola. Tra gli altri interventi, i contributi del rettore Massimiliano Fiorucci, della Prorettrice Vicaria Anna Lisa Tota e del Direttore Generale Pasquale Basilicata; quelli dell’assessore della Regione Lazio alle pari opportunità Enrica Onorati e Paolo Orneli assessore allo Sviluppo economico, infine è intervenuto il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

DOMANI A ROMA TRE “OPEN DAY SCUOLE SUPERIORI MUNICIPIO ROMA VIII”

Tredici istituti superiori incontreranno studenti di terza media per fornire indicazioni su indirizzo scolastico da scegliere

Tredici istituti superiori del territorio incontrano gli studenti di terza media. Domani, sabato 17 dicembre a partire dalle ore 10,30 fino alle ore 13, presso la sala del Rettorato Roma Tre in via Ostiense 133, si terrà l’iniziativa “Open Day Scuole Superiori Municipio Roma VIII” organizzata in collaborazione con l’Università Roma Tre, con l’obiettivo di fornire indicazioni e orientare i ragazzi alla scelta dell’indirizzo scolastico da prendere.

Ogni istituto scolastico superiore avrà una postazione in cui professori e studenti illustreranno tutte le informazioni necessarie sulla scuola.

Le dichiarazioni del presidente Ciaccheri

“Si tratta di un’iniziativa molto importante – commenta il presidente del Municipio, Amedeo Ciaccheri – che abbiamo voluto organizzare per consentire ai ragazzi del territorio di poter incontrare insieme nello stesso giorno tutti gli istituti superiori del nostro municipio e capire quale potrà essere la scelta scolastica migliore per il proprio futuro”.

“Alle ore 11 – conclude il presidente – presso l’Aula Magna del Rettorato di Roma Tre, si terrà inoltre un dibattito tra i dirigenti scolastici degli istituti superiori  e il Rettore di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci dal titolo ‘Scuola, Università e Lavoro” per consentire ai ragazzi la costruzione più consapevole possibile di un percorso che parta dalla scuola superiore, continuando per l’Università, fino ad arrivare allo scopo finale di entrare nel mondo del lavoro”.

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Un’idea per tornare a stare insieme: stanziati 100mila euro per il progetto “Educare in VIII”

Di Veronica Gagliano

Ieri nel Municipio VIII di Roma si è svolto il primo incontro del progetto “Educare in VIII”. Un’ iniziativa dedicata a tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti del territorio, che grazie ai fondi erogati dallo Stato, oltre 100mila euro, hanno avuto l’occasione di partire da Largo Leonardo Da Vinci fino alla volta di Viterbo per visitare la casa di Babbo Natale.

La gita, iniziata nelle prime ore della mattinata, durerà tutta la giornata e sarà organizzata in funzione delle esigenze di tutti, ponendo attenzione in particolare alle necessità che coinvolgono gli alunni con gravi disabilità, i quali parteciperanno a tutti i progetti, accompagnati da educatori specializzati.

A questa prima esperienza, che ha visto l’adesione di circa 50 adolescenti, seguirà l’attività prevista il 17 dicembre per un altro gruppo sempre delle scuole elementari del territorio.

Questa volta la meta dei bambini sarà Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, per partecipare all’iniziativa “Un giorno da buttero”, dove potranno immergersi nella scoperta di una storia e di una tradizione tipica del Lazio. I bambini presenti alla visita apprenderanno le regole per la cura del cavallo, giocheranno al mestiere del buttero e scopriranno la vita dei cowboy italiani.  

Le dichiarazioni del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri

“Oltre a queste gite fuori porta per i bambini – dichiara il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri- organizzeremo spettacoli teatrali, cinema, corsi intensivi di judo e tornei di basket sociale e tanti altri eventi culturali per animare durante il Natale la vita dei nostri quartieri”.

 Il distanziamento sociale che siamo stati costretti a vivere negli ultimi anni a causa dell’epidemia-Covid19 ha comportato l’assenza, in alcuni casi parziale, di tutte quelle attività sociali utili all’aggregazione territoriale, proprio per questo l’iniziativa Educare in VIII si dimostra un’occasione d’esperienza di scambio e conoscenza.”

Dopo due anni di pandemia – conclude il presidente Ciaccheri – siamo molto felici di permettere ai bambini di tornare finalmente a stare insieme ed immergersi così dentro l’atmosfera natalizia. Bellissima sarà sicuramente l’esperienza di Barbarano Romano perché per i bambini stare all’aria aperta e a contatto con la natura sarà sicuramente una bellissima sensazione”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Un Natale di luci e solidarietà

Concerti, mercatini, presepi e regali per i più bisognosi da Garbatella a Roma 70

Dalla Redazione

Fervono i preparativi per la ricorrenza più attesa dell’anno. Anche nel terzo millennio il Natale non ha perso nulla del suo fascino e del suo straordinario potere evocativo, confermandosi la festa familiare per eccellenza. Nel nostro Municipio le parrocchie, le associazioni dei commercianti, i centri culturali e sportivi si preparano a mettere in campo mille iniziative culturali e di solidarietà. Tanti i presepi da visitare nelle chiese del territorio.

Parrocchia di San Filippo Neri

Ha aperto il programma natalizio il concerto “Laudi Oratoriane”, che si è tenuto l’8 dicembre  con  musiche di Corelli, Scarlatti e Handel in occasione del 70° anniversario della parrocchia San Filippo Neri in Eurosia  a Garbatella. L’attesa inaugurazione del nuovo campo dell’oratorio è prevista, invece, per domenica 18 dicembre, dopo la Messa. Ma Natale è anche e soprattutto solidarietà. Ancora la Chiesoletta, nei giorni 15 e 22 dicembre (18-19,30) sarà uno dei tre punti di raccolta della Comunità di Sant’Egidio per preparare i regali per i poveri. Sciarpe, guanti, cappelli, giocattoli e dolcetti possono essere consegnati anche al San Michele di piazzale Tosti la domenica mattina e il lunedì sera.

La comunità di Sant’Egidio

Qui, come tutti gli anni, il 25 dicembre i volontari di Sant’Egidio organizzano il pranzo di Natale per 250 persone sole o bisognose. Altro punto di raccolta delle donazioni dei cittadini è a piazza Ricoldo da Montecroce alla Garbatella presso la casa della Comunità, che nell’ultimo giorno dell’anno organizzerà la consueta distribuzione di pasti caldi ai senza dimora di San Paolo, Garbatella e Tor Marancia.

L’Accademia Musicale di Roma Capitale Parrocchia di San Francesco Saverio

Il calendario musicale continua con il concerto della Parrocchia di San Francesco Saverio, che avrà luogo sabato 17 dicembre (ore 17:00), in piazza Damiano Sauli, curato dall’Accademia Musicale di Roma Capitale. Si esibiranno 25 elementi del Coro, insieme al Gruppo Musicale da camera dei docenti dell’Accademia. Il programma spazierà dai brani di Mozart, Bach, Brahms, a quelli della tradizione natalizia internazionale.

Altra melodia e altra corsa per assistere alla replica del concerto di RomaTre Orchestra con la Nona di Ludwig Van Beethoven, che si terrà il 27 e il 28 dicembre con ingresso gratuito all’auditorium Inps di Via Aldo Ballarin, 42 in zona Tintoretto.

Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac

Intanto nelle case nonni e bambini sono già alle prese con gli addobbi natalizi, l’ultimo ritocco al Bambinello del presepe e la cascata di fili d’argento sull’albero. Natale ci ricorda l’infanzia ed è un momento di piena condivisione con la famiglia, allora facciamoci trovare pronti   e cerchiamo di evitare il panico dei regali all’ultimo minuto. A questo proposito ci salverà il Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac di via Alessandro Severo 48, la fiera più grande di Roma, aperta dal 3 al 24 dicembre con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 9 alle 20.  Si tratta di un villaggio natalizio per eccellenza pieno di arte, musiche, idee regalo, prodotti della tradizione ed una splendida mostra dei presepi con opere dei più grandi artisti italiani ed internazionali. Non mancherà, inoltre, un’area Kids dedicata ai bambini e la casa di Babbo Natale, in cui i più piccini potranno incontrare il loro tanto amato uomo dalla barba bianca.

L’associazione Alzheimer Uniti Roma da Eataly

Il 13 dicembre alle 19 l’associazione Alzheimer Uniti Roma invita ad un incontro natalizio da Eataly al secondo piano. La serata sarà allietata dal concerto del Coro polifonico di Ciampino e da letture poetiche. Seguirà lo scambio di auguri durante una cena conviviale.

Da San Paolo a Roma 70.

Mercatino solidale All’ex campetto di Piero a sostegno della casa famiglia Arpjtetto Onlus

L’attivissimo comitato di quartiere Grottaperfetta, infatti, non sta mai con le mani in mano. I proventi del mercatino solidale allestito all’ex campetto di Piero il 4 dicembre andranno a sostenere le attività della casa famiglia Arpjtetto Onlus, che opera fin dal 1953 nel quartiere Ostiense per dare un futuro alle donne e ai minori in particolari stati di disagio.

Parco della Torre di Tormarancia, che presenta il Calendario 2023

Un’altra tappa, ma non meno importante, di questo percorso natalizio è quella dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, che presenta il Calendario 2023 dell’artista Simona Pampallona con “Tor Marancia Western”. Le sue opere rappresenteranno sicuramente il quartiere, ma l’ambientazione non sarà quella romana bensì quella di un vero e proprio Far West con cowboy e pellerossa.
Nel calendario, inoltre, sono segnalati gli anniversari da ricordare che riguardano fatti e persone celebri del luogo. È possibile acquistarlo presso la sede della casa editrice Red Star Press e nelle edicole di zona.

Non mancheranno, come ogni anno, su iniziativa delle associazioni dei commercianti, le splendide luminarie multicolori che accenderanno le principali strade del municipio di una magica atmosfera natalizia. (Ha collaborato Eleonora Ono)

Appuntamenti natalizi

3 24 dicembre

Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac  via Alessandro Severo 48

Villaggio natalizio pieno di arte, musiche, idee regalo, mostra dei presepi con opere dei più grandi artisti italiani ed internazionali.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Banco Alimentare Solidale al centro sociale La Strada

Sono numerose le famiglie bisognose assistite in via degli Armatori dai volontari

Di Veronica Gagliano

Un locale a piano terra, una scrivania, il listino dei prodotti e qualche scaffale con olio, pasta, riso, scatolame, barattoli di pomodoro, conserve ed altro. Dietro il piccolo magazzino. È il Banco Alimentare Solidale organizzato dal Centro Sociale La Strada in via Passino alla Garbatella. Si tratta di un servizio assistenziale in funzione da due anni destinato a tutte le famiglie del territorio in condizioni di difficoltà e bisogno, che vive grazie alle donazioni di cittadini e associazioni.

Un canale d’aiuto, coordinato dai volontari del progetto, che si occupano principalmente di accogliere coloro che richiedono aiuti alimentari, fornendo tutto il sostegno possibile. A seguito dell’emergenza Covid19 e la conseguente crisi socio-sanitaria, il Centro Sociale si era già attivato, accompagnato da altre realtà solidali, come: Banco Alimentare, Casetta Rossa e la Viletta, nella raccolta dei beni di prima necessità e la consegna di quest’ultimi presso le abitazioni dei richiedenti. Se durante il primo periodo a ridosso della pandemia gli scatoloni alimentari venivano direttamente recapitati “porta a porta”, oggi è stato prestabilito un punto di ritiro in Via degli Armatori 2, ogni mercoledì – dalle 17:00 alle 19:30 e il sabato dalle 10:00 alle 12:30.

Attualmente se ne servono all’incirca 60 famiglie, 180 persone, che stentano ad arrivare a fine mese, tanto da non potersi garantire un piatto in tavola. L’iter da seguire per poter accedere allo sportello per il sostegno alimentare è semplice, spesso sono gli stessi Assistenti Sociali del municipio ad indirizzare il cittadino al punto ritiro, in altri casi è sufficiente recarsi direttamente presso La Strada, dove dopo un colloquio conoscitivo per accertare lo stato di bisogno, verrà consegnata una tesserina con un totale di punti utilizzabili.

“Molte famiglie nei primi periodi di pandemia, quando il pacco alimentare veniva consegnato direttamente nelle abitazioni, ci chiedeva di lasciare il cibo all’ingresso per una sorta di pudore ed evitare che qualcuno vedesse il proprio stato di indigenza”, ci dice Myriam, volontaria che si occupa del Banco Alimentare Solidale. “Lo scorso anno nel periodo natalizio- aggiunge- abbiano ricevuto in regalo alcuni libri per i più piccoli ma ci sono cose come l’olio, i pannolini o alcuni prodotti per l’igiene che sono difficili da reperire”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il caffè alzheimer Garbatella si sposta alla Villetta

di Paola Borghesi

L’iniziativa del Caffè Alzheimer Garbatella, che in precedenza si svolgeva presso il Ristoro degli Angeli in via Luigi Orlando 1, ora è ospitato dalla Villetta a via degli Armatori,3. Anche se la notizia è apparsa sui social on line, riteniamo importante comunicarla sul nostro giornale  in modo che raggiunga anche chi è poco attivo sui social media.

Ogni primo e terzo giovedì del mese la Villetta accoglie le persone affette da Alzheimer in forma lieve o moderata e i loro accompagnatori o familiari per un incontro della durata di circa un paio d’ore, dalle ore 16:00 alle 18:00.

Il Caffè Alzheimer o – come preferisce chiamarlo la Prof.ssa Bartorelli, ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa – Caffè Memoria, è  un luogo dove i malati e i loro familiari possono sentirsi partecipi ed essere coinvolti in momenti ed attività costruite per favorire l’inclusione, il benessere e la condivisione. E’ sia un momento di svago che di sostegno, un posto dove riuscire a sentirsi semplicemente persone che conversano amabilmente  fra “amici”, e interagiscono con giochi, musica e canto alla presenza di una psicologa, di volontari  e spesso anche della Prof.sa Bartorelli, Geriatra e Presidente dell’Associazione Alzheimer Uniti Roma.

Per tutte le informazioni www.alzheimeruniti.it o telefonare al numero 06 69426665

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La storia di Silvio Tavoloni. Finì in galera per le offese al Duce

Era andato nella sede del gruppo rionale fascista, alla Villetta di via Passino, per chiedere un sussidio

di Giorgio Guidoni

Era sufficiente una parolaccia. Una caricatura, una rima a doppio senso, una pernacchia. Durante il ventennio della dittatura bastava pronunciare un epiteto sopra le righe nei confronti del Duce del fascismo per ritrovarsi in guai seri e trascorrere qualche mese in gattabuia. Nel 1925 Mussolini aveva introdotto il reato di “Offesa al Duce”, che puniva chiunque avesse offeso il capo del Governo con la reclusione da sei a trenta mesi e con una multa salatissima. Nel 1930 la detenzione passò da uno a cinque anni e nel 1941 il reato fu inserito nel Codice Militare di pace che prevedeva la pena della carcerazione da tre a dodici anni. Anche a Garbatella ci fu chi, per una parola di troppo, incappò in una disavventura di questo tipo.

Silvio Tavoloni e la moglie Ines Catenacci

Nel 1942 l’Italia era in guerra da due anni e l’inverno era particolarmente rigido. Silvio Tavoloni, classe 1890, abitava in via Luigi Fincati 13, al lotto 8, con la moglie Ines e la figlia Luciana, mentre l’altro figlio Renato era stato richiamato alle armi. Reduce e invalido della Grande Guerra, lavorava per le Ferrovie italiane come pulitore di vagoni letto, impiego che assicurava alla famiglia una condizione economica dignitosa. A luglio di quell’anno, tuttavia, subì un grave incidente che lo rese inabile al lavoro: un investimento tramviario gli aveva causato l’amputazione di nove dita dei piedi e la conseguente perdita dell’impiego e dello stipendio.

Quale invalido di guerra percepiva una piccola pensione ed era in attesa di un indennizzo da parte dell’Atag (Azienda Tramvie del Governatorato dell’epoca) per l’incidente subito. In quel momento particolarmente critico le entrate non erano più sufficienti per vivere dignitosamente e Silvio, che inoltre non era ancora guarito dalle lesioni riportate nell’incidente, era alla ricerca di un aiuto economico. A novembre del 1942 un conoscente gli aveva ventilato la possibilità di ottenere un sussidio: “Vai domani alla casa dal Fascio (la casa colonica in via Passino meglio nota come “La Villetta”, ndr), ci sarà il Fiduciario (1) che ascolterà le tue richieste e forse ti potrà aiutare.” Intorno alle 20.00 dell’11 novembre, pieno di speranza, Silvio si recò all’appuntamento per scoprire però che il Fiduciario non era presente: “Prova a ripassare domani alla stessa ora” gli era stato riferito sul posto.

Scheda di ingresso a Regina Coeli

Uscendo dalla Villetta per tornare a casa udì vari gerarchi fascisti inneggiare al Duce e lui, forse infastidito dal mancato incontro, si lasciò scappare qualche parola di troppo. Questo era ciò che raccontò alla moglie Ines e a Luciana. Il giorno dopo gli eventi precipitarono. A seguito di una solerte denuncia sporta da due donne fasciste, la Vice Segretaria Rionale Lucrezia Sardella e la Visitatrice (2) Maria Borganzoni, Silvio Tavoloni  fu arrestato e condotto alla caserma Mussolini (3).

Il verbale di denuncia (che riporta anche il timbro in colore rosso “VISTO DAL DUCE”) afferma “… l’individuo in oggetto, nell’uscire dalla sede del Gruppo stesso, dove si era recato per chiedere un sussidio, veniva udito pronunziare le seguenti frasi in risposta alle invocazioni “Duce, Duce” dei gerarchi: «Li mortacci sui, ci fa morire di fame, che lo potessero ammazzare, sto paraculo.» Silvio Tavoloni ammetterà di essersi recato nei locali del Gruppo Rionale, ma negherà di aver pronunciato le offese al Duce. Dopo un primo periodo di permanenza alla caserma Mussolini fu trasferito a Regina Coeli il 2 febbraio 1943 in attesa di processo. La moglie Ines ne chiese varie volte la scarcerazione per motivi di salute, senza successo. Fortunatamente il Tribunale Speciale non diede l’autorizzazione al processo e decretò la scarcerazione di Silvio il 4 aprile 1943.Al suo ritorno a casa egli non dimenticò la disavventura, che negli anni successivi continuò a raccontare con dovizia di particolari a familiari e amici.

Scheda di uscita da Regina Coeli

Grazie a due suoi nipoti, Luciano e Daniele detto Sandro, siamo venuti a conoscenza di questa storia, che abbiamo avuto la possibilità di ricostruire nei particolari.

  1. La struttura organizzativa del Partito Nazionale Fascista-PNF era basata sulle federazioni provinciali, le quali coordinavano e dirigevano il lavoro dei gruppi rionali o sezioni. Il Gruppo rionale aveva giurisdizione su un quartiere cittadino o su un comune o gruppi di piccoli comuni. Il Fiduciario rionale era il “gerarca” – com’era comunemente chiamato durante il fascismo – che dirigeva l’attività del Gruppo. I gruppi rionali disponevano di sedi autonome. Molte erano ex Case del popolo requisite alle organizzazioni di sinistra dopo l’avvento del Regime. A Garbatella la sede del Gruppo rionale si trovava alla Villetta in via Passino, 26
  2. «Le Visitatrici sono donne fasciste di particolare attitudine, che in ciascun settore, e nucleo del Fascio di combattimento a cui appartengono, visitano le famiglie bisognose a scopo di assistenza morale e materiale, con speciale cura per ciò che riguarda la maternità ed infanzia, riferendo periodicamente alla Segretaria del Fascio dalla quale dipendono.» (fonte: Partito nazionale fascista. Fascista. Il primo libro del fascista. Anno XVI dell’E.F. 1937-1938)
    Le Visitatrici erano donne che possedevano un’accurata conoscenza delle singole situazioni di disagio sociale delle famiglie. A loro spettava una mansione fondamentale,quella di raccogliere informazioni economiche e morali sui richiedenti assistenza.
  3. La caserma Mussolini si trovava a Roma in via Baiamonti 6. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale prenderà il nome di Caserma Montezemolo per diventare sede del Comando della Seconda Regione Aerea dell’Aeronautica Militare. Oggi è la sede della Corte dei Conti.
Denuncia con il visto del duce
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ostiense, giornata di studi dedicata alla figura di Carlo Levi

Allo “sguardo in movimento” di Carlo Levi verrà dedicata una giornata di studio nell’ambito delle manifestazioni per il centoventesimo anniversario della sua nascita, avvenuta il 29 novembre 1902 a Torino.
L’incontro, a cura di Fondazione Carlo Levi e Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, approfondirà il rapporto con il cinema del grande pittore, scrittore, politico e intellettuale. L’appuntamento è per martedì 29 novembre, dalle 10:00 presso la Fondazione AAMOD, nel complesso degli edifici della Centrale di Montemartini all’Ostiense. L’iniziativa ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Educazione Ricerca e Istituti Culturali.

 

Carlo Levi, scrittore, pittore e autore di cinema

Carlo Levi, è stato tra i più significativi autori del novecento. Conosciuto soprattutto per il romanzo Cristo si è fermato a Eboli, è stato pittore, autore di cinema e antifascista.  Nato nel 1902 in una famiglia ebraica della borghesia torinese, si diploma al liceo Alfieri. Ottenuta la laurea in medicina, rimarrà alla Clinica Medica dell’Università di Torino come assistente fino al 1928. Non eserciterà mai la professione di medico, preferendo definitivamente la pittura e il giornalismo. Nel 1931 si unirà al movimento antifascista di Giustizia e libertà, fondato tre anni prima da Carlo Rosselli.
Alla Biennale di Venezia del 1932, Levi presenterà le sue opere: L’uomo rosso (1929), Scena di frutta (1930) e Natura morta con melograni (1930). Nel marzo 1934 Levi è arrestato per sospetta attività antifascista. Nel maggio del 1935, su segnalazione dello scrittore fascista Dino Segre, subisce un secondo arresto e la condanna al confino nel paese lucano di Grassano. In un secondo momento è trasferito nel piccolo centro di Aliano, in provincia di Matera. Da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli.
Nel 1936 il regime fascista gli concede la grazia sull’onda dell’entusiasmo collettivo per la conquista dell’Etiopia. Levi, quindi, si trasferisce per alcuni anni in Francia, dove continua la sua attività politica. Rientrato in Italia, nel 1943 aderisce al Partito d’Azione e a Firenze è tra i dirigenti de La Nazione del Popolo, organo del Comitato di Liberazione della Toscana. Proprio a Firenze trova rifugio presso l’abitazione di Eugenio Montale, dove rimane fino al 1944. È qui che conosce il poeta triestino Umberto Saba, che diventerà suo suocero.
Autore per il cinema, già dagli anni, Trenta Levi prolifera nella scrittura di soggetti e sceneggiature, alcuni dei quali insieme all’amico Mario Soldati e poi con il poeta Rocco Scotellaro. Con gli stessi scrittori, negli anni 1946-1953, lavora ai progetti che riguardano la trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli e alla sceneggiatura de I fuochi di San Pancrazio.
Cristo si è fermato a Eboli sarà presentato nel 1979 fuori concorso al Festival del Cinema di Cannes cinque anni dopo la morte di Levi. Interpretato da Gian Maria Volonté, il soggetto del film si avvarrà dell’apporto, oltre che di Levi, di Tonino Guerra e di Francesco Rosi.

Lo scrittore Carlo Levi

Lo svolgimento della giornata di studio 

Le descrizioni della cultura tradizionale contadina del meridione di Levi, Rocco Scotellaro e dell’antropologo Ernesto De Martino sono stati alla base dell’ispirazione di molti cineasti.
Nel corso della giornata sarà approfondita la loro influenza su alcuni film documentari prodotti in Italia tra il 1953 e il 1976 riguardanti soprattutto la Lucania.
Tra le carte del Fondo Carlo Levi di Alassio è emersa anche una vicenda finora inesplorata che riguarda una sceneggiatura degli anni ’50 per Augusto Genina sulla vita di Amedeo Modigliani, mai approdata alla realizzazione del film.
Le più recenti ricerche condotte sulla complessiva opera di Levi con forte inclinazione interdisciplinare da storici dell’arte, della letteratura, del cinema, come da antropologi, inducono a ritenere che la riflessione sul cinema e sui suoi codici espressivi sia stata non marginale per Levi, così da spingere ad interrogarsi su quale ne sia stato in ogni epoca l’influsso reale sulla sua intera opera di letterato e artista, ma anche di saggista e osservatore politico.
Al termine della giornata di studio, a ingresso libero fino a esaurimento posti, con interventi di intellettuali e studiosi tra i quali Sebastiano Martelli, Elisa Donzelli, Luca Beltrami e Vincenzo Esposito, sarà proiettato il film documentario “Carlo Levi, lo sguardo in movimento” di Paolo Di Nicola.

 

La sede della fondazione AAMOD

La sede della Fondazione AAMOD è parte del suggestivo e unico complesso di edifici della Centrale Montemartini, in via Ostiense 106. Entrando nel complesso della Centrale, l’Archivio audiovisivo si trova nello stabile, a sinistra dell’ingresso al Museo. I locali della fondazione sono costituiti anche dalla Sala Zavattini, il cuore delle iniziative pubbliche dell’archivio, dove si svolgono rassegne cinematografiche, convegni, seminari, presentazioni.
Nella sala è situata anche la Biblioteca specializzata con tavoli per la consultazione.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al via l’iter per la ricostruzione del Ponte dell’Industria

Novità in arrivo per il Ponte dell’Industria e per la viabilità dell’Ostiense. Noto ai romani come Ponte di Ferro, il ponte che collega l’VIII Municipio con Marconi, dovrà essere nuovamente chiuso e in parte ricostruito. È quanto trapelato da una riunione della commissione lavori pubblici di Roma Capitale che si è svolta la prima settimana di novembre.

I danni provocati dall’incendio

L’incendio nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo, secondo un’informativa inviata in procura dagli inquirenti, sarebbe scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere. All’epoca si parlò anche di un incendio doloso.
Furono necessari più di settanta giorni per la riapertura; settanta giorni di disagi per automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni che quotidianamente si trovano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città. Le ripercussioni per il traffico non ci furono soltanto all’Ostiense, ma anche nella zona di San Paolo a Ponte Marconi e al Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio.

Lavori sul ponte dopo il rogo del 2021

Gli interventi previsti

“Al momento non c’è una data precisa per il via ai lavori che potrebbero partire nei primi sei mesi del 2023”, fa sapere a Cara Garbatella il presidente della commissione lavori pubblici Antonio Stampete. Questi interventi, che facevano parte di un pacchetto legato ai lavori in vista del Giubileo del 2025, erano sull’agenda del governo Draghi poco prima che si dimettesse. Ora la palla passa al governo presieduto da Giorgia Meloni.
“Per quanto ci riguarda abbiamo però provveduto ad affidare ad ANAS il percorso di riqualificazione in modo da accelerare le procedure”.
“Un aspetto – conclude Stampete – importante sarà quello di mantenere l’aspetto architettonico senza quindi eccessivi stravolgimento, anche se stiamo studiando un allargamento della sede stradale per consentire il passaggio del trasporto pubblico”.

La storia del ponte dell’industria

La struttura destinata dapprincipio all’ampliamento della ferrovia Roma Civitavecchia venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa.
Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica, è lungo circa 131 metri e largo circa 7,25 metri.
Soltanto nel 1910, con il nuovo tracciato della Roma Civitavecchia, il Ponte dell’Industria assunse le caratteristiche di percorso carrabile e pedonale.
Sopravvissuto ai bombardamenti degli angloamericani del marzo 1944, fu teatro dell’ignobile eccidio di dieci donne italiane ad opera degli occupanti nazisti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

ESPOSTO UNO STRISCIONE IN SOLIDARIETÀ CON LE DONNE IRANIANE

Di Eleonora Ono

 

“Jin, Jiyan, Azadi! Donna, vita, libertà! Al fianco delle donne iraniane contro ogni forma di violenza”.

Questa la frase riportata sullo striscione per manifestare solidarietà alle donne iraniane che questa mattina è stato affisso all’ingresso della sede del Municipio Roma VIII, in via Benedetto Croce, in occasione della giornata internazionale per il contrasto alla violenza contro le donne.

Per la giornata di oggi, in collaborazione con le associazioni, i centri di aggregazione giovanili, le scuole presenti sul territorio, sono state promosse dal Municipio Roma VIII una serie di iniziative culturali pubbliche e gratuite di sensibilizzazione e azioni simboliche di contrasto alla violenza di genere.

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri

“Il calendario degli appuntamenti – spiega il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – tiene a mente la lotta delle donne iraniane.

Gli eventi che saranno disseminati sul territorio si confronteranno per dare voce ai tanti volti di una sfida femminista che è stata assunta da tutta quanta la comunità territoriale. Rinnovo infine la mia adesione e quella della comunità municipale alla manifestazione cittadina di domani ‘Non una di meno’ in piazza della Repubblica a Roma”.

Gli eventi proseguiranno fino alla fine del mese tra incontri su identità di genere e linguaggi, installazioni artistiche, esecuzioni di brani musicali e poetici, letture collettive nei pressi delle panchine rosse, e, a chiusura, “She Walks”, una passeggiata in ottica di genere per trasformare la città, a partire da Largo Enea Bortolotti, promossa dal Municipio Roma VIII in collaborazione con l’ordine degli architetti di Roma, e con la partecipazione delle associazioni e i comitati di quartiere del quadrante Valco San Paolo.

L’intervento di Maya Vetri, assessora alle politiche culturali e di genere

L’Assessora municipale alla cultura Maya Vetri aggiunge: “Il contrasto alla violenza di genere è un impegno che manteniamo costante nell’azione politica quotidiana: dalla promozione del linguaggio di genere, alla lotta agli stereotipi dalla formazione per il personale comunale agli incontri nelle scuole e nei territori, dalla promozione e la diffusione dei servizi pubblici che la contrastano a rinforzare la rete sociale e civica presente nei quartieri. Neanche due settimane fa è stata inaugurata la prima operazione di toponomastica femminile nel quadrante di Valco San Paolo un progetto integrato che ha visto valorizzare le figure di donne scienziate nella storia attraverso l’installazione di una segnaletica alternativa e la realizzazione di opere di street Art.”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Potature sulla Circonvallazione Ostiense

Al via la prima fase di potatura degli alberi lungo via della Circonvallazione Ostiense. Questo intervento si inserisce nel più ampio programma avviato dal Municipio insieme all’assessore all’Ambiente Michele Centorrino riguardante la cura del verde verticale. I lavori, seguiti sul posto da un agronomo forestale per assicurare la miglior cura delle piante, prevedono inizialmente la potatura delle essenze arboree laterali, per poi passare agli imponenti platani del camminamento centrale.

Le dichiarazioni di Michele Centorrino e Amedeo Ciaccheri

“Finalmente anche Circonvallazione Ostiense vedrà un importante intervento di potatura degli alberi che la costeggiano”. Afferma Michele Centorrino. “Un programma più ampio – prosegue l’assessore – volto a eliminare le situazioni di maggiore criticità dovute ad anni di mancati interventi. In futuro – conclude – arriveremo alla vera e propria manutenzione ordinaria che ci farà passare dal dover di continuo inseguire le emergenze a una migliore gestione della cura del verde”.

Presente al sopralluogo per monitorare l’andamento dei lavori anche il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri: “Le prime potature, dopo un lunghissimo tempo di attesa – commenta il presidente – sono avvenute già due anni fa e si tratta di un programma importante per salvaguardare le piante e tornare ad una manutenzione continuativa”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ostiense: scoperta una targa per Pasolini al Biondo Tevere

A Pier Paolo Pasolini per l’amore rivolto al Popolo di Roma.
“Dietro il Parco Paolino e la facciata d’oro di san Paolo, il Tevere scorreva al di là di una grande origine pieno di cartelloni: e era vuoto senza stabilimenti, senza barche, senza bagnanti, e a destra era tutto irto di gru antenne e ciminiere, col gasometro enorme contro il cielo…”
Da Ragazzi di vita, 1955.

Sono queste le parole incise su una targa deposta dal Municipio VIII al Biondo Tevere, lo storico ristorante dell’Ostiense sul fiume, di cui Pasolini era un assiduo frequentatore. La cerimonia si è svolta il 2 novembre, giorno della sua morte avvenuta nel lontano 1975.

La dichiarazione di Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri

“Per me è un grande orgoglio essere qui – ha dichiarato il minisindaco Amedeo Ciaccheri – per ricordare questo grande intellettuale del Novecento. Oggi tante altre città d’Italia hanno fatto dell’anniversario della sua morte l’elemento di chiusura di quest’anno pasoliniano.  Ma grazie a questa nostra esperienza di andare a cercare Pasolini in giro per la città, le sue tracce non saranno conservate solo in un archivio nascosto, ma rimarranno in quello che ha costruito questa rete urbana e anche nella rete materiale dei luoghi che sono stati toccati da questo percorso.  Sono grato a Sandra Giuliani dell’associazione Donne di carta che si è fatta portavoce di questo cammino insieme a coloro che hanno collaborato. E un grazie va anche a Roberto Panzironi che ci ospita nel suo locale per una cosa bella”

“Abbiamo rispettato l’idea madre, quella di guardare la città con lo sguardo pasoliniano” – ha aggiunto Maya Vetri assessora alle politiche culturali – Colgo l’occasione per ringraziare anch’io Sandra Giuliani, Annalisa Cipriani di Italia Nostra e Dario Pontuale delle Officine fotografiche per le tante iniziative messe in campo in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini “

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Verrà recuperata l’ex caserma occupata al Porto Fluviale

 

Sono passati quasi vent’anni dall’occupazione della ex caserma dell’Ostiense. Dal Campidoglio doveva ormai arrivare una soluzione definitiva. Alla fine, grazie ai soldi del Pnnr, l’aula Giulio Cesare ha approvato il progetto di recupero e riqualificazione dell’imponente complesso occupato di via del Porto Fluviale.
Si tratta di un grande e interessante edificio risalente ai primi anni del novecento con differenti entrate, due lungo via del Porto Fluviale e una in via delle Conce.
Ristrutturato negli anni venti, sopravvissuto ai bombardamenti del marzo 1944, è stato impiegato in seguito per accogliere magazzini di armi e divenire quindi una caserma dell’Aeronautica militare. L’edificio è molto noto agli abitanti dell’Ostiense, ma è anche facilmente riconoscibile dai giovani che nel fine settimana affollano i locali del vecchio quartiere industriale, grazie anche all’affascinante murale realizzato dallo street-artist Blu nel 2013.

 

Il progetto di riqualificazione prevede residenze, un mercato e uno sportello antiviolenza

La delibera votata dalla maggioranza di centrosinistra prevede l’acquisizione gratuita, da parte del Comune di Roma, del complesso immobiliare – si tratta di una superficie coperta di 1.860 mq – denominato “ex direzione Magazzini del Commissariato”.
Al tempo stesso è prevista anche la valorizzazione e il recupero partecipato del patrimonio artistico e sociale dell’immobile vincolato e tuttora occupato. Nel complesso convivono attualmente 56 nuclei famigliari, per cui l’iniziativa del Campidoglio è finalizzata a regolarizzarne definitivamente la posizione.
Il cortile interno, sovente utilizzato dalla Comunità di Sant’Egidio per la raccolta di abiti usati, diventerà una piazza aperta al quartiere, nella quale entrerà in funzione un mercato a chilometro zero in collaborazione con l’VIII Municipio. È previsto uno spazio per la mobilità sostenibile, legato ad una pista ciclabile che in futuro dovrebbe attraversare la zona, ma anche uno sportello antiviolenza.
Il programma di valorizzazione, denominato “Porto Fluviale RecHouse: recupero partecipato del patrimonio artistico e sociale dell’immobile vincolato ed occupato”, oltre all’impegno dei funzionari dell’amministrazione capitolina, ha visto il coinvolgimento di personale della facoltà di architettura della Sapienza, del dipartimento di architettura di Roma Tre e della Luiss.

Un particolare del murale realizzato sull’edificio

La soddisfazione di Amedeo Ciaccheri e Valeria Baglio

Decisamente soddisfatto il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri: “Si mette un tassello decisivo all’avanzamento del progetto di trasformazione che cambierà il volto dell’Ostiense e darà una risposta di dignità sull’emergenza abitativa”.
“Dopo anni di dibattito sull’utilizzo delle ex caserme nelle nostre città – prosegue Ciaccheri – Porto Fluviale traccia una strada con 11 milioni di investimento pubblico che serviranno a trasformare e a riqualificare la struttura e aprire servizi pubblici per il quartiere, aprendo le porte per una nuova piazza per l’Ostiense”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera comunale del PD Valeria Baglio: “Il provvedimento approvato è molto importante per il territorio dell’VIII Municipio sia dal punto di vista urbanistico, visto che verrà realizzato senza consumo di nuovo suolo, sia dal punto di vista sociale” . “Si potrà procedere a rigenerare il complesso immobiliare acquisito a titolo gratuito al patrimonio di Roma Capitale”. “Ciò permetterà una profonda riqualificazione dell’edificio con l’utilizzo di materiali biocompatibili ed elevati standard di efficienza energetica”.
“Nascerà così un polo di edilizia residenziale pubblica – conclude Baglio – che permetterà di dare una risposta all’emergenza abitativa al territorio”. “Verranno realizzati anche spazi di formazione, sale per le associazioni di quartiere e uno sportello antiviolenza”.

La contrarietà dell’opposizione di centrodestra

Di tutt’altro avviso il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Federico Rocca che sulle pagine di Roma Today fa sapere che come opposizione “Abbiamo presentato una serie di proposte per cercare di migliorare il progetto, ma non ne è passata nessuna”.  “Ad esempio avevamo suggerito l’inserimento di un’area ludica per i bambini, di uno spazio destinato ai cani ed anche a uno sportello per l’assistenza socio linguistica e culturale per gli immigrati”. “Noi non siamo contrari alla riqualificazione di quel complesso – prosegue Rocca – ma messo così il progetto sembra la legittimazione dell’occupazione”. “Chi occupa, non dovrebbe rientrare nelle graduatorie di Edilizia residenziale pubblica”.

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A fuoco un camion AMA, caos all’Ostiense

Momenti di panico all’Ostiense per l’incendio di un camion dell’AMA in via Pellegrino Matteucci nelle immediate vicinanze dell’ufficio postale.
Il tutto si è svolto in pochi attimi intorno alle 9:15 di giovedì 13 ottobre quando l’autista del camion si è accorto dell’accensione di una spia di emergenza. In quel momento il camion compattatore era intento nella raccolta della carta.
La pronta reazione del conducente, che è riuscito a bloccare il veicolo e a scendere dalla cabina, ha evitato il peggio. Le fiamme si sono sviluppate immediatamente tanto da distruggere il mezzo pesante. Contemporaneamente una vasta coltre di fumo ha invaso tutta la zona, costringendo i cittadini a chiudere le finestre, mentre alcuni esercenti si sono visti costretti ad abbassare le saracinesche dei propri negozi. Molti abitanti dei palazzi che affacciano su via Matteucci, via Federico Nansen e via Giacomo Bove si sono riversati in strada preoccupati dal tremendo odore di diossina nell’aria.

Il denso fumo durante le fiamme

L’intervento non semplice dei Vigili del Fuoco

L’allarme è comunque scattato subito, tanto da far giungere sul posto in pochi minuti gli agenti della Polizia Locale del gruppo Tintoretto, i Carabinieri oltre a naturalmente i Vigili del Fuoco. Il lavoro dei pompieri è andato avanti per tutta la mattinata poiché il portellone posteriore del camion era rimasto bloccato tanto da far risultare difficile lo spegnimento dell’incendio. È stato quindi necessario attendere un altro mezzo in dotazione agli stessi vigili del fuoco con il quale si è aperto, scardinandolo, il grosso vano posteriore.
Al tempo stesso, la Polizia Locale ha dovuto gestire l’emergenza traffico della zona.

Il mezzo AMA  distrutto dal rogo

Traffico congestionato e ripercussioni anche alla Garbatella

Anche se era da poco passata l’ora di punta, la circolazione è andata presto in tilt. Via Pellegrino Matteucci è stata chiusa per l’intero tratto tra via Ostiense e via Girolamo Benzoni, costringendo molti automobilisti a deviazioni e a inversioni di marcia. Forti risentimenti ci sono stati sulla via Ostiense con ritardi che hanno coinvolto anche il servizio dell’ATAC e nello specifico le linee bus 715 e 716. Ripercussioni per la circolazione anche alla Garbatella.

La chiusura al traffico di via Matteucci

Le ipotesi del rogo

Sulle cause dell’incendio al momento non si possono fare ipotesi di nessun tipo. Il rogo potrebbe essersi sviluppato anche da un mozzicone di sigaretta acceso gettato nei cassonetti o scaturito da un corto circuito nella macchina dei rifiuti. Si esclude, almeno per ora, l’atto vandalico o un sabotaggio, ma nessuna supposizione è comunque scartata a priori.
Sarà naturalmente un’inchiesta accurata a stabilirne le cause.

L’assessore Centorrino sul luogo dell’incendio

Sul luogo dell’incendio è giunto trafelato anche l’assessore municipale alle politiche ambientali e ai rifiuti Michele Centorrino. “Appena saputo dell’incidente sono giunto qui in via Matteucci per rendermi conto della situazione e per assicurarmi che non ci fossero feriti”. “Adesso si cercherà di capire cosa sia successo, ciò che è più importante è che l’autista del mezzo stia bene”. “Questi ha avuto la prontezza di bloccare il camion inserendo i cunei fermaruota”. “Il Municipio – conclude l’assessore – è qui di supporto, in contatto con AMA e con l’assessora capitolina Sabrina Alfonsi per monitorare la situazione”. “Ora bisogna cercare di liberare il prima possibile la strada e ripulire tutto”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

All’Ostiense al via il Maker Faire, evento dedicato all’innovazione tecnologica

Al via nell’area del Gazometro la decima edizione del Maker Faire, il più grande evento europeo dedicato all’innovazione tecnologica. La manifestazione, promossa dalla Camera di commercio di Roma, in collaborazione con ENI, sarà aperta al pubblico da venerdì 7 a domenica 9 ottobre tra le 10:00 e le 19:00.
In totale l’evento ospiterà circa 300 spazi espositivi, con idee e progetti innovativi. Nelle passate stagioni la manifestazione ha raccolto più di 100.000 presenze, la partecipazione di creatori e inventori di 40 nazioni, coinvolgendo in discussioni varie oltre 600 blogger e giornalisti rappresentando quindi una vetrina decisamente significativa.

Le novità dell’edizione 2022

Tra i temi affrontati, la robotica e l’intelligenza artificiale. Decine, anche quest’anno, i prototipi che saranno presentati al pubblico, con le relative applicazioni che vanno dal settore medico a quello industriale, dai trasporti ai beni culturali, fino all’agricoltura accurata e di precisione. Una delle novità dell’edizione 2022 riguarda la realtà virtuale, con una serie di appuntamenti dedicati alla visione di film e documentari girati con tecnologie innovative, mentre particolare attenzione sarà dedicata anche alle cosiddette energie rinnovabili e alla transizione energetica.
Eni sarà presente durante l’evento con una propria installazione volta a raccontare ai visitatori la fusione a confinamento magnetico, una delle tecnologie più innovative del percorso di decarbonizzazione. Gli stessi spazi avevano dato il via alla Roma industriale, fornendo energia a imprese e cittadini.

Il contributo dell’Università degli studi Roma Tre

L’Università degli Studi Roma Tre sarà presente con i Dipartimenti di Architettura, Ingegneria, Ingegneria Industriale Elettronica e Meccanica, Matematica e Fisica, Scienze, Scienze della Formazione  e Studi Umanistici.
Il Dipartimento di Scienze porterà con i proff. Marco Barbieri, Monica De Seta e Luciana Di Gaspare i risultati delle loro indagini sui alcuni dispositivi per le tecnologie quantistiche. Sarà mostrato fuori dai laboratori il materiale su cui sono state fatte ricerche, tra cui un piccolo computer a emettitori per laser di nuova concezione.
Non mancherà neanche una stanza chiamata Fabroom, si tratta di uno spazio in cui lo spettatore diventa attore, circondato da immagini proiettate. Protagonista sarà anche l’innovazione agroalimentare, incentrata su cibi hi-tech e nuove tecnologie. Si presenteranno attrezzature per la cottura solare, fino agli scontrini smart che forniscono in tempo reale il grado di maturazione dei prodotti.

Come raggiungere l’area dell’evento

L’area del Gazometro occupa una superficie di 12 ettari e ospita una serie di capannoni e di aree industriali. L’ingresso per il Maker Faire è situato all’Ostiense in via del Commercio 9/11. È raggiungibile a piedi in 15 minuti sia dalla stazione della linea B della metropolitana di Garbatella sia da quella di Piramide/Porta San Paolo. Una valida alternativa è rappresentata dalle linee bus 23 e 769 le cui fermate si trovano entrambe sulla via Ostiense.

Dove acquistare i biglietti per il Maker Faire

I biglietti per l’evento, che hanno una validità giornaliera e consentono un solo ingresso, possono essere acquistati esclusivamente online sul sito https://www.boxol.it/MakerFaireRome/it

 

 

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Trasporto pubblico, venerdì 16 settembre 8 ore di sciopero

Sarà una giornata difficile quella di venerdì 16 settembre per chi si sposta con i mezzi pubblici. Uno sciopero proclamato da quasi tutte le organizzazioni sindacali di categoria metterà a serio rischio il funzionamento del trasporto pubblico nella capitale dalle 8:30 alle 16:30. Le ripercussioni negative per il traffico saranno decisamente elevate, anche perché non sono previste fasce di garanzia.
Per 8 ore saranno quindi a rischio le corse di autobus, tram, metropolitane, ma anche delle ferrovie regionali Termini Centocelle, Roma Civita Castellana Viterbo e Roma Lido. Coinvolto il personale di Roma per la mobilità, Atac, Cotral, Roma Tpl, ma anche gran parte dei lavoratori delle aziende Tpl del Lazio. Astensioni dal lavoro potranno aversi anche tra il personale addetto alle biglietterie e tra gli ausiliari del traffico.

 

I motivi dello sciopero

Le motivazioni della protesta sono a causa dei gravi eventi lesivi della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori. “Scioperiamo – spiegano le organizzazioni sindacali – di fronte a una situazione intollerabile su cui bisogna intervenire subito. A tutt’oggi non si è registrato alcun intervento a tutela del personale da parte dei datori di lavoro e neanche da parte del legislatore con specifici provvedimenti indirizzati a prevenire e scoraggiare le aggressioni al personale dei mezzi pubblici”.
“Servono provvedimenti immediati – chiedono infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro – in assenza dei quali continueremo con forza a rivendicare la tutela di lavoratori e lavoratrici del trasporto pubblico locale”.
Le aggressioni nei confronti del personale sono ormai all’ordine del giorno, l’ultima il 10 settembre scorso quando – secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA – a farne le spese è stata una macchinista della Roma Viterbo.

Le alternative per gli abitanti dell’VIII Municipio

Il personale di Trenitalia non sarà coinvolto nelle protesta, quindi i treni regionali, ovverosia i servizi ferroviari suburbani che collegano la capitale con le altre località del Lazio funzioneranno regolarmente. In caso di chiusura della linea B della metropolitana e nel caso il servizio dei taxi risulti poco fruibile, i cittadini dell’VIII municipio potranno in qualche modo ovviare utilizzando i treni regionali che dalla stazione Ostiense conducono verso altre zone della città. Da Ostiense sono agevolmente collegate la stazione Termini, le stazioni Tiburtina, Tuscolana, Nomentana, ma anche Trastevere, Monteverde, Balduina e Monte Mario. Nessun problema neanche per chi da Ostiense sarà diretto verso Fiumicino Aeroporto.

Sabato 17 settembre open day del trasporto pubblico

Sabato 17 settembre si viaggerà gratis sull’intera rete Atac: nessun biglietto per le tre linee della metropolitana, né per la Termini-Centocelle. Accesso libero anche per autobus, filobus e tram. L’open day promosso da Roma Capitale si inserisce all’interno delle iniziative organizzate per la Settimana Europea della Mobilità 2022 che si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2022.
“Sarà la prima delle molte iniziative, che presto comunicheremo alla cittadinanza, con le quali la capitale celebrerà la Settimana Europea della Mobilità,  con una serie di appuntamenti per promuovere l’uso del trasporto pubblico locale e diffondere la cultura della mobilità sostenibile”, questo il commento del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Coerenti con questi obiettivi – prosegue Gualtieri – continuiamo a lavorare senza sosta per realizzare una vera e propria rivoluzione della mobilità, riconnettendo i nostri quartieri e rendendo Roma una città più sostenibile e più vivibile, per contrastare l’inquinamento e migliorare la qualità della vita di tutte e di tutti”.
Per gran parte della giornata di sabato, nelle principali stazioni e nei grandi capolinea della rete di superficie, il personale Atac sarà impegnato in una campagna informativa sul trasporto pubblico. Previsto anche il rilascio di depliant e di alcuni gadget.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI