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L’estate dell’VIII Municipio impazza sull’Ottovolante

È arrivata l’estate e in questi ultimi giorni l’anticiclone africano attanaglia i romani che sono rimasti in città. Ma per chi non ha potuto o voluto raggiungere la frescura dei Castelli niente paura, le associazioni con il patrocinio dell’Ottavo Municipio propongono una ricchissima rassegna di iniziative culturali, che potranno allietare le serate di questo torrido luglio e non solo. Ci sono novità e conferme. Tra quest’ultime segnaliamo la storica Arena Brin, il cartellone di film d’autore, che da giugno a settembre accompagnerà gli appassionati nel salotto buono della Garbatella. Mano a pop corn e bruscolini dunque, per gustarsi le proiezioni con la vista mozzafiato dei Gazometri, simboli dell’ex zona industriale primi Novecento. Sull’altro lato della piazza, davanti al lotto 5 targato dall’architetto Innocenzo Sabbatini, nel parco dedicato a Marcella e Maurizio Ferrara, dal 20 giugno ha preso il via Festival Brin: una vera e propria cuccagna per i bambini. Infatti il programma prevede letture e laboratori da parte dell’associazione Eco di Fata e Cartoni Animali in collaborazione con Perfareungioco. Si potrà nell’area illuminata giocare, pattinare e andare sullo skate fino a tarda serata.

Estate al Polo, Videocittà al Gazometro, Industrie Fluviali

Proprio all’Ostiense in via Bartolomeo Bossi 7 ha preso il via Estate al Polo (nel senso del Polo Museale dei Trasporti). Quindi tra vetture e tram storici è stato aperto il giardino estivo a ingresso gratuito. Non mancheranno concerti musicali per tutti i gusti: dal jazz all’elettronica, dal pop all’afro. Per i palati più fini i piatti prelibati saranno reading letterari, incontri di poesia e presentazioni di libri. Tra una lezione di yoga e spettacoli di danza tutte le sere l’offerta enogastronomica propone menù anche per celiaci, vegani e vegetariani. Sotto lo scheletro del grande Gazometro, invece, si scatena la movida con affaccio sul biondo Tevere. Dal 13 al 16 luglio Dj set, video artistici e performance musicali fino a notte fonda. In via del Porto Fluviale 35, da giugno a ottobre, artisti/e italiani e internazionali realizzeranno site-specific attorno ai principali eventi del poliedrico hub culturale Industrie Fluviali.

Festa dell’Altra Estate, Parco Appio e Propaganda Schuster

L’offerta culturale non si ferma anche a Garbatella, a via dell’Almone e a San Paolo. Al parco Cavallo Pazzo adiacente alla Casetta Rossa di via Magnaghi, nel cuore della Garbatella, sono in corso dal 4 al 19 luglio le numerose iniziative culturali della Festa dell’Altra Estate. Anche al Parco Appio in via dell’Almone 105, sulle sponde del fiume sacro ai romani, tutte le sere si potrà mangiare e bere ascoltando concerti di musica, DJ set e presentazioni di libri. Al Parco Schuster, davanti all’imponente Basilica di San Paolo vanno in onda concerti di musica dal vivo per i giovani più nottambuli di Roma sud. La Roma Tre Orchestra, invece, mette in campo nel Convitto Vittorio Locchi, nell’area di Villa 9 Maggio con ingresso in via Spinola 11, un programma di musica classica con concerti di pianoforte, musica da camera, sinfonica e opera.

Roma 70 Summer Village

L’intrattenimento non si ferma anche nei quartieri di più recente edificazione. A Roma 70 in via dell’Automobilismo 202 da giugno a novembre impazza il Summer Village: con mostre, spettacoli, presentazione libri, calcio balilla e giochi per bambini. La variegata offerta culinaria dell’estate culminerà da settembre in poi con la sagra del porcino e quella della zucca.

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Urban Fest-Visionaria 2023

Programma completo della manifestazione

Ripartiamo dalla realtà. Dalla concretezza dei temi cruciali per ognuno.
Un Festival che attraversi lo spazio sociale e politico della Villetta.
Visionaria è uno spazio pubblico animato dal dibattito a sinistra: luogo di riflessione culturale politica e sociale. Idee e pratiche che abbiano al centro la trasformazione della realtà, dalle strade vicine a noi, alla città, all’Europa stessa. Perché le sfide non finiscono nel nostro giardino!

Il futuro che precipita, il lavoro e i salari, le disuguaglianze, la catastrofe ecologica e lo sfruttamento del pianeta e degli esseri umani, il diritto a scegliere per il proprio corpo, l’accessibilità e l’accoglienza. Diritti e possibilità. Riconoscimento delle differenze e accoglienza. Come si fa la pace e la guerra. La narrazione e l’azione della destra sulla complessità del reale è profonda e vincente. Le difficoltà delle persone travolte dalla crisi post pandemica e della economia di guerra creano una frattura tra i bisogni e le soluzioni. Per chi ha uno sguardo radicale, è decisivo superare l’elenco delle buone idee, entrare nel vivo e costruire accanto alle narrazioni, azioni radicali che abbiano presa sul reale, costruiscano identità, permettano alle persone di riconoscersi in una opzione davvero alternativa.
Dopo i mesi estivi, Visionaria con i suoi dibattiti, confronti, libri, spettacoli e birre!

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Addio a Maurizio Pucci

Se n’è andato per sempre Maurizio Pucci, coordinatore per i servizi di accoglienza e celebrazioni del Giubileo 2025. Aveva 69 anni e da tempo era sofferente di un male inesorabile. Negli ultimi decenni si era allontanato dal quartiere Garbatella, dalla casa popolare di via Ansaldo davanti al lotto 8, per affrontare nuove sfide che la vita gli aveva messo davanti, ma che affrontò sempre con determinazione e passione. Già alla fine dei turbolenti anni Settanta era stato determinante nei passaggi cruciali della politica locale.

 Presidente dell’XI Circoscrizione e della Asl di zona

Giovane militante del Partito Comunista della Villetta, guidato dal timoniere Orlando Lombardi, ex partigiano, era stato designato come presidente dell’XI Circoscrizione, subentrando al saggio Mario Cima, e poi nei primi anni Ottanta ricoprì l’incarico di presidente della Asl territoriale, che prese in carico dal vecchio ente ospedaliero Eur-Garbatella: il Cto, il Sant’Eugenio e il Grassi di Ostia. Da quelle esperienze amministrative, Maurizio che rimase dopo la svolta della Bolognina nel Pds, Ds e infine Pd, prese il volo per incarichi cittadini.

 Gli incarichi in Campidoglio

Nella Federazione romana più volte fu responsabile politico della Festa dell’Unità e poi fu protagonista insieme al Sindaco Francesco Rutelli e a Goffredo Bettini, presidente della Fondazione Musica per Roma della costruzione dell’Auditorium. Lì si assunse la responsabilità di portare a termine quell’opera, superando ostacoli insormontabili, perché Maurizio era un uomo pratico e instancabile.

Assemblea scioglimento PCI, autunno 1989 in Villetta, Maurizio Pucci vicino ad un giovane Walter Veltroni                                   (Archivio Cara Garbatella)

Lavorò per anni sul cantiere dell’Auditorium a fianco dell’architetto Renzo Piano e del maestro Luciano Berio, fino a che aprirono i cancelli di via Pietro de Coubertin e i cittadini romani ebbero l’opportunità di godere di una struttura culturale di altissimo livello. Poi la carriera di Maurizio Pucci continuò in Campidoglio, uomo di fiducia dei vari Sindaci di centrosinistra che si alternarono nell’aula Giulio Cesare da Veltroni a Ignazio Marino, che lo volle come assessore ai Lavori Pubblici. Negli ultimi anni prima che la malattia lo colpisse Maurizio fu decisivo sui cantieri del Giubileo del 2000 e nell’azienda Ama sul fronte dei rifiuti.

Ma a noi di Cara Garbatella piace ricordare Maurizio con quel suo modo spavaldo e sorridente in Villetta in una foto dietro il tavolone del piano superiore durante gli interminabili dibattiti di un congresso del Pci di Garbatella con Orlando Lombardi e Enrico Berlinguer. Lo terremo sempre nel cuore.

Tutta la redazione si stringe intorno alla sua famiglia e alle  figlie, caro Maurizio la terra ti sia lieve.

I funerali di Maurizio Pucci ci saranno il 4 luglio alle 15.00 a San Salvatore in Lauro. Celebra la messa Monsignor Fisichella.

Dalle 9.00 alle 13.30 la camera ardente in Campidoglio Palazzo Senatorio sala Protomoteca

 

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È’ morta Clara Cini, il sorriso della rivoluzione

Ci ha lasciato per sempre Clara Cini, figlia dell’autore di quel famoso graffito, “Vota Garibaldi lista n.1” che si trova in Via Basilio Brollo. Il padre di Clara, Alfonso Cini, era operaio antifascista, decorato con una medaglia d’oro per aver nascosto per lunghi mesi un partigiano nella casa di famiglia.

Clara nasce alla Garbatella, abita al lotto 27 insieme ad altri nove fratelli, uno dei quali, Oscar ha fatto il segretario della sezione del partito ad Ostiense. I genitori erano tutti e due militanti comunisti.

La madre faceva attività politica alla Villetta, collaborava con il giornale “Noi donne” e con loro ha fatto molte cose nel quartiere. Il papà invece lavorava dalla mattina alla sera, del resto doveva mantenere nove figli. Quando tornava a casa, andava a distribuire i volantini e organizzava il tesseramento.

Per Clara sono stati due genitori speciali.

Clara ci piace ricordarla con l’affettuosa testimonianza dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio

A noi cresciuti tra terra fango e cemento la vita l’hanno salvata degli angeli, quasi sempre donne, quasi sempre mamme. Clara era uno di questi esseri speciali, inviati sul pianeta terra per diffondere gentilezza e sorrisi. Li dove l’esistenza era più dura. Erede di una antica famiglia comunista e antifascista di Garbatella, ha vigilato per tutta la vita, dalla sua finestra di via Brollo, la scritta che, a dispetto del tempo e della storia, continua a resistere e a ricordarci chi siamo, da dove veniamo.

“Vota Garibaldi lista n. 1” fu un’impresa di famiglia, il padre, Alfonso Cini con il pennello, i fratelli di Clara a sostenere la scala. Lei orgogliosa e fedele a una storia di riscatto e liberazione ha passato il testimone a figli e nipoti.  So quanto fosse fiera per quello che sono diventato, e finché ha potuto ha sostenuto tutte le nostre imprese, ogni campagna elettorale. Da bambini ci ha nutriti, accolti, amati.

Figli di tante madri, in un intreccio difficile da spiegare di affetti orizzontali, significativi. È stata L’ultima delle mohicane ad andare, un gruppone di donne con il quale condividevamo il nostro lotto e il destino, noi a suon di pallonate, loro in quel mondo segreto di chiacchiere e solidarietà fatto di sole donne. La sua tenerezza e ingenuità erano disarmanti come l’amore infinito per i figli e i nipoti.

Noi oggi siamo più soli, davanti non c’è più alcuna guida, solo un patrimonio immenso di affettività, ricordi, identità e saggezza popolare. Lo proteggeremo dall’usura del tempo, lo porteremo nel cuore, lo continueremo a testimoniare nelle nostre vite. Siamo figli di un popolo che camminava con la schiena dritta. Come Clara. Proveremo a fare altrettanto. A Massimiliano e Sheila L’abbraccio più grande. Per mio fratello Mario non bastano le parole, io so cosa significa per lui, per questo lo strazio per la perdita è ancora più insopportabile.

Che la terra sia lieve. Buon viaggio Clara.

I funerali si terranno venerdì alle 9,30 a San Filippo Neri

Massimiliano Smeriglio

 

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La Poetanza al parco Commodilla

Di Anna Di Cesare

Lunedì 26 giugno il parco di Commodilla si è animato di musica e poesia. Il gruppo della Poetanza ha dato lettura di alcuni testi di Maurizio Mazzucco, Loretta Liberati, Luciana Raggi, Margherita Parelli, Laura Pezzola, Maria Spinelli. “Il nostro obiettivo è di diffondere la cultura come possiamo” ha detto Antonietta Tiberia, poetessa romana e organizzatrice dell’evento. “Giacché l’iniziativa ha riscontrato un buon successo, la consideriamo un’esperienza da replicare.”

Il gruppo della Poetanza è nato due anni fa durante il lockdown per unire le voci di alcuni poeti, dando vita a un’opera collettiva che ha preso il nome di “Gabbianò”, edito da Progetto Cultura con prefazione di Dante Maffia. Si tratta di un esperimento poetico a distanza: 33 poeti hanno composto un poemetto collettivo scrivendo ognuno delle terzine in rima dantesca sul tema dell’isolamento, in quel particolare periodo di confinamento in casa.

Il risultato ha visto alternarsi rime e versi di poeti diversi, ben amalgamati e senza firma per sottolineare il carattere corale dell’opera. Durante l’incontro al parco Commodilla c’è stato spazio anche per la musica e l’arte: Pietro Bottali è intervenuto suonando l’ocarina e il pittore Vincenzo Patrizi ha esposto i suoi quadri…

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New Jersey Youth Symphony in concerto e apertura del Museo Diffuso all’Istituto San Michele

L’Istituto Romano del San Michele prosegue con le iniziative culturali aperte al pubblico e con il progetto di valorizzazione del proprio patrimonio storico artistico.

Al percorso espositivo denominato Museo Diffuso, inaugurato il 21 maggio scorso, si aggiungono nuove opere, nuove sale e la visita alla grande chiesa all’interno del complesso dedicata a San Michele Arcangelo, capolavoro razionalista di Alberto Calza Bini, ornata di dipinti e sculture.

Il percorso espositivo, curato da Tommaso Strinati, sarà inoltre ampliato aprendo al pubblico per la prima volta gli uffici della Presidenza e della Direzione, locali ricchi di opere d’arte e memorie storiche.

Tra i capolavori assoluti emergono: il dipinto I figli di Caino di Giulio Aristide Sartorio recentemente restaurato con i fondi dell’Ente, La Madonna del Rosario della cerchia di Marco Benefial, seconda metà del XVIII secolo e La Madonna del Cardo di Emma Regis, inedita pittrice degli anni ‘20 del XX secolo.

a sx La Madonna del Cardo di Emma Regis a dx I Figli di Caino di Giulio Aristide Sartorio

New Jersey Youth Symphony in concerto

Non solo percorsi espositivi, al San Michele va in scena anche la grande musica, giovedì 29 giugno dalle ore 17:00, presso la chiesa di San Michele Arcangelo all’interno dell’Istituto, si esibirà in Concerto la New Jersey Youth Symphony un’eccellenza musicale giovanile degli Stati Uniti, formata da circa trentacinque elementi e diretta da Helen Cha-Pyo, per l’occasione suddivisa in formazione da camera e in trii e quartetti di archi e di fiati.

Il programma prevede diverse esecuzioni tra cui spiccano i nomi di Margaret Bonds, compositrice afroamericana, ricordata soprattutto per i suoi arrangiamenti di spirituals, canti di chiesa arrangiati con melodie blues e jazz; Arcangelo Corelli  e Antonio Vivaldi celebri compositori italiani del periodo barocco.

Il concerto, patrocinato dal Municipio Roma VIII vede la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, è inserito nell’ambito delle celebrazioni per i 90 anni di Tor Marancia e nasce dal desiderio della direttrice e dei ragazzi della NJYS di esibirsi durante la loro tournée italiana in un contesto di valenza sociale.

Prenotazioni

Il percorso espositivo è visitabile per due sabati al mese sino al 9 dicembre 2023, dalle ore 10:00 alle 14:00. Le visite hanno la durata di un’ora circa, l’ingresso alla mostra è gratuito previa prenotazione tramite email museodiffuso@irsm.it o chiamando lo 0651858213.

L’ingresso al concerto da Piazzale Antonio Tosti 4, è gratuito e libero fino ad esaurimento posti, è consigliata la prenotazione tramite email comunicazione@irsm.it o telefono 0651858227/250.

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Ciao Gianna, cara amica

un pensiero di Mirella Arcidiacono

Si dice che chi trova un amico trova un tesoro, ma poi quando quell’amica se ne va.

Allora si perde veramente un tesoro.

Gianna non era un tesoro solo per me, è stata un tesoro anche per la storia della Garbatella. Basti leggere uno dei quaderni di Moby Dick, dove racconta la storia del tram che percorreva le strade dello storico quartiere. Gianna prendeva il tram che passava sotto casa sua (dove i suoi genitori erano arrivati nel 1928), a Via Guglielmo Massaia per andare al lavoro dai Serra, in centro a Via del Corso.

Poi alle fermate successive salivano altre amiche che si recavano a lavorare in vari luoghi. Lei ci teneva a precisare che era impiegata in una prestigiosa argenteria. In lei molte di quelle ragazze si sono riconosciute leggendo quel quaderno, (presentato nei vecchi bagni pubblici diventati biblioteca), quando la Garbatella non era come adesso tanto in voga.

Quando nel 2001 le ho proposto di assumere il nickname di Lady Garbatella progettando il libro “Garbatella La storia è donna” affiancando l’attrice garbatellana Rossana di Lorenzo come Sora Garbatella, Gianna mi ha sorriso ed alzato gli occhioni celesti.

Mi ha lasciata la risposta un po’ in sospeso e poi è stata entusiasta ed ha tirato fuori foto della Garbatella in costruzione. Il libro lo abbiamo presentato il 18 febbraio 2002 presso l’oratorio di San Filippo Neri con il presidente dell’XI circoscrizione Massimiliano Smeriglio.

Certo ne sono passati di anni e quella Garbatella indigena piano piano scompare. Infatti, come se lo sentisse, ha voluto collaborare a quel libro sulla Garbatella di come eravamo presentato il 24 febbraio 2023 presso Mille piani, ma noi non eravamo presenti per certi nostri principi di garbatellane doc.

Gianna aveva voluto fornire tante foto di famiglia, che ora diventano altra storia inedita, dove possiamo ammirarla giovane fanciulla con un vestito dell’alta sartoria di Valentino e possiamo ammirare anche i suoi elegantissimi nonni Marco Moriani e Giovanna Muzzetto.

Cosí da quelle foto di famiglia è nato il 14 maggio il progetto Storie di nonne, proprio usando la foto dei nonni di Gianna per fare la locandina con il patrocinio del Municipio VIII, e per il 2 ottobre stavamo organizzando “Nate a Garbatella”.

Ma poi improvvisamente tutto è crollato, inspiegabilmente così all’improvviso, ma la morte fa parte della vita e probabilmente …forse è vero …si viene al mondo per un compito preciso da assolvere su questa terra e poi si passa in un’altra dimensione. Allora ci dobbiamo ritenere anche fortunate per avere avuto dei tesori di amiche. Grazie Gianna ora starà a noi del Comitato delle Fate comprendere i messaggi che ci manderai dal Paradiso, grazie di tutto.

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I redditi quartiere per quartiere del Municipio VIII

Il ministero dell’Economia e delle Finanze pochi giorni fa ha rilasciato le statistiche nazionali riguardanti la dichiarazione 2022 (anno fiscale 2021), da cui emerge un reddito medio a Roma (considerati quelli da lavoro e non da immobili) di 25.990 euro a dichiarante, in cui al primo posto ci sono i residenti del quartiere Parioli con un reddito medio di 72.090 euro.

Le zone più povere, invece, sono risultate quelle oltre il Raccordo Anulare nella parte est di Roma corrispondenti a Tor Vergata, Tor Bella Monaca, Rocca Cencia, Villaggio Prenestino, con un reddito che si aggira intorno ai 18 mila euro a contribuente, mentre a Ostia Antica risalta il dato medio di 16.392 euro e ben il 52,91% dei contribuenti con un reddito annuo inferiore a 10 mila euro, uno squilibrio notevole rispetto ai Parioli.

 

Gli abitanti del Municipio Roma VIII distribuiti in percentuale secondo le fasce dichiarate nel 2022 (redditi 2021)

Nel Municipio Roma VIII c’è sostanzialmente un livello medio/alto generale. Infatti, circa un terzo della popolazione, ha dichiarato un reddito tra i 26 e i 55 mila euro, dove spicca il dato di 39,3% nei quartieri con cap 00142 ovvero Grotta Perfetta, Tintoretto, Baldovinetti, Tre Fontane, Vigna Murata, circa 10 punti percentuali in più rispetto ai contribuenti di San Paolo, Ostiense, Valco San Paolo, Marconi (cap 00146). Quest’ultima zona è anche risultata quella in cui si riscontrano maggiori tassi di povertà, infatti circa il 28% ha dichiarato di aver percepito meno di 10 mila euro annui.

Tra i super ricchi invece, ossia quelli che hanno dichiarato di aver percepito tra i 75 mila e i 120 mila euro, ci sono gli abitanti della zona dell’Appia Antica direzione Ardeatina (cap 00147), che corrispondono al 6,32% dei contribuenti, con una punta del 3% oltre i 120 mila euro. C’era da aspettarselo da chi vive in ville con piscine tra i ruderi romani; gli fa da contrasto la zona della Garbatella (cap 00154) in cui i super ricchi sono l’1,51%, mentre un quarto degli abitanti dichiara meno di 10 mila euro annui.

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Presentato al Bar Paolo di via Fincati il libro Campioni, dedicato alla Roma del 1983

Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera… Chi non ricorda l’incipit di quella formazione giallorossa che ha fatto sognare i tifosi romanisti facendosi apprezzare anche dai supporters avversari?
Una squadra che giocava un calcio totale, a zona, come si diceva all’epoca. Cinque anni di bel gioco, i cui artefici furono il presidente Dino Viola e l’allenatore svedese Nils Liedholm.
Quella Roma, oltre allo scudetto del 1983, vinse anche tre coppe Italia, di cui due in finale contro il Torino e decise entrambe dai calci di rigore. Ironia della sorte, Ciccio Graziani sbagliò dal dischetto in entrambe le finali. Passato alla Roma, l’attaccante di Subiaco sbagliò anche il calcio di rigore più importante, quello contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni il 30 maggio del 1984.
Il 30 maggio è una data particolare perché è anche quella della scomparsa (dieci anni dopo) di Agostino Di Bartolomei. Capitano coraggioso, dotato di un tiro micidiale, Ago era nato e cresciuto a Tor Marancia. Prima di passare nel vivaio giallorosso aveva calcato giovanissimo i campi dell’OMI.

 

Dopo quarant’anni un libro racconta quello scudetto

A quarant’anni di distanza, l’epopea di quella squadra è stata raccontata nel libro “Campioni” uscito recentemente e presentato al Bar Paolo di via Luigi Fincati 15, alla Garbatella.
La Garbatella fu uno dei quartieri di Roma dove si ebbero i festeggiamenti maggiori, tanto che ancora oggi alcuni muri portano i segni e le scritte di quella festa popolare.
Il libro è un lavoro corale, che ha visto la partecipazione di Giorgio Martino, Marco Emberti Gialloreti, Francesco Goccia, Marianna Monello e del bomber Roberto Pruzzo.
Composto da circa 200 pagine, dal costo di € 17.90 ed edito da Il Giornale di Roma, il volume racconta cronologicamente il campionato della Roma nell’anno 1982/1983.
Il 1982 fu un anno fastoso per il calcio italiano, con la squadra azzurra guidata da Enzo Bearzot trionfatrice ai mondiali di Spagna. Oltre ai gol di Pablito, al portiere Zoff con la coppa alzata, all’urlo di Tardelli e all’esultanza di Sandro Pertini, uno dei ricordi indelebili di quel mondiale furono le discese sulla destra e i cross di Bruno Conti. Proprio Conti si rivelò alla fine uno dei migliori giocatori di quel mondiale e lo sarà ancora per diversi nella Roma di Liedholm e poi in quella di Eriksson.
Il libro, oltre a fornirci delle interviste e delle schede dettagliate per ogni giocatore, ci offre le illustrazioni di tutti gol della camminata giallorossa verso lo scudetto. Tra queste la rete di Pruzzo contro il Genoa che l’8 maggio del 1983 sancì la vittoria del tricolore.

Marco Albani, titolare del bar di via Fincati

Le immagini e le fotografie iconiche del trionfo giallorosso

Ma ci sono anche immagini iconiche – molte sono tratte dall’archivio personale di Fabrizio Grassetti, presidente dell’Unione Tifosi Romanisti – come l’esultanza di Falcão nel gol contro il Pisa all’Arena Garibaldi. Fu un’esultanza rabbiosa, perché arrivava al termine di una settimana di polemiche seguite alla sconfitta casalinga contro la Juventus quando proprio il centrocampista di Porto Alegre aveva portato in vantaggio la Roma. Poi Michel Platini e Sergio Brio rovesciarono le sorti della gara regalando i due punti ai bianconeri. Alcuni tifosi ricorderanno che al termine della partita un cane pastore in dotazione alle forze dell’ordine morderà proprio Brio mentre si stava recando negli spogliatoi.
In chiusura il libro ci regala un’interessante intervista a Valerio Bianchini, allenatore del Banco Roma di basket campione proprio nel 1983 (era il 19 aprile). L’anno successivo quella formazione si aggiudicò la Coppa dei Campioni contro il Barcellona e la Coppa Intercontinentale a San Paolo del Brasile.

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Tram-busto letterario, i venerdì d’estate al polo museale dei trasporti

Di Anna Di Cesare

Estate al polo, prende il via la rassegna romana dedicata a musica, letteratura e intrattenimento. Venerdì 23, a partire dalle ore 18,30, al Polo museale dei trasporti (via B. Bossi 7) si svolgerà il primo incontro. Tram-busto letterario: questo il titolo dell’iniziativa, che in parte è un gioco di parole (in riferimento al museo dei locomotori e tram storici, all’interno del quale si svolge) e in parte allude al carattere ludico e aggregativo dell’evento. “Non vogliamo fare delle lezioni, vogliamo divertirci” ci ha raccontato Sandra Pranzo Giuliani, responsabile dell’associazione culturale Donne di Carta. L’associazione è attiva dal 2008 per promuovere la lettura attraverso diversi canali, dall’organizzazione di rassegne alla fondazione di biblioteche, come l’Approdo a Garbatella, specializzata per l’infanzia, e la biblioteca Goliarda Sapienza a Montagnola.

L’ambizione di questa associazione, comunque, è un’altra: nell’ambito del progetto nato in Spagna “Farhenheit 451”, consiste nell’imparare a memoria poesie e brani di prosa, in modo tale da poterli trasmettere ovunque, a chiunque, in nome della loro bellezza, al di là delle condizioni e della disponibilità di mezzi.

L’ incontro di venerdì alle 18,30 vedrà protagonista il critico letterario Dario Pontuale, che racconterà Italo Calvino attraverso la lettura di passi scelti del “Sentiero dei nidi di ragno”, primo successo dell’autore nonché grande romanzo sulla Resistenza italiana. Per completare il quadro, i membri di Donne di Carta reciteranno a memoria brani tratti da altre opere, come le “Lezioni americane”.

Al secondo appuntamento – ore 20,30 – saranno invece ospiti le professoresse Mariella Bazzocchi e Lucia Staccone, esperte di canto orale, che risponderanno alla domanda: “ha ancora senso fare ricerca nel campo della tradizione popolare?” I canti di lavoro e d’amore, tramandati oralmente da generazione in generazione, sembrano appartenere a un mondo lontano; e in che modo e in che misura l’oralità entra ancora a far parte delle nostre vite? “Abbiamo sempre bisogno del contatto della voce umana, anche nel mondo moderno” ha continuato l’organizzatrice, “il successo della radio e dei podcast, per esempio, ne sono una prova.”

Ma la voce è anche lo strumento principale per trasmettere un patrimonio comune, e l’obiettivo di Donne di Carta è proprio quello di indagare tutte le modulazioni possibili – dal canto alla recitazione di racconti e poesia – del rapporto tra voce viva e memoria. “La memoria serve a tramandare, ma la voce è lo strumento con cui la memoria si trasmette” ha concluso l’organizzatrice. Un filo rosso, quello tra voce e memoria, che collegherà tutti gli incontri organizzati da Donne di Carta. Il Polo museale dei trasporti vi aspetta, ogni venerdì, fino al 15 settembre.

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Festival internazionale del cortometraggio in Villetta

Un altro fine settimana all’insegna della cultura e dell’inclusione alla Villetta Social Lab in via degli Armatori 3. Dopo le tre serate dello storico Garbatella Jazz Festival dove è stata la musica a farla da padrone, questo weekend arriva il momento del cinema con la primissima edizione dell’Outsider Garbatella Film Fest, un evento organizzato dalla giovane casa di produzione “Elodia Cinematografica” che, a partire dalla serata di venerdì 23 giugno, vedrà la proiezione di venti cortometraggi internazionali provenienti da tutto il mondo seguiti da dibattiti, votazioni del pubblico e accompagnati da un aperitivo. Domenica sera, in chiusura, i migliori shorts saranno premiati.

I cortometraggi

Le opere brevi in lista nel festival non avranno una tematica specifica bensì, come dice il nome “Outsider”, la selezione sarà basata su cortometraggi di finzione che trattino qualsiasi argomento e genere, purché con un linguaggio non convenzionale e fuori dagli schemi tradizionali. Inoltre, durante la serata di apertura di venerdì, è prevista una sezione specifica dedicata all’esplorazione di altri tipi di linguaggi non convenzionali come quello del cinema sordo, al fine di favorire la fruizione e allo stesso tempo la conoscenza di questo movimento che, ormai da anni, si sta facendo sempre più spazio nel panorama cinematografico. Oltre alla proiezione dei cortometraggi selezionati, tutti resi accessibili con sottotitoli in italiano per garantire la partecipazione tanto delle persone sorde quanto di quelle udenti, sono previsti momenti di dibattito e di approfondimento con il pubblico in sala sulle varie tematiche toccate dai corti.

Elodia Cinematografica

Fondata nel 2019 da Cristina Ducci, la casa di produzione cinematografica Elodia si impegna a collaborare da anni con giovani cineasti professionisti del settore, con l’obiettivo di produrre contenuti audiovisivi indipendenti per cinema, tv e web.

Il programma del festival

Venerdì 23 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival con dibattito sul cinema sordo e la video arte.

A seguire saranno proiettati: “Tomorrow’s body” di Giulia Hrvatin, “Ultimato alla terra” di Davide Nanti, “Exp.01” di Giulia Perrone, “Farwest” di Emily Quinn Potter e Grace Potter, “Words of camel” di Juan Antonio Moreno, This is not a film” di Mahdi Hassanieh, “The hands” di Yirong Yin, “Così fa il silenzio” di Sami Schinaia e “A citizenship signed bebian” di Iléana Pansiot-Villon. Inoltre, fuori concorso: “Chasing cotton clouds” di Samuel Dore.

Sabato 24 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival.

A seguire saranno proiettati: “Tyrannosaurus blues” di Vittorio Caratozzolo & Class 1 A, “Keep moving” di Andrea Zanini, “Petrol” Cabiria Lizzi, “Stand by me” Riccardo Mancino, “The last party” di Matteo Damiani, “Sul pianeta B” di Pietro Reggiani, “The miracle of strawberry leaf” di Claudia De Salve, “Spin doctors” di Davide Paglia e Alessio Avino, “L’ultimo saluto” di Vincenzo Palazzo e “Through the street of heaven” di Giuseppe Gimmi.

Domenica 25 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival e consegna dei premi ai vincitori.

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A Tor Marancia un anno di festeggiamenti: mercoledì 21 un dibattito tra arte pubblica e rigenerazione urbana

Lo scorso 6 maggio Tor Marancia ha compiuto 90 anni: in occasione dei festeggiamenti è stato annunciato un anno di celebrazioni per la nascita di uno dei quartieri più iconici del Municipio VIII.  Iniziative culturali e momenti di socialità riempiranno le strade e i lotti della borgata fino al prossimo maggio 2024 e per l’occasione è stato istituito un vero e proprio Comitato promotore Tormarancia 90.

L’evento “Tormarancia ’90: tra arte pubblica e rigenerazione urbana”

Un evento culturale e artistico è già in programma. Mercoledì 21 giugno, infatti, alle ore 17:30  nel Museo condominiale di Tormarancia al civico 63, è stato organizzato il dibattito “Tormarancia ’90: tra arte pubblica e rigenerazione urbana” in cui interverranno il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, l’Assessore alle politiche Urbanistiche di Roma Capitale Maurizio Veloccia, Francesco Giambrone sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, il presidente della fondazione Terzo Pilastro Emmanuele Emanuele, Laura Calderoni, direttrice Open House Roma, il vicepresidente Touring Club Italiano Giuseppe Roma e Giorgio De Finis, direttore del Museo delle periferie.

Il Comitato promotore Tormarancia 90

Alla fondazione del Comitato promotore Tormarancia ’90, erano presenti Amedeo Ciaccheri, la Presidente della Commissione Cultura Monica Rossi, il delegato del sindaco di Roma Andrea Catarci e altri enti pubblici e privati e soggetti attivi sul territorio, con l’obiettivo e la volontà di coordinare le associazioni locali e le istituzioni nell’organizzazione di un lungo anno di festeggiamenti. L’adesione al Comitato è aperta ad associazioni e singoli cittadini, tramite l’invio di una mail a assessoratocultura.mun08@comune.roma.it .

Quale futuro per il quartiere?

Un nuovo cantiere si affaccia alle porte del quartiere, verso Piazza dei Navigatori. Il progetto prevede la costruzione di palazzi alti più di dieci piani, per centinaia di appartamenti di lusso in una pianificazione che strizza l’occhio al famoso bosco verticale milanese. Giuliano Marotta, dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, ci fa riflettere sulla possibilità che questo intervento possa impattare fortemente sul volto e la composizione sociale della borgata, sul costo della vita nella zona, inserendosi nel processo progressivo di allontanamento delle fasce popolari dal centro di Roma. Un fenomeno in qualche modo speculare, tra l’altro, a quello che cento anni fa, ci dice Giuliano, aveva portato alla nascita della borgata Sette Chiese, uno dei primissimi insediamenti della zona, la cui composizione sociale era in parte quella dei baraccati e gli sfrattati dal centro storico.

Le parole dell’assessore Veloccia

“Tormarancia” ci dice l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Capitale Maurizio Veloccia “si appresta a vivere una stagione di trasformazione e rinascita”.

“Sono stati, infatti, avviati i lavori per le opere previste nella Convenzione Urbanistica di Piazza dei Navigatori destinati, nei prossimi anni, a trasformare la zona e che hanno preso avvio nei giorni scorsi a cura di Impreme Spa. La Convenzione prevede la realizzazione di parcheggi pubblici per circa 39 mila mq, verde pubblico per 16 mila oltre al ridisegno dei percorsi delle piste ciclabili, alla realizzazione di servizi per il quartiere come la nuova “Bocciofila”, uno skate park e una area giochi per i bambini più piccoli.L’intero quadrante- prosegue l’amministrator capitolino-  sarà poi totalmente riqualificato nella sua funzione di verde pubblico, di standard urbanistici e servizi per territorio, aumentando la presenza di esemplari arborei in un’ottica di “forestazione urbana”.

Il sistema infrastrutturale locale beneficerà di significative semplificazioni viabilistiche, tra cui il ritorno di marcia da Via Cristoforo Colombo verso Viale di Tor Marancia, consentendo la completa sincronizzazione semaforica lungo la grande arteria urbana. Si partirà il 15 luglio con la demolizione dell’ex Bocciofilo di via delle Sette Chiese. Il 17 luglio ci sarà l’avvio dei lavori per la realizzazione Fo.Ro. – Foresta Romana, il complesso residenziale, commerciale e terziario che sorgerà dietro Piazza dei Navigatori, progettato dallo Studio MCA-Mario Cucinella Architects, autore tra le altre cose della Nuova Sede del Rettorato dell’Università Roma Tre a Roma e del Nuovo Museo d’Arte – Fondazione Luigi Rovati a Milano”.

E ancora Veloccia conclude: “questo si conferma, un ambito strategico per lo sviluppo direzionale, per i nuovi interventi di uso residenziale di elevatissima qualità architettonica ma anche per l’attenzione al giusto mix tra edilizia privata e housing sociale. Non dobbiamo dimenticare infatti che la nuova frontiera delle politiche pubbliche è quella di prestare particolare attenzione a garantire l’accesso alla casa alla fascia di popolazione di mezzo, dai single, agli studenti, alle giovani coppie, agli anziani svantaggiati, che non possono accedere all’edilizia pubblica ma non possono permettersi una casa a prezzo di mercato.

Oltre agli interventi di piazza dei Navigatori, nei primi giorni di luglio sarà avviata la realizzazione di un nuovo stralcio del Parco di Tor Marancia, altri 6.5 ettari che sia aggiungono ai 13,5 aperti a settembre. Stiamo correndo per recuperare gli anni persi e per riaprire questo polmone verde, importante per tutta la città. Allo stesso modo siamo concentrati sul recupero della ex Fiera con la sottoscrizione del Protocollo di intesa che detta tempi e definisce le linee guida per il Concorso internazionale con cui otterremo il Masterplan dell’intervento”.

Un precedente che non promette nulla di buono

Un precedente che pesa sull’area è il fallimento delle opere di compensazione per il pubblico che dovevano bilanciare la cementificazione di Piazza dei Navigatori, con la costruzione dei due grattacieli di vetro rimasti per tantissimi anni abbandonati. Dopo la costruzione, infatti, gran parte delle opere di compensazione previste non sono state realizzate dai privati, lasciando la cittadinanza ed il Comune a mani vuote e solo nel 2018 la Giunta Raggi ha accordato un risarcimento di 17 milioni di euro da parte dei costruttori.

In questo budget, da reinvestire in progetti sul territorio, racconta ancora Giuliano Marotta in una lunga intervista rilasciata a Radio Onda Rossa (https://www.ondarossa.info/redazionali/2023/05/bosco-verticale-tor-marancia ) rientrerà anche, tra gli altri, la realizzazione del progetto per il centro culturale che dovrebbe sorgere sullo scheletro dell’ex scuola Mafai, gestito dal Teatro dell’Opera, con la destinazione di cinque milioni di euro per la sua realizzazione. Per questo non stupisce la presenza di Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, all’evento del 21 giugno.

Il comitato per il centro culturale ha dato linee guida chiare e decise: identità popolare, luogo di socialità e di incontro, di crescita della comunità locale, luogo di attivazione per le associazioni, una proposta culturale ed una programmazione di livello ed aperta alle proposte del territorio.

Insomma, a luglio arriveranno i nuovi grattacieli e alcuni interventi sono in programma. Ora c’è da capire quando inizieranno i lavori per le opere di compensazione, rimaste in sospeso, e come si tutelerà la cittadinanza della borgata dall’inevitabile mutamento del quartiere, garantendo a tutti la possibilità di godere di questi interventi di nuova edificazione in una zona già densamente abitata.

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A cena con Clara Sereni

Di Anna Di Cesare

Una serata di letture, musica e danze: così il circolo della Libera Università dell’Autobiografia ha deciso di commemorare Clara Sereni a cinque anni dalla sua scomparsa. L’incontro si è svolto martedì 13 giugno nella Comunità di San Paolo in via Ostiense 152, con l’obiettivo di promuovere l’attività del circolo e di far conoscere una scrittrice poco nota e che non si studia tra i banchi di scuola.

Clara Sereni e l’autobiografia

“Siamo un circolo di scrittura autobiografica, non creativa, cioè senza pretese letterarie” ha spiegato Gabriella De Angelis, dopo i ringraziamenti di apertura, “il nostro obiettivo è raccontarci l’un l’altro, perché crediamo che l’autobiografia possa aiutarci a guardare a noi stessi, al mondo e al futuro in maniera più originale. Siamo un gruppo, cerchiamo di instaurare relazioni consegnandoci all’altro anche attraverso il racconto di fatti personali e dolorosi.”

Non a caso il gruppo si ispira a Clara Sereni, un’autrice che ha mischiato continuamente letteratura ed esperienza personale. “Fino a che punto quando scriveva si poteva staccare da sé?” continua Gabriella; “e fino a che punto quando scriveva raccontava veramente quello che era accaduto?” Il confine appare molto labile, soprattutto per una scrittrice che, nata nel 1946, ha attraversato con la sua esperienza la seconda metà del novecento rimanendo sempre sensibile ai cambiamenti sociali e politici che il nostro paese ha vissuto in quegli anni.

Casalinghitudine

I membri del circolo hanno quindi dato lettura di alcuni passi tratti da “Casalinghitudine”, il libro più conosciuto di Clara Sereni, pubblicato nel 1987 da Einaudi. Si tratta di un testo originale nel titolo e nella struttura: è una raccolta di racconti autobiografici introdotti da ricette legate, nella memoria dell’autrice, agli episodi narrati. “È un libro molto difficile da classificare” continua Gabriella De Angelis, “Cos’è? Un romanzo, una raccolta di racconti o un ricettario?” Già dal titolo è evidente il carattere privato, intimo, casalingo appunto, della scrittura: Clara Sereni cerca di costruire un mosaico frammentario di aneddoti, pensieri, storie familiari per rendere al meglio la sua identità. Gli interventi musicali di Roberta Bartoletti hanno intervallato le letture. A seguire, una cena ispirata ai piatti presenti nel testo.

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“Si fa presto a dire Sinistra”: presentazione alla Villetta del libro di Salvatore Cannavò

Continua la ricca proposta culturale della Villetta di via degli Armatori 3, una vera fucina di iniziative e di incontri aperti alla cittadinanza. Martedì 20 giugno alle ore 18,00 verrà presentato l’ultimo libro del vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” Salvatore Cannavò “Si fa presto a dire sinistra. Tre anime in cerca di identità”, una riflessione lucida e acuta sulle forze di opposizione nella contemporaneità. Ne discuteranno con l’autore la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Francesco Silvestri e l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio. L’evento sarà moderato dalla giornalista Daniela Preziosi, cronista politica del quotidiano Domani. Dopo la presentazione seguirà un aperitivo gratuito.

Serata queer al ristorante “A casa della chef”

Sempre martedì alle ore 20, invece, il ristorante “A casa della chef” di via Rosa Raimondi Garibaldi 2 organizza una serata sul tema dei diritti Lgbtq. Si tratta di un locale lgbt friendly con un team di sole donne, che per l’occasione si colora di arcobaleno. Tornerà quindi dopo un anno l’evento queer di Garbatella, una serata con spettacolo drag. A farla da padrona musica, divertimento, giochi e interazione in un ambiente inclusivo con tavolo condiviso e food no stop, a favore dei diritti Lgbtq+ e della libertà di espressione di ogni individuo.

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Presentazione in Villetta del libro “Seguendo un ideale”. Giuseppe Marchetti “Vinet”, combattente antifascista senza frontiere.

Nel Servizio di Polizia militare delle Brigate Internazionali in Spagna era “Alfredo Vinet”, ma il suo vero nome di battesimo era Giuseppe Marchetti. Proprio di questo straordinario combattente antifascista si parlerà lunedì 19 giugno alle ore 18 alla Villetta in occasione della presentazione del libro “Seguendo un ideale”. Con l’autore Marco Puppini, interverranno anche Leonardo Marchetti figlio di Giuseppe, Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri rispettivamente presidente e assessora alla cultura dell’VIII Municipio. Ma chi era “Alfredo Vinet”?

La sua vita

Giuseppe Marchetti nasce l’8 luglio 1906 a Varmo, un piccolo comune della pianura friulana, in provincia di Udine. Dal mese di aprile 1926 all’aprile 1929 è in Africa del nord, in Libia, per il servizio militar di leva. Subito dopo il congedo, nell’agosto del 1929, emigra con passaporto regolare in Belgio. Entra in questi anni in contatto con le organizzazioni comuniste. A Flémalle inizia l’attività con la Gioventù Comunista, gruppi di lingua italiana assumendo incarichi di responsabilità. Con lui, sono attivi molti compagni italiani quasi tutti giovani che avevano vissuto il momento rivoluzionario del primo dopoguerra e poi le feroci rappresaglie fasciste, spesso colpiti da espulsioni e rappresaglie. Alcuni di loro andranno con lui in Spagna.

È eletto segretario della Gioventù comunista in Belgio

Nel giugno 1931, poco dopo il suo arrivo, Marchetti è nominato segretario nazionale della Gioventù Comunista del Belgio. Arrestato quell’anno è trasferito in vagone cellulare al carcere di Orlon alla frontiera del Lussemburgo. Dal Lussemburgo arriva però subito in Svizzera e si stabilisce a Basilea. Anche in Svizzera Marchetti continua la sua attività con la Gioventù Comunista assieme ad altri compagni italiani arrivati in quel periodo dopo aver passato mille avventure e traversato molte frontiere. Diviene anche responsabile del Patronato pro Vittime del Fascismo.

È tra i primi volontari internazionali ad accorrere in Spagna a difendere la Repubblica democratica

Nel 1936 scoppia la ribellione militare contro la Repubblica spagnola che dà inizio alla guerra. Marchetti è tra i primi ad accorrere e si arruola nella Centuria Gastone Sozzi, formazione militare italiana organizzata dai comunisti prima della formazione delle Brigate Internazionali. Combatte in settembre sul fronte di Madrid. In seguito inizia a svolgere “incarichi speciali”, ovvero un lavoro politico e di controspionaggio, nelle delegazioni delle Brigate. E’ spostato alla base di Figueras, che “filtrava” i volontari appena giunti sul suolo spagnolo dalla Francia. Nel 1938 è richiamato alla Base delle Brigate Internazionali con mansioni direttive in seno al Servicio Información Militar – SIM, il servizio di polizia militare creato a fine ottobre 1936 in seno alle Brigate Internazionali. Come responsabile del SIM, Marchetti, con il falso nome di “Alfredo Vinet” ed una falsa identità spagnola, conduce l’importante inchiesta sugli abusi commessi dal francese Marcel Lantez, comandante del carcere destinato agli uomini delle Brigate Internazionali responsabili di diserzione ed altri reati, situato nel castello di Castelldefels. L’inchiesta, coraggiosa, confermava le accuse contro Lantez ed i suoi collaboratori, che sono disarmati, arrestati ed infine condannati. I prigionieri vengono liberati ed indirizzati ai vari reparti militari cui appartenevano.

L’esperienza nella Resistenza francese

Nel febbraio 1939 Marchetti esce dalla Spagna con i resti delle Brigate Internazionali ed alcune centinaia di migliaia di profughi civili, e finisce internato nel campo di concentramento di Argèles. Da qui evade e raggiunge Parigi dove è curato alla Maison du Blessé, perché sofferente di malattia polmonare, e poi ad Eaubonne, a spese dell’Ambasciata della Repubblica spagnola in Francia. Con l’invasione della Francia da parte dei nazisti, nel giugno 1940, si sposta da Parigi verso sud dove si stava ricostituendo il Centro Estero del PCI. Inizia a lavorare in qualità di Agente P1 dal 1 marzo 1941 per la rete Bertaux, gruppo autonomo partigiano formatosi a Tolosa. Dopo la caduta di questa formazione lavora sempre in quella città col movimento “Libérer et Fédérer”. In seguito si unisce alla 35^ brigata “Valmy” guidata da Marcel Langer, unità combattente che faceva parte della rete degli FTP MOI (Francs Tireurs et Partisans – Maine Ouvre Immigrée) le formazioni militari organizzate dal Partito Comunista francese. La brigata era composta oltreché da francesi, anche da uomini e donne di tutte le nazionalità, esuli italiani, spagnoli, polacchi, reduci delle Brigate Internazionali e lavoratori immigrati che in precedenza si trovavano organizzati nel MOI. All’inizio del 1944 anche nella regione di Tolosa si formano le FFI (Forces françaises de l’intérieur) che riuniscono varie formazioni di diverso colore politico. Marchetti risulta arruolato nelle FFI, gruppo “Philip” della Haute Garonne dal 1° gennaio 1943 ed è probabile abbia partecipato a tutte le azioni del gruppo tra cui la tentata, ma purtroppo fallita, evasione di centinaia di partigiani detenuti nelle carceri situate nell’antica abbazia benedettina di Eysses del febbraio 1944. In agosto una divisione delle FFI agli ordini di Serge Asher “Ravanel” libera la città di Tolosa. Le formazioni si scioglieranno dopo qualche mese; Marchetti resta inquadrato nelle FFI sino al 31 dicembre 1944. Nel dopoguerra si stabilisce a Montaubàn, qui è corrispondente del periodico “Italia Libera” edito dal Comitato Italiano di Liberazione Nazionale ed è segretario del medesimo Comitato. È pure segretario dell’Associazione ex garibaldini e volontari italiani nell’Armata francese.

In Italia negli anni Cinquanta sarà prima a Milano e poi a Roma

Nell’ottobre 1950 Marchetti ed un compagno vengono arrestati ed espulsi dalla Francia. Nel luglio 1951 risulta pertanto residente in Italia, a Milano, inabile al lavoro perché aveva contratto la Tbc ed in difficoltà economiche. In seguito si trasferisce a Roma dove lavora come amministrativo in un Istituto Tecnico e dove per decenni svolge attività come archivista e segretario dell’Aicvas (l’associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna). Sue sono le “schede Marchetti”, presenti nell’archivio dell’associazione, che ogni studioso dei combattenti italiani non può ignorare.

La biografia è tratta da “Iniziativa su Giuseppe Marchetti Vinet combattente antifascista senza frontiere” di Marco Puppini sulle pagine dell’Aicvas.

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“Garbatella animata” all’atelier fotografico Gianesini

“Questa mostra vuole essere il mio omaggio alla Garbatella, il quartiere che mi ha adottata.” Così Francesca della Ratta, fotografa amatoriale vincitrice del concorso d’arte organizzato dall’artista svizzera Sandra Gianesini lo scorso febbraio, che questo weekend, sabato 17 e domenica 18 giugno, esporrà le proprie foto nell’atelier in piazza Damiano Sauli 5. Vicoli segreti, cortili e giochi di luce attraverso le manifestazioni culturali del quartiere. Sono questi i soggetti principali immortalati dall’obiettivo della fotografa nata a Napoli ma che vive alla Garbatella da ormai più di quindici anni. Sarà possibile visitare la mostra fotografica la mattina dalle ore 9:00 alle 11:30 e il pomeriggio dalle ore 16:00 alle 19:30.

Le dichiarazioni di Francesca della Ratta

“Sono una fotografa amatoriale che ormai da diversi anni cerca di immortalare momenti, paesaggi ed eventi culturali che si svolgono alla Garbatella. Sono nata a Napoli – racconta Francesca della Ratta – ma vivo in questo quartiere da più di quindici anni. Qui è nata mia figlia e mi sento ormai parte di questa comunità. Mi è quindi sembrato giusto dedicare al quartiere il tema principale della mostra. “Garbatella animata” – aggiunge – perché tra le circa trenta foto selezionate ho voluto inserire nella mostra sia scorci di paesaggi urbani che foto delle numerose iniziative culturali, politiche e musicali a cui ho partecipato negli anni. Devo ammettere che non è stato facile decidere quali foto scartare. L’inaugurazione – conclude – è prevista sabato alle ore 10,00 in presenza di Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali e della fotografa e regista Patrizia Genovesi, residente alla Garbatella, di cui sono stata allieva nei suoi corsi di fotografia”.

Tra le foto esposte ci sarà quella dell’orologio dell’albergo rosso, immagine copertina del noto gruppo Facebook “Sei di Garbatella se”.

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“Sull’uso pubblico della storia” incontro con lo storico Davide Conti (Servizio video)

Maltrattata e fraintesa, la storia è sempre più sotto l’attacco di chi è pronto a crearsi un passato di comodo pur di legittimare le proprie visioni del mondo, anche se la nostra Costituzione parla chiaro: è antifascista.

Perché, allora continuiamo ad assistere a tolleranze e a revisioni storiche? Come è possibile che ancora oggi in Italia sia concessa l’apertura di sedi di Partito, di case editrici e quant’altro emuli un passato di oblio e orrore?

Queste sono alcune delle domande con cui si interroga Davide Conti nel suo libro “Sull’uso pubblico della storia”, presentato al Millepiani Coworking in un evento organizzato dalle sezioni ANPI Martiri delle Fosse Ardeatine e ANPI Garbatella e che ha visto il patrocinio del Municipio Roma VIII.

Il volume, pubblicato da Forum Edizioni, è accompagnato da alcune immagini tratte da Lapidarium, una raccolta di fotografie di Paolo Pandullo sulle testimonianze pubbliche a ricordo delle tante vittime delle stragi italiane.

Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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Ancora il crollo di un albero, questa volta al Tintoretto

Un altro albero è caduto nei pressi di una scuola. Dopo lo schianto di qualche giorno fa nel giardino pubblico Cavallo Pazzo alla Garbatella, frequentato quotidianamente dai piccoli della vicina Scuola dei Bimbi e del Villaggio nel Bosco, lunedì scorso si è schiantato a terra una robinia nell’area verde tra via Andrea di Bonaiuto e via Duccio da Buoninsegna in zona Tintoretto, poco prima che i ragazzi dell’Istituto comprensivo Montezemolo uscissero da scuola. Ora il tronco, che giace orizzontalmente nel giardino, è stato transennato. C’è preoccupazione tra gli abitanti della zona: “l’uscita della scuola è a qualche decina di metri e poteva essere una tragedia – dice la signora Eleonora che abita nei palazzi di fronte – abbiamo più volte segnalato il pessimo stato delle alberature, ma la manutenzione del Comune di Roma lascia molto a desiderare”. E non c’è da dormire sogni tranquilli per via delle continue piogge di questi ultimi giorni che appesantiscono il fogliame e rendono il terreno un acquitrino. Ad essere in pericolo sono in prevalenza gli alberi che hanno un apparato radicale superficiale come ad esempio i pini marittimi.

Le dichiarazioni di Claudio Mannarino, neo assessore all’Ambiente del Municipio VIII

“Le ragioni della caduta dell’albero sono ancora in corso di accertamento ma l’incuria non sembra essere la causa.” Afferma Claudio Mannarino che, dopo le dimissioni di Michele Centorrino, ha preso il suo posto come assessore all’Ambiente nella Giunta Ciaccheri. “Lì, da non molto, erano state svolte le potature – spiega il neo assessore – e ciò prevede da regolamento la verifica e l’analisi dello stato di salute delle piante, che sono risultate tutte in condizioni idonee. Purtroppo – prosegue – non è possibile prevenire tutte le cadute poiché le variabili sono molte: eventi atmosferici, vecchiaia dell’albero o condizioni del sottosuolo inadeguate. Il verde verticale – aggiunge Mannarino – non è di nostra competenza diretta ma del Dipartimento Ambiente del Comune. Noi dobbiamo effettuare con loro una programmazione in base agli interventi richiesti. Ad esempio – conclude – a seguito della caduta di un’albero pericolante su via Cristoforo Colombo, il mese scorso sono stati fatti controllare e sottoposti a prove di trazione e carico più di duecento pini”.

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Vacanze (A) leggere e sport per tutti nell’VIII Municipio

È suonata l’ultima campanella dell’anno scolastico in corso e nelle aule regnerà da lunedì un profondo silenzio. È tempo di vacanze al mare o in montagna, sui colli o al lago ma l’importante è portarsi un libro in valigia o nella borsa. E nel nostro territorio l’occasione è ghiotta. Infatti con l’iniziativa Vacanze (A) leggere, patrocinata dall’VIII Municipio, invece di comprare on line, fatevi una passeggiata nella libreria sotto casa e acquistate un bel romanzo o l’ultimo saggio di tendenza. Per tutto giugno e luglio le librerie e le fumetterie della zona faranno sconti e promozioni. Ecco l’elenco completo: Il chiosco di viale Marconi-via Filippi 51, Il covo dei Nerd in viale Leonardo da Vinci 279/283, Libreria Doppiagi via Duccio di Buoninsegna 30/32, Libreria Eco di Fata via Michelangelo Tamburini 10, Libreria Efesto via Corrado Segre 11, Fumetteria Eur Comics via Luigi Perna 61, Fumetteria Yaku Toys via Ignazio Persico 48, Libreria Le Storie via Giulio Rocco 37/39, Libreria Nuova Europa c/o Centro commerciale I Granai via Mario Rigamonti 100, Casa editrice Red Star Press viale di Tormarancia 76, Libreria Silvio D’Amico via Silvio D’Amico 1, Libreria Teatro Tlon via Federico Nansen 14, Libreria Tra le
righe via Costantino 12, Libreria Una Montagnola di storie via Fontebuono 33, Libreria Volpetti via Fontebuono 105.

Lo sport per tutti nel parco Tormarancia

Domani 9 giugno dalle 9,30 alle 14 nel Parco di Tormarancia in via di Grottaperfetta 415, in quello che viene definito ingresso Afa 3, ci sarà una mattinata di sport per tutti organizzato dalle associazioni del territorio e dal Coni Lazio. L’ingresso è libero e sarà possibile fare una prova gratuita in queste discipline: tiro a segno, baseball, pesistica, badminton, bocce, canottaggio, scacchiera gigante, scherma, volley, basket, rugby e arti marziali.

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Si schianta un albero nel parco Cavallo Pazzo gremito di bambini

“Abbiamo sentito come un fruscio – dice la signora Maddalena – e ci siamo girati tutti verso un albero che improvvisamente si è schiantato al suolo. L’area giochi era gremita di bambini del vicino Asiletto e del nido il Villaggio del Bosco, ma per fortuna nessuno ci stava sotto. Sarebbe stata una tragedia”. Il fatto è avvenuto il pomeriggio del 7 giugno nel parco Cavallo Pazzo tra via Ignazio Persico e via Magnaghi nel cuore della Garbatella, nell’area verde di diecimila metri quadrati piantumata con lecci e pini a ridosso del centro sociale Casetta Rossa. Si tratta di un parco molto frequentato distribuito su diversi livelli , che il Municipio ha arricchito con arbusti da fiore come lavande, forsizie e dove sono stati messi a dimora con aceri, acacie di Costantinopoli e un noce.

Era già successo

Questi incidenti si erano già verificati nell’attiguo storico giardino della Scuola dei Bimbi, progettata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927. Già nel 2016, a seguito del crollo di un grosso ramo di pino fu chiuso per diversi mesi e una ventina di alberi furono dichiarati a rischio, due anni dopo crollò una grossa quercia. L’albero caduto, forse per le continue piogge di questi giorni, mostra un debole apparato radicale, ma questo incidente dovrà sollecitare una nuova verifica generale su tutto il patrimonio arboreo. La tragedia è stata scongiurata, ma c’è ancora preoccupazione tra i genitori dei bambini che frequentano l’area verde.

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ottovolante 2023 – Cultura e comunità nel Municipio Roma VIII

A partire dal mese di luglio, e fino all’autunno, nel territorio del Municipio Roma VIII si svolgeranno diverse inizitive ed eventi culturali.

Proiezioni cinematografiche, concerti, presentazioni di libri, laboratori, attività sportive per tutte le età, ad ingresso gratuito o ridotto con codice sconto Municipio.

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Comparse scritte vergognose al convegno di “Lazio e Libertà” alla Garbatella

 

“Garbatella odia laziali e fascisti” e “Lazio merda!” sono le scritte vergognose e intimidatorie comparse sabato scorso ai lati dell’ingresso del Piccolo Teatro Garbatella di via Ignazio Persico 80/a, dove gli iscritti di Lazio e Libertà si sono riuniti in assemblea. Una scritta nera con un font molto simile, per non dire identico, a quello usato dall’estrema destra accompagnata da una falce e martello, simbolo che ormai si usa poco persino all’estrema sinistra.

La nascita dell’associazione Lazio e Libertà

Per chi non lo sapesse Lazio e Libertà è un’associazione nata sugli spalti dello Stadio Olimpico. Si batte contro ogni forma di discriminazione razziale e territoriale e che fa propri i valori della Costituzione Italiana e quindi dell’antifascismo. Ha come simbolo un disegno caricaturale della testa di un’aquila e la scritta SEL, opera del celebre vignettista Stefano Disegni. Il loro scopo è esclusivamente quello di tifare evitando qualsiasi riferimento alla politica e combattendo al tempo stesso qualsiasi tipo di razzismo.
Da 3 anni questa associazione ha visto crescere il numero degli iscritti e dei tifosi biancocelesti che rifiutano la folle etichetta di laziale=fascista. Sì perché a dirla tutta questa etichetta, legata senza dubbio a lugubri parate viste in Curva Nord, ha stancato anche chi non tifa la Lazio, ma che ha parenti, coniugi, amici e simpatizzanti biancocelesti tutt’altro che fascisti.
Un’etichetta semplice, lineare, soprattutto per chi non vive lo stadio, per chi non conosce le dinamiche delle varie curve italiane, ma anche per chi non si pone domande non andando oltre l’ipocrita narrazione di una certa stampa. Gli esempi sono innumerevoli – soprattutto se confrontato con quanto avviene in altre Curve d’Italia – tanto che qualcuno, non a torto, lo chiama l’antifascismo a targhe alterne.
Sbirciando tra l’elenco degli iscritti troviamo anche il direttore del TG5 Clemente Mimum, il giornalista della RAI Riccardo Cucchi e il produttore cinematografico Giannandrea Pecorelli che ricopre la carica di presidente.

Le scritte comparse all’ingresso del Piccolo Teatro della Garbatella

Ciaccheri: “Sarei felice di incontrare i membri dell’associazione”

Tornando a noi, considerando che i membri dell’associazione sono già stati minacciati e aggrediti da alcuni fascisti, figuriamoci se si fanno intimidire da una scritta.
Anche perché molti tifosi giallorossi incontrati alla Garbatella da chi scrive si sono detti stupiti per una cosa del genere, ovverosia che l’odio viscerale “per motivi pallonari” alberghi nel  quartiere. Va bene il campanilismo, gli sfottò, ma l’odio per i tifosi avversari lo lasciamo agli altri.
Qualcuno, come Enzo Foschi, vicesegretario del PD del Lazio e giallorosso DOC è stato più categorico. “Non è roba nostra”, che tradotto vuol dire che non è di provenienza giallorossa, né della Garbatella, né che tantomeno viene da sinistra. E c’è da pensare che forse abbia ragione.
Anche il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, da noi interpellato, ha detto la sua: “Di solito non mi esprimo su ogni singola scritta che esce sui muri del territorio, ma è un messaggio idiota perché il legittimo sentimento antifascista nulla a che spartire con motivazioni d’odio associate alla fede calcistica”. “Sarò felice di incontrare i membri dell’associazione – conclude Ciaccheri – per ribadire che questo quartiere non coltiva sentimenti d’odio legato allo sport e anzi li combatte in ogni sua rappresentazione”.

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Aeternum

Francesca Angeletti nasce a Roma il 17 marzo 1989.

La vita è un susseguirsi di eventi piacevoli e spiacevoli. Speriamo con tutto il cuore che ogni giorno sia migliore dell’altro, quasi come per esorcizzare un dolore che puntualmente arriva e a cui non siamo mai pronti.

Astrid impara a convivere con la morte e la separazione fin da bambina, eppure c’è in lei un moto, una forza che la spinge ad andare sempre avanti, nonostante tutto.

In questo libro viviamo la vita di Astrid, conosciamo i suoi affetti più cari, ma pagina dopo pagina accresce in noi quella sensazione che ci sussurra che c’è qualcos’altro oltre tutto ciò che vediamo e viviamo.

Ci alziamo la mattina, ci innamoriamo, litighiamo, lasciamo la nostra terra natia, ma per chi?

Ci illudiamo che tutto finisca con la morte, e se così non fosse?

La sua vita è radicalmente cambiata quando ha concepito l’idea per la storia di “Aeternum”, capendo che doveva dedicarsi interamente alla scrittura.

A giugno 2020 apre con le sue amiche il blog di arte e cultura: 4Muses_blog. Potete lì leggere molti altri suoi articoli e racconti.

Il 21 aprile 2021 il team di 4Muses inizia l’avventura radiofonica su RadioSapienza, con la trasmissione Apollo Station.

Aeternum
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Che swing col Garbatella Jazz Festival

Pino Sallusti alla quinta edizione del Garbatella Jazz Festival

di Anna DI CESARE

La Borgata Giardino torna ad animarsi a ritmo di swing. Dal 15 al 17 giugno ci sarà la XVII edizione del Garbatella Jazz Festival, la storica rassegna musicale che ha ottenuto fin da subito un buon successo di pubblico e di critica, diventando un appuntamento imperdibile per gli abitanti del quartiere e per gli appassionati di tutta Roma. Tre serate di musica e divertimento a ingresso gratuito, promosse dall’associazione Cara Garbatella in collaborazione con Altrevie e Villetta Social Lab. Cornice dell’evento sarà naturalmente la Villetta di via Passino 26, vera e propria culla di quest’iniziativa nonché cuore pulsante dell’intero quartiere, vantando una storia politica e culturale che sfiora i tre quarti di secolo.
La Villetta non passò inosservata a chi percorse via Passino quel lontano 22 settembre 2005, diciassette anni fa, quando in occasione della prima edizione del Garbatella Jazz Festival, il cortile della storica casa del popolo si riempì di una folla esultante sotto gli occhi increduli degli stessi organizzatori. Un inizio sorprendente e inaspettato, che preannunciava la riuscita delle edizioni seguenti. “Garbatella Jazz Festival, un grande successo e un appuntamento che tornerà”: così terminava un articolo del periodico Cara Garbatella di quell’anno, ma nessuno certamente immaginava che questo momento di incontro e condivisione si sarebbe ripresentato ben sedici volte.
“Il primo tentativo era venuto su un po’ per caso, un po’ per scommessa, con il lavoro instancabile dei volontari dell’associazione culturale Cara Garbatella — racconta il vicepresidente Giancarlo Proietti – Poi abbiamo costruito collaborazioni con altre realtà del territorio come Altrevie e da qualche anno anche con Villetta Social Lab”. Ma con il passare degli anni il festival è diventato soprattutto una sfida: dimostrare che si può offrire ai cittadini un evento musicale di alta qualità anche gratuitamente, grazie all’impegno e al lavoro di volontari, che si rivelano a maggior ragione fondamentali in un momento storico caratterizzato dalla carenza di proposte culturali valide. Grazie all’apporto del direttore artistico Marcello Minuti, il festival è cresciuto in qualità e risonanza arrivando ad ospitare anche figure di primo piano sulla scena jazzistica romana, come il sassofonista Carlo Conti e il trombettista Francesco Fratini, e — per intuizione di Pino Sallusti — il Metal Jazz Trio, fondato da Aldo Bassi nel 2013 con l’intento rivoluzionario di avvicinare due tradizioni musicali così diverse, il jazz e il rock. Alle esibizioni musicali sono stati aggiunti intermezzi comici e proiezione di film. E, nonostante la cesura di due anni imposta dal covid, il festival l’anno scorso è tornato con nuovo slancio e la risposta del pubblico non si è fatta attendere.
Il jazz è un genere popolare e, a due secoli dalla sua nascita, non ha perso niente della sua spontaneità e della sua valenza aggregativa. Quest’anno a salire sul palco
IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO MUSICALE QUEST’ANNO SI TERRÀ IN VILLETTA DAL 15 AL 17 GIUGNO
Che swing col Garbatella saranno sia giovani artisti sia ospiti storici, come il noto sassofonista Pasquale Innarella, attualmente direttore artistico del festival. Giovedì 15 giugno alle ore 20:00 aprirà la rassegna il Blessed Quintet; a seguire, The moving Forest.
La seconda giornata è dedicata a un giovane musicista, Davide di Mascio con il suo gruppo musicale e al Pasquale Innarella New Quartet. A chiudere, sabato 17, The Jertz Young Group e il Francesco Fratini Quartet.
Non potrà mancare l’assegnazione del premio Pino Sallusti, in programma per venerdì 16. Il premio, introdotto nell’edizione scorsa, consiste in una targa ricordo per commemorare un grande contrabbassista improvvisamente scomparso nel 2017. Sallusti ha fatto la sua prima comparsa al festival nel 2009 per poi assumerne la direzione artistica dal 2010. Appassionato di musica fin da bambino, si forma da autodidatta: a dieci anni inizia a suonare la chitarra, a diciassette passa al contrabbasso grazie all’amicizia con il jazzista Eddie Palermo, un incontro che ne segnerà la strada e lo condurrà a firmare CD con i più importanti autori jazz americani quali Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson e Gary Bartz.
Con la sua esperienza decennale e la sua perizia, Sallusti impresse al Garbatella Jazz Festival una svolta qualitativa notevole, occupandosi in prima persona di ogni aspetto riguardante la scelta degli artisti. “Credo che le ragioni del successo del Festival vadano cercate in prima analisi nell’accoglienza della Villetta” raccontava Pino Sallusti a Cara Garbatella nel 2015; “e poi anche nella qualità dei concerti, che scelgo in base alla bellezza della proposta a prescindere dalla risonanza mediatica dei nomi.”
Inoltre, sotto la sua direzione sono state coinvolte nella rassegna anche la Scuola di Musica di Testaccio e la San Lorenzo Jazz Orchestra.
E proprio in nome dell’amicizia con questo grande artista la Villetta ha deciso di dedicargli il premio, che quest’anno verrà consegnato al giovane contrabbassista Davide di Mascio.

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