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Riapre il punto informativo nella Tenuta di Tor Marancia a viale Londra

Anche per questa stagione estiva i volontari del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta gestiranno il punto informativo allestito nella Tenuta Tor Marancia sul versante di viale Londra nel quartiere di Rinnovamento.

Tutte le domeniche sino al 18 giugnodalle ore 10:00 alle ore 13:00 sarà l’occasione, per quei cittadini che ancora non lo hanno fatto, di conoscere la porzione del Parco denominata Afa 2 (ambito funzionale di attuazione) e per scoprire la  storia e la natura  della Tenuta di Tor Marancia: duecento ettari di campagna romana che dal 2002 sono sotto tutela ambientale e facenti parte del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Un’area incontaminata che costeggia diversi quartieri del Municipio Roma VIII, con diversi ingressi accessibili e punti informativi, come quello di viale Londra, che è stato inaugurato nel giugno del 2018.

Oltre alla possibilità di informarsi sulle iniziative organizzate dal CdQ, ci si potrà iscrivere o rinnovare la Carta Amici del Parco, una tessera annuale, che dà diritto a partecipare alle visite guidate dei programmi primavera e autunno, ad ottenere riduzioni su eventi e altre attività per i più piccoli svolte dalle associazioni e altri soggetti; a sconti presso tutte le strutture amiche e ad avere subito in omaggio una guida turistica del parco.

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Il Municipio VIII a fianco dei giovani transgender

Questo sabato, per la prima volta in Italia, si scenderà in piazza per i diritti delle giovani persone transgender e l’VIII Municipio – fa sapere con un comunicato stampa – ha approvato una memoria di giunta per l’adesione alla grande manifestazione “Protect Trans Youth”, il corteo che partirà alle ore 14,00 da piazza dell’Esquilino fino ad arrivare in piazza della Madonna di Loreto, poco distante da piazza Venezia.

Si tratta del primo raduno dedicato ai ragazzi e alle ragazze in transizione che non si riconoscono nel proprio corpo e nel genere di nascita, agli adolescenti non binari e a tutte quelle persone che avvertono una disforia di genere. Inoltre, la data del 1 aprile segue un’altra ricorrenza importante, quella di oggi 31 marzo, la giornata internazionale della visibilità per le istanze transgender (Transgender Day Of Visibility), che vedrà iniziative e manifestazioni in tutto il mondo.

I temi principali del corteo

Tra i temi più caldi, innanzitutto la possibilità di richiedere l’attivazione della carriera alias in tutte le scuole, la normativa, accolta già in diversi istituti, che permette di modificare il nome anagrafico con quello di elezione nel registro elettronico, negli elenchi e in tutti i documenti interni alla scuola. In aggiunta, investire sulla formazione del personale scolastico e un maggiore supporto alla genitorialità per le famiglie di giovani trans, spesso vittime di episodi di bullismo e isolamento tra i banchi. L’iniziativa è promossa da Gender X, associazione fondata nel 2018 per rivendicare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per le persone trans.

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII

“Il nostro Municipio – dichiara il mini sindaco – è da sempre attivo nella tutela dei diritti umani, civili
e sociali, nel rispetto della libertà e della dignità di ogni singolo individuo e – conclude – ci
impegniamo quotidianamente per promuovere la comprensione di quei valori e diritti che sono alla
base della convivenza civile”.

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Tornano le Feste di Primavera a Garbatella e al Parco Scott

Dopo lo stop degli ultimi anni dovuto alla pandemia, tornano a pieno regime le Feste di Primavera nei giardini del territorio dell’VIII municipio. Due le iniziative in programma domenica 2 aprile, quella organizzata dall’Associazione Circolo Legambiente Garbatella, nel parco omonimo di via Rosa Raimondi Garibaldi davanti al palazzo della Regione Lazio e quella al Parco Scott nel quartiere Ardeatino.

Parco Garbatella

Per i bambini

Al parco Garbatella la festa si svolgerà  dalle 10:00 alle 15:00 con un ricco programma che coinvolgerà prima di tutto i bambini.

Ci saranno giochi come il tiro alla fune e la corsa con i sacchi. Ma anche attività legate all’ambiente come l’esplorazione del boschetto intensivo con l’estirpazione delle erbacce e l’innaffiamento.

Rita raccoglierà certamente grandi adesioni con il suo laboratorio di origami. Ed altri organizzeranno la “Gara delle pietre” a cui tutti potranno partecipare dividendosi in squadre. Il gioco consisterà nel raccogliere quante più pietre possibili di piccole e medie  dimensioni con cui poi ogni squadra comporrà un disegno a terra.

Per i più grandi

Per gli adulti e non solo a metà mattina ci sarà la presentazione del Giardino Giapponese guidata da Antonio Viglietto e accompagnata da musica di meditazione interpretata da Maurizio Puxeddu e dagli haiku letti da Pierre Bresolin.

Non mancherà, come in altre edizioni, una lezione di Yoga della risata, in cui Maurizio Santoni spiegherà come ridere a comando e come questo faccia bene alla salute.

Seguirà, nella zona basket, una rappresentazione di danze popolari a cui in seguito il pubblico sarà chiamato a partecipare.

L’Associazione Garbatella Romantica terrà un laboratorio di musica dedicato agli strumenti naturali, ovvero fatti con legno, zucche, e altri materiali naturali. I partecipanti saranno invitati a provare gli strumenti e a suonarli insieme.

Picnic e punto ristoro

“Chi vorrà fermarsi per un picnic è il benvenuto” – dichiara Elena Filicori del Circolo Legambiente Garbatella – “con l’impegno però di mantenere il parco pulito”.

Ci sarà anche un punto ristoro dove saranno offerti assaggini a sottoscrizione.

La festa infatti, sottolineano gli organizzatori, è anche un’occasione per fare campagna di abbonamentie per pubblicizzare il 5×1000 all’Associazione Circolo Legambiente Garbatella che permettono alla stessa di far vivere il parco.

Parco Scott

Domenica 2 aprile ci sarà una festa di primavera anche al Parco Scott, l’area verde che si affaccia sull’Appia antica, dove poco tempo fa è stata rinvenuta una antica statua romana.

L’area verde viene attraversata da tante persone che raggiungono dall’altro lato la Caffarella, ma è anche punto di riferimento per chi abita nel quartiere e in particolare per i proprietari di cani, che lì trovano uno spazio a loro riservato.

Il programma della Festa

Proprio in quella zona si svolgerà la festa che inizierà la mattina alle 9.30 con un mercatino. I principali invitati sono i possessori di cani con gli animali al seguito.

Chi vuole può portare oggetti di buona qualità e il ricavato della vendita andrà all’associazione Parco Scott, che  ha organizzato l’iniziativa per promuovere il rispetto delle aree verdi e la buona manutenzione di tutto ciò che è presente, a cominciare dai giochi per bambini, ora molto ridotti rispetto a qualche anno fa.

A pranzo è previsto un pic nic e nel pomeriggio è probabile che ci sia un intrattenimento musicale.

Una panchina per Francesco Valdiserri

A volere l’iniziativa sono stati anche i genitori di Francesco Valdiserri, il ragazzo di diciotto anni investito e ucciso da una automobilista ad ottobre dell’anno scorso mentre camminava su un marciapiede di via Cristoforo Colombo con un amico. Spesso raggiungeva con il suo cane il parco Scott e a lui è dedicata una panchina proprio nell’area cani.

La primavera inizia ricordando anche Francesco e la battaglia che i genitori stanno combattendo per la sicurezza stradale nella nostra città.

di Paola Borghesi e Anna Bredice

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Al via “Viva gli anziani” il progetto della Comunità di Sant’Egidio Garbatella

Partirà domani il progetto avviato dalla Comunità di Sant’Egidio Garbatella “Viva gli anziani”. L’appuntamento è alle ore 16,00 al Centro Anziani in via Giacinto Pullino 95 dove verrà presentato il programma e gli obiettivi principali dell’iniziativa. Tra questi favorire l’accesso ai servizi di assistenza nei confronti delle persone ultra ottantenni e prevenire i danni causati dall’arrivo delle ondate di calore nei periodi estivi e dalle epidemie influenzali in quelli invernali. La presentazione sarà accompagnata da un rinfresco.

Le dichiarazioni di Grigorij Mele della Comunità di Sant’Egidio

“Con l’evento di domani vogliamo far conoscere agli abitanti del quartiere il nostro progetto a sostegno delle persone più anziane”. Afferma Grigorij Mele, rappresentante della Comunità di Sant’Egidio Garbatella. “Si tratta di un programma di monitoraggio gratuito che attraverso telefonate, visite domiciliari e incontri nelle nostre strutture si pone l’obiettivo di mettere in contatto i cittadini, in particolare quelli d’età più avanzata, con le attività che svolgiamo quotidianamente”.

“Il Comune – prosegue Mele – ci ha fornito le liste anagrafiche dei residenti anziani nel territorio della Garbatella e noi, specialmente con l’arrivo del caldo, vogliamo offrire consigli utili e servizi d’assistenza per contrastare in primis l’isolamento sociale che – sottolinea – riguarda gran parte della popolazione ma specialmente la fascia d’età che comprende gli ultra ottantenni”.

“Inoltre, abbiamo messo a disposizione un numero che le persone possono chiamare per sapere di più su questo programma e – conclude – proprio a Garbatella è presente un gruppo della Comunità di Sant’Egidio che può intervenire sul territorio in maniera concreta e veloce”.

Per segnalare richieste di aiuto o disponibilità a collaborare è possibile chiamare il numero 06 8992222

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COMUNICATO STAMPA

FOSSE ARDEATINE. CIACCHERI: REVISIONISMO STORICO MELONI SCHIAFFO A DECENZA

(DIRE) Roma, 24 mar. – “Da presidente del Municipio di Roma che ha l’onore di ospitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e che da anni svolge un onere quotidiano di condivisione territoriale del valore della memoria e di racconto e ricerca storica sugli eventi che hanno segnato la nostra comunità e la vita di troppe famiglie segnate dalla tragedia dell’occupazione nazifascista, voglio dire alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che la sua operazione di revisionismo storico è uno schiaffo alla decenza”.

Così in una nota il presidente del Municipio Roma VIII ed esponente di Sinistra Civica Ecologista, Amedeo Ciaccheri.

“La storia- continua Ciaccheri- ci consegna una verità chiara, il senso della patria fu rappresentato proprio da quegli italiani che pagarono con la propria vita il sacrificio di fronte alla dittatura di altri italiani, alla persecuzione e alla delazione del regime fascista, che si macchiò anche del crimine di collaborare attivamente con l’occupante nazista. I martiri delle Ardeatine furono assassinati perché oppositori politici, perché indesiderati, perché socialmente, politicamente e religiosamente nemici dell’occupazione nazifascista e non furono solo italiani. Con questa affermazione sulle Fosse Ardeatine- conclude Ciaccheri- la premier dimostra di non rispettare la responsabilità che incarna con il proprio ruolo di governo, quella cioè di rappresentare l’Italia e non indistintamente tutti gli italiani, ma quelli che ieri come oggi credono nella Costituzione, che ha una genesi chiara: quella antifascista”.

 

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Garbatella ricorda i martiri delle Fosse Ardeatine

 

335 spine nel cuore, così recitava uno dei tanti striscioni portati alla manifestazione di mercoledì 23 marzo. Un corteo variopinto – composto soprattutto da migliaia di giovani e dagli studenti delle scuole dell’VIII Municipio – quello che ha attraversato alcune strade del territorio per raggiungere il sacrario delle Fosse Ardeatine, dove il 24 marzo del 1944 la furia e la ferocia dell’occupante nazista compì la più ignominiosa delle stragi nella capitale.
Una manifestazione voluta dalla giunta di via Benedetto Croce a cui hanno partecipato anche amministratori di altri municipi, tra cui Paola Angelucci, in rappresentanza del IX Municipio, oltre ad esponenti di molti partiti politici, delle associazioni di quartiere, dell’ANED, dell’ANFIM e dell’ANPI.

L’intervento del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri

L’appuntamento alle 9:30 a piazza Sant’Eurosia ha visto da subito una nutrita partecipazione di giovani. Le note della banda della Polizia Locale di Roma Capitale hanno dato il via alla manifestazione a cui è seguito l’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri. Il minisindaco  ha ricordato che “la strage delle Fosse Ardeatine è raccontata in tutti i libri di storia delle scuole europee”. “In questo momento storico, in cui la guerra torna ad affacciarsi quotidianamente nelle nostre vite, la memoria è una leva e un testimone di pace per chiedere che le democrazie in Europa si impegnino per riportare la pace nel vecchio continente e non solo”.

Uno dei tanti striscioni presenti alla corteo

Le dichiarazioni del capogruppo PD Flavio Conia

Il capogruppo del PD Flavio Conia era presente in piazza con gli altri consiglieri: “Anche quest’anno la comunità dell’VIII Municipio si è ritrovata per un percorso della memoria verso le Fosse Ardeatine per ricordarne i martiri, che sono il nostro punto di rifermento valoriale per tutto il territorio e per tutta la comunità politica”. “Questa giornata – ha sottolineato Conia – incarna una prassi che tutte le amministrazioni dovrebbero seguire, ovverosia guidare la comunità educante e l’intera comunità territoriale in un percorso di costante ricordo della memoria del nostro Paese”.

Il corteo sotto il palazzo della Regione Lazio

Il fiore del partigiano

In testa al corteo – che è andato via via crescendo nel percorrere via Macinghi Strozzi e le strade di Tor Marancia – lo striscione del Municipio: Corteo per la memoria e per la pace. Ricordando l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
C’era molta voglia di manifestare, non soltanto per ricordare quanto accaduto 79 anni fa. Era importante ritrovarsi anche all’indomani degli ultimi episodi di antisemitismo a cui abbiamo assistito durante l’ultimo derby capitolino, senza dimenticare che pochi giorni prima in alcune zone della città erano stati affissi degli striscioni in ricordo niente di meno che del terrorista e assassino neofascista Pierluigi Concutelli recentemente scomparso.
Molti ragazzi avevano in mano dei fiori (Il fiore del partigiano, ci ha fatto notare una liceale) oltre a tanti palloncini colorati a rimarcare la differenza con un mondo in grigio scuro, che appartiene soltanto al passato.

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Il 23 marzo la memoria si fa per le strade: Roma ricorda le Fosse Ardeatine

Di Iacopo Smeriglio

Da Piazza Sant’Eurosia, nel cuore della Garbatella, a piedi in corteo fino a Piazza Bompiani, sull’altra sponda della Via Cristoforo Colombo. E poi giù sulla Via Ardeatina, fino al Sacrario dove riposano i 335 martiri dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine.

Questo il percorso che, dopo tre anni di stop, vedrà tornare per le strade dei quartieri Garbatella e Tor Marancia le cittadine e i cittadini riuniti in un momento di partecipazione e di comunità: il Corteo per la Pace e per la Memoria partirà alle 9:30 di giovedì 23 marzo.

Le scuole, le associazioni e le istituzioni locali

Ci saranno gli studenti e le studentesse dei licei e delle scuole medie del territorio. Cammineranno al fianco dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia e dell’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (ANFIM), che settimanalmente continua ad accompagnare classi di alunni da tutta Italia in visita al Mausoleo. Poi, ci saranno le istituzioni locali e le associazioni del territorio.

Il corteo, infatti, è stato promosso dal Municipio VIII che ha indetto, al fianco delle associazioni della Memoria e delle realtà territoriali, un’assemblea pubblica, presieduta dall’Assessora alla Memoria Maya Vetri, che ha dato il via ai lavori.

I martiri della Garbatella e le origini del corteo

I cittadini di Garbatella partecipano alla Memoria delle Fosse Ardeatine fin da quando i parenti dei martiri del territorio, il 24 marzo, ogni anno passeggiavano, fiaccole alla mano, per il quartiere ex Iacp, rendendo omaggio ai caduti sotto le case in cui avevano vissuto: al Lotto 32 in Via Rubino, dove abitavano i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, partigiani comunisti, e al Lotto 43 in Via Percoto, dove abitava Enrico Mancini, partigiano del Partito d’Azione.

A Giuseppe Cinelli, subito dopo la liberazione di Roma, fu intitolata la Sezione dei comunisti della Garbatella, La Villetta di Via degli Armatori. A Enrico Mancini una targa venne posta nel 1947 dai suoi compagni del Partito d’Azione e oggi il suo volto, ritratto nell’opera di Francesco Pogliaghi, rappresenta e ricorda i 335 in Piazza Bartolomeo Romano.

Lo scorso anno tre pietre d’inciampo sono state apposte grazie all’attivazione del Municipio VIII, dei familiari e della popolazione del quartiere.

Un commento di Join The Resistance

“Il corteo è un momento fondamentale per la città. Necessario e complementare rispetto alle fondamentali commemorazioni ufficiali, che avranno luogo il 24 marzo alla presenza del Presidente della Repubblica. Alle Fosse Ardeatine i nazisti, grazie al supporto dei fascisti, fucilarono centinaia di uomini di ogni classe e religione. Tra quei nomi leggiamo decine di ebrei, di comunisti, ma anche carabinieri. Giovani e anziani.”

“In quelle cave sulla Via Ardeatina si compì un’atroce rappresaglia che fu seme di libertà e di giustizia per la nuova Repubblica che di lì a poco sarebbe nata, grazie al sacrificio di tanti e tante. La ferita, però, affondò trasversalmente la città ed è importante che la promessa di tenere accesa la fiamma della Memoria venga rinnovata nelle strade, a partire dai quartieri e dalle scuole” ci dice una delle ragazze di Join The Resistance, collettivo che da qualche anno lavora nel territorio sui temi della Memoria e che in questi giorni ha prodotto materiali informativi da diffondere nelle scuole.

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“7+1 ottavo colle”, il 28 marzo al piccolo teatro di s. Vigilio, con uno spettacolo di solidarieta’ a favore dei bambini siriani e turchi vittime del terribile terremoto.

L’impatto sui bambini di eventi traumatici come le guerre o i terremoti è particolarmente forte. Molti di loro si trovano a dovere affrontare situazioni e sensazioni prima sconosciute, come la paura, la perdita della casa e delle proprie abitudini, la vista di immagini drammatiche. In queste situazioni, provare paura intensa, senso di impotenza, di angoscia, di confusione possono segnare profondamente la vita dei bambini. Per  scomparire hanno bisogno del supporto e della vicinanza di persone affettivamente importanti. Primi fra tutti i genitori. A volte basta davvero poco per stare al loro fianco, piccoli gesti per aiutarli a gestire situazioni traumatiche e ad affrontare, per esempio, la paura di dormire un’altra notte fuori casa. Nelle zone terremotate occorre intervenire con ogni mezzo per dare prima di tutto sicurezza di un rifugio, caldo e sicuro, ma intervenire anche per dare loro sicurezza psicologica.

Trovare il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai bambini, parlare con loro; ascoltare le loro domande, anche se ripetitive e insistenti, rispondere loro con sincerità.

Evitare il più possibile di mostrare la nostra ansia e le nostre preoccupazioni di adulti per le catastrofi che si sommano: alla guerra in Siria da oltre 15 anni con il recente e devastante terremoto dello scorso mese in Turchia e Siria, scegliere parole semplici e utilizzare esempi concreti e comprensibili per i bambini per spiegare quello che sta succedendo; rispettare le emozioni e le paure, anche se possono sembrare eccessive o irrazionali. Farli sentire importanti nella gestione del tempo, dopo il sisma e nel processo di ritorno alla normalità, valorizzando il loro aiuto e le loro capacità; prestare attenzione a eventuali comportamenti aggressivi o autodistruttivi e, qualora tali atteggiamenti persistano, farsi aiutare da esperti. Tutto ciò è fondamentale.

 

Le dichiarazioni di Save the Children

 

Sasha Ekanayake, Direttore di Save the Children in Turchia ha dichiarato proprio oggi,21 Marzo 2023, che i 7 miliardi di euro destinati dai sostenitori internazionali ai rifugiati dal terremoto del mese scorso  è un primo passo positivo ma, sottolinea la strada da percorrere è ancora lunga per garantire la ripresa necessaria per i bambini e le loro famiglie.

In entrambi i paesi le esigenze immediate e di ripresa comportano rischi incalcolabili per i bambini, se venissero trascurate.  In Turchia, oltre 15 milioni di persone sono state colpite direttamente e 2,7 milioni sono ancora sfollate, mentre la ricostruzione delle centinaia di migliaia di case distrutte o danneggiate richiederà anni. In Siria, dove 12 anni di conflitto avevano già reso 15 milioni di persone, in buona parte bambini, dipendenti dagli aiuti umanitari, il terremoto ha aggravato l’emergenza nel nord del paese.

Qui, le condizioni precarie della popolazione sfollata sono ulteriormente peggiorate per le piogge torrenziali e le inondazioni che due giorni fa hanno colpito più di 4.000 famiglie, distruggendo o danneggiando centinaia di tende, loro unico riparo, lasciando i bambini nel terrore di dormire durante la notte.

“La situazione in Siria era già incredibilmente disastrosa anche prima dei terremoti, con i bambini che, dopo oltre 12 anni di guerra, non dispongono di acqua sufficiente, cibo, assistenza sanitaria, servizi educativi e, sempre più spesso, perdono la speranza.

 Per troppo tempo i bisogni dei bambini siriani sono stati trascurati.

Non sarebbe dovuto servire un terremoto per riorientare la comunità internazionale, ma ora è giunto il momento di cambiare approccio. Dobbiamo utilizzare questi fondi per ripristinare le scuole e gli ospedali, e garantire che i bambini abbiano case sicure. La conferenza dei donatori internazionali di ieri, è stata un’opportunità per impegnarsi con un approccio sostenibile e a lungo termine che risponda alle esigenze umanitarie dei bambini in Siria e iniziare così il lungo processo di recupero che consenta loro di costruire una vita migliore. È chiaro che dobbiamo fare molto di più per garantire questo risultato. Con l’impegno assunto ieri, la comunità internazionale deve garantire che i bambini ricevano il sostegno di cui hanno bisogno nell’immediato e nel lungo periodo. È fondamentale che i bambini vengano ascoltati per comprendere meglio le loro esigenze specifiche e garantire una protezione adeguata. “Con i 7 miliardi di euro promessi sia per la risposta umanitaria che per la ricostruzione a lungo termine” il lavoro inizia ora.  I bambini sono stati strappati dalle loro case e la loro sicurezza è stata distrutta. Gli impegni di finanziamento e la solidarietà espressa oggi danno speranza ai milioni di bambini e alle loro famiglie che in tutta la Siria e la Turchia stanno cercando di rimettere insieme i pezzi della loro vita.

È ora fondamentale che questo sostegno internazionale arrivi il più direttamente possibile alle organizzazioni in prima linea, in modo che possano raggiungere senza indugio i risultati attesi.

Appuntamento il 28 marzo al teatro della parrocchia di S. Vigilio

Noi, Associazione 7più1 Ottavocolle, nel nostro piccolo, con il patrocinio del nostro ottavo Municipio, la collaborazione di Don Alfio, parroco di S. Vigilio che ci ospita nel suo bel teatro, il contributo generoso e volontario di artisti ed artiste, attrici e cantanti, come la consigliera dell’ottavo municipio Eleonora Talli Giottoli, il contributo fattivo di Monica Rossi presidente della commissione cultura e di Maya Vetri, assessore alla cultura dedichiamo il 28 marzo una serata di spettacolo, aperto a tutta la cittadinanza dell’Ottavo Colle, per una raccolta fondi per i bambini siriani e turchi vittime due volte, di guerre assurde e di violenti e devastanti sismi.

Prof.ssa Grazia Labate vicepresidente

Dell’Associazione “7più1 Ottavo Colle”

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Torna la maratona di Roma, coinvolte alcune strade dell’VIII Municipio

Torna la maratona di Roma, giunta alla 28esima edizione. Domenica 19 marzo saranno tre le gare che attraverseranno la città: la Acea Run Rome The Marathon con il classico tracciato di 42,195 km in programma alle 8:00, la staffetta Run4Rome che partirà alle 8:15 seguendo il percorso della maratona e la stracittadina Sn4ifun Run di 5 km (si snoderà tra i Fori Imperiali, le Terme di Caracalla e il Circo Massimo) il cui start è previsto alle 8:30. Oltre 30.000 atleti iscritti alla manifestazione.
Nella mattinata e nelle primissime ore del pomeriggio quindi difficile, se non impossibile, muoversi in città con auto, moto e scooter.
Ma i disagi potrebbero non finire al termine della gara. Alle 18:00 all’Olimpico è in programma il derby Lazio-Roma. La partita molto probabilmente vedrà il tutto esaurito, per cui le forze dell’ordine saranno chiamate agli straordinari e a presidiare arterie e incroci. Nello specifico, per i due eventi, sono stati mobilitati 800 agenti della Polizia Locale.

 

La gara per le strade dell’VIII Municipio

Anche il nostro municipio sarà in parte attraversato dalla maratona. Le prime chiusure scatteranno intorno alla mezzanotte per interessare alcuni tratti della Circonvallazione Ostiense e della Cristoforo Colombo. Chiuso il Ponte Settimia Spizzichino.
Altrettanto avverrà sulla via Ostiense che resterà chiusa tra Via Tessalonica e viale Ferdinando Baldelli e tra via Tessalonica e via Valco di San Paolo. Altre strade resteranno chiuse dalle prime ore della mattinata, altre ancora saranno soggette a divieti di sosta con rimozione.
Le chiusure al traffico interesseranno naturalmente tutto il centro storico e quindi alcune porzioni dello stesso che sono confinanti con l’VIII Municipio, a ridosso del piazzale Ostiense e di Piazza di Porta San Paolo. Interdizioni al transito anche sul lungotevere Testaccio.

 

Previste deviazioni e limitazioni di percorso per molti autobus

Limitazioni di percorso o deviazioni interesseranno alcune linee bus che percorrono le strade dell’VIII Municipio, tra queste le linee 671, 715, 716, 766, 792.
Non è previsto per il momento da parte di ATAC un incremento delle corse della metropolitana, mentre per tutto il tempo della manifestazione, la stazione di Colosseo resterà chiusa per cui i treni vi transiteranno senza fermare.

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“Non ci casco” l’iniziativa del Cdq Grottaperfetta per la prevenzione dalle truffe

Si svolgerà al Centro anziani Granai di Nerva l’incontro tra Polizia di Stato e cittadini sul tema della prevenzione dalle truffe in casa e in strada. L’iniziativa, organizzata dal Comitato di Quartiere Grotta Perfetta, si terrà venerdì 17 con l’obiettivo di illustrare, attraverso i consigli del dirigente e di tutto il personale dell’VIII Distretto di Pubblica sicurezza Tor Carbone, i vari trucchi e inganni a cui ricorrono i malintenzionati, in particolare nei confronti delle persone più anziane, e di suggerire azioni di prevenzione e difesa a seguito del preoccupante ripetersi di episodi di truffa ai danni delle categorie più deboli denunciato dal Comitato di quartiere nel corso degli anni.

Le dichiarazioni di Mario Semeraro, presidente del CdQ Grotta Perfetta

“Quest’iniziativa fa parte di una campagna di prevenzione che abbiamo già avuto modo di mettere in pratica in altre occasioni, sia con la Polizia di Stato che con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile”. Afferma Mario Semeraro, presidente del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta.

“L’ultimo incontro sul tema delle truffe – racconta – risale a cinque anni fa ma allora gli episodi erano piuttosto circoscritti e limitati alla tipologia di raggiro più classica, ossia quella in macchina, mentre oggi – spiega – nel nostro quartiere e non solo, avvenimenti del genere si sono intensificati molto e abbiamo sempre di più a che fare con borseggiatori e ladri professionisti”.

“L’obiettivo è quello di dare consigli utili alla cittadinanza. Vogliamo far aprire gli occhi alle persone – conclude Semeraro – così che possano difendersi anche autonomamente ma sempre sulla base delle indicazioni fornite dalle forze dell’ordine”.

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Il Girasole si classifica al secondo posto nel contest della “mejo carbonara” di Roma

Nonostante il combattuto testa a testa nella finalissima, la trattoria Il Girasole alla Garbatella non riesce ad aggiudicarsi il primo posto nel contest “#aromacipiace, la carbonara” lanciato da RomaToday.

Dopo cinque settimane di nomination, votazioni ed eliminazioni erano rimasti in gara solo lo storico ristorante di Garbatella in via Rosa Raimondi Garibaldi e Il Maritozzo Rosso a Trastevere che, per pochissimi punti e dopo una serie di sorpassi e controsorpassi, ha ricevuto il premio per la miglior carbonara. Il Girasole, infatti, ha ottenuto 5634 voti contro i 5868 voti del ristorante vincitore, distaccando di netto gli altri partecipanti. Il terzo posto è stato assegnato a La Flaca, locale in zona Porta di Roma, mentre il quarto e quinto posto all’Osteria Sette a Montesacro e all’Osteria La Sol Fa vicino piazza di Porta Maggiore. La premiazione è prevista nei i prossimi giorni.

Le dichiarazioni di Massimo Dante, titolare della trattoria Il Girasole

“È stata una bellissima esperienza, ci siamo divertiti molto. I nostri avversari sono stati più bravi a raccogliere punti ma siamo comunque soddisfatti del secondo posto, la considero una vittoria di tutti”. Afferma Massimo Dante, proprietario con la sorella Emanuela del ristorante Il Girasole.

“Inoltre ci tengo a fare i complimenti agli altri partecipanti del contest e – conclude – aspettiamo con entusiasmo tutti coloro che voglio venire a provare la nostra carbonara”.

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Giornata Internazionale dei diritti delle donne, appuntamento il 12 marzo al Parco Ardeatino

“Diritti in cammino”, così domenica 12 marzo i Comitati dei Quartieri Grotta Perfetta e Montagnola hanno scelto di festeggiare la giornata internazionale della donna.

I cortei

Si comincerà alle 10:00 con  due cortei: uno partirà dal Casale Rosa – Centro Anti Violenza a  via di Grotta Perfetta e l’altro da Piazza Caduti della Montagnola.

I due gruppi si ricongiungeranno all’ingresso del Parco Forte Ardeatino dove saranno accolti dal Presidente Amedeo Ciaccheri  e da Maya Vetri, Assessora alle politiche di genere del Municipio VIII.

Le attività nel Parco

Nel Parco si svolgeranno laboratori creativi per bambini a cura di Azzurra Biagioli dell’Associazione Genitori Scuole dell’VIII Municipio di Roma, letture a più voci di poesie e testi, fra cui “Le donne della mia generazione” di Luis Sepulveda, e altre recitate dalle persone di “Donne di Carta” e dal gruppo “la Poetanza”.

Ma il momento più intenso sarà interpretato dai partecipanti alla manifestazione che pescheranno da un cestino un “diritto negato alle donne nel mondo” di cui si faranno portavoce leggendo brani al pubblico.

Seguiranno testimonianze dirette delle attiviste Maryam Pezeshki per l’Iran e Maya Issa per la Palestina, e della scrittrice Sara Rossetti Corirossi  per India e Bangladesh

Il Flash mob

La mattinata si concluderà con un flash mob con coreografie di balli collettivi e canti, che coinvolgeranno tutti i presenti, e infine con l’esibizione della Banda della Montagnola  con il suo repertorio musicale

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Municipio Solidale per l’emergenza terremoto in Turchia e Siria

Domenica 12 marzo dalle ore 9 alle ore 13 nel parcheggio del Municipio in via Benedetto Croce 50, si svolgerà una raccolta di beni di prima necessità e attrezzature finalizzata al soccorso e all’assistenza delle popolazioni colpite dal terribile sisma in Turchia e Siria, a cura del Polo di Protezione Civile del Municipio Roma VIII.

Si potrà donare: tende invernali, stufe, materassini, brandine, sacchi a pelo, prodotti per l’igiene, coperte, trapunte, alimenti precotti.

Non saranno accettati materiali di seconda mano, beni usati e vestiario.

Sono stati allestiti anche altri punti di raccolta a Roma, in seguito, tutte le donazioni saranno censite e consegnate, prima possibile, all’Ambasciata Turca.

Per ogni richiesta d’informazione è possibile contattare la sala operativa della Protezione Civile, al numero verde 800 854 854 o al numero 06 67109200.

Una terra martoriata

Alle 4:17 del mattino del 6 febbraio, il sud est della Turchia e il nord della Siria, è stato colpito da un terremoto di magnitudo 7,8 Mww che ha causato, secondo le ultime stime, la morte di oltre 51 mila persone e oltre 120 mila feriti. Ancora si registrano scosse di assestamento, anche superiori ai 6 Mww, che rendono difficoltosi i soccorsi e sempre più improbabile trovare superstiti.

Causa del disastro, specialmente nell’Anatolia del sud, sono state le politiche perpetrate negli ultimi anni dal regime turco di Recep Tayyip Erdogan complice di aver sanato con condoni molte strutture abusive e cancellato le ispezioni edilizie negli edifici pubblici.

La Siria del nord, invece, è una zona prevalentemente abitata da popolazioni curde e da decenni una terra martoriata da bombardamenti e ingerenze di potenze straniere che hanno traumatizzato la popolazione e indebolito molti edifici. I territori del Bakur o del Rojava sono solo alcuni dei protagonisti della sanguinosa battaglia contro le milizie dell’Isis. Una terra già fortemente precaria, dove vivono milioni di sfollati fuggiti a seguito dello stato di guerra e che oggi ha subito una calamità naturale inenarrabile.

Raccolta fondi

Sono molti gli enti del terzo settore che si sono adoperati per raccogliere donazioni, alcuni già presenti sul territorio dapprima del terremoto.

La Mezzaluna Rossa è un’associazione internazionale attiva dal 1993, la più grande organizzazione umanitaria per il Kurdistan, ha disposto una raccolta fondi migliaia di donne e bambini costretti a dormire all’aperto con temperature che la notte scendono tremendamente.

Garantire a queste famiglie un alloggio di emergenza, una coperta è una priorità assoluta.

Un Ponte Per, è un’associazione per la solidarietà internazionale e un’organizzazione non-governativa nata nel 1991, subito dopo la fine dei bombardamenti sull’Iraq, oggi sta raccogliendo donazioni per reperire farmaci e dispositivi medici da inviare nelle zone più colpite dal sisma e supportando chi sta soccorrendo i feriti.

La Mezzaluna Fertile, definita come la “Culla della civiltà”, patria delle prime popolazioni mesopotamiche, oggi vive il periodo più atroce della sua storia e ha bisogno del nostro aiuto affinché questa difficile situazione possa essere arginata il prima possibile.

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Intervista ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella protagonisti al Palladium con “7-14-21-28”

Antonio Rezza e Flavia Mastrella, due artisti inimitabili, premiati con il Leone d’oro alla carriera alla biennale di Venezia 2018, tornano a Garbatella con “7-14-21-28”, uno spettacolo originale che nasce dall’idea di un ideogramma che si fa materia. Due sole date, 11 e 12 marzo 2023

Antonio Rezza – foto Giulio Mazzi

Intervista ad Antonio Rezza

Io vivo ad Anzio e sono una delle vittime illustri della provincia terminale italiana, che poi è provincia in tutto il mondo. Senza enfatizzarne i mali, ho conoscenza maggiore della realtà di questo paese, dove involontariamente sono nato.

Per me il confine è una restrizione del pensiero, uno nasce dove non ha deciso, e non dovrebbe conservare un’idea di patria, di confine, di famiglia, ideali cari tradizionalmente alla destra, ma concetti non scardinati dall’altra destra, quella camuffata da finta sinistra, che si millanta progressista senza esserlo. Guardo a Roma come a una città per una possibile salvezza, anche se non ho mai voluto abitarci perché, sebbene non abbia cinema e teatri, la provincia ha di positivo che ti corrompe meno.

Mi piacerebbe però avere una casa a Garbatella, che ha una dimensione più verace, una piccola città a misura più raccolta. Ne ammiro le parti più antiche, la Garbatella storica: è così che si dovrebbero realizzare case e quartieri.

Vivevo a Nettuno ma non nomino più questa città dove ci hanno cacciati poco dopo aver ricevuto il Leone d’oro e ora dico che abito ad Anzio. Qui la presenza del mare ci basta e sopperisce all’assenza di altre attività culturali che troviamo in città.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Non saprei dire, se hai la fortuna di avere un’ossessione lavori in base a quella. Io coltivo l’ignoranza come pratica ascetica e non conosco tanto di ciò che dovrei conoscere, forse è stata una predestinazione. Il mio sogno era diventare pilota di Formula Uno.

Il giorno dopo il diploma liceale telefonai all’autodromo di Vallelunga per sapere il costo del corso di pilotaggio; mi risposero un milione e mezzo di lire, soldi che a quei tempi non potevo spendere. Ripiegai quindi sulla carriera di attore, pensando ingenuamente che con i proventi avrei potuto pagarmi le corse.

Avevo 18 anni, allora non sapevo che con il teatro non puoi finanziare certi sogni. Paul Newman e Steve McQueen, i miei riferimenti dell’epoca che coltivavano la stessa passione per le auto veloci e le corse, potevano permettersela con i guadagni del cinema, non con il teatro. Quel sogno quindi andò in malora.

E ora vivi un’altra realtà?

Sì, insieme a Flavia. Lei inventa gli habitat, spazi teatrali abitativi su cui poi lavoro, anche per un paio d’anni, alla ricerca della forma. Io non recito, chi recita lo fa apposta, lo fa per finta, mentre uno è come è. Noi siamo ribelli dentro, contro ogni forma di istituzione gerarchica. Abbiamo una nostra macchina comunicativa indipendente basata sui social per pubblicizzare i nostri spettacoli, non vogliamo denaro dallo Stato per convincimento ideologico e politico.

Non c’è ruffianeria o interesse nei confronti degli spettatori. Possiamo essere così spavaldi proprio per il rapporto strettissimo che abbiamo con chi ci viene a vedere, che non finiremo mai di ringraziare. Il rispetto nei loro confronti si manifesta nell’assoluta indipendenza in ciò che facciamo. E non lo chiamiamo “il pubblico” perché questa è una parola semi offensiva: nessuno è pubblico, ognuno è privato di se stesso.

Sei più te stesso quando sei sul palcoscenico oppure nella vita di tutti i giorni?

Mi piacerebbe essere sempre come quando sono sul palcoscenico, però non è possibile vivere tutta la vita così, sia per lo sforzo fisico sia per l’allucinazione. Nessuno di noi può essere sempre ciò che rappresenta, che è parte di quello che si è. Allo stesso tempo deve essere esteticamente diverso, altrimenti non si crea il miracolo di qualcosa di irripetibile. È proprio quello il gioco performativo.

Non c’è bisogno di mettersi a patteggiare con un personaggio, perché non esiste un personaggio da servire. Ognuno dovrebbe vivere almeno un giorno della propria vita come lo viviamo noi. Chi non lo fa non saprà mai ciò che si perde.

Vivere così è difficile, ogni volta devi conquistare lo spazio che vuoi.

Puoi raccontare un episodio della tua carriera?

Venni invitato al Maurizio Costanzo Show. Ero giovane, avevo trent’anni e già rilasciavo interviste in cui manifestavo l’assoluta assenza di allineamento con la mentalità corrente.  Arrivato in teatro scoprii che sul palcoscenico non c’era la sedia per me. Mi spiegarono allora che dovevo entrare in scena, fare il pezzo e poi uscire. Lì per lì ci rimasi male. Poi però entrai e, dopo l’esibizione, Costanzo mi intervistò per ben 10 minuti, io in piedi e lui seduto, regalandomi grande visibilità. Apprezzai molto e mi dissi che alla fine era andata meglio così. La seconda volta che mi invitarono trovai la sedia sul palcoscenico, ma io declinai l’offerta dicendo, “no grazie, resto in piedi, farò come la volta scorsa, mi chiamate, entro, faccio il mio pezzo e poi esco”. Gli organizzatori non la presero bene, non riuscivano inoltre a capire come potevo rinunciare a due ore di visibilità statica. Inoltre avrebbero dovuto trovare un ospite seduto aggiunto! Costanzo non si espresse mai su questo fatto, però probabilmente nemmeno lui gradì questa mia scelta.

Oggi però, appena scomparso, vorrei ricordarlo non solo per il suo smisurato talento, ma anche per la sua responsabilità per i contenuti dei programmi televisivi attuali. Costanzo è stato un antesignano dell’estetica infausta. È stato lui che ha sdoganato l’idea che uno vale per quello che è, non per quello che fa. E così, anche chi non ha talento può diventare un personaggio televisivo famoso. A mio avviso la fama non serve a niente, una persona deve valere ed essere apprezzata per la sua opera, per quello che fa.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Leggo molto poco perché cerco di non inquinare la mia ignoranza. Ora sto leggendo Robert Walser del quale non capisco quasi niente, e lo apprezzo molto, perché se capisco mi sento un imbecille che scende a patti con chi ha scritto una cosa bella. Mi piacciono anche Emil Cioran, un irriducibile, e il drammaturgo Thomas Bernhard. Non a caso tutti gli scrittori che preferisco non riconoscono l’Istituzione.

Sei di ispirazione anarchica?

Non sono anarchico: semplicemente non nutro interesse verso i fenomeni di corruzione del pensiero. Ciò non toglie che, entrando in un discorso più politico, Alfredo Cospito andrebbe tirato fuori subito dal regime carcerario duro. Si sta facendo morire una persona solo perché rivendica il diritto di essere trattata meno duramente. Lo Stato risulta più accondiscendente con uno stupratore che non con un dissidente politico che merita la vita, così come il potere merita sempre di essere in pericolo.

Quando mai il potere si è interessato a chi subisce il potere? È giusto che il potere sia instabile, bisogna accettare chi manifesta dissenso.

Flavia Mastrella – foto Annalisa Gonnella

Intervista a Flavia Mastrella

Con la Garbatella vivo un legame estetico. È uno dei quartieri più belli di Roma, un esempio di realtà abitativa che gli architetti non hanno poi più seguito. Vivere in un ambiente armonioso rende migliori le persone che vi abitano: hanno un rapporto sano con la realtà che le circonda e diventano anche più creative.

Cerco di mettere in pratica questo gusto estetico negli habitat che creo, dove poi Antonio si esibisce. Quello di “7-14-21-28” è un ideogramma fatto materia, un lavoro che a livello estetico e formale parla dell’abbandono dell’infanzia. Credo molto in questo rapporto tra l’uomo e il suo spazio, con Antonio lavoriamo in questo senso: io compongo gli spazi e lui li vive, cosa molto rara per il teatro. Il nostro somiglia più a un rituale selvaggio che a uno spettacolo teatrale classico.

Come nascono i tuoi habitat?

Mi occupo di linguaggio estetico, comunico attraverso l’immagine, mentre Antonio usa le parole e i suoni per comunicare cose più materiali, più umane. Sono due metodi di comunicazione diversi e complementari con cui otteniamo un risultato dirompente, sia attraverso il visivo che attraverso la mente.

In pratica dove prendi i tuoi spunti creativi?

Faccio ricerche nel campo dell’arte figurativa che durano molto, anche anni. Nel caso di “7-14-21-28” ho studiato l’essenza estetica e comunicativa dell’ideogramma. Per altri spettacoli, per esempio per Fratto-X (già presentato al Palladium nel 2019, ndr), ho fotografato per anni le luci delle autostrade. Ogni lavoro richiede una ricerca figurativa. La mia preparazione è di tipo artistico, ho un amore particolare per lo spazio, per la manipolazione degli oggetti usati, non faccio altro che questo nella mia vita, una vita buttata via (ride).

Quali sono gli autori che ti ispirano?

Principalmente scultori quali Carlo Fontana, Alberto Burri, Robert Morris, il movimento Fluxus, lo scrittore e filosofo francese Guy Debord. mi interesso anche di fotografia. Mi sono nutrita di arte diversa dal teatro, di cui non conosco nulla.

Come hai incontrato Antonio?

Abitiamo nella stessa provincia, io ad Anzio, lui a Nettuno. Andai a vederlo, lui mi chiese una collaborazione, da allora non ci siamo più divisi. Siamo prima di tutto una coppia artistica: sul palco c’è Antonio in veste di attore ma anche io, con i miei habitat, comunico e mi esprimo.

Una lettura che consigli?

Alfred Kubin, un incisore, pittore e scrittore austriaco dei primi del Novecento, un grande rappresentante del Simbolismo e dell’Espressionismo che è praticamente sconosciuto. Nel suo strepitoso libro “L’altra parte” racconta di una estetica della guerra, una storia fantastica molto attinente al presente momento storico. Un racconto leggero, non drammatico, un testo fondamentale che tutti dovrebbero leggere, un autore a cui avvicinarsi.

Vorrei concludere segnalando tra i protagonisti di “7-14-21-28” la presenza di Ivan Bellavista, uno dei nostri interpreti fondamentali, incontrato quando aveva 22 anni, diventato oggi attore di grande talento.

 

Al momento della stesura di questo articolo lo spettacolo dell’11 marzo è tutto esaurito.

Di seguito i link per la replica straordinaria del 12 marzo alle ore 18.00

https://www.boxol.it/TeatroPalladium/it/advertise/7-14-21-28-rezza-mastrella/440977

https://www.rezzamastrella.com/2023/03/01/7-14-21-28-a-roma-replica-straordinaria-12-marzo/

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Flash mob poetico a Garbatella

Di Anna Di Cesare

Solitamente non si associa il termine flash mob a una manifestazione poetica, come invece è accaduto a Garbatella. Il 21 marzo, in occasione della ventiquattresima giornata mondiale della poesia nonché del compleanno di Alda Merini, i membri del gruppo “Poetanza” hanno coperto di versi la rete che nasconde il cantiere tra la Circonvallazione Ostiense e via Benzoni. Centinaia di pagine appese dove meno ce le aspettiamo. Un modo per sottolineare che ovunque c’è spazio per la bellezza.

Poesie anonime, sparse, di autori locali e no; hanno firmato e letto le proprie soltanto i poeti presenti – Luciana Raggi, Loretta Liberati, Rosaria Di Donato, Fabio Sebastiani, Antonietta Tiberia e Annamaria Ferramosca –  che hanno già all’attivo alcune raccolte di versi. I passanti hanno accettato con piacere di collaborare all’allestimento,secondo la testimonianza della fotografa Paola Panatta.

Il messaggio è stato chiaro e forte, come sottolinea Antonietta Tiberia, poetessa e organizzatrice dell’evento: “la poesia piace ancora, e soprattutto ai giovani, che hanno espresso apprezzamento unanime per l’iniziativa”.

Uno spazio riservato all’arte poetica, ma anche alla conoscenza reciproca. “Ai passanti che si sono fermati, la poetessa salentina Annamaria Ferramosca ha recitato una sua poesia che parla della taranta” aggiunge la Tiberia. “Un ingegnere calabrese di passaggio ha risposto con la propria. Ci ha lascito il suo biglietto da visita, gli manderemo le nostre e ci leggeremo a vicenda. Lo stesso ha fatto un architetto.”

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Giornata mondiale sull’autismo alla Cooperativa Garibaldi

di Eleonora Ono

Segnatevi la data perché il 2 Aprile, nella Cooperativa Agricola Giuseppe Garibaldi, immersa nel verde di Via di Vigna Murata 573, vi aspetta la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo.

Il programma partirà alle ore 11:30 quando i genitori, i ragazzi autistici e chi fa parte di questa splendida realtà si racconteranno. Proseguirà poi alle ore 13.00 con la visita dell’azienda in attesa del buffet. Seguiranno la passeggiata negli orti, musiche e danze popolari e persino un’installazione artistica di Bob Gallo, pittore che si è lasciato coinvolgere dalla capacità creativa di questi giovani.

Una giornata che, istituita dall’Onu nel 2007 per richiamare l’attenzione su questa realtà, ha per la Cooperativa Garibaldi un’importante significato. Qui infatti, ogni giorno si lotta per il riconoscimento dei diritti delle persone con la sindrome dello spettro autistico.

Una storia che va avanti dal 2010, quando il Presidente Maurizio Ferraro, insieme ad altri genitori dei ragazzi autistici, fondarono questa cooperativa sperimentale per sensibilizzare la popolazione su questa complicata realtà, ma soprattutto  per dare un lavoro e un futuro ai propri figli. L’unicità di questa azienda, infatti, è che i soci fondatori sono proprio loro: i ragazzi autistici. E nonostante le difficoltà, le loro giornate volano tra mille attività. Dal ristorante, alla falegnameria, la smielatura, i corsi di cucina, laboratori di fotografia,disegno: il tutto con l’intento di integrare ogni ragazzo che abbia una forma di autismo più a meno lieve. Tra le attività non dimentichiamo quella dell’orto, forse la principale, poiché coinvolge l’intero quartiere e dintorni. I cittadini infatti, possono adottare pezzi di terra da curare e coltivare assieme ai ragazzi, così da superare le barriere dei pregiudizi e dei preconcetti. Scegliere una parte di terra da adottare, vuol dire anche sentirsi liberi di investire in questo spazio pieno di vita e di riscatto.

Perciò il motto è: “la cura della Terra la Terra che cura”. Con questo messaggio si spera di scuotere anche una mentalità che, alcune volte, si irrigidisce nell’affrontare concetti un po’ meno consueti per paura o per disinteresse. Invece bisognerebbe  alimentare la comunicazione sotto qualsiasi forma attraverso un percorso di inclusione.

Insomma, il 2 Aprile non perdetevi questa giornata dove si sta insieme, si mangia, si respira l’aria di campagna, si scoprono i punti di vista di chi il mondo lo vede a modo suo. E se non sai guardare il mondo come fanno i ragazzi autistici, impari.

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Una mostra su Roma agricola al Mattatoio. Protagonisti anche gli orti urbani dell’VIII municipio

Difesa dell’ambiente, valorizzazione dell’agricoltura cittadina, solidarietà e integrazione, creazione di posti di lavoro qualificato e innovazione, sempre con uno sguardo attento rivolto alla storia. Questi sono solo alcuni degli obiettivi e delle tematiche attorno a cui ruota “Roma Periurbana – risorse agricole, territorio, realtà sommerse”, la mostra visitabile dal 23 marzo al 21 maggio allestita nel padiglione 9 del Mattatoio di Testaccio, in cui sarà possibile fare un viaggio nella storia degli orti urbani e delle realtà agricole della capitale attraverso documenti, filmati e materiali fotografici d’epoca prodotti dalle associazioni. La nostra città, sia per estensione che per quantità e qualità dei prodotti che offre la terra, può essere definita la capitale europea dell’agricoltura e del verde vantando oltre diecimila ettari di suolo pubblico coltivabile e più di sessantamila di estensione totale. Inoltre, il territorio del Municipio VIII è quello che conta il più alto numero di orti a Roma, a partire da quelli di Garbatella, inaugurati nel 2010 nell’area verde in via Rosa Raimondi Garibaldi, i primi ad essere aperti ai cittadini. “Quando ci hanno proposto di partecipare alla mostra abbiamo subito pensato che questa tematica fosse assolutamente in linea proprio perché si tratta di uno dei fenomeni di rigenerazione urbana più significativo e innovativo degli ultimi dieci anni -afferma Luigi Di Paola, degli Orti Urbani Garbatella-. Nel nostro piccolo spazio – racconta – abbiamo cercato di rappresentare le realtà più significative di Roma e dell’VIII Municipio, che è stato pioniere grazie anche all’ appoggio avuto dalle istituzioni, in particolare da quelle locali. Dunque, il fatto che in questo stand siamo particolarmente rappresentati non è casuale – sottolinea Di Paola – perchè questo fenomeno si sta sviluppando in modo significativo. Recentemente – conclude – abbiamo anche ripreso in mano il tema del regolamento con l’assessora all’Ambiente Alfonsi per cercare di rinnovarlo insieme alla delibera del 2015, che aveva una serie di limiti, visto che oggi possiamo contare su un maggiore bagaglio di esperienze e conoscenze”.

Gli orti di Garbatella sono solo una parte della grande realtà agricola presente nel Municipio VIII. Tra questi i cento orti del parco delle Tre Fontane, quelli di via Guglielmotti, l’Ortolino, Tor Carbone Largo Veratti, e la bella realtà dei ragazzi autistici della cooperativa Garibaldi.

“Lo scopo di questa mostra è quello di rimettere al centro il tema della salvaguardia dell’ambiente, il rilancio dell’agricoltura e soprattutto fare in modo che la nostra città realizzi un obiettivo importante, cioè quello del consumo di suolo zero- dichiara Matteo Amati, organizzatore dell’evento, tra  fondatori nel 1977 della Cooperativa Agricoltura Nuova-Roma – prosegue – è la città agricola più grande d’Europa e conosciamo tutti la ricchezza della sua campagna sia in termini paesaggistici che di risorse, a partire dalle acque fino alla vegetazione. Di questo patrimonio ne rimane ancora una quantità enorme – spiega Amati – ma vista l’emergenza climatica a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, dobbiamo fare una scelta forte e lavorare sul recupero delle strutture abbandonate per riuscire a tutelare tutto questo. Inoltre – aggiunge – abbiamo voluto far emergere l’esperienza degli orti urbani, che oggi sono più di duecento, e quelle dei gruppi che lavorano da anni per l’assistenza ai migranti e l’attività di volontariato del Servizio Civile. Questa città – conclude Amati – ha grandi energie e risorse ma dobbiamo saperle raccogliere”. La giornata del 4 aprile sarà dedicata proprio alla Rete degli Orti Urbani Comunitari a Roma e dalle ore 17,00 avrà luogo un incontro tra i protagonisti per discutere delle esperienze passate e delle prospettive future. Sarà inoltre proiettato il docufilm “Ci vuole un fiore”, diretto da Vincenzo Notaro.

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Il mercato di piazza Navigatori cerca casa

Tante le ipotesi di spostamento dei banchi in vista della riqualificazione della zona

C’è preoccupazione tra gli abitanti di via Eusebio Chini all’Ardeatino. Ad insospettirli alcuni sopralluoghi effettuati da una squadra di operai nell’area verde adiacente il civico 22 per l’eventuale sistemazione dei banchi del mercato di piazza dei Navigatori, dove è in corso un programma di riqualificazione della piazza, che prevede interventi della durata di circa un anno e mezzo.

L’area di via Chini, dove potrebbero arrivare i banchi del mercato, è separata dal condominio soltanto da una rete metallica e gli abitanti avevano chiesto di acquisirla per trasformarla in un giardino condominiale.
Per lungo tempo il terreno risultava né di proprietà privata né di proprietà pubblica, mentre ora pare che il Municipio abbia presentato una istanza per la presa in carico.
Alla luce di queste informazioni i cittadini hanno organizzato un’assemblea alla quale hanno partecipato Simonetta Novi capogruppo Lista Civica Calenda Sindaco, Franco Federici capogruppo di Fratelli d’Italia e Michele Marini di Sinistra Civica Ecologista presidente della Commissione Commercio dell’VIII Municipio.
Tra le considerazioni espresse, i residenti hanno avanzato la proposta di spostare provvisoriamente i banchi nella zona del nuovo parco di via Antonio Malfante, proprio alle spalle di piazza Navigatori.

Simonetta Novi si schiera al fianco degli abitanti: “L’area verde di via Chini non è ipotizzabile in quanto mai nessuna Asl autorizzerebbe uno spazio non pavimentato e a ridosso delle civili abitazioni per l’ospitalità di banchi mercatali, senza contare i costi per allestire scarichi in fogna e attacchi di luce e acqua. Riteniamo – prosegue Novi – che lo spostamento ideale sarebbe presso il mercato di via Santa Galla già predisposto sia di utenze che di scarichi. Presenta almeno 3 banchi vuoti immediatamente utilizzabili e molto spazio per posizionare altri 5 box. Gli stessi esercenti usufruirebbero di uno spazio mercato già ben conosciuto dai cittadini, in un quadrante ad alto tasso di popolazione”.
Un’ulteriore via d’uscita, secondo la Lista Calenda Sindaco, “sarebbe quella di spostare i box del mercato di piazza dei Navigatori o in piazza Cesare Nerazzini, nel parcheggio pavimentato e scarsamente utilizzato, o  nell’area di via Marco e Marcelliano, nel parcheggio ancora chiuso, che avrebbe il vantaggio di coinvolgere i cittadini di Tormarancia.
Ora la palla passa al Municipio, con la convocazione congiunta delle Commissioni Lavori Pubblici e Commercio, da cui probabilmente usciranno delle novità.

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Un mercato della disperazione, tra degrado e illegalità

Di Stefano Baiocchi

È sconcertante, e per certi versi incredibile, quanto avviene sistematicamente in via delle Cave Ardeatine, parliamo della strada che collega Piazzale dei Partigiani al Piazzale Ostiense, a pochi metri dalle Mura Aureliane e quindi dal centro della città eterna.
Ogni giorno il marciapiede adiacente l’uscita della metropolitana, a fianco dell’Hub vaccinale di Acea, la più importante azienda capitolina, ospita un mercato dell’immondizia. Avete letto bene. Perché non si tratta di un mercato delle pulci come ve ne sono molti in altrettante città italiane, né di un semplice mercato dell’usato, autorizzato o meno.
Nel mercato dell’immondizia vengono vendute esclusivamente cianfrusaglie, masserizie, ciarpame e paccottiglie provenienti quasi sempre dai cassonetti dell’Ama.
Un mercato della disperazione, oltre che del degrado. Su quattro stracci, stesi sul marciapiede a mo’ di telo, si possono osservare scarpe usate in pessimo stato, giocattoli rotti, elettrodomestici e altri apparecchi assolutamente inutilizzabili, vestiti sudici, ferri e oggetti indefinibili, ma anche CD, videocassette, schermi di computer, bicchieri, vasi, posate, borse rotte, moltissimi portafogli.

Considerando tuttavia che alcuni oggetti, quali orologi e orecchini, sono in bella mostra, oltre ai già nominati portafogli, difficilmente possiamo pensare che tutto ciò che è in vendita possa provenire dai rifiuti. Il sospetto che alcuni di questi siano di origine furtiva è più che lecito. Anche se non si trattasse di merce proveniente da furti e scippi, ma soltanto dai cassonetti, ci troveremmo comunque di fronte a un reato, perché l’immondizia depositata appartiene ad Ama.
Le persone che vendono questo tipo di mercanzie sono esclusivamente di origine straniera, quasi tutte provenienti dall’est Europa e molto probabilmente senza fissa dimora. Persone povere senz’altro, che vivono di espedienti e al limite della legalità.
Le paccottiglie in vendita sul marciapiede, senza dimenticare l’olezzo  emanano perché raccolte nei cassonetti, meriterebbero il sequestro immediato; ma servirebbe anche un intervento deciso da parte della Asl di zona o comunque di una bonifica dell’area da parte di Ama.
Sul medesimo marciapiede si sviluppa, inoltre, proseguendo verso la Piramide, un altro mercato, dove viene venduto di tutto, soprattutto vestiario, e che occupa quasi per intero il passaggio pedonale con i furgoni che invadono metà della carreggiata. Per camminare si è quindi spesso costretti ad attraversare la strada.
Il via vai di persone che esce dalla metropolitana attraversa giornalmente le masserizie sparse sul marciapiede. Alcuni turisti, provenienti dalla stazione Ostiense, inorridiscono, altri, soprattutto i romani che fanno la spola tra la stazione Ostiense e la fermata Piramide della metropolitana (il sotto-tunnel di collegamento è chiuso da due anni), hanno una faccia rassegnata.

Una signora della zona appena uscita dalla metropolitana ci mostra la fontanella e ci racconta di come la sera con il buio viene usata per le abluzioni, anche per le parti intime, dai venditori del mercatino.

“Questo spettacolo – racconta una guardia giurata in servizio all’hub di Acea – va in scena ogni giorno della settimana, dal mattino sino a sera”. “La Polizia Locale passa tutti i giorni, intima di sgombrare il marciapiede, i venditori raccolgono tutto nelle tovaglie e dopo venti minuti tutto torna come prima”.

“Qui non vendono soltanto immondizia o oggetti raccolti per strada e nei cassonetti, qui viene venduta anche merce di dubbia provenienza”, rincara la dose un’impiegata dell’Acea. “Basta notare le auto che si fermano e da cui scendono persone bene vestite, non degli stracciaroli, che comprano delle cose e risalgono immediatamente”. “È evidente che non si tratta di cianfrusaglie di scarso valore, risponde un signore che abita proprio di fronte alla stazione Ostiense. “L’ho detto anche ai vigili urbani che passano quasi ogni giorno e anche ad una pattuglia di motociclisti dei carabinieri. Mi hanno risposto che loro hanno le mani legate e non possono farci niente”.

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La Garbatella di Giovanna Ralli

Intervista alla famosa attrice italiana che ha abitato da bambina nei lotti Iacp

Di Giorgio Guidoni

Vincitrice di due David di Donatello e due Nastro d’Argento, Giovanna Ralli ha recitato con Vittorio Gassman, Aldo Fabrizi, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Totò e Renato Pozzetto ed è stata diretta dai più grandi registi del cinema italiano, fra cui Mario Monicelli, Ettore Scola, Roberto Rossellini, Carlo Lizzani e Vittorio De Sica.

Anche Giovanna Ralli, attrice tra le più prestigiose di sempre, ha nei suoi ricordi di infanzia la Garbatella.Lo ha rivelato pubblicamente lo scorso dicembre al teatro Palladium durante la celebrazione del centenario della nascita dello scrittore Luciano Bianciardi. Ci ha rilasciato al telefono un’intervista esclusiva per la nostra testata.

Che cosa la lega a Garbatella?

Papà ci abitava, con tutta la famiglia, in via Enrico Cravero, vicino alla piazza Bartolomeo Romano. Abitavano in quelle casette basse, villini a due o tre piani.

Probabilmente parliamo del lotto 12?

Può darsi, sa adesso non posso ricordarmi se era il 12, il 13 o quale altro…sorride ( sì anche attraverso il telefono arriva l’immagine del suo inconfondibile sorriso)

Giovanna Ralli sul set del film “La vita agra”Giovanna Ralli sul set del film “La vita agra”

Però lei è testaccina?

Papà Claudio è della Garbatella, dopo il matrimonio con mamma si erano trasferiti a Testaccio dove sono nata (il 2 gennaio 1935, ndr) e dove ho vissuto fino all’età di 10 anni. La sorella di papà invece è rimasta ai lotti anche successivamente. Conservo un legame molto profondo con la Garbatella grazie ai ricordi della mia infanzia. Ci tornavo a trovare nonna Ginevra, la domenica andavamo a mangiare da lei. Il sabato preparava il bollito, il giorno dopo con l’avanzo cucinava delle polpette al pomodoro buonissime, i picchiapò. Era una grande famiglia, con papà erano otto figli e tutte le domeniche ci riunivamo per mangiare insieme, era una festa che si ripeteva settimanalmente a dispetto del periodo bellico. Alla fine della guerra ci siamo spostati di casa in zona Piazza Fiume, vicino al forno in cui papà lavorava, che era in via Alessandria. Da allora andavamo più di rado a trovare i parenti di mio padre. L’ho amata molto la Garbatella perché porta con sé i ricordi della mia infanzia, cose belle e purtroppo cose anche dolorose legate alla guerra. L’ho vissuta tutta, ricordo il periodo del fascismo, ricordo bene tutto, tutto, tutto; papà perse due fratelli in guerra sul fiume Don durante la campagna di Russia. A nove anni ero diventata una bambina matura.

Era un destino comune per quel periodo storico

Maria Jatosti

Vivere la guerra per una bambina piccola e per come l’ho vissuta io, non permette di restare bambina, diventi adulta per forza. Per me sono dei ricordi insieme dolorosi ma anche molto belli. Due luoghi dove quando posso vado sono Testaccio e Garbatella, sono i quartieri che mi riportano al periodo della mia infanzia.

Un’infanzia semplice e felice fatta di piccole grandi cose

Sì, per esempio mia madre mi fece nascere in casa e anche mio fratello è nato a Testaccio nel 1942. Mi ricorderò sempre quel giorno. Ero a scuola, erano i primi di giugno, tornai a casa e dopo tre femmine, per la gioia di tutta la famiglia, arrivò il maschio. C’era mia madre a letto con una camicia da notte di seta azzurra, me lo ricordo come se fosse ieri, c’era l’ostetrica che aveva assistito al parto e c’era questo bambino stupendo, perché era bellissimo. Poi ho dei ricordi vividi di via Aldo Manuzio, dove sotto casa nostra c’era una trattoria. La sera scendevamo giù e mangiavamo in questo locale dove apparecchiavano con la tovaglia di carta bianca, ma i cibi li portavamo noi, lì servivano solo le bevande. Mamma portava la “tiella” (testuale, da vera romana) con i pomodori al riso, le fettine panate e altre cose tutte cucinate in casa da lei. Era così la vita, c’era la gioia semplice di stare insieme, la strada non era affatto trafficata, allora macchine praticamente non c’erano, stiamo parlando degli anni 1942-1943, ero piccola ma lo ricorderò sempre.

Giovanna Ralli e il suo rapporto con Maria Jatosti: come vi siete conosciute?

Il rapporto è nato perché sono stata protagonista del film La vita agra, (proiettato durante la serata del 14 dicembre al Palladium, all’interno dell’evento celebrativo per il centenario della nascita di Luciano Bianciardi, compagno di Maria Jatosti, ndr), tratto dal romanzo omonimo dello scrittore Luciano Bianciardi. Il film è la storia biografica dello scrittore, interpretato da Ugo Tognazzi e dalla sua compagna Maria Jatosti, interpretata da me. Poco prima delle riprese si era sparsa la voce che la parte di Anna del film sarebbe stata interpretata dalla stessa Maria Jatosti. Inviati deIl Giorno si precipitarono a casa di Maria per fotografarla e fecero uscire un articolo sul quotidiano milanese con tanto di foto (vedi foto 2). Notizia che si rivelò totalmente infondata, le bufale girano da sempre. Con Maria ci siamo conosciute durante le riprese e da allora ci siamo frequentate. Maria e Luciano seguirono le riprese del film, più volte vennero sul set, da allora è nato un bel rapporto. E molto bello è anche il film.

Ci sono altri suoi film che toccano la Garbatella?

Sì, c’è n’è un altro con una scena girata in piazza Damiano Sauli, anche se non sono presente in quella scena. Si tratta di “C’eravamo tanto amati” per cui ho ricevuto il premio come miglior attrice non protagonista. Un capolavoro di Ettore Scola con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores, Stefania Sandrelli e Aldo Fabrizi.

Qual è il suo primo ricordo di uno spettacolo?

Ricordo che papà era amico di Giovanni Amati che era proprietario di un teatro a Testaccio, il Vittoria dove per la prima volta vidi da piccolina un avanspettacolo.

Sua mamma invece di quale zona di Roma era?

La famiglia di mia madre risiedeva in via dei Pettinari, dove ha abitato Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, insomma siamo dei romani.

Anche Alberto Sordi ha un passato alla Garbatella. Cosa le riporta alla mente il grande Albertone?

Con Alberto Sordi eravamo amici, un partner inimitabile, una persona molto generosa, grande professionista e grandi risate. Quando lo invitavo a pranzo non voleva né funghi né pesce: i funghi per la paura che fossero velenosi, il pesce perché non era sicuro che fosse fresco (!).

Un ricordo particolare e poco noto della sua infanzia?

 La mia prima comunione. Eravamo nel 1942 e mia madre doveva procurarmi delle scarpe bianche. Capirai, a quei tempi non era facile trovarle, non c’erano proprio, bisognava inventarsi qualcosa. Allora mamma prese due scarpe scompagnate, erano due sinistre, le fece verniciare di bianco e il completo era pronto! Per cui nelle foto si vedono questi due piedi sinistri, ma andò tutto bene: il vestito era bianco, le scarpe pure, erano scarpe di pezza, calzavano bene, il piede andava largo per cui a fine giornata i piedi non facevano male (ride di gusto). Testaccio e Garbatella sono per me luoghi molto vicini nel tempo e nello spazio, evocano dolci ricordi che porto sempre nel mio cuore.

 

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Le scuole del municipio a Marzabotto: un gemellaggio per seminare memoria

Tre giorni di laboratori e di memoria attiva per tessere il filo rosso che stringe le comunità di Marzabotto e il Municipio VIII. Le ragazze e i ragazzi delle terze medie della Poggiali Spizzichino e Pincherle sono diventati protagonisti di un gemellaggio, che ha l’ambizione di costruire legami profondi andando alle radici della storia repubblicana del nostro Paese.

Un patto fraterno e di scambio tra il Municipio VIII, che ospita le Fosse Ardeatine, ed il Comune di Marzabotto, dove si trova il Monte Sole: due tra i luoghi che hanno visto consumarsi i più orribili episodi dell’occupazione nazifascista d’Italia, che hanno colpito comunità intere strappando alla vita centinaia di persone.

I ragazzi hanno reso omaggio, al fianco del Presidente Ciaccheri, ai 775 martiri dell’Eccidio di Monte Sole. Al viaggio hanno partecipato anche l’Assessora alla Scuola Francesca Vetrugno e quella alla Memoria Maya Vetri, oltre che una delegazione dell’assemblea municipale, composta da Monica Rossi (PD) e Lorenzo Giardinetti (SCE).

“Questi ragazzi sono i primi di un progetto che continueremo a costruire nel corso dei prossimi anni – dice  Ciaccheri, in un video pubblicato dal Monte Sole – Era importante essere qui, attraversare i laboratori della scuola di Pace di Marzabotto, i luoghi e la storia dell’Eccidio di Monte Sole e della Resistenza, che su queste colline hanno segnato una parte importante di quel futuro di libertà che oggi noi rappresentiamo e dobbiamo onorare”.

Il riferimento è alla Brigata Partigiana Stella rossa Lupo che quotidianamente, da Monte Sole, era in grado di colpire strade e ferrovie che collegavano Bologna alla Toscana, mentre i nazisti risalivano l’Italia fuggendo dall’avanzata delle truppe alleate. La strage, guidata dal maggiore Reder, con la collaborazione di militi fascisti che conoscevano il territorio, si consumò tra il 29 settembre ed il 5 ottobre 1944: fu una vendetta orribile che colpì anche donne, anziani e bambini, lasciando solo dolore e macerie nei villaggi della zona.

Il viaggio è stato possibile grazie al progetto #EightNoDifference di IdeeLab e al contributo del Comune di Marzabotto

Un atto di profondo valore è stata la presenza alle commemorazioni dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, della Sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi (Presidente nazionale del Partito Democratico fino a qualche giorno fa), accompagnata dalla dirigente scolastica con cui stanno lavorando per organizzare il viaggio  delle terze medie del paese a Roma, in visita al Sacrario di via Ardeatina.

La priorità ora, per la Sindaca Cuppi, è quella di rinnovare i rapporti già esistenti tra istituzioni, ma anche tra associazioni dei familiari dei martiri a livello nazionale. La incontriamo, infatti alla Villetta a Garbatella, dove il 24 marzo si sono riunite rappresentanze istituzionali e associative di familiari e di Comuni che hanno subito la ferita dell’occupazione nazifascista. Non un luogo casuale: occupata dai partigiani comunisti subito dopo la liberazione di Roma, la Villetta fu intitolata a Giuseppe Cinelli, martire della Garbatella alle Fosse Ardeatine.

La riunione, convocata dall’ANFIM e presieduta dal Segretario Trasciani con il saluto del Presidente Albertelli, ha visto la commossa partecipazione di rappresentanti di familiari dei Martiri di Sant’Anna di Stazzema, di San Pancrazio, di Cavriglia,di Marzabotto, di Vallucciole e della Valle dell’Aniene. Un momento di importante lavoro comune teso a rafforzare il filo rosso della Memoria a livello nazionale, che sia in grado di tenere uniti familiari dei Martiri e istituzioni locali nella condivisione e nel racconto di storie familiari e locali drammatiche, in cui, però, si deve cercare il germoglio della nostra Repubblica. All’incontro era presente anche il Presidente dell’ANPI di Roma De Sanctis e il Presidente di Progetto Memoria Dell’Ariccia.

“Il prossimo anno saranno 80 anni dal 1944, quando molti di questi eccidi furono perpetrati dai nazisti in ritirata. È un appuntamento importante a cui si vuole arrivare preparati – ci dice ancora la Sindaca Cuppi – alimentando iniziative che facciano rete e comunità, come il gemellaggio con il Municipio VIII.

Il frutto migliore del dialogo delle Istituzioni e delle Associazioni della Memoria, ad ogni modo, è ciò che resta nel terreno: semi di giustizia e di libertà depositati nell’esperienza unica di un viaggio per ragazze e ragazzi, che oggi sentono più forte di prima la responsabilità del racconto di ciò che è stato e la consapevolezza della Memoria attiva, anticorpi quanto mai necessari per la nostra fragile democrazia.

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Per la Festa della Liberazione: il ritorno di Magma e tante iniziative

Di Iacopo Smeriglio

 

La festa per la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo è alle porte e la Garbatella si prepara ad accoglierla. Tante sono, infatti, le iniziative e gli eventi che riempiranno le strade del quartiere per celebrare il 78° anniversario del 25 aprile 1945, giorno in cui le truppe tedesche in ritirata abbandonarono Milano e rapidamente ripiegarono verso Nord.

Ad aprire la strada ai festeggiamenti sarà l’uscita di MaGMA – Magazzini Generali Memorie Autonome: atteso per il 23 aprile, verrà presentato e distribuito in una passeggiata della Memoria che toccherà i luoghi simbolo della Resistenza del territorio. Un ritorno importante che riporterà sulla carta stampata alcune storie dimenticate di antifascismo tra episodi e personaggi già noti, che saranno approfonditi, e altri inediti: luoghi, interviste e racconti che rappresenteranno uno spaccato della Resistenza del quadrante, dalla Garbatella a Tor Marancia, dall’Ostiense e il fiume fino alla Montagnola. La collaborazione alla stesura dei testi è collettiva e vedrà la partecipazione di molte firme del territorio. Un lavoro che, appunto, culminerà con la sua diffusione per le strade del Municipio e che rappresenta un’opera diffusa e resistente di ricostruzione continua delle biografie delle persone e dei luoghi che si vivono quotidianamente.

La passeggiata sarà, probabilmente, nell’ambito della Festa della Resistenza, il grande evento organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, in collaborazione con il Municipio VIII e l’Archivio Flamigni. Dal 23 al 25 aprile, tre giorni di iniziative culturali, dibattiti di approfondimento e di confronto, che vedranno la partecipazione di importanti studiosi, attori e personaggi del mondo della cultura. Mentre si attende il programma definitivo una cosa è chiara: la festa avrà il suo centro nevralgico alla Garbatella, nelle sue strade e nei suoi spazi, dal Teatro Palladium alla Biblioteca Moby Dick.

“Quest’anno, per il 25 aprile, Garbatella diventa una piazza aperta alla città: sarà una grande occasione per il territorio – ci dice il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri- Al centro della Festa della Resistenza ci sarà l’identità della città e il suo rapporto con la storia della lotta partigiana. Noi tutti cittadini saremo chiamati, per tre giorni, ad essere parte di un racconto che intreccia Storia e Memoria, che si fa vivo nell’attualità”.

Tanti nomi in programma, da Elio Germano ad Ascanio Celestini e altri. La tre giorni terminerà la sera del 25 aprile, dopo il corteo organizzato dall’ANPI e dalle altre associazioni della Resistenza. Anche questo sfilerà per le strade del nostro quartiere. Il Presidente della Sezione dell’ANPI Garbatella-San Paolo Ostiense Corrado Morgia ha rinnovato l’invito, oggi più che mai, alla partecipazione territoriale al corteo in ricordo del 25 aprile, alla festa per la Liberazione come celebrazione della Pace e della lotta per la libertà e come impegno per la difesa quotidiana della nostra Costituzione democratica, antifascista e pacifista.

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Il nostro concittadino Claudio Marotta, rappresenta l’Alleanza Verdi-Sinistra nel consiglio regionale del Lazio

Alto, giovane, affabile, con un bel sorriso, così si presenta Claudio Marotta, il neo consigliere alla Pisana eletto, unico rappresentante, nella lista Verdi e Sinistra. Ha 37 anni, è cresciuto alla Montagnola, ma è diventato “garbatellano” dopo aver frequentato il liceo classico Socrate ed essersi laureato in Scienze politiche nell’Università Roma Tre. Noi di Cara Garbatella abbiamo cominciato a conoscerlo come attivista del centro sociale La Strada di via Passino nei primi anni Duemila, dove ha mosso i primi passi in politica. Poi, come altri esponenti della sinistra radicale che in questo Municipio hanno contaminato le istituzioni locali, lo abbiamo seguito come assessore alle politiche culturali e giovanili prima col presidente Andrea Catarci e poi con l’attuale minisindaco Amedeo Ciaccheri, che gli affidò anche la delega del Bilancio.

Claudio Marotta

Negli ultimi anni, Claudio Marotta ha seguito da vicino le storia politica dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, eletto da indipendente nelle liste del Partito democratico a Strasburgo, di cui è stato capo segreteria e valido consulente nella commissione parlamentare Cultura e in quella che segue i rapporti con i Paesi dell’America Latina (Messico, Argentina,  Bolivia, Cuba). Nelle ultime elezioni comunali è stato coordinatore cittadino della lista Sinistra Civica Ecologista, che ha espresso due consiglieri nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio: Michela Cicculli e Sandro Luparelli.

Dal 12 -13 febbraio ha deciso di fare il grande salto e con 6.139 preferenze è entrato nel consiglio regionale del Lazio, dove si batterà con gli altri gruppi di centrosinistra per fare un’opposizione puntale al Centrodestra, per costruire un’alternativa alla coalizione di destra guidata dal neo presidente Francesco Rocca.

“Già nelle elezioni dell’Ufficio di Presidenza- ha dichiarato il neo consigliere della Sinistra- i gruppi di opposizione, hanno votato un esponente del Pd e uno del M5S. E’ un primo passo ma un segnale importante per superare quelle divisioni che ci hanno portato alla sconfitta elettorale. Mi batterò nella legislatura per il rilancio della scuola pubblica e dell’università, per contrastare le povertà educative e incrementare la ricerca e la formazione professionale; per ottenere un sostegno al reddito dei giovani che aspirano ad un lavoro dignitoso attraverso il fondo sociale europeo, che consente di investire per la propria formazione. E poi ci vuole una nuova legge regionale sull’edilizia popolare, la costituzione di un’agenzia sociale e per la casa che dia risposte più agili alle problematiche che la società oggi presenta. Infine conclude Marotta mi batterò in consiglio regionale per sostenere le famiglie sui costi dell’energia, del caro bollette .Il nuovo presidente della Giunta Francesco Rocca, nel suo primo discorso in aula ha promesso che nei primi cento giorni del suo governo si occuperà per risolvere la difficilissima situazione di criticità dei Pronto Soccorso e delle liste d’attesa per gli esami e la diagnostica. Vedremo, su questo non faremo sconti, intanto non ha fatto il minimo accenno al contrasto della criminalità organizzata nel Lazio, al Pnrr e al diritto allo studio. Una grave dimenticanza”.

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Impennata degli affitti per gli studenti universitari

Schizzano alle stelle i prezzi degli affitti per gli universitari in tutta la città. Dopo una contrazione generale causata dalla pandemia, infatti, la domanda di stanze, posti letto e appartamenti ha addirittura superato l’offerta. Focalizzando l’attenzione sul Municipio VIII, dove è di casa L’Università degli Studi Roma Tre, la situazione è alquanto allarmante. Tra iscritti, docenti, amministrativi, tecnici e bibliotecari l’ateneo conta oltre 36 mila persone, poco più degli abitanti del capoluogo veneto di Belluno. Una città nella città, che a fronte dei rincari delle pigioni, dei servizi e dei beni di prima necessità, sta diventando sempre più escludente.

A Roma per una stanza singola si paga in media 465 euro, mentre è di 248 euro il prezzo per un posto letto in una doppia, cui va aggiunto il costo delle bollette, del condominio e l’anticipo di almeno due mensilità. Naturalmente, più ci si avvicina all’ateneo più aumentano i prezzi. Solo alla Garbatella, nell’ultimo anno, si è registrato un aumento dei canoni d’affitto dell’8,59%.

Indagine sugli iscritti di Roma Tre

Gli studenti iscritti a Roma Tre ai corsi di laurea sono oltre 32 mila tra i 18 e i 26 anni; di questi il 75% è residente a Roma o in provincia, il 10% è residente nel Lazio e il rimanente vive in altre regioni. La maggior parte dei fuori sede che frequenta Roma Tre, escludendo il Lazio, proviene dalla Campania (2,2%), dalla Puglia (1,8%) e dall’Abruzzo (1,5%): migliaia di studenti e studentesse in cerca di un alloggio.

Purtroppo, viste le cifre richieste, non tutti possono permetterselo per cui o rinunciano allo studio, oppure si affidano alla famiglia per le spese. L’alternativa, soprattutto per chi abita nel Lazio, è una vita da pendolare o, pur di poter vivere in città, si è costretti ad accettare lavori saltuari, spesso rinunciando a una sessione d’esame, o accontentarsi di un posto letto in una stanza condivisa in zone periferiche, spesso anche in condizioni fatiscenti e con contratti in nero.

Alla domanda di alloggi e di contributi per facilitare l’accesso all’università, non sono assolutamente sufficienti le misure di welfare studenteschi. Roma Tre, per esempio, non dispone di residenze proprie e si occupa degli alloggi per gli studenti DiSCo Lazio, l’ente Regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza, che mette a disposizione alloggi a prezzi vantaggiosi rispetto alle alternative: il costo mensile è generalmente di 194 euro per una stanza singola e 167 euro per una doppia; non a caso le domande presentate sono numerose. A livello cittadino, quest’anno ne sono state accettate 9.760, ma al momento della pubblicazione della graduatoria di ottobre solo 2.206 persone hanno vinto il bando per un posto letto, mentre le restanti 7.554 sono risultate idonee non beneficiarie, e praticamente rimaste senza casa.

Assenza di strutture convenzionate

Nel Municipio Roma VIII non ci sono ancora strutture convenzionate, anche se nel novembre del 2021, è stata inaugurata una nuova residenza a via della Vasca Navale, in una posizione strategica, ben collegata a varie facoltà e dipartimenti, con una capienza di 200 posti. Ad oggi però non ci sono ancora notizie sulla sua effettiva apertura.

Una delle ragioni della carenza di alloggi è sicuramente da ricercare nel fenomeno turistico, per cui i proprietari trovano più vantaggioso trasformare gli appartamenti in Airbnb, piuttosto che affittarli agli studenti. Inoltre, vi è sempre una più diffusa diffidenza nei confronti della popolazione studentesca, che invece di essere considerata un motore di crescita dell’economia, è spesso giudicata come generatrice di degrado.

Il coordinamento universitario Link è sceso in piazza

Recentemente il coordinamento universitario Link è sceso nelle piazze italiane con la campagna “Attendiamo una casa” contro il caro affitti. A Roma ha scelto di manifestare sotto la sede della Regione Lazio e in quell’occasione è riuscito ad accordare un tavolo di lavoro tra Regione e Comune di Roma per revisionare i regolamenti sui contratti di affitto per studenti fuori sede, oltre a chiedere che venissero realizzati nuovi bandi.

Come movimento cittadino inoltre, ha realizzato un questionario sull’emergenza abitativa in cui sono emerse risposte a dir poco preoccupanti: per quanto riguarda gli affitti privati, sono frequenti casi di locatori invadenti, che dettano regole troppo asfissianti andando di fatto a ledere il principio di solidarietà sociale o che per pregiudizio arrivano a chiedere dettagli sempre più personali per crearsi un’idea di affidabilità, ma anche locatori che si disinteressano totalmente delle condizioni dell’appartamento o avanzano addirittura proposte sessuali promettendo in cambio uno sconto sul canone. Link, infine, si è fatto promotore della realizzazione di una mappatura delle costruzioni sfitte o abbandonate, in modo da poterle riqualificare e renderle nuovamente abitabili, piuttosto che costruirne di nuove consumando ulteriore suolo.

Previsioni destinate ad aggravarsi

Le previsioni sui costi degli affitti sono destinate ad aggravarsi in seguito al nuovo decreto legge che prevede la sostituzione del Reddito di cittadinanza con la Mia (Misura per l’inclusione attiva); un provvedimento che ridurrà drasticamente la platea di percettori del reddito e la durata dell’erogazione. Il sussidio fino a oggi era previsto, seppur con requisiti molto stringenti, anche per alcuni universitari, che invece si vedranno tagliati fuori. Sulla questione del reddito si sta battendo il Comitato Molto più del reddito, che vede l’adesione di tante realtà territoriali, tra cui: Csoa La Strada, Acrobax, Casale Garibaldi.

Il comitato, infine, auspica una ripresa del dibattito per istituire in Italia un salario minimo legale, che contrasti il lavoro povero e gli stipendi da fame e che renda il diritto allo studio non una questione di classe, ma una reale possibilità per tutti e tutte.

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