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È Giovanni Libanori il nuovo presidente dell’Asp San Michele a Tor Marancia

A seguito delle dimissioni dell’onorevole Livia Turco dalla carica di presidente dell’Asp San Michele, la commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Flavio Cera di Fdl, ha dato parere favorevole, all’unanimità, alla designazione di Giovanni Libanori come nuovo presidente dello storico istituto ex Ipab in piazzale Antonio Tosti 4 nel quartiere di Tor Marancia.

La carriera di Libanori

Libanori, nato a Roma nel 1967, ha un passato politico intenso. Ha militato nell’Udc, finché nel 2013, a seguito delle delusioni elettorali dei moderati, è passato al Movimento Politico Idee Popolari fondato da Luciano Ciocchetti ex Udc.

Nel 2018, invece, è balzato nelle liste elettorali di Noi Con l’Italia guidato da Maurizio Lupi, per essere accolto infine nel 2019 tra le file di Fratelli D’Italia.

Nella sua carriera amministrativa ha ricoperto nel 2011 la carica di consigliere di Cotral, e a Nemi è stato eletto nel 2017 consigliere comunale con la lista civica Uniti per Nemi, poi nel 2022 assessore con deleghe al decoro urbano, ai servizi sociali, al commercio e lavori pubblici, nonché nell’aprile del 2023 vicesindaco del paese dei Castelli Romani.

La facciata del San Michele nel 1947
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Zerocalcare a Roma Tre per la conferenza sui diritti e le libertà politiche in Turchia

Diritti umani e civili nella Repubblica di Turchia: una conferenza molto densa, che ha visto la partecipazione di alcuni relatori d’eccezione. Tra gli altri, l’ospite sicuramente più atteso dalla platea di studentesse e studenti è stato il famoso fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare.

Il focus della conferenza

Lo scorso martedì 14 novembre una grande folla ha riempito l’Aula magna della facoltà di Giurisprudenza di Via Ostiense. I tanti relatori che hanno preso parte all’intensa discussione hanno concentrato l’attenzione intorno ad un punto chiaro: la necessità di una soluzione politica per la questione curda in Turchia e in tutta l’area mediorientale.

Un incontro accademico e di formazione molto interessante, che ha iniziato i lavori con i saluti del Magnifico Rettore Fiorucci e un contributo della Prof.ssa Rigo, che presiedeva la discussione.

La moderazione degli interventi è stata, invece, affidata al Presidente del Municipio VIII Ciaccheri, che ha costruito, negli anni, una solida relazione politica con la comunità curda di Roma.

Le parole di Zerocalcare

Il fumettista di Rebibbia ha voluto mettere in luce il grande valore politico e democratico del modello confederalista adottato dalle comunità curde ed ezide, partendo proprio dalla sua esperienza personale nella regione mediorientale.

In particolare, grande attenzione è stata dedicata alle comunità di Shengal, una piccola città nel nord dell’Iraq, vicina al confine con la Siria.

Lì è ambientato il fumetto più venduto del 2022 in Italia: No Sleep Till Shengal, frutto della matita, ovviamente, di Zerocalcare per Bao Publishing. Modello da seguire, dice il fumettista, frutto dell’elaborazione di Abdullah Ocalan, detenuto speciale nelle carceri turche e di cui da tre anni non si hanno notizie e per cui chiede la liberazione.

Tanti ospiti per due panel: detenuti politici e diritti civili.

Una lunga discussione suddivisa in due filoni che hanno cercato di comporre il quadro della condizione da un lato dei detenuti politici, e dall’altro il rispetto e le violazioni dei diritti civili e delle libertà politiche, nel contesto della Turchia. Molti ospiti di spessore, arrivati anche da varie aree del Kurdistan: Newroz Uysal Aslan, deputata HEDEP in Turchia; Faik Ozgur Erol, avvocato di Ocalan; Zilan Diyar, Movimento delle Donne Curde.

Importante anche il contributo dell’avvocato Arturo Salerni, del giurista Mauro Palma e del portavoce del “Comitato Libertà per Ocalan” Russo Spena. Una interessante interlocuzione politica si è, inoltre, creata grazie agli interventi dell’On. Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e del Consigliere regionale Claudio Marotta, capogruppo di AVS in Regione Lazio.

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CineMaOltre: incontro con Nanni Moretti ed Emanuele Crialese (Servizio video)

Servizio video a cura di Paola Borghesi & Giuliano Marotta. Commento di Stefano Baiocchi.

Giunto alla quarta edizione, torna alla Garbatella il Palladium Film Festival – CineMaOltre. Sei giornate dedicate interamente al cinema e all’audiovisivo con un programma denso di attività.

Ospite della prima giornata Nanni Moretti, il regista ha presentato la versione restaurata del film Sogni D’oro, opera del 1981 ben accolta dal pubblico e ha ricevuto il premio Palladium per la sua straordinaria carriera.
Nella seconda serata è stata la volta di Emanuele Crialese, per l’occasione, il regista romano, ha presentato il suo film del 2006 Nuovomondo.
L’evento, organizzato dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, ha visto la partecipazione anche di altri ospiti importanti come: Gabriele Mainetti, i Manetti Bros e i registi esordienti Lydia Patitucci, Alessandro Marzullo e Alain Perroni.

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Nanni Moretti inaugura al Palladium il Festival Cinema Oltre

Al via la prima serata del Festival Cinema Oltre 2023 al teatro Palladium, gremito di giovani universitari del Dams di Roma Tre e di tanti appassionati del cinema.

Cara Garbatella in omaggio a “Caro Diario”

Ospite d’onore della rassegna, ideata da Vito Zagarrio, è stato il regista Nanni Moretti, che ha presentato la versione restaurata del suo film “Sogni d’oro”. Lo abbiamo fotografato, seduto nel foyer del Teatro in attesa di intervenire, mentre sfoglia l’ultimo numero del nostro giornale Cara Garbatella, il cui nome fu scelto proprio in omaggio al suo film “Caro Diario” e alle bellissime scene girate tra le strade del nostro quartiere.

L’intervento di Nanni Moretti

“Il mio lavoro – ha dichiarato il regista alla platea – mi piace molto, ma mi piace più farlo che analizzarlo. Confesso di non essere un esperto dei miei film e più passa il tempo meno riesco a teorizzare sulle pellicole che ho girato”.

Ha scelto di presentare Sogni d’oro perché ne ha appena curato il restauro insieme alla Cineteca Nazionale. E’ un film del 1981, scritto quando ancora non aveva trent’anni, pieno di allegorie, di sogni che irrompono nella realtà, di ironia e autoironia. Riguardo al rapporto con gli attori Moretti ha sottolineato : “ A quel tempo gli attori per me erano un po’ delle pedine che io decidevo come far muovere. Adesso non la penso più così ”.

E’ il pubblico che decide

Moretti ha raccontato anche come sia stato sorprendente per lui il successo di Ecce Bombo, che ha preceduto Sogni d’oro. “Ero convinto di aver fatto un film tragico per una ristretta fascia di spettatori – dice sorridendo – e invece la risposta del pubblico lo ha trasformato in un film comico per tutti. Questo equivoco mi ha permesso di girarne molti altri”.

 Regista e Cittadino

Circa il suo pensiero politico Moretti ha sottolineato che ha sempre voluto tenerlo separato dal cinema e che, quando vent’anni fa ha partecipato al movimento dei girotondi, non ha mai pensato di filmare le manifestazioni, tralasciando per oltre un anno il suo lavoro di regista. Quello di cui parla nei suoi film è la sua visione di cittadino.  Non intende in alcun modo imporsi come faro da seguire e gli fa piacere essere riconosciuto come persona attenta al presente più che come premonitore del futuro.

   

Il Premio Palladium

Al termine dell’incontro gli è stata consegnata dagli organizzatori Vito Zagarrio e Christian Uva la targa “Premio Palladium” tra gli applausi entusiastici del pubblico e le acclamazioni dei ragazzi del Dams.

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Moretti, Mainetti, Crialese e i Manetti Bros al Palladium Film Festival

Giunto alla sua quarta edizione, torna alla Garbatella il “Palladium Film Festival – CineMaOltre”. Sei giornate, dal 18 al 23 novembre, dedicate interamente al cinema e all’audiovisivo con un programma denso di attività dal primo pomeriggio fino alla sera.

Non mancheranno ospiti d’eccezione noti al grande pubblico del calibro di Nanni Moretti, che aprirà le danze sabato alle 20.30 con la celebre pellicola “Sogni d’oro”, seguito nei giorni successivi dagli altrettanto celebri registi Emanuele Crialese, Gabriele Mainetti, autore di “Freaks Out” e “Lo Chiamavano Jeeg Robot” e i Manetti Bros, che parleranno della loro filmografia.

Inoltre, saranno presentate le opere prime dei registi esordienti Lydia Patitucci, Alessandro Marzullo e Alain Perroni e ci sarà spazio per i giovani autori del Dams e dell’Istituto Cine-Tv R. Rosellini con i loro cortometraggi.

L’evento, organizzato dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, è a ingresso gratuito.

Il programma completo

Sabato 18 novembre

Ore 15.00 Corti dei laboratori di filmmaking del Dams Roma Tre
Ore 17.00 “Come pecore in mezzo ai lupi” di Lydia Patitucci, incontro con la regista
Ore 20.30 “Sogni d’oro” di Nanni Moretti, incontro con il regista

Domenica 19 novembre

Ore 16.00 Corti fuori concorso
Ore 18.00 Concerto degli Okiees e incontro con i membri del collettivo
Ore 20.00 “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, incontro con il regista

Lunedì 20 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 17.00 “Non credo in niente” di Alessandro Marzullo, incontro con il regista
Ore 20.30 Incontro con i Manetti Bros

Martedì 21 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 17.00 “Una sterminata domenica” di Alain Perroni, incontro con il regista
Ore 20.30 “Basette” e “Tiger boy” di Gabriele Mainetti, incontro con il regista

Mercoledì 22 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 18.00 “Male Nostrum” di Fabio Masi
Ore 21.00 Teorie, pratiche e testi delle serie audiovisive

Giovedì 23 novembre

Ore 15.00 Concorso cortometraggi “Carta bianca Dams”
Ore 17.00 Presentazione delle attività e delle produzioni dell’Istituto Cine-tv R. Rossellini
Ore 21.00 Teorie, pratiche e testi delle serie audiovisive

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“Questa non è una riqualificazione”. Lo sdegno dei residenti di Piazza dei Navigatori

Nel corso degli ultimi mesi Piazza dei Navigatori ha cambiato volto. Il giardino che si trova in corrispondenza degli edifici storici non presenta più quattro ingressi e uno spiazzo centrale dotato di panchine: adesso a collegare via delle Sette Chiese e la fermata dell’autobus su via Cristoforo Colombo è una strada di quattro metri di larghezza che taglia a metà l’area verde.

Nel testo della deliberazione municipale la costruzione di questo collegamento è intesa come “un forte attrattore sociale” inserito all’interno di una “redistribuzione degli spazi da destinare ad aree verdi e percorsi” che di conseguenza “determina una gerarchia di percorsi e spazi di sosta.” Ma molti cittadini sono rimasti perplessi dalla portata e dall’apparente mancanza di criterio degli interventi.

Disappunto di residenti e tassisti

La “gerarchia di percorsi” promessa dalla deliberazione non esiste – lamentano i residenti – perché la strada adesso è una sola, e sicuramente non opera da attrattore sociale in quanto collega un mercato semideserto (quello in via delle Sette Chiese vicino a largo Bompiani) con una via di scorrimento come la Cristoforo Colombo.

Il percorso in questione, privo di segnaletica o dissuasori, risulta inoltre eccessivamente largo per un passaggio pedonale, talmente largo che molti autisti in passato l’hanno scambiato per una strada carrozzabile, usandolo come scorciatoia e addirittura parcheggiando in mezzo al giardino. Dopo l’intervento della polizia municipale l’episodio non si è ripetuto.

Questi lavori di “riqualificazione” – sono in molti a mostrare perplessità sull’utilizzo di questo termine – sono iniziati lo scorso 24 febbraio, e sarebbero dovuti terminare circa due mesi dopo, il 26 aprile, anche se tuttora mancano le panchine, l’illuminazione a pavimento e i tombini che erano stati previsti dalla deliberazione del Municipio. Alcuni residenti dei palazzi storici, inoltre, assicurano che durante gli interventi due pini sono stati rimossi, diverse piante di oleandro sono state estirpate e che è diminuito anche il numero dei lampioni; già alle diciotto, difatti, la piazza è quasi completamente al buio.

Le principali criticità

“Ci hanno avvisati da un giorno all’altro, chiamando riqualificazione quella che è un totale stravolgimento dell’impianto del giardino” ci ha raccontato Alessandra De Cesare, promotrice di una petizione che al momento ha raccolto circa quattrocento firme con l’obiettivo di proporre il ripristino della configurazione originale dell’area. “Pensavamo che riqualificare un’area verde significasse piantare alberi, sistemare le aiuole, rimettere le panchine che erano rotte. Invece hanno stravolto tutto, peggiorando la situazione.”

A suscitare indignazione è soprattutto la costruzione della strada che taglia a metà il giardino e che, correndo parallela ai palazzi, isola questi ultimi rispetto a via delle Sette Chiese e soprattutto dalla fruizione del giardino stesso. Per accedere all’area verde, infatti, adesso bisogna passare per la nuova piazzola dei taxi, recentemente introdotta in sostituzione di una fermata già presente nella strada adiacente.

Attualmente però quest’area viene usata come posteggio dai residenti, perché il parcheggio dei taxi – che non dispone ancora della colonnina – non è entrato in funzione. Ma le criticità riscontrate riguardo questa nuova sistemazione per i taxi sembrano essere già due. Da una parte la difficoltà per gli autisti di mantenere l’ordine di arrivo in un parcheggio a spina di pesce; d’altra parte la pericolosità della piazzola situata in mezzo a un giardino buio. “Un tassista ci ha già detto che qui il turno di notte non lo farà mai” ci ha confermato Rossella Chiossi, una residente della zona. “Lo ritiene pericoloso perché l’accesso alla piazzola è unico.

Si entra e si esce dallo stesso varco. Pertanto, se quest’unico ingresso viene bloccato da un malintenzionato, i tassisti non potrebbero uscire e dunque si troverebbero in una situazione di pericolo.”

Il degrado aumenta

A questa situazione di disagio si unisce il degrado. Spazzatura abbandonata nelle aiuole, tubi e tombini sporgenti, addirittura delle siringhe che i residenti affermano di aver trovato nel nuovo parcheggio, tra una macchina e l’altra. “Qui dietro si può nascondere chiunque” ha continuato Alessandra De Cesare. “Con le macchine disposte nel posteggio parallelamente alla strada, in modo da coprire la vista, questa di notte è diventata una piazza pericolosa.”

Dunque scomodità, pericolo, disagio, ma anche un problema di ordine estetico. Se prima il giardino era abbandonato, sporco e pieno di erbacce – e quindi bisognoso di una riqualificazione – è anche vero che adesso ospita un parcheggio.

E se prima gli edifici affacciavano su un parco – lamentano i residenti – adesso molti appartamenti danno su una spianata di cemento. La mancanza di un fazzoletto verde sotto le finestre è un problema particolarmente sentito da quando i residenti hanno scoperto che a breve, nell’area prospicente il giardino, verrà edificata la Foresta Romana, il progetto di architettura sperimentale che comprenderà edifici di oltre dieci piani, i quali toglieranno panorama, aria e luce ai palazzi storici.

“I parcheggi, poi, da quando sono iniziati i lavori stanno diventando un problema” ha proseguito Rossella Chiossi. In vista dell’edificazione della Foresta Romana, un intero marciapiede è stato transennato. “E chi ha la macchina dove la mette? A volte sono costretta a non uscire di casa perché, al ritorno, non so dove parcheggiare” ha concluso la residente. Solo uno degli edifici affacciati sul largo, infatti, è provvisto di parcheggio interno.

In conclusione

La piazza che da anni per molti cittadini era un luogo di incontro e aggregazione, con i propri punti di riferimento e i frequentatori abituali, adesso al massimo è una zona di passaggio.

La speranza di vedere quel giardino più pulito, verde e frequentato sembra essere sfumata definitivamente. “Quando abbiamo letto che avrebbe fatto una riqualificazione abbiamo festeggiato” ha concluso Alessandra De Cesare. “Speravamo in un miglioramento, con più alberi e panchine, magari anche un’illuminazione migliore. Ma sicuramente non immaginavamo niente di tutto questo.”

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“La prudenza delle farfalle”: presentazione del libro di Francesca Nacca e Luca Valeri

Da un po’ di tempo a Garbatella si respira un’aria nuova, più colorata, più vivace. Chissà se il motivo è legato al fatto che il quartiere è considerato un punto nevralgico di condivisioni artistiche e socio-culturali. 

Ed è proprio per questo che il 19 Novembre presso l’Atelier d.isagio di Isa Giovannozzi in via delle Sette Chiese 108, si terrà la presentazione del libro “La prudenza delle farfalle”, scritto a quattro mani da Francesca Nacca e Luca Valeri. Questo evento sarà speciale perché vi riporterà indietro nel tempo, in un’epoca lontana, in cui si investivano energie per dibattere sulla filosofia, sulla poesia e su interessi comuni. Tutta un’altra cosa rispetto alla velocità ed alla frenesia in cui si è immersi oggi.

Come sarà organizzata la presentazione?  

Innanzitutto dalle 17:00 troverete gli autori del romanzo, la casa editrice Arbor Libri ed uno spazio dedicato a the e biscotti per addolcire una domenica autunnale. Inoltre, durante l’incontro sarà possibile ascoltare le confidenze degli autori, ma in esclusiva ecco qualche inedito della scrittrice Francesca Nacca.

 Come è nata la vostra idea di scrivere insieme “La prudenza delle farfalle?”

Per il desiderio di condividere l’arte. Crediamo che essa abbia un linguaggio universale, che unisca gli artisti, gli scrittori tra loro e questi ultimi con i lettori: l’importante è individuare la frequenza giusta, la sintonia. 

Io e Luca abbiamo cercato nell’altro ciò che ci mancava da soli: a me il coraggio di esplorare mondi onirici, di volare davvero alto, a lui mancavano le radici per orchestrare i suoi orizzonti metafisici con il mondo reale, terreno.

 Come mai avete selezionato proprio Atelier d.isagio di Isa Giovannozzi?

Mi riallaccio alla risposta precedente: l’arte che unisce. Mi ha sempre affascinato l’idea di opera d’arte totale. Due o più forme di talento, se correlate, si arricchiscono e creano sfumature straordinarie. Riguardo la scelta dell’atelier D.isagio, che ospita il nostro romanzo, mi piace pensare che se è vero che il lettore riscrive la storia che legge, così una donna possa ridare vita a un capo, indossandolo.

 Il capitolo più difficile da mettere nero su bianco? E quello a cui tieni di più?

L’inizio del romanzo è stato “rognosetto”. Le prime pagine. Il panico dello scrittore di fronte al foglio bianco. Per me è tutta lì la difficoltà, poi si entra nel flusso e tutto è ispirazione e rapsodia.

La fine invece mi ha emozionato. E un po’ mi emoziona ancora quando la rileggo.

 Aneddoti accaduti in fase di scrittura ed ideazione? 

Abbiamo litigato parecchio, soprattutto in fase di ideazione. Siamo stati più complici rispetto alla scelta di stile di prosa invece, stimiamo molto la penna l’uno dell’altra. Però poi ci siamo sempre rincontrati: una volta cedeva l’uno, una volta l’altra. E ci siamo anche divertiti. Tanto emozionati, insieme.

 Qualche curiosità sulle farfalle? 

Te ne dico due le quali mi piace sempre raccontare. Una più lirica, l’altra più concreta: 

Nella cultura greca “Psyché “è il termine utilizzato per designare la farfalla e l’anima. Per questo simbolicamente la farfalla viene associata – in diverse culture, non solo in quella greca – all’anima di qualcuno che non c’è più. C’è una letteratura densissima a riguardo. Nel romanzo è riportata una dolce leggenda giapponese sul tema. Però non te la racconto, perché sarebbe uno spoiler! E poi la farfalla è anche considerata un messo d’amore, mi piace questa sfumatura romantica. Sono affezionata a una prosa montaliana, in cui viene descritta una farfallina color zafferano che fa visita al poeta che fa colazione al bar della piazza di Dinard. Vola da lui a portargli notizie della donna amata. E il poeta la attende e si chiede se tornerà ancora e ancora; 

Questa seconda curiosità è frutto delle ricerche fatte in fase di stesura del libro: ho imparato che le farfalle, durante l’accoppiamento, dispongono le ali in modo da disegnare con i loro colori il volto di un rapace. Lo fanno per spaventare gli eventuali predatori, che in questo modo non disturberanno la copula amorosa. La perfezione della natura è sempre stupefacente.

 Il testo somiglia ad una sceneggiatura, potrebbe subire un cambiamento simile, come una serie televisiva oppure un film? Vi piacerebbe come evoluzione? E se sì a quale regista lo affideresti e perché?

 Abbiamo cominciato a scrivere il romanzo subito dopo aver guardato insieme la serie “Il Miracolo” di Niccolò Ammaniti, scrittore da me molto amato. Ci siamo detti: scriviamo qualcosa che un domani qualcuno trasformerà in sceneggiatura. Quindi il fatto che tu ci dica questo significa che un pochino siamo riusciti nell’intento.

 La migliore ricetta per scrivere un libro?

Non esiste secondo me. Ti rispondo così: occorrono scintille, più che ingredienti.

 La prima persona a cui hai fatto leggere il romanzo?

Il mio compagno. Perché se lo merita.

 Dove ti rifugi per scrivere? 

Ovunque si può scrivere, purché il momento sia propizio. Mi è capitato di scrivere alcune pagine persino sull’autobus. Altre ad una mostra al Vittoriano, anche se non ricordo di chi. L’unica condizione necessaria è riuscire a soffiare la mia bolla invalicabile da abitare per il tempo necessario.
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Basta chiacchiere! Agire contro la violenza di genere

“Basta chiacchiere! Agire contro la violenza di genere” è il titolo della serie di conferenze il 9 novembre si è svolto l’ultimo appuntamento, in via del Porto Fluviale 35. Nel corso dei tre incontri che si sono svolti dallo scorso 28 settembre, il tema della violenza sulle donne è stato affrontato da diverse prospettive. Ieri è stata la volta del rapporto tra migrazione e questione di genere.

Quando si parla di migranti di solito non si pensa alle donne vittime di tratta, alle ragazze obbligate a matrimoni forzati, alle mogli costrette a stare a casa. Da questa premessa è partita la discussione cui hanno partecipato Angela D’Alessandro, responsabile della casa delle donne Lucha y siesta, Tiziana del Pra, attivista e fondatrice dell’associazione Trama di Terre, ed Enrica Rigo, professoressa associata di Filosofia del diritto dell’Università Roma Tre, autrice del libro edito da Carocci “La straniera. Migrazione, asilo, sfruttamento in una prospettiva di genere.”

Gli interventi

“Nel corso di questi quattro incontri” ha dichiarato l’assessore alla cultura Maya Vetri, “abbiamo affrontato aspetti intersezionali del tema della violenza di genere. Oggi parliamo di buone pratiche legate al tema delle donne migranti. Il tema della violenza è complicato da affrontare. C’è desiderio di contrastare, ma è difficile affrontare quest’argomento in maniera completa. Di fatto la violenza parte da una base culturale – ha continuato l’assessore – motivo per cui parliamo di buone pratiche, nella speranza di presentare e condividere modelli corretti.”

“Noi abbiamo pensato a questo incontro alla luce della connessione tra teoria e pratiche” ha proseguito Francesca De Masi, attivista della cooperativa sociale BeFree, “come del resto ci ha insegnato il movimento femminista. È impossibile parlare di teorie senza pratica quotidiana ma la pratica quotidiana diventa aridità se priva di riferimenti teorici, ed è per questo che partiremo da una discussione del testo La straniera della professoressa Enrica Riga.”

Durante la conferenza la disquisizione teorica si è alternata ai racconti delle esperienze personali delle attiviste, che ogni giorno entrano in contatto con donne sopravvissute alla violenza, con le loro storie e le loro difficoltà.

La registrazione completa dell’incontro è disponibile sulla pagina facebook di Industrie Fluviali, e a breve verrà anche inserita sulle piattaforme del Comune di Roma.

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“Io sono l’uomo nero” a Moby Dick

Una serie Tv in onda su Rai 1, un libro, due parchi in VIII municipio. Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, le due ragazze della Montagnola, vittime del tragico fatto del 1975, passato alla cronaca nera come il “massacro del Circeo, a distanza di 48 anni continuano a parlarci e a interrogarci.

Da martedì 14 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la Rai trasmetterà la serie tv Circeo, diretta dal regista e sceneggiatore Andrea Molaioli, con gli attori Greta Scarano, Ambrosia Caldarelli, Angelo Spagnoletti, Benedetta Cimatti, Guglielmo Poggi, Pia Lanciotti ed Enrico Ianniello.

Due giorni dopo, il 16 novembre, alle ore 18,00 l’associazione Il Tempo Ritrovato presenterà all’hub culturale Moby Dick, nell’edificio degli ex Bagni pubblici della Garbatella in via Edgardo Ferrati, il libro “Io sono l’uomo nero”, scritto dalla giornalista di radio Rai 2 Ilaria Amenta.

Il libro narra dei diari inediti di Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo, e di come la giornalista ne sia venuta in possesso. Nelle sue pagine si racconta, inoltre, la visita che l’autrice ha fatto, insieme a Roberto Colasanti, fratello di Donatella, ai parchi dell’ottavo municipio dedicati alle due ragazze prima che lo scrivesse.Durante la presentazione del libro la scrittrice dialogherà con il pubblico.

“Rosaria e Donatella ci parlano in silenzio – confida Mirella Arcidiacono presidentessa dell’associazione Il Tempo Ritrovato – basta calpestare il terreno di quei due giardini e guardare i murali a loro dedicati, dipinti dallo street artist romano Paolo Gojo Colasanti. E quello che è scritto sulla targa è chiarissimo – Combattente per la giustizia – ”

A dicembre sempre a Moby Dick si terrà la seconda edizione del tavolo della sorellanza, dove saranno lette alcune poesie di Donatella Colasanti. La prima si realizzò il 24 novembre 2022, pochi giorni dopo lo stupro di una giovane donna, che avvenne a via Valignano alla Garbatella. Il tavolo della sorellanza cerca di coinvolgere più associazioni e istituzioni possibili per prevenire ogni tipo di violenza.

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Addio Direttore

In ricordo di Giovanni Atzori, amato dirigente scolastico della Cesare Battisti

Si è spento il 2 novembre scorso Giovanni Atzori, per vent’anni, tra il 1977 e il 1997, direttore della scuola elementare Cesare Battisti di piazza Damiano Sauli. Aveva 87 anni e lascia la moglie Luciana, i due figli Simone e Alberto e tre nipoti Emma, Ada e Livia.

Giovanni Atzori era un uomo di scuola, rigoroso e competente, rispettoso delle norme e della legislazione, una persona che al primo impatto poteva apparire rigido ed inflessibile, ma sempre molto attento e aperto alle istanze del territorio.

Si trovò a dirigere il plesso di piazza Damiano Sauli dopo la metà degli anni Settanta, nella stagione effervescente dell’approvazione dei decreti delegati (1973/74), che, con l’elezione degli organi collegiali, videro per la prima volta nel Paese il protagonismo e la partecipazione democratica dei genitori nel governo della scuola.

E la Garbatella in quegli anni era un quartiere politicamente assai vivace, un incubatore quotidiano di lotte sociali e per i diritti, segnato dalla tradizionale presenza dei partiti storici della Sinistra (Pci, Psi), ma attraversato anche dei movimenti più radicali, i cosiddetti “gruppi extraparlamentari”. E Giovanni Atzori fu sempre capace di rapportarsi con tutte quelle diverse sensibilità, avendo come principale obiettivo l’educazione dei ragazzi e accogliendo favorevolmente le innovazioni pedagogiche proposte dagli insegnanti più aperti.

Nel salutarlo con affetto, tutta la redazione di Cara Garbatella si stringe attorno alla famiglia Atzori e a sua moglie Luciana Abate, anch’essa volto noto della Garbatella e persona molto impegnata nella vita politica del quartiere.

 

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A Roma Tre una giornata su stragi e terrorismo

L’Università di Roma Tre dedicherà un’intera giornata alla memoria e allo studio di una delle vicende più complesse nella storia della Prima Repubblica del nostro paese: gli anni delle stragi e del terrorismo, a partire da quel 12 dicembre del 1969 in cui furono fatti esplodere sette chili di tritolo all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano e altri tre ordigni a Roma. Inoltre si parlerà del caso Pinelli e dei numerosi attentati terroristici che si susseguirono in tutta la penisola fino agli inizi degli anni Ottanta. Fu il periodo noto come gli anni di piombo, nome derivato dall’omonima pellicola tedesca del 1981 diretta da Margarethe von Trotta. L’iniziativa si terrà giovedì 9 novembre, dalle ore 10.00 alle 18.00, presso il Dipartimento di Scienze Politiche, in via Chiabrera 199.

Il programma

Alle 10.00 sono previsti i saluti istituzionali di Massimiliano Fiorucci, Rettore dell’Ateneo, della Prorettrice Anna Lisa Tota e della Direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche Emilia Fiandra.

Alle 11.00 si svolgeranno due “lectio magistralis”: la prima a cura del giornalista e scrittore Paolo Borrometi, condirettore dell’Agi, esperto di criminalità organizzata e vittima di numerose aggressioni per la sua attività professionale, mentre la seconda lezione sarà a cura di Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, giornalista vittima dei terroristi, assassinato a Milano nel 1980.

Dopo la pausa pranzo, le attività riprenderanno alle 14.30 con la tavola rotonda “La memoria pubblica delle stragi: le testimonianze delle associazioni dei familiari delle vittime”. Il prof. Antonio D’Alessandri introdurrà il dibattito a cui parteciperanno i rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi della stazione di Bologna, del rapido 904, di piazza della Loggia a Brescia e di Piazza Fontana a Milano. Interverranno tra gli altri Paolo Bolognesi, Rosaria Manzo, Manlio Milani, Federico Sinicato e Claudia Pinelli, figlia di Giuseppe morto misteriosamente nella notte tra il 15 e il 16 dicembre nella Questura di Milano.

Infine, alle 16.30 il prof. Paolo Carusi, direttore del gruppo di lavoro Pub Hi/Pub Me di Roma Tre, presenterà il dibattito “Studiare, insegnare, comunicare la storia della strategia della tensione” con la partecipazione di Francesco Barilli, Alex Boschetti, Ilaria Jovine, Roberto Mariotti, Giovanni Mario Ceci, Lia Luchetti e Ilaria Moroni.

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Virtus Tormarancio un inizio promettente in Seconda Categoria

La Virtus Tormarancio continua a suscitare grande entusiasmo e ad attirare l’attenzione degli appassionati e degli osservatori di calcio. Neopromossa in Seconda Categoria, dopo un eccellente finale nella stagione precedente, la squadra amaranto continua a convincere e a divertire.

Dopo tre giornate di campionato del girone G, la squadra ha totalizzato 7 punti, posizionandosi subito tra i primi posti della classifica.

Un primo bottino è stato ottenuto con un pareggio all’esordio fuori casa contro il Don Bosco Genzano (0-0) e grazie a due vittorie consecutive: la prima in trasferta contro l’Accademia R. Tuscolano C. (1-2) e la seconda contro Re Ale Calcio (3-1) davanti al pubblico di casa

Nei primi impegni di campionato nella squadra tormarancina si denota una maggiore motivazione rispetto agli avversari, sia per dimostrare di voler stare al passo con le squadre già presenti nella categoria superiore, sia per un clima di serenità che l’allenatore Mario Boletti è riuscito a trasmettere ai singoli.

Anche l’arrivo di nuovi giocatori è stato un impulso significativo nelle prestazioni, come l’acquisto di Nikolas Venti l’ex attaccante del Real San Paolo, capocannoniere nella scorsa stagione in Terza Categoria.

Il Tormarancio ora deve riuscire a dare continuità nelle prestazioni, a gestire le risorse fisiche e dimostrare di avere la capacità di adattarsi alle sfide più difficili che l’aspettano, tutti fattori importanti per una squadra neopromossa che vuole affermarsi nel nuovo campionato.

La squadra è di casa al campo Guglielmo Fiorini in via Costantino 5, la prossima partita tra le mura amiche è in programma domenica 12 novembre alle ore 11:00 contro l’Atletico San Lorenzo.

Calendario d’andata Virtus Tormarancio

Il Real San Paolo prosegue l’esperienza in Terza Categoria

Giunti al terzo anno consecutivo in Terza Categoria, i giallo-neri del Real San Paolo ormai hanno maturato una buona esperienza nella competizione. Durante questi tre anni, la squadra ha avuto l’opportunità di crescere, migliorare e adattarsi al livello di gioco del campionato.

Presenti nel girone A, le prime tre partite hanno segnato un inizio altalenante, con una vittoria e due sconfitte.

La vittoria iniziale contro il Miracoli Football Club (5-3) è stata un motivo di gioia e soddisfazione per i giocatori, lo staff tecnico e i sostenitori. Con determinazione e spirito di squadra, il Real San Paolo è riuscito a superare i propri avversari e ad assaporare il gusto del successo. Il risultato positivo ha dimostrato che il lavoro svolto durante la preparazione estiva è stato premiato e ha alimentato l’entusiasmo.

Tuttavia, nelle partite successive, la squadra ha dovuto subire due sconfitte consecutive, contro Lido Anzio Calcio (5-0) e Città di Ostia (2-4), che hanno messo in evidenza alcune difficoltà, dovute anche alla giovane età dei giocatori. Sarà la bravura dell’allenatore Giuseppe Rossi a trasmettere l’esperienza necessaria per affrontare con lo spirito giusto ogni incontro.

Il tecnico potrà contare anche sull’aiuto di alcuni “senatori” come il numero dieci Maurizio Curtilli e il difensore, nonché capitano, Simone Pomponi. Inoltre, il Real San Paolo potrà fare affidamento sui goal dell’attaccante Diego Battistini e sugli assist del centrocampista Federico Catanzaro, entrambi già molto ispirati in questo avvio di stagione. Purtroppo, Giuliano Bianchi, giocatore e dirigente della società, si è infortunato al ginocchio e potrà tornare in campo, solo tra qualche mese.

La società mantiene sempre un atteggiamento positivo, indipendentemente dai risultati; continua onorevolmente a praticare una politica volta all’inclusività verso chi è in difficoltà economiche, valorizzando lo sport amatoriale, offrendo momenti di socialità e l’opportunità di svolgere attività fisica a tanti ragazzi. Un ulteriore motivo per sostenere la squadra e ad incoraggiarla ad ogni incontro.

Le partite del Real San Paolo sono in scena sul sintetico del campo Guglielmo Fiorini in via Costantino 5, il prossimo incontro casalingo è in programma domenica 19 novembre alle ore 15:00 contro il Procalcio Italia.

Calendario d’andata Real San Paolo
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Palladium Film-Festival-2023

DAL 18 AL 23 NOVEMBRE 2023
PALLADIUM FILM FESTIVAL – CINEMA OLTRE

Incontri con i registi e proiezioni.
Inaugura Nanni Moretti sabato 18 novembre
Tutto il programma su: teatropalladium.uniroma3.it

Teatro Palladium

VENT’ANNI NEL PRESENTE

SABATO 18 NOVEMBRE

15.00
Corti dei Laboratori di Filmmaking del DAMS Roma Tre
Incontro con Antonietta De Lillo, Francesco Crispino, Antonio Di Trapani, Lino Damiani

17.00
Come pecore in mezzo ai lupi di Lyda Patitucci – 2023, 99’
Incontro con la regista

20.00
Sogni d’oro di Nanni Moretti – 1981, 105’ Incontro con il regista Premio Palladium a Nanni Moretti

DOMENICA 19 NOVEMBRE

16.00
Corti fuori concorso
Simposio per ragazza sola di Gianluca Mei – 2020, 20’
Incontro con il regista
Anna e L’ultimo saluto di Vincenzo Palazzo – 2021, 10’; 2023, 20’
Incontro con il regista

18.00
Rageen Vol.1 Spettacolo transmediale degli Okiees, 60’ Incontro con i membri del collettivo

20.00
Nuovomondo di Emanuele Crialese – 2006, 120’
Incontro con il regista
Premio Palladium a Emanuele Crialese

LUNEDÌ 20 NOVEMBRE

15.00
Carta Bianca DAMS – Concorso cortometraggi
Sacra Victima di Danilo Greco – 2023, 17’
Busan, 1999 di Thomas Percy Kim – 2021, 11’
Dernière Plage di Alessandro Onorato – 2023, 15’
Falso finale di Pablo Tagliabue – 2023, 8’

17.00
Non credo in niente di Alessandro Marzullo – 2023, 100’
Incontro con il regista, i produttori Martina Cavazzana, Nicholas Fiorentino, Lorenzo Lazzarini e gli interpreti Demetra Bellina, Giuseppe Cristiano e Renata Malinconico

20.30
Incontro con i Manetti Bros.
Alla presenza di Alberto Crespi
Premio Palladium a Marco e Antonio Manetti

MARTEDÌ 21 NOVEMBRE

15.00
Carta Bianca DAMS – Concorso cortometraggi
Epitaph di Silvia Lorenzi – 2022, 13’
Maria – A chent’annos di Giovanni Battista Origo – 2019, 20’
Old Tricks di Edoardo Pasquini, Viktor Ivanov – 2022, 6’
Uragani di Elia Costi – 2023, 13’

17.00
Una sterminata domenica di Alain Parroni – 2023, 115’
Incontro con il regista, il produttore Giorgio Gucci, l’Art Director Flaminia Gentili, il montatore
Riccardo Giannetti e parte del cast.

20.30
Basette e Tiger Boy di Gabriele Mainetti – 2008, 17’; 2012, 23’
Incontro con il regista
Premio Palladium a Gabriele Mainetti

MERCOLEDÌ 22 NOVEMBRE

15.00
Carta Bianca DAMS – Concorso cortometraggi
Il respiro del diavolo di Enrica Ermini – 2023, 13’
Near Light di Niccolò V. Salvato – 2023, 15’
Doppio gioco di Flavio e Massimo Bulgarelli – 2021, 16’
Nostos di Mauro Zingarelli – 2022, 20’
Nono piano a destra di Andrea Romano – 2022, 16’
Miranda’s Mind di Maddalena Crespi – 2023, 17’

18.00
CineMaOltre
Male Nostrum di Fabio Masi (a cura di Amnesty International) – 2023, 50’
Incontro con il regista, con Francesca Corbo per Amnesty International e con Vito Fiorino e Remon Karam
Alla presenza di Leonardo De Franceschi

21.00
Evento in collaborazione con il Convegno Internazionale Universi seriali: teorie, pratiche e testi delle serie audiovisive, a cura di Ilaria A. De Pascalis e Marta Perrotta.
Due volte che sono morto dal vivo
Di e con Paolo Nori
In collaborazione con Chora Media
Per prenotare https://prenotaaccesso.uniroma3.it/events/edit

GIOVEDÌ 23 NOVEMBRE

15.00
Carta Bianca DAMS – Concorso cortometraggi
Don’t Be Cruel di Andrej Chinappi – 2022, 15’
Vuota di Mattia Pellegrino – 2022, 11’
Il caso è chiuso, andate in pace di Simone Marino – 2023, 10’
Rumor di Roberto Palattella – 2023, 13’
Subtitles di Davide Barbieri – 2022, 14’

17.00
Premio Carta Bianca DAMS
Proiezione miglior cortometraggio, Premio del pubblico e Premio Giovani (a cura dell’Istituto Cine-TV Roberto Rossellini)
a seguire:
Premio Giulio Cesare Castello per le migliori tesi magistrali e dottorali
Alla presenza di Luca Aversano, Raimondo Guarino, Stefania Parigi, Anna Lisa Tota e Vito Zagarrio

21.00
Evento in collaborazione con il Convegno Internazionale Universi seriali: teorie, pratiche e testi
delle serie audiovisive, a cura di Ilaria A. De Pascalis e Marta Perrotta.
Crash tra finzione e realtà Masterclass di Cristiana Farina (showrunner e autrice) in conversazione con Giorgio Grignaffini (Direttore Editoriale Taodue film, Università IULM di Milano)

Per prenotare https://prenotaaccesso.uniroma3.it/events/edit

 

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C’è Movimento in Consiglio municipale

Un’intervista a Marco Merafina, consigliere M5S nel Municipio VIII

Sull’ultimo numero cartaceo di Cara Garbatella abbiamo raccontato alcune manovre che stanno spostando gli equilibri all’interno della sala consiliare di Via Benedetto Croce. Partiamo da qui, per chiarire alcuni passaggi con Marco Merafina, consigliere del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Consiglio Municipale, in quota di opposizione.

“Io non ho mai pensato e non ho intenzione di uscire dal Movimento 5 Stelle.”

Ci tiene a metterlo subito in chiaro, il consigliere, commentando l’articolo e facendo riferimento ad una smentita già pubblicata dal Foglio a riguardo.

Ma allora come è iniziato tutto?

L’11 settembre abbiamo avuto una riunione del Movimento 5 Stelle a livello nazionale, con Conte. In quella sede ho proposto non di andarmene via, ma di portare il M5S in maggioranza nel Municipio. L’ho fatto poiché ritengo che il nostro Municipio sia uno dei migliori di Roma e che i rapporti che ho costruito in questi cinque anni con le realtà della maggioranza siano ottimi. Sia con il Partito democratico, che con Sinistra civica ecologista. Lavorare su una prospettiva di unità delle forze progressiste è la cosa migliore in vista del 2026. Questa è l’operazione, che è un’operazione politica.

Quindi, in sostanza, non ha mai pensato di cambiare partito?

Cambiare casacca non è nei piani. Voglio dare un contributo al dibattito su Roma. L’VIII potrebbe essere un ottimo laboratorio. Il tempo tuttavia non è maturo, ci sono le europee e Conte ha detto di attendere. L’VIII è, però, il laboratorio giusto perché i rapporti sono positivi. Cambiare casacca minerebbe questo processo e non è mai stato nei miei piani.  

Come spiega, allora, il fatto di aver cambiato posto in Aula, passando dalle sedie dell’opposizione a quelle della maggioranza?

Il M5S fa parte del campo progressista e per questo sono seduto nei banchi che formalmente appartengono alle forze del campo progressista. Ho parlato con il Presidente del Consiglio municipale, Marcucci, che mi ha confermato che l’attribuzione delle sedute è consuetudinaria ed ognuno può sedersi dove meglio crede. Mi sono seduto con la maggioranza perché stare vicino ai colleghi di Forza Italia e Fratelli d’Italia non è nelle mie corde, e per questo ho cambiato posto. Non ho mai negato la mia posizione di sinistra all’interno del Movimento 5 Stelle. Quelli che pensano di non collaborare o addirittura di andare a destra, la transumanza l’hanno già fatta, come avete testimoniato anche nell’articolo precedente.

Qual è l’umore dentro il Movimento riguardo questa sua posizione?

La notizia sul Foglio è stata un colpo basso da parte di chi, nella mia area politica, vuole osteggiare l’operazione. Per me i rapporti con un altro partito sono positivi o negativi a seconda della postura che viene scelta. Personalmente, cerco di trovare i punti di affinità, di essere costruttivo. La politica altrimenti rimane immobile sulle posizioni.

Ecco, parliamo di punti di affinità.

Ce ne sono molti, sia su scala nazionale che su scala locale. Questioni come il salario minimo, per esempio. L’azione sulla Sanità di Zingaretti, per me, al contrario di altri che la ritengono controversa, è stata molto positiva, come d’altronde il lavoro delle due assessore del Movimento 5 Stelle che presero parte alla scorsa Giunta regionale. Lavorare in splendida solitudine favorisce la destra e per questo remano contro questa operazione.

In che senso?

Ci sono forze come quelle della destra che hanno interesse a far sembrare che voglio andarmene altrove. La destra spera nella divisione del campo progressista per eleggere tra le loro fila il prossimo sindaco. Io ho voluto dare il mio singolo contributo parlando con Conte. Se la cosa dovesse propagarsi e a Roma si sciogliesse questo nodo, sarebbe un segnale importante.

E a che punto siamo in Municipio?

È da prima dell’estate che non voto in dissonanza con le forze progressiste, diciamo che c’è identità di vedute. Per me prima vengono gli interessi dei cittadini e poi quello del Movimento. I cittadini vogliono che vengano risolti i problemi, che i giardini siano puliti e che le buche vengano asfaltate, soprattutto in un’istituzione di prossimità questo è fondamentale.   

Ecco, riguardo alle strade. Parliamo delle ciclabili, su cui il M5S ha portato avanti un lungo lavoro in Aula ed anche al Comune con la Giunta Raggi. Lo stesso consigliere Bruno, prima di passare a Forza Italia, aveva spinto molto sul tema.

E ora sono state dimenticate, ma non voglio fare polemiche. Sulla questione delle ciclabili, per esempio, a volte ho preso posizioni che mi hanno messo contro la mia stessa parte politica. Quando Patané (attuale Assessore alla mobilità, ndr) dice che alcune ciclabili, anche fatte nel periodo della Raggi, sono state pensate male, dice la verità. Ma questo non può essere utilizzato per dire che il Pd non vuole le ciclabili, perché non è vero.  Bisogna affrontare la discussione nel merito. Non si può pensare solo al movimento Salva ciclisti, sono 600 persone. Noi, solo nel nostro Municipio, siamo 139mila abitanti. Ci sono i commercianti, gli automobilisti, gli anziani. Scegliere il giusto percorso significa contemperare le esigenze di tutti. Come la ciclabile di Via Giustiniano Imperatore, che va rivista. E questa non è lesa maestà all’ex Assessore dei lavori pubblici al Comune di Roma.

La politica va fatta nell’interesse dei cittadini ed è questa la direzione in cui sto lavorando. La nostra è l’operazione giusta e bisogna costruire consenso. Non è facile ed è anche per questo che la destra vuole farmi le scarpe, per la posizione di Vicepresidente, screditandomi.

Cosa intende?

Per loro è più comodo se cambio partito, piuttosto che portare il M5S in maggioranza. Io lavoro per attuare il programma del Movimento e attraverso il dialogo costruisco i compromessi. Come successo per la battaglia contro la realizzazione del tratto stradale di 800 metri sul parco del Tintoretto, un esempio in cui abbiamo vinto.

 

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“Per i nostri figli vogliamo le strade scolastiche”

Due edifici in mezzo a uno spiazzo sbrecciato: così appare l’ingresso della scuola elementare Leonardo da Vinci. Fuori dal cancello, una sottile striscia di marciapiede separa l’istituto da quella rotatoria che due volte al giorno – in corrispondenza dell’orario di ingresso e di uscita della scuola – si riempie di automobili. Svoltando l’angolo, dopo il benzinaio, si scorge un lungo marciapiede fiancheggiato da una, ma più spesso due file di macchine. Una strada già stretta che, complice lo spartitraffico che riduce la carreggiata, nell’orario di punta si intasa. Qui si trova uno degli ingressi di un altro istituto fondamentale per il quartiere, la scuola elementare e media Principe di Piemonte.

 

La situazione di rumore, di calore provocato dai motori, di puzza e di inquinamento, oltre che di rischio stradale continuo, ha suscitato l’indignazione di alcuni genitori, che vorrebbero per i propri figli strade più sicure, soprattutto in prossimità delle scuole. “È necessario che i bambini possano camminare tranquillamente sui marciapiedi o sugli attraversamenti” ci ha spiegato Valentina Barca, una delle organizzatrici del flash mob, che da due anni a questa parte si svolge ogni venerdì mattina tra la Principe di Piemonte in via Leonardo da Vinci e la Macinghi Strozzi nell’omonima via. “La richiesta di strade scolastiche non è una pretesa astratta. Anzi, rappresentano una necessità per i nostri figli e per tutto il quartiere, dal momento che limitano il rischio di incidenti stradali, peraltro molto alto nella nostra città.”

La mortalità sulle strade romane

Secondo i dati di Asaps.it, infatti, sulle vie romane si contano ben 34 morti dall’inizio dell’anno, una delle percentuali più alte in Italia. “Ma le strade scolastiche servirebbero anche per permetterci di abituare man mano i nostri bambini a una maggiore indipendenza” continua Barca. Secondo gli attivisti, in questa direzione servono azioni radicali e definitive. Non bastano le poche strisce pedonali, i semafori che già ci sono, i cartelli di sosta vietata – spesso non rispettati. E non basta neanche il prezioso contributo degli anziani volontari del Municipio VIII, i quali, per due ore al giorno – in concomitanza con l’ingresso e l’uscita delle scuole – agevolano l’attraversamento delle strade. “I nonni paletta” li chiamano da queste parti.

La giornata europea di Street for kids

Ma in occasione della giornata europea di Street For Kids, una campagna di mobilitazione organizzata dall’associazione Clean Cities con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’inquinamento cittadino e della sicurezza stradale, il malcontento prende forma. All’interno della protesta di numerose città europee, si inserisce anche quella dei nostri istituti. “Questa giornata è fondamentale per smuovere qualcosa sul tema della mobilità sostenibile” continua Valentina Barca. “Noi e i nostri figli dobbiamo essere liberi di poterci muovere a piedi o in bicicletta in sicurezza.” Tematica particolarmente sentita a Garbatella, un piccolo quartiere, dove l’utenza delle scuole certamente non arriva dall’altra parte di Roma.

Le richieste dei genitori

Le richieste sono poche e concrete. Per la Principe di Piemonte, si auspica l’introduzione di alberi intorno alla scuola, il rispetto della zona 30 già esistente, l’introduzione di rastrelliere per le bici. Per quanto riguarda la Leonardo da Vinci, invece, il tema più scottante è la fatidica pista ciclabile di via Giustiniano Imperatore – di cui si intravedevano possibilità di realizzazione già tre anni fa, poi scongiurata da una petizione di negozianti e cittadini, i quali avrebbero perso una novantina di posti auto – e il completamento della ciclabile sulla via Ostiense, fondamentale per il secondo ingresso della scuola media. “Le altre città europee si stanno muovendo in questa direzione, ma Roma sembra lontana anni luce da certi standard di sostenibilità” continua Barca, sottolineando la centralità della questione ambientale nelle loro manifestazioni.

La qualità dell’aria nel municipio

Eh sì, certamente Roma non è nota per l’alta qualità dell’aria. Secondo una statistica della campagna NO2 no grazie, attiva fino allo scorso marzo, i dati relativi al nostro municipio sono raccapriccianti. Il punto di osservazione è posto in prossimità della Centrale Montemartini, e mostra una concentrazione di NO2 pari a 56 microgrammi al metro cubo, mentre la cifra dovrebbe risultare inferiore a 20. Ma quello della qualità dell’aria – e dunque della nostra salute – è solo uno della miriade di problematiche derivanti dal traffico. Le code di automobili bloccano spesso ambulanze e mezzi di trasporto pubblico – assicurano i genitori di zona – per esempio l’autobus 715, che riscontra continui problemi nella svolta tra via Costantino e via Leonardo da Vinci.

Ma la corsa del 715 è nota per essere parecchio travagliata, anche in altri tratti. “Vorremmo bloccare il passaggio delle automobili, e consentirlo solo all’autobus” ci ha raccontato Alessandra Grassi, la referente di Street for Kids per l’istituto Malaspina, “il 715 manterrà la possibilità di transitare, ma quanto alle automobili vorremmo introdurre un blocco.”

Per ora si è giunti a un compromesso: in via Antonino Pio, nel tratto prospicente la scuola elementare, sarà a breve impedita la sosta dei veicoli, con l’inserimenti di fioriere o, nella migliore delle ipotesi, l’allargamento del marciapiede. “Il sindaco Gualtieri ha già individuato 110 scuole della capitale in cui è possibile introdurre strade scolastiche” prosegue Grassi, “adesso sta al Municipio dare l’ok per la loro realizzazione.”

È dunque al minisindaco Ciaccheri che le manifestazioni sono rivolte.

“Ma il presidente” assicura Grassi, “ha già istituito un tavolo di lavoro su questo tema, di cui io faccio parte. Il dibattito è dunque molto attivo, e ci auguriamo che a breve si possa arrivare a qualche risultato.” Infine, per la scuola media Macinghi Strozzi abbiamo parlato con la referente Federica Falasca: “Per questo plesso vorremmo strisce pedonali più visibili e segnalate, oltre che multe serrate a chi parcheggia in doppia fila.” Questo attraversamento, infatti, risulta fondamentale non solo per gli studenti del plesso, ma anche per chi si dirige all’ospedale CTO, che si trova sulla parallela via S. Nemesio.

Il corteo delle biciclette

Ed è proprio dal plesso Macinghi Strozzi che oggi venerdì 27 ottobre, in occasione della giornata europea di Street for Kids, un gruppo di una quarantina tra attivisti, genitori e bambini è partito a piedi o in bicicletta, diretto all’ingresso della Principe di Piemonte percorrendo via delle Sette Chiese e via Giovannipoli.

Il corteo, accompagnato da musica e striscioni, ha sollevato l’attenzione dei passanti, e ha ostacolato per qualche minuto il traffico. Alle ore 8.30, il flash mob è terminato. Tutto pronto per il suono della campanella: una coda di bambini in bicicletta è sparita scampanellando dietro il cancello della scuola.

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Riapre la biblioteca del Casale Ceribelli

di Anna Di Cesare

Quello che prima era un magazzino inutilizzato, adesso è una biblioteca a disposizione dei cittadini. Stiamo parlando di un locale al primo piano del Casale Ceribelli, il centro anziani di Via Pico della Mirandola 36, che negli ultimi anni è stato oggetto di un lungo lavoro di pulizia e catalogazione fino all’inaugurazione il 14 novembre scorso, resa possibile grazie all’impegno di Rossana Pantano, Cristiana Petrucci e alla collaborazione del presidente Mimmo De Matteis. Il locale è aperto al pubblico il lunedì mattina dalle ore 10:30 e il giovedì pomeriggio dalle 17:00 alle 19:00. È possibile consultare o prendere in prestito libri e, sul modello delle biblioteche comunali, partecipare a lezioni pubbliche, organizzate con l’ambizione rendere questo luogo un centro di incontro e di cultura viva.

L’anno scorso si sono tenuti incontri sul cinema e sulla scrittura, ma quest’anno verrà proposto un programma molto più ricco. La scrittrice Anna Cantagallo tratterà il tema del rapporto tra donne e potere, il 16 gennaio e il 14 febbraio. Il professore Marco Petrucci terrà quattro lezioni sul cinema – il 13 dicembre, il 13 marzo, il 24 aprile e il 15 maggio – parlando di autori sia italiani sia stranieri, da Federico Fellini ad Alfred Hitchcock. Il 29 novembre sarà la volta della filosofia: il tema della certezza e dell’incertezza verrà affrontato dal professore Danilo Scappaticci. Non mancheranno le giornate dedicate all’arte, come il 21 febbraio e il 29 maggio, con la partecipazione del professore Ubaldo Mosiello, che parlerà di Picasso e di Piero della Francesca. Il prossimo incontro – sulla storia della scrittura – è previsto per il 15 novembre e prevede la partecipazione del professore Antonino de Bella. Tutti gli appuntamenti avranno luogo dalle 17:00 alle 19:00.

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Nasce il Memorial Emiliano Scorzoni

Poeta, artista, fiero cantore di Garbatella ma anche allenatore di calcio, vicepresidente della Nazionale Italiana Poeti e tanto altro ancora, questo era Emiliano Scorzoni un uomo, un padre che ha perso la vita il 31 dicembre 2022 a causa della Sla, la sclerosi laterale amiotrofica a soli cinquantuno anni.

Gli amici e i familiari lo vogliono ricordare con un pomeriggio di festa, domenica 22 ottobre alle ore 16:30, all’impianto sportivo Tre Fontane in via Costantino 5, dedicandogli una partita di calcio tra la sua Nazionale Italiana Poeti e la Asd Robur Garbatella.

Durante l’incontro verranno lette alcune poesie di Emiliano Scorzoni e quelle di tutti i poeti che vorranno partecipare con le proprie liriche in una giornata di sport e cultura da condividere. L’evento è gratuito e alla fine della partita verrà offerto al pubblico un rinfresco.

Nazionale Italiana Poeti

L’artista Emiliano Scorzoni

Una poetica narrativa quella di  Scorzoni, gentile al cuore e all’orecchio, in cui le parole sono legate da un’armonia emotiva:  “Fresco è il vento/che mi sveglia/dal sopir della notte/Fuori il giorno albeggia/mentre le nuvole/si allontanano veloci” per citare uno dei suoi versi della sua ultima opera Il tempo dei miei giorni.

Con semplicità riesce a trasmettere una melodia in cui le parole imprimono suono e ritmo alle frasi, che suscitano emozioni sincere nel lettore: “Vorrei essere un filo d’erba/volare leggero su campi dorati/di spighe al vento/sopra l’azzurro incantato del mare”, recitano i versi iniziali della poesia Il tuo profumo.

Non solo poeta ma anche ideatori di molteplici iniziative culturali, da ricordare nel 2016 Contaminazioni poetiche realizzata insieme a Fabio Giardinetti, un format dove artisti di vario genere si contaminano con l’arte, attraverso l’utilizzo di spazi pubblici quali parchi, piazze e luoghi recuperati a favore della comunità.

Da segnalare anche nel 2021, l’organizzazione del laboratorio emozionale nel carcere di Velletri, da cui è scaturita una raccolta scritta dai ragazzi del circondariale dal titolo “Evasione poetica”.

Per la carriera artistica, la  forza e il coraggio con cui ha combattuto durante la malattia, è stato nominato nel 2023 Presidente Onorario de Le Nove Muse, uno dei premi di letteratura più importanti nel panorama intercontinentale.

Emiliano Scorzoni, 2017

 Le opere pubblicate

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Roma 70 spegne 50 candeline

Era il 1973 quando furono approvati i lavori per la costruzione del quartiere Roma 70 e cinquanta anni dopo è tempo di festeggiare e ricordare. Così domenica 22 ottobre, presso la Tenuta di Tor Marancia ingresso da viale Londra, si susseguiranno diverse attività per adulti e piccini, dalla mattina al tramonto. Il tutto è stato organizzato dall’attivissimo Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta, con il patrocinio del Municipio Roma VIII.

Il programma

Per festeggiare le nozze d’oro il Cdq Grotta Perfetta, ha organizzato una raccolta di fotografie tra gli abitanti del quartiere che raccontano la storia di Roma 70; immagini che saranno esposte nella mostra allestita domenica nella Tenuta.

Domenica 22 ottobre, dalle 10:30 fino alle 16:00 si alterneranno spettacoli di danza, esibizioni circensi e giochi per bambini. Saranno presenti un angolo per la lettura e un punto ristoro con cibo e bevande il tuo allietato da buona musica.

La nascita negli anni ‘70

Nel 1973 la Delibera Regionale n. 229 del 27 febbraio e la Delibera Municipale n. 7669 del 7 dicembre, avviavano le procedure per la costruzione del nuovo quartiere da parte dell’Ente Cooperativo Roma 70.

Entrambe le delibere facevano riferimento al Piano di Zona n. 39 Grotta Perfetta e rientravano nella Legge n. 167 che prevedeva le disposizioni per favorire l’acquisizione di aree per l’edilizia economica e popolare.

I palazzi sorsero dove c’era la campagna romana, un’area incontaminata costellata da casali agricoli, ai confini della tenuta di Tor Marancia, nei pressi del Forte Ardeatino, della chiesa dell’Annunziatella, dell’Istituto Agrario “Giuseppe Garibaldi” lungo la via Ardeatina e del fosso di Grotta Perfetta. A pochi passi, lungo la via Ardeatina sorgeva dal 1960, anche il Centro Residenziale per la Riabilitazione “Oasi”, l’attuale Clinica Santa Lucia che, all’inizio della propria attività, prestava assistenza ai neuromotulesi della Seconda Guerra Mondiale.

Sulla delibera regionale del 1973 era espressa la considerazione “che i fabbricati siano disposti in maniera tale da consentire la visibilità del notevole panorama dei Colli Albani e che l’altezza degli edifici non superi i 14,50 metri”.

La nascita del quartiere – fonte

La storia antica

Roma 70 ha una storia ben più antica, che risale a circa duemila anni fa, quando l’imperatore romano Marco Cocceio Nerva Cesare Augusto, semplicemente conosciuto come Nerva (30 – 98 d.C.) decise di concentrare in questa zona dei granai horrea romane, per la conservazione di merci, di cui purtroppo non abbiamo più testimonianze.

La zona inoltre era usata anche come luogo di sepoltura: durante i lavori di sterro, nel 1980 nell’attuale via dei Granai di Nerva, fu ritrovato un sarcofago, che giaceva in una cella funeraria sotterranea e oggi conservato al  Museo Nazionale Romano (inventario numero 310683). Invece, nei primi anni del 2000, all’altezza del civico 550 di via di Grotta Perfetta, furono scoperti alcuni ambienti di una villa romana, cinque sepolture a fossa terragna e una diramazione di una cava di pozzolana, scavata in antico nel banco di tufo. Purtroppo reperti non visitabili e che con il tempo sono stati dimenticati.

Sarcofago di Grotta Perfetta – fonte

Il quartiere negli ultimi anni

Ritornando a tempi recenti, Roma 70 è stato considerato a lungo un quartiere dormitorio, anche perché il primo nucleo abitativo era in pratica sprovvisto di servizi e attività che progressivamente sorsero per soddisfare le esigenze dei cittadini.

Alla fine degli anni 80 inizia la cementificazione di altre parti della campagna romana, sorgono i quartieri limitrofi di Rinnovamento, il Sogno, il complesso di via Ballarin e il quartiere Fotografia. Una svolta avviene nel 1992 quando finalmente viene inaugurato il Centro Commerciale I Granai, uno dei primi in Italia che all’interno ospita un ufficio postale e altri servizi pubblici. A poche centinaia di metri, inoltre, apre il mercato rionale. Anche sul versante del verde attrezzato negli ultimi anni sono stati fatti diversi passi avanti come l’apertura della Tenuta di Tor Marancia sui versanti di viale Londra e di via di Grotta Perfetta, all’inaugurazione del nuovo campetto di Piero e alla sistemazione del Parco Ardeatino.

Grazie alle attività del Comitato di Quartiere e di alcune associazioni come Nessun Dorma, il quartiere sta uscendo dall’anonimato, anche se sono ancora presenti alcune questioni irrisolte, solo per citarne alcune: la riapertura del Forte Ardeatino, la riqualificazione del Punto Verde Qualità a via Calderon della Barca, la sistemazione della palestra a via Brogi e il rapporto con il nuovo quartiere I-60; tutte inadempienze e minacce che se sbrogliate in tempi ragionevoli renderanno il quartiere ancora più vivo e vivibile.

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L’appello delle donne: “non chiudete il consultorio di Largo Sette Chiese”

Il consultorio di Largo delle Sette Chiese, da più di dieci anni un punto di riferimento per gli abitanti di Garbatella e San Paolo, non offrirà più servizi di ginecologia e ostetricia. Ad annunciarlo un cartello di avviso all’utenza affisso al cancello principale. La struttura, inaugurata alla fine del 2012, rimane aperta solo ed esclusivamente per le vaccinazioni dei bambini con meno di un anno. A quei servizi, che verranno trasferiti e accorpati al consultorio di Tor Marancia in via dei Lincei 93, fanno anche riferimento i programmi di screening oncologici, lo spazio giovani, i corsi pre parto e le consulenze per neo genitori come l’assistenza e il confronto sull’allattamento. La decisione ha subito scatenato le proteste dei cittadini, in particolare di un gruppo di donne del territorio, che attraverso una petizione su change.org hanno già raggiunto più di cento firme in poche ore contro l’accorpamento e lo smantellamento della struttura.

“Questa protesta nasce da una chat che abbiamo creato con i genitori di zona, dal nome Spazio Spaziale, in cui ci scambiamo informazioni, progetti e quant’altro di utile per il quartiere e suoi abitanti. Quando abbiamo saputo la notizia della chiusura del consultorio e del conseguente accorpamento con quello di Tor Marancia c’è sta grande indignazione tra tutti” – afferma Stella Liberato, a nome del gruppo dei genitori del quartiere. “A Garbatella – spiega – il consultorio di largo delle Sette Chiese poteva anche essere raggiunto a piedi da chi non è munito di mezzi di trasporto propri. Purtroppo nella nostra città prendere gli autobus con il passeggino è diventato molto complicato e non poter usufruire di una struttura del genere a due passi da casa è inaccettabile. Il problema certamente non riguarda solo le mamme ma tutte le donne – aggiunge. Nel corso del tempo tutte noi abbiamo avuto bisogno di trovare la porta del consultorio aperta e togliendo questo riferimento si priva una fetta della popolazione di un servizio fondamentale. Inoltre – conclude Liberato – ieri c’è stata una riunione tra le donne del quartiere per affrontare la problematica e sono state raccolte già più di cento firme nella petizione che abbiamo lanciato. Chiediamo alla cittadinanza il maggior supporto possibile per non far chiudere questo luogo così prezioso per il Municipio”.

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Festival delle passeggiate di Dominio Pubblico

Oltre venti opere di street art per raccontare tre quartieri del Municipio VIII: Montagnola, San Paolo e Tormarancia. Ad occuparsene, nel corso degli ultimi cinque anni, è stata l’associazione culturale Dominio Pubblico, che dal 20 al 29 ottobre organizzerà il Festival delle Passeggiate: sei incontri per mostrare e spiegare ai cittadini questi originali esempi di arte urbana.

 

Il programma

“La scelta dei luoghi è ricaduta su quartieri meno visibili, da mettere in luce evidenziandone l’identità e la storia” ci ha spiegato Tiziano Panici, direttore artistico dell’associazione. Le passeggiate, a partecipazione gratuita previa prenotazione, tratteranno tematiche legate al territorio. Per esempio la visita di Montagnola, prevista per domenica 22 e venerdì 27 ottobre, avrà come tema la resistenza, un elemento fondante per la memoria collettiva del quartiere. Domenica 29 si andrà invece a largo Veratti, dove le opere di street art rappresentano un omaggio a figure femminili fondamentali del mondo della scienza, in una zona in cui le vie sono intitolate a scienziati uomini. Infine Tormarancia, sede del primo museo di arte urbana a Roma, sarà protagonista delle passeggiate del 20 e del 28 ottobre.

Nell’iniziativa verranno coinvolte anche realtà attive sul territorio, come l’Asp Sant’Alessio, l’istituto Romano di San Michele e il liceo Caravaggio a Montagnola: “la nostra intenzione è di costruire un percorso narrativo che racconti i quartieri per intero” ha proseguito Tiziano Panici.

E a raccontare la complessità di questi quartieri, compresi i loro aspetti più poetici e meno conosciuti, va il contributo della cantautrice e poetessa Giulia Anania, illustratrice di una serie di “cartoline poetiche” per dare rilievo a luoghi che solitamente non figurano nelle cartoline ufficiali di Roma. Il mare nel cortile è il titolo della prima cartolina, associata all’uscita prevista per il 20 ottobre. Con questo titolo l’autrice ha voluto rappresentare il senso di immensità che si prova a Tormarancia quando, entrando in un semplice cortile condominiale, ci si trova davanti a un immenso murale. L’arte dei tramonti è invece il titolo della seconda illustrazione, in riferimento ai bellissimi tramonti che si osservano dal ponte Guglielmo Marconi, complice anche la facciata dorata della basilica di San Paolo. A ogni passeggiata è associata una “cartolina poetica”, che verrà distribuita gratuitamente ai partecipanti. “In questo modo” ha concluso Tiziano, “vogliamo offrire la possibilità di scrivere un pensiero, di condividere quest’esperienza con qualcun altro.”

Per il programma completo: http://www.dominiopubblicoteatro.it/festival-delle-passeggiate/

La Redazione

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Rifiuti, si rincorre sempre l’emergenza

Un lieve miglioramento, rispetto ad un anno fa, c’è stato senz’altro. Ma stando ai cittadini del municipio e soprattutto ai romani la strada è ancora lunga. La bocciatura del sistema rifiuti è uno dei principali verdetti emersi dall’ultima indagine sulla qualità della vita realizzata da Acos, l’Agenzia per il controllo di Roma Capitale, che periodicamente raccoglie il parere dei cittadini romani sullo stato dei servizi pubblici della Capitale. L’annosa questione immondizia continua infatti ad affliggere i cittadini della Capitale e tutti i municipi nessun escluso, compreso il nostro.
Basta girare a piedi alcune zone del territorio. All’Ostiense, ad esempio, via Pellegrino Matteucci è invasa dai rifiuti, non soltanto quelli traboccanti dai cassonetti dovuti a una raccolta ancora insufficiente. I marciapiedi, rifatti di recente, sono coperti da cartacce, cartoni di vino e bottiglie di birra. L’incuria divora il piccolo giardino Antonio Pisino, dove la raccolta della sporcizia è demandata a qualche volontario. La piccola area verde al confine con via Girolamo Benzoni ha l’aspetto di una discarica. Per non parlare della stessa via Benzoni. Così molte altre strade della Garbatella, di San Paolo, dell’Ardeatino, di Tor Marancia, della Montagnola, dove alla trascuratezza diffusa si somma l’accumulo di sporcizia.
Se al mancato conferimento da parte dei cittadini e alla maleducazione imperante è complicato porre un freno, sull’operatività di AMA se ne potrebbe ancora discutere a lungo. Anche perché nessuno a memoria ricorda più le squadre di operatori ecologici a piedi armate di ramazze e precedute da uno di quei mezzi con gli spazzoloni rotanti.

 

L’iniziativa del presidente Ciaccheri e dell’Ama

Nel frattempo il presidente Amedeo Ciaccheri e il direttore generale dell’Ama, Alessandro Filippi sono tornati sabato scorso a Garbatella per verificare lo stato delle condizioni di pulizia del territorio.
La scorsa estate un comitato di cittadini a via da Pennabilli aveva lanciato con una manifestazione una protesta sostituendosi all’Ama nella pulizia del territorio. In quell’occasione Ciaccheri aveva chiesto a Filippi di incontrare i cittadini e dare riscontro del lavoro di ristrutturazione dell’azienda municipalizzata dei rifiuti.
“Come da impegno preso – ha detto il presidente Amedeo Ciaccheri – abbiamo  incontrato di nuovo i cittadini e verificato il miglioramento della situazione sul territorio di tutto il Municipio e non solo a via da Pennabilli o a Garbatella e abbiamo preso un nuovo impegno. Il prossimo 18 novembre  ci sarà un incontro con tutte le realtà sociali  che ci permetterà di condividere un nuovo modello di rapporti tra Municipio, Ama e Comitati che verifichi puntualmente il servizio di raccolta dei rifiuti e di decoro di questo Municipio come sperimentazione valida per tutta la città”.
“Era importante oggi esserci per dare riscontro del lavoro fatto in questi mesi e di quello che abbiamo intenzione di mettere in campo nei prossimi, mantenendo aperto il dialogo con le realtà del territorio e i cittadini, perché solo insieme riusciremo a centrare gli obiettivi per una città sempre più vicina vivibile e pulita”, ha concluso il direttore generale di Ama, Alessandro Filippi.

L’incontro dei cittadini con Amedeo Ciaccheri e Alessandro Filippi

L’opposizione di Calenda non ci sta

Simonetta Novi capogruppo della Lista Calenda attacca frontalmente Ciaccheri: “Piuttosto che incontrare in modo semi clandestino encomiabili cittadini volontari che puliscono pezzi di marciapiede del nostro territorio, il Presidente Ciaccheri farebbe bene ad avviare quell’Osservatorio Rifiuti annunciato il 4 luglio 2022 e da allora mai costituito”.
“Non è proponibile – conclude Novi – una narrazione in cui si tende a normalizzare, grazie al ruolo della cittadinanza attiva, uno stato di degrado che non è normale. Va ricordato che l’VIII Municipio è l’unico, insieme al I°, che non ha un’isola ecologica dove andare a conferire i rifiuti speciali e ingombranti”

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Apre la biblioteca “Joice Lussu” a via Costantino

A seguito di un lungo iter, rallentato in parte anche dalla pandemia, i lavori per il polo bibliotecario in via Costantino 49 sono in dirittura d’arrivo. Finalmente è ufficiale: martedì 17 ottobre aprirà la nuova biblioteca, intitolata alla partigiana e scrittrice Joyce Lussu.

All’inaugurazione, in programma per le ore 11:00, parteciperanno anche il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Questo nuovo polo bibliotecario – il terzo dell’VIII Municipio, insieme all’Approdo e alla Biblioteca Arcipelago – servirà a coprire un vuoto” ha dichiarato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio. “Ogni volta che si inaugura uno spazio destinato alla cultura è un buon traguardo.”

La biblioteca appartiene al circuito Biblioteche di Roma, che offre servizi di prestito di libri e documenti multimediali, mette a disposizione sale studio, organizza numerose attività rivolte alla cittadinanza.

 

L’apertura della nuova biblioteca, inoltre, si inserisce all’interno di un piano più ampio per la promozione di attività culturali nel quartiere, come conferma Monica Rossi. Una delibera capitolina, infatti, ha ultimamente proposto di riqualificare l’edificio occupato di fronte al Rettorato di Roma Tre per dare vita in futuro a un secondo polo bibliotecario.

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Ciao Cesare

In questi giorni ci ha lasciato per sempre Cesare Bartolucci, uno dei figli della Garbatella popolare e antifascista, quella degli Alberghi. Aveva 80 anni e vogliamo ricordarlo con quel suo carattere di romano verace, sarcastico, sempre pronto alla battuta seduto al bar di piazza Biffi o tra gli amici di piazza Michele da Carbonara.

La sua famiglia di origine era stata trasferita, come tante altre, dal centro storico in quei palazzoni, all’epoca senza servizi che erano gli Alberghi suburbani.

Un giorno mi disse: “Quando mio padre Armando venne ad abitare al lotto 41, il Bianco, stavano in dieci in una stanza. Con mia madre Giovanna c’erano già sei figli e i miei zii Aldo e Renato. Erano tempi magri – continua il racconto Cesare- , mi ricordo che alcune volte nel dopoguerra si svoltava mangiando uccelli, ranocchie e “ruelle” ( dei pesci di acqua dolce) che mia madre e mio padre pescavano nelle “marane” qui intorno. Mi ricordo molto bene anche di mia nonna, Angela Tordeschi, che morì inferma sotto i bombardamenti del 7 marzo del “44 all’Albergo Bianco. L’hanno tirata fuori dopo sette giorni, con mio padre che scavava le macerie con le mani”.

Cesare era figlio di Armando Bartolucci “er manciola”, stimato comunista della Garbatella. Ci teneva a sottolineare che: “tra i patrioti che il giorno prima della Liberazione di Roma, occuparono la Villetta c’era anche mio padre. E sono orgoglioso che il suo nome venga ricordato su una lapide che oggi campeggia in quel cortile.”

Ai figli Francesca e Simone le condoglianze di tutta la redazione e dell’associazione Cara Garbatella.

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Letture ed incontri per il centenario di Italo Calvino

Cento anni fa, a Cuba, nasceva quello che sarebbe diventato uno dei più importanti intellettuali e narratori italiani del novecento. Stiamo parlando di Italo Calvino, protagonista di una serie di iniziative diffuse in tutta Roma a cui il Municipio VIII aggiungerà il proprio contributo da domani venerdì 13 ottobre. “L’obiettivo è quello di non ricordare l’autore solo nel giorno della sua nascita” ha commentato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio VIII, “ma celebrarlo nel corso di un anno, evidenziando via via i vari aspetti della produzione.”

L’anno calviniano terminerà a giugno 2024. Il Municipio VIII, man mano che le attività sul proprio territorio verranno definite, avrà cura di comunicare la programmazione.

Il programma

Il programma, elaborato dall’assessore Maya Vetri in collaborazione con le associazioni culturali del municipio, per ora prevede cinque incontri finalizzati ad evidenziare aspetti diversi della produzione letteraria di Calvino. “La partecipazione delle associazioni del municipio è stata davvero importante” ci ha raccontato Monica Rossi, sottolineando che grazie a questo sforzo collettivo si è riusciti a coprire quasi tutto il territorio municipale, proponendo attività rivolte a tutte le fasce di età.

Si parte domani alle ore 16:30 al parco del Tintoretto, con l’intitolazione di un albero e letture tratte dal “Barone Rampante”, romanzo scritto nel 1957, tuttora di grande significato e soprattutto molto usato nelle scuole. L’iniziativa infatti, rivolta principalmente ai bambini, è stata organizzata in collaborazione con 7+1 Ottavo Colle in prossimità dell’istituto Montezemolo dopo la fine dell’orario scolastico, proprio per permettere la piena partecipazione degli studenti.

Si proseguirà sabato 14 ottobre presso la Libreria Eco di Fata in via Tamburini 10, con il “Caffè dei destini di sabbia”, una narrazione di Daniele Aristarco ispirata all’opera di Calvino “Il castello dei destini incrociati”, accompagnata da musica e proiezioni.

Sono in programma anche due lezioni del critico Dario Pontuale, che in passato ha curato edizioni di molti classici italiani e stranieri e si è occupato, tra gli altri, anche di Pier Paolo Pasolini.

La prima lezione è prevista per lunedì 30 ottobre presso la Biblioteca Arcipelago, con la partecipazione delle associazioni Italia Nostra e Donne di Carta; il secondo intervento è in programma per sabato 11 novembre, al Giardino Samuel Hahnemann (viale Marconi) sul libro “La speculazione edilizia”.

Pubblici diversi, dunque, ma anche argomenti disparati. Si parte da Calvino, dalla letteratura ma si arriverà a parlare di storia, teatro, arte: martedì 24 e 31 ottobre presso lo Spazio Creativo Cosarte in via Nicolò da Pistoia 18, a Garbatella, verrà allestita una mostra collettiva ispirata al “Sentiero dei Nidi di Ragno” e accompagnata da letture a cura del Gruppo di Lettura Cavallo Pazzo Legge.

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A tavola in piazza con Slow Food e Municipio

In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, questa domenica il quartiere si riunirà a tavola in un pranzo popolare organizzato dall’VIII Municipio per assaporare i migliori piatti offerti dai ristoratori locali. L’evento, in collaborazione con Slow Food Roma, Coldiversa e Ostissimi, si svolgerà a Circonvallazione Ostiense, nel piazzale tra via Manfredo Camperio e via Carlo Citerni. Per quanto riguarda pranzo, l’appuntamento è alle 12:30 ma prima, alle ore 11:00, è previsto un talk coordinato dalla giornalista e direttrice del magazine Radio Food Giusy Ferraina, a cui parteciperanno e interverranno il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, l’assessora alla Cultura Maya Vetri, Francesca Rocchi di Slow Food Roma, Mannino Bordet e Fabio Bruni degli Orti Urbani Garbatella, Paolo Guadagno, autore del libro “Banchetti romano”, l’autrice e giornalista Laura Bonasera e Kamar Kazal, consulente internazionale del progetto FAO SoLaWise e della gestione sostenibile dei sistemi agricoli. Sempre alle 11:00, allo stesso orario, è previsto un laboratorio per bambini a cura di Slow Food Roma.

La dichiarazioni di Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII

“Domenica sarà una mattinata di formazione e di informazione all’insegna della convivialità, con un’attenzione particolare alla qualità del cibo che è nei nostri piatti. L’iniziativa, organizzata insieme a Slow Food e in collaborazione con Ostissimi e Coldiversa, riguarda il tema del cibo declinato in tutte le sue forme”. Dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII. “Il cibo come lavoro, come socialità e condivisione – prosegue – che porta tradizioni, cultura e identità in una comunità che ne sente un grande bisogno. Per questo – aggiunge l’assessora – la mattina, oltre ai laboratori di formazione per bambine e bambini, abbiamo immaginato un talk in cui si misureranno e si confronteranno varie esperienze, sia al livello locale che internazionale. A seguire – conclude – si terrà il pranzo popolare che vedrà il coinvolgimento dei ristoratori locali, i quali offriranno un piatto a loro scelta per integrare il menù. Ci aspettiamo grande partecipazione, l’invito è esteso a tutta la cittadinanza”.

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