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Trasporto pubblico, venerdì 16 settembre 8 ore di sciopero

Sarà una giornata difficile quella di venerdì 16 settembre per chi si sposta con i mezzi pubblici. Uno sciopero proclamato da quasi tutte le organizzazioni sindacali di categoria metterà a serio rischio il funzionamento del trasporto pubblico nella capitale dalle 8:30 alle 16:30. Le ripercussioni negative per il traffico saranno decisamente elevate, anche perché non sono previste fasce di garanzia.
Per 8 ore saranno quindi a rischio le corse di autobus, tram, metropolitane, ma anche delle ferrovie regionali Termini Centocelle, Roma Civita Castellana Viterbo e Roma Lido. Coinvolto il personale di Roma per la mobilità, Atac, Cotral, Roma Tpl, ma anche gran parte dei lavoratori delle aziende Tpl del Lazio. Astensioni dal lavoro potranno aversi anche tra il personale addetto alle biglietterie e tra gli ausiliari del traffico.

 

I motivi dello sciopero

Le motivazioni della protesta sono a causa dei gravi eventi lesivi della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori. “Scioperiamo – spiegano le organizzazioni sindacali – di fronte a una situazione intollerabile su cui bisogna intervenire subito. A tutt’oggi non si è registrato alcun intervento a tutela del personale da parte dei datori di lavoro e neanche da parte del legislatore con specifici provvedimenti indirizzati a prevenire e scoraggiare le aggressioni al personale dei mezzi pubblici”.
“Servono provvedimenti immediati – chiedono infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro – in assenza dei quali continueremo con forza a rivendicare la tutela di lavoratori e lavoratrici del trasporto pubblico locale”.
Le aggressioni nei confronti del personale sono ormai all’ordine del giorno, l’ultima il 10 settembre scorso quando – secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA – a farne le spese è stata una macchinista della Roma Viterbo.

Le alternative per gli abitanti dell’VIII Municipio

Il personale di Trenitalia non sarà coinvolto nelle protesta, quindi i treni regionali, ovverosia i servizi ferroviari suburbani che collegano la capitale con le altre località del Lazio funzioneranno regolarmente. In caso di chiusura della linea B della metropolitana e nel caso il servizio dei taxi risulti poco fruibile, i cittadini dell’VIII municipio potranno in qualche modo ovviare utilizzando i treni regionali che dalla stazione Ostiense conducono verso altre zone della città. Da Ostiense sono agevolmente collegate la stazione Termini, le stazioni Tiburtina, Tuscolana, Nomentana, ma anche Trastevere, Monteverde, Balduina e Monte Mario. Nessun problema neanche per chi da Ostiense sarà diretto verso Fiumicino Aeroporto.

Sabato 17 settembre open day del trasporto pubblico

Sabato 17 settembre si viaggerà gratis sull’intera rete Atac: nessun biglietto per le tre linee della metropolitana, né per la Termini-Centocelle. Accesso libero anche per autobus, filobus e tram. L’open day promosso da Roma Capitale si inserisce all’interno delle iniziative organizzate per la Settimana Europea della Mobilità 2022 che si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2022.
“Sarà la prima delle molte iniziative, che presto comunicheremo alla cittadinanza, con le quali la capitale celebrerà la Settimana Europea della Mobilità,  con una serie di appuntamenti per promuovere l’uso del trasporto pubblico locale e diffondere la cultura della mobilità sostenibile”, questo il commento del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Coerenti con questi obiettivi – prosegue Gualtieri – continuiamo a lavorare senza sosta per realizzare una vera e propria rivoluzione della mobilità, riconnettendo i nostri quartieri e rendendo Roma una città più sostenibile e più vivibile, per contrastare l’inquinamento e migliorare la qualità della vita di tutte e di tutti”.
Per gran parte della giornata di sabato, nelle principali stazioni e nei grandi capolinea della rete di superficie, il personale Atac sarà impegnato in una campagna informativa sul trasporto pubblico. Previsto anche il rilascio di depliant e di alcuni gadget.

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Giorgia della Camilluccia e lo “ius Garbatellae”

Alla Meloni non spiace, per dare un tono popolare alla propria biografia, fare disinvolto uso della propria “origine garbatellana”. Qualche volta è per giustificare la calata gergale molto romana, qualche volta per sottolineare il fatto di “essersi fatta da sola”, qualche volta per dire del suo carattere e della “sua anima” verace che, come nel comizio di Catania, ogni tanto “le scappa fuori”. Ma la Meloni Giorgia, oltre alla sfilza di autocitazioni -“sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”- urlate pochi mesi fa sulla piazza spagnola a sostegno della formazione fascista Vox, c’ha diritto a dirsi, come meglio le fa comodo, “e so’ puro d’a Garbatella”?

Diciamo che dal punto di vista delle categorie “patriottarde” a lei care l’attribuzione è quanto meno azzardata. Meloni Giorgia tanto per cominciare è nata da genitori di Roma nord: quindi con “ius sanguinis”, a lei caro, non ci siamo. Poi è nata alla Camilluccia da cui, a seguito di un incidente domestico, all’età di tre anni fu costretta a lasciare la riva destra del Tevere per dirottare i passi verso il nostro quartiere. Insomma manco con il deprecato “ius soli” potrebbe rientrarci.

 

Epperò, direbbe anche il più tenace dei critici, ma ormai son più di quarant’anni che qui vive, c’ha messo le tende, ha creato cristianissima famiglia, ha fatto i suoi studi “matti e disperati”, ha dato tanto per la comunità: c’avrà pur diritto alla cittadinanza garbatellesca o no? Beh a dire il vero, la ragazza, qui è stata più di passaggio che altro: da tantissimi anni abita da un’altra parte, rare le sue presenze pubbliche eccettuate quelle stanziali nel locale a livello strada di Guendalina Borghese dove quindicenne scoprì la politica, per non parlare degli studi che preferì andare a farli da un’altra parte.

Aveva ben due licei a pochi metri da casa, il Borromini e il Socrate, ma lei scelse l’Amerigo Vespucci, istituto professionale alberghiero di tutto rispetto che però con le nostre strade c’azzecca poco. Quindi neanche le norme dello “ius scholae” potrebbero farla iscrivere nel “registro delle anime” delle nostre parrocchie mettendola così al riparo da chi l’accusa di millantato credito ogni volta che dice Garbatella a decibel sparati e con la giugulare pulsante.

Vabbè, torniamo ad esser seri e molliamo ‘ste categorie fesse sulla “selezione dei diritti e delle razze” che abbiamo usato per gioco a proposito della Meloni Giorgia ma che secondo lei sarebbero utilissime per segnare l’esistenza delle persone.

 

La Garbatella che amiamo è infatti un quartiere fondato sull’accoglienza. In un secolo non ha mai respinto gli sbaraccati, i profughi e gli sfollati, i perseguitati politici, i condannati al confino, i cercatori di pace e di giustizia, i partigiani dell’Italia resistente e repubblicana, gli ebrei destinati ai campi e i disertori stanchi di guerre, gli affamati e i bisognosi, i sognatori e i ribelli, i senza casa e i senza reddito, i volontari di cento associazioni di base, gli eretici dubbiosi o i credenti delle più diverse confessioni. Quindi, diciamolo pure con convinzione, non si faccia eccezione per la Meloni che qui non è nata nè ha studiato, qui è stata di passaggio e ora abita altrove. Se tenacemente vuole dirsi della Garbatella, ebbene faccia pure. Reclami pure, da migrante in transito, il suo permesso di soggiorno.

 

Nessuno la contrasterà. A patto di riservare, nelle sue esternazioni, uguale considerazione per tutti gli Ahmed e i Mohamed in fuga d’Africa, per le tante Fatema e Salma arrivate dall’Asia, per Vera che ha attraversato l’Europa venendo da est come anche per i Marcos e le Luz partiti dal Sud America più povero e ostile. E a patto anche, a tardivo recupero dei suoi debiti formativi, di ripassare bene la storia di  questi luoghi, in fondo anche di questa città, fondati sulla contaminazione culturale e sull’intreccio di genti e colori. E lasci stare i blocchi navali, i respingimenti coatti, i recinti dove far morire le speranze degli ultimi. In questo quartiere, nato da donna amante del buon vivere, lo “ius Garbatellae” è virtù generosa e gentile, più tenace delle sue urla passeggere e sempre sfottente di ogni caciara da mercato elettorale

Di Claudio D’Aguanno

 

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Ostiense: cinema e visite guidate con l’Ape rossa dell’Aamod

Concerti, proiezioni di film, laboratori, visite guidate e tanti ospiti. L’Aperossa è già pronta a partire per tornare da protagonista nel Municipio VIII. La manifestazione, ideata e organizzata dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, prenderà il via martedì 13 settembre negli spazi adiacenti alla Centrale Montemartini con un ricco programma culturale che prevede, fino al 18 settembre, un palinsesto vario e rivolto a tutte le generazioni, con un calendario diviso per fasce dalle ore 17 fino alla mezzanotte.

Il programma giornaliero

Si inizierà con il “CinemaLab”, laboratorio di archeologia cinematografica per ragazzi, destinato ad un pubblico dagli 8 ai 14 anni e con la rassegna cinematografica “Dal film al libro” dedicata alle pellicole del catalogo Aamod che gli studenti della Nuova Accademia di Belle Arti hanno scelto per l’elaborazione e creazione di volumi grafici. Nel tardo pomeriggio spazio alle visite guidate al museo della Centrale con “Un giorno al museo” e alle passeggiate urbane tra le strade del quadrante Garbatella, Ostiense, Testaccio. Dalle 21, il cinema sarà protagonista con la proiezione sul telo dell’Aperossa di una serie di film documentari e delle opere vincitrici delle precedenti edizioni del Premio Zavattini. L’ultima parte della programmazione giornaliera, alle 23, sarà dedicata alla musica con performance live e numerosi ospiti tra cui MAT Trio, Salvatore Insana e Silvia Cignoli, Rachele Bastreghi dei Baustelle, i Doctor 3, l’ET Project, Caterina Palazzi, Kanaka e infine, l’ultimo giorno, Ascanio Celestini.

Le dichiarazioni di Vincenzo Vita, presidente dell’Aamod

“L’Aperossa è ormai un brand storico dell’Archivio – dichiara il presidente Vincenzo Vita – consiste in una rivisitazione in chiave moderna dell’occhio che guardava il mondo di Dziga Vertov, che fu poi anche oggetto del desiderio di Cesare Zavattini, presidente fondatore dell’Archivio. L’Aperossa – sottolinea – non è altro che un occhio che gira per la città, nei suoi posti anche meno noti. Nasce con l’idea di portare il cinema ovunque, che era il sogno di Dziga Vertov e Zavattini. Il cinema – prosegue – deve essere alla portata di tutti, non solo di pochi privilegiati e l’Archivio si cimenta da diversi anni in queste giornate di carattere transmediale, attraverso numerosi laboratori in accordo con la Nuova Accademia di Belle Arti”.

“L’Aperossa – conclude – è una sintesi delle attività intrecciate tra loro che svolge l’Archivio, dal cinema, alla musica, alla memoria. La memoria resa non come un retaggio del passato bensì come un attività capace di costruire la realtà in modo più attuale e profondo. Questa settimana l’Archivio presenterà la sua identità”.

 

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Visionaria Urban Fest: incontro con Daniele Vicari (Servizio video)

È partita nel migliore dei modi con tanti ospiti e moltissimi cittadini Visionaria Urban Fest 2022, appuntamento che si rinnova annualmente nel giardino de La Villetta alla Garbatella.

Una settimana di cultura, arte, politica e musica, che vede dibattiti ma anche incontri tra gli amministratori e i cittadini, presentazioni di libri e concerti ad ingresso gratuito.

Martedì 6 settembre ha fatto la sua comparsa anche il regista Daniele Vicari, che non si è sottratto ad alcune riflessioni sulle prossime elezioni e sulla campagna elettorale in corso.

Il regista di Diaz – Don’t clean up this blood e di Sole cuore amore, ha rivelato che sta concludendo un nuovo film Orlando, in uscita nelle sale nel prossimo inverno, la pellicola vede protagonista Michele Placido e molte scene sono girate a Bruxelles.

Stefano BAIOCCHI &  Giuliano MAROTTA

Foto di Maria Chiara Pellone

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BOOM ! VISIONARIA, il Festival de La Villetta Social Lab

Boom !! Visionaria, il festival che si svolge alla Villetta, quest’anno promette di essere una vera “esplosione” di incontri e eventi interessanti. Dal 5 al 10 settembre 2022 infatti si avvicenderanno sul palco centrale esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, del giornalismo e della politica.

Chi sarà presente

Interverranno tra gli altri Massimiliano Smeriglio, Nicola Zingaretti, Nicola Fratoianni, Andrea Catarci, Amedeo Ciaccheri, Michela Cicculli, Marilena Grassadonia, Rossella Muroni; il sindacalista Aboubakar Soumahoro; i giornalisti Daniela Preziosi, Michele Santoro, Luisa Monforte, Andrea Carugati; ma anche personaggi dello spettacolo quali Luca Barbarossa, Fiorella Mannoia, Neri Marcoré.

 

I temi del festival

Si parlerà di giustizia sociale e climatica, di diritti e di equità, di libertà dagli stereotipi e dalla violenza di genere, di idee e azioni concrete per il futuro della nostra città. Sarà uno spazio aperto al confronto, come è tradizione per questa festa della Villetta. Ci saranno dibattiti, musica e presentazione di libri.

 

Alcune delle iniziative

Il programma è davvero fitto.  Tra i vari dibattiti segnaliamo quello in cui si parlerà di diritti e di lotta per la libertà di scelta di genere, mercoledì 7, in cui interverranno tra gli altri Michela Cicculli e Marilena Grassadonia.

Non mancherà un incontro dedicato all’importante tema dell’Europa: Daniela Preziosi intervisterà Massimiliano Smeriglio e Nicola Fratoianni, sabato 9.

Sempre sabato, Amedeo Ciaccheri e Eleonora Evi parleranno del loro programma politico.

 

Presentazione di libri

Tra i libri che verranno presentati  segnaliamo, giovedì 8,  “Sorella Rivoluzione” di P. Majorino, con il quale interverrà tra gli altri Nicola Zingaretti, e il libro di Michele Santoro “Non nel mio nome”, venerdì 9 in presenza dell’autore.

 

La partecipazione di Cara Garbatella a VISIONARIA

Quest’anno Cara Garbatella partecipa a Visionaria con tre iniziative. La prima è quella dedicata a Rossana di Lorenzo, attrice e sorella di Maurizio Arena, abitante della Garbatella, scomparsa ad agosto:  lunedì 5, dopo un ricordo del nipote Jean Maurizio, sarà proiettato l’episodio del film “Il comune senso del pudore” di cui è stata protagonista con Alberto Sordi.

La seconda è quella che si terrà la sera di mercoledì 7  “BIANCIARDI GARIBALDINO”  e che vedrà la scrittrice Maria Jatosti  insieme a Claudio Fracassi e Antonello Ricci ricordare Luciano Bianciardi e la sua importante presenza nel panorama culturale del dopoguerra con particolare riferimento ai suoi numerosi testi dedicati al Risorgimento e alle imprese dell’eroe dei due mondi. Con Maria sul palco ci saranno anche Luca Barbarossa, Neri Marcorè e Fiorella Mannoia e i loro interventi in musica e parole.

E infine sabato 10 settembre la Villetta ospiterà un’anteprima del tanto atteso Garbatella Jazz Festival che tornerà in grande stile dopo il periodo pandemico dal 29 settembre al 1 ottobre, sempre alla Villetta, organizzato da Cara Garbatella. Il gruppo che suonerà nell’anteprima è “Lucia Ianniello Quartet”, composto da Lucia Ianniello tromba e voce, Roberto Cervi chitarra, Paolo Tombolesi tastiere, Alessandro Forte batteria.

Ecco il programma completo di Visionaria Urban Fest 2022:  www.visionaria-urban-fest.it

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“Cara Garbatella” risponde a Giorgia Meloni

“Io ci provo ad essere pacata, che poi mi fanno le foto con le vene gonfie, sono della Garbatella e ogni tanto l’anima esce”: così avrebbe detto Giorgia Meloni in una manifestazione elettorale a Catania.

Ma perché la leader di Fratelli d’Italia ogni tanto tira in ballo la Garbatella associandola, tra l’altro, al lato peggiore della sua anima?  Forse identifica l’essere popolare con l’essere grevi?  A parte il fatto che non siamo un popolo di iracondi, aggressivi e parolaccioni. Forse Giorgia Meloni ha un’idea leggermente impropria del quartiere popolare di Roma sud, dove vanta di essere nata e cresciuta (?).

Non vogliamo ricordarle il carattere antifascista e solidale del quartiere operaio e popolare, il prezzo pagato durante gli anni del fascismo e dell’occupazione tedesca. Non vogliamo ricordarle i nostri martiri alle Fosse Ardeatine. Capiamo che lei non voglia leggere la Storia come noi. Fatto sta che alla Garbatella non l’abbiamo mai vista, se non in qualche selfie sui social. Sappiamo che ha militato da giovanissima nella sezione del Movimento sociale italiano di via Guendalina Borghese, che al di là dell’attacchinaggio di qualche manifesto con la fiamma tricolore non ha mai avuto un ruolo rilevante nella vita sociale e politica del quartiere.

Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti, ma neanche negli ultimi anni abbiamo visto la leader di Fratelli d’Italia partecipare alla vita della Garbatella.  Ad esempio agli eventi culturali organizzati dall’Università Roma Tre al teatro Palladium o all’hub culturale Moby Dick dalle associazioni cittadine, alle manifestazioni in occasione del Centenario o alle tante iniziative di solidarietà del quartiere negli anni difficili della pandemia.

Garbatella, lo dice il suo stesso nome, è di natura garbata.  Se l’avesse frequentata veramente avrebbe potuto imparare a non perdere le staffe.

Di Gianni RIVOLTA

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Intervista a Enzo Foschi vicesegretario regionale del Pd e candidato al collegio uninominale 2 per la Camera dei Deputati

Enzo Foschi, classe 1966, una vita spesa a sinistra, prima nel PCI ora nel Partito Democratico. È stato consigliere circoscrizionale alla Garbatella, nell’aula Giulio Cesare con Rutelli e Veltroni, quindi sette anni come consigliere Regionale alla Pisana. Ora è candidato per il collegio uninominale 2 (Pietralata, Tiburtino, Nuovo Salario, Monte Sacro) per la Camera dei Deputati.

Lei è una persona molto conosciuta a Roma per il suo ruolo nel PD, ma è conosciuta  soprattutto nel territorio dove ha fatto politica per una vita. Come mai la coalizione l’ha candidata in un altro collegio?

Siamo davanti a elezioni politiche, non si tratta di elezioni amministrative. In quanto vice segretario del Partito Democratico del Lazio ho una funzione politica generale, e quindi la scelta è stata politica. Vorrei anche ricordare che non c’è corrispondenza tra il territorio del nostro municipio e il collegio, perché Garbatella, Ostiense e San Paolo fanno parte del 1°. Tutta la parte di Tor Marancia, Montagnola, Roma 70, Ottavo Colle sono comprese nel 4° collegio. È improprio interpretare le elezioni politiche come se fossero elezioni comunali o municipali.

Non sempre però i candidati accettano di buon grado i collegi loro assegnati, la sua collega Patrizia Prestipino, ma soprattutto Monica Cirinnà, in un primo momento ha puntato i piedi in maniera decisa…

Io sono onorato di essere stato scelto, perché ho incontrato nel corso di tanti anni di attività politica persone  che senz’altro avrebbero meritato di essere candidati . Ciò mi riempie di responsabilità, ma al tempo stesso, a prescindere dall’esito elettorale, soltanto l’essere stato candidato rappresenta un riconoscimento e un onore.

Perché nel centrosinistra quando vola qualche straccio non si fa quadrato? A destra e negli altri partiti sembra tutto così rose e fiori…

Questa è la malattia del centrosinistra, non siamo capaci di fare quadrato nei momenti di bisogno, capendo che ci sono molte più istanze che ci tengono insieme di quelle che ci dividono. C’è un altro punto: il PD è l’unico partito vero che esiste. Quindi noi per approvare una lista alle politiche abbiamo dovuto riunire gli organismi regionali e nazionali. Dentro quegli organismi si è sviluppato un dibattito, un confronto, che spesso sui giornali si traduce come spaccature, liti, confusione, in realtà si tratta di dialettica democratica. In realtà dovremmo chiederci perché Berlusconi, Salvini e Meloni fanno le liste a casa propria. Perché gli altri partiti non hanno riunito nessun organismo democratico per decidere il percorso delle liste. Ciò mette al riparo questi partiti dalle polemiche pubbliche, ma in realtà è una restrizione della democrazia, sono “partiti persona”.

Anche in questa tornata elettorale il partito degli astensionisti sarà probabilmente quello che prenderà più voti. Il coinvolgimento di cittadini non professionisti della politica voluto da Grillo e Casaleggio è stato un mezzo fallimento, ma ha riportato molti di essi ad interessarsi nuovamente alla cosa pubblica.
Come può la politica tornare ad avere, non diciamo un ruolo totalizzante, ma una funzione che torni ad interessare i cittadini?

L’esperienza del Movimento 5 stelle è stato un grande fallimento. Noi romani in particolare ce ne siamo accorti di fronte al governo cittadino di Virginia Raggi. Dopodiché la domanda che bisogna porsi è perché molte persone, rifiutando la politica e i partiti tradizionali, hanno scelto il movimento di Beppe Grillo. Questo avviene perché spesso le classi dirigenti dei partiti tradizionali hanno perso la capacità di mantenere un rapporto stretto con il territorio, perdendo credibilità. Io considero il Movimento 5 stelle nella prima fase, cioè nel periodo antecedente Giuseppe Conte, il sintomo di una malattia di una democrazia che esclude e non include.

La riduzione del numero dei parlamentari non può creare una frattura ancora più grave con i cittadini? 

Senz’altro, perché se riduci il numero dei parlamentari devi rafforzare le autonomie locali. Noi siamo l’unica democrazia al mondo che ha ridotto i parlamentari e indebolito le autonomie locali. Ciò ha ridotto la rappresentanza e il radicamento delle istituzioni sul territorio. L’antipolitica è un serio danno per la democrazia.

 

Enzo Foschi, candidato alla Camera per il 2° collegio uninominale
Dica la verità, non le manca un po’ la politica che si faceva sul territorio? Gli incontri con gli abitanti del quartiere, le riunioni alla Villetta…

La politica ha un senso soltanto se vi è un rapporto con le persone, se è territoriale. È evidente che non si può ritornare a un modello che non esiste più; oggi esistono molti altri strumenti, quali ad esempio i social, l’idea che la politica si riduce ad un click è un’idea aberrante, che rifiuto totalmente. Tuttavia, nonostante sia consapevole dell’importanza dei social, continuo a pensare che guardare negli occhi le persone sia imprescindibile. È chiaro che ognuno di noi è figlio della propria storia. Io non ho mai rinnegato di provenire dal PCI di Garbatella e il modo in cui i comunisti facevano politica, quella storia, quell’approccio alla politica, la porto dentro con coerenza.

Secondo lei nel PD romano c’è una vera questione morale alla luce dei fatti di questi ultimi giorni che hanno coinvolto il capo di Gabinetto del sindaco Gualtieri? Oppure sono ascrivibili a contesti estremamente marginali?

Più che questione morale si tratta di una questione comportamentale e di coerenza. Io credo che il tema di fondo non è legato ai comportamenti dei singoli, quelli ci sono sempre stati. Il tema di fondo è che il PD ha difficoltà nel rappresentare la società reale, i cittadini che affrontano tutti i giorni i problemi della quotidianità. Il PD romano ha vissuto momenti difficili, soprattutto ai tempi di mafia capitale. Ma il PD romano di allora non è quello di oggi. È cambiato tutto il gruppo dirigente, c’è una nuova generazione. È chiaro che è difficile superare quello stereotipo, ma nel lavoro quotidiano con i cittadini abbiamo intrapreso un nuovo percorso.

La nostra città ha problemi atavici, molti di essi non risolvibili nell’immediato, ma piuttosto urgenti quali ad esempio la necessità di dotarla di un sistema di metropolitane a livello europeo.
Gualtieri, a parte qualche proclama di troppo, sembra che voglia risolvere la questione della spazzatura con il termovalorizzatore,  uno dei motivi che ha portato Giuseppe Conte a far cadere il Governo Draghi. Intanto i cinghiali scorrazzano, l’immondizia è ovunque e l’incuria domina ogni spazio verde…

Roma ha problemi enormi, uno di questi è che è una Capitale non amata dagli italiani. Roma non è come Parigi  per i francesi, non è come Londra  per gli inglesi o Berlino per i tedeschi. Lo dimostrano anche le difficoltà con cui lo Stato e il Parlamento, quando sono chiamati a sostegno della Capitale, non sempre forniscono il loro appoggio. È come se non fosse un patrimonio dell’Italia. Basti pensare che è nato un partito contro Roma, la Lega nord. Roma ha onori, ma soprattutto oneri soltanto per il fatto di essere capitale, ma risolvere alcuni di questi problemi che la affliggono necessita tempo e programmazione. È evidente che se chiudi la più grande discarica d’Europa come Malagrotta devi provare un modello alternativo. E’ impensabile che i rifiuti vengano esportati in tutto il mondo senza porsi il problema di come trasformare l’immondizia in ricchezza, diventando quindi autosufficienti nella gestione del ciclo dei rifiuti. Gualtieri ha la serietà per affrontare questo tipo di problemi, ma sarà in grado di affrontare anche altre sfide quali la candidatura di Roma all’Expo.

Virginia Raggi è stata eletta dopo che avete mandato a casa Marino e, caso unico in Italia, al secondo mandato è arrivata quarta. Non pensate che sia stato un grave errore far dimettere Marino? Anche perché era stato eletto dai romani, non esclusivamente dal PD…

È stato un grande errore mandare a casa Ignazio Marino, se noi non avessimo mandato via Marino, Virginia Raggi non avrebbe mai governato Roma. Fu un errore clamoroso quello di Renzi (allora era segretario del PD); un errore pagato giustamente nelle elezioni successive che furono una debacle per il PD. C’è da dire che gli autori e i responsabili di quella mossa hanno pagato in pieno,  visto che il congresso ha sconfitto Renzi che se ne è andato a costruire un’altra formazione politica.

Conosciamo bene la sua fede per i colori giallorossi.  Chi vincerà quest’anno il campionato di calcio?

Di certo non la Roma.

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Elezioni politiche 25 settembre, i candidati del Centrosinistra sul territorio dell’VIII municipio

Roberto Morassut e Paolo Ciani alla Camera, rispettivamente nei collegi uninominali 4 e 1. Andrea Catarci al Senato nel collegio Roma 3.

Manca poco più di un mese e conosceremo la composizione del nuovo Parlamento Italiano e chi deciderà le sorti del Paese. Tutti i partiti sono ormai ai blocchi di partenza per una campagna elettorale che si annuncia vivace e in cui non mancheranno certo i colpi di scena. Con il taglio dei parlamentari deciso nell’ultima legislatura i collegi elettorali sono diventati molto ampi. La nuova legge costituzionale, infatti, modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati si passerà a 400 membri per la Camera, mentre al Senato da 315 si arriverà a 200 senatori. Con la nuova legge di conseguenza aumenta sensibilmente l’ampiezza dei collegi.
Alcune novità interessano naturalmente anche il territorio dell’VIII Municipio che è stato suddiviso e ritagliato nei nuovi collegi elettorali. Per adesso sul fronte delle candidature le uniche certezze arrivano dal centrosinistra. Le altre coalizioni, per una scelta definitiva dei candidati, attenderanno il 21 agosto, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste.

 

Roberto Morassut fra Ardeatino, Tor Marancia e il Parco dell’Appia Antica

Roberto Morassut è candidato dal Partito Democratico nel collegio uninominale 4 per la Camera dei Deputati. Un collegio decisamente vasto che tocca i territori di Tor Marancia, Navigatori, Ardeatino, Grotta Perfetta, ma che si estende anche in gran parte dell’Appio Latino, del Tuscolano di Tor Fiscale sino a Ciampino. Una vita spesa nell’amministrazione capitolina, ma anche a Montecitorio. Esponente di punta delle giunte Rutelli e Veltroni, con il quale ricoprirà anche la carica di assessore all’urbanistica, Morassut è parlamentare dal 2008.  A Roma si è occupato soprattutto di ambiente e urbanistica, tanto che sono passate sotto il suo coordinamento moltissime opere di ristrutturazione e risistemazione di piazze, strade e complessi museali. Da assessore ha guidato l’approvazione in Consiglio comunale del Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma. Nel governo presieduto da Giuseppe Conte ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al Ministero dell’Ambiente.

Roberto Morassut, già sottosegretario nel governo Conte

“È un territorio a me caro in cui sono nato, cresciuto e nel quale vivo attualmente”, dichiara Morassut. “È un collegio che vede, in partenza, favorito il centrosinistra, vantaggio che si può ulteriormente consolidare chiamando a raccolta tutte le energie democratiche e progressiste del territorio”.
“Conto sul massimo impegno dei militanti della coalizione di centrosinistra e del Pd e degli elettori e cittadini che in quelle strade mi hanno visto crescere”. Dai prossimi giorni, anche attraverso il suo profilo sulla pagina Facebook inizierà la comunicazione dell’organizzazione del lavoro, dei luoghi e delle iniziative di una campagna elettorale che, fa sapere, “sarà intensa e rapida”.

Paolo Ciani al collegio 1 per la Camera dei Deputati

Il collegio 1 della Camera all’uninominale è composto dai municipi I e II e dalla Garbatella (con Ostiense e San Paolo). Paolo Ciani di Democrazia Solidale (Centrosinistra), esponente di primo piano della Comunità di Sant’Egidio, dovrebbe vedersela con la ministra uscente per le pari opportunità, Elena Bonetti. Laureato in Lettere e Filosofia, Ciani è esperto di dialogo interculturale, educazione alla pace e dialogo interreligioso. Bonetti, ex PD, ha seguito Matteo Renzi in Italia Viva. Nessun nome è trapelato fin ora da Centrodestra e Cinque Stelle.

 

L’ex Presidente Andrea Catarci candidato al Senato a Roma est

Andrea Catarci, già Presidente dell’VIII Municipio, è stato invece catapultato per la coalizione del Centrosinistra nel collegio uninominale Roma 3 al Senato, area che comprende i municipi III, IV, V e VI. Una sfida difficile, tanto che dovrà vedersela molto probabilmente con l’avvocata Giulia Bongiorno in quota Lega per Salvini Premier. Mentre anche qui non è ancora chiaro quali saranno i candidati del Movimento Cinque Stelle e del cosiddetto Terzo Polo, ovverosia la coalizione in cui coabitano Renzi e Calenda. Una sfida dura quella che l’assessore alla partecipazione e alla città dei 15 minuti di Roma Capitale dovrà affrontare, ma non per questo si tira indietro.

Andrea Catarci, ex presidente dell’VIII Municipio

Alle scorse elezioni comunali, nel V Municipio, al I turno Enrico Michetti del centrodestra staccò di oltre 5 punti Roberto Gualtieri. Nel VI Municipio Gualtieri venne più che doppiato, nona caso il VI Municipio, quello che comprende tra l’altro Tor Bella Monaca, è l’unico vinto dal centrodestra. “Grazie alla coalizione democratica tutta e a Sinistra Italiana/Verdi in particolare per la fiducia accordatami”, si legge nella sua pagina Facebook dell’assessore capitolino.
“Non partiamo certo con i favori del pronostico – prosegue Catarci – ma ce la metteremo tutta per dar voce ai quartieri, alle persone e alle organizzazioni sociali che li animano, per reddito, lavoro, conversione ecologica, diritti e libertà personali, per contendere palmo a palmo alle destre la città e il Paese”.

 

 

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La Garbatella piange Rossana Di Lorenzo, attrice e sorella di Maurizio Arena

Rossana se ne è andata per sempre e la Garbatella perde una delle figure più rappresentative per la sua romanità e schiettezza. La notizia della sua scomparsa, nella casa romana di via della Garbatella, è stata data dal nipote e attore Pino Insegno. Classe 1938, sorella di Maurizio Arena, il fusto neorealista di “Poveri ma belli”, Rossana Di Lorenzo fu attrice autentica tra gli anni “70 e “90 a fianco dei veri protagonisti del cinema italiano dell’epoca: da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, da Luciano Salce a Monica Vitti. Forse i più se la ricordano nel film “ Le coppie e il comune senso del pudore”, dove ebbe la parte della moglie di Alberto Sordi, che la lanciò verso il successo vasto di critica e di pubblico. In quella pellicola lavorò con Claudia Cardinale, Florinda Bolkan, Philippe Noiret e Cochi Ponzoni.

Il suo primo film

Nel 1970 Rossana gira il suo primo film “Il presidente del Borgorosso Football Club” di Luigi Filippo D’Amico, ma l’attrice romana può vantarsi di aver lavorato anche con registi del calibro di Ettore Scola, Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Carlo Vanzina e pare abbia addirittura rifiutato una proposta di Fellini per una parte in Amarcord.

 

 La testimonianza del nipote Gianmaurizio

Ecco come la ricorda il nipote Gianmaurizio, figlio di Maurizio Arena: “Oggi è mancata la zia Rossana, la persona che mi ha fatto da madre.Se ne è andata mentre gli accarezzavo i capelli. Ultimamente non stava bene, da quasi tre anni soffriva di demenza senile. Eppure l’intelligenza dei sentimenti supera anche le limitazioni del corpo,del cervello. Ci siamo detti tutto quello che volevamo dirci e poi si è addormentata. Lontana dai clamori e dalle persone che, quando era in salute,amavano intrattenersi con la Rossana attrice e personaggio romano”.

La sua amica Mirella Arcidiacono

Abitava in una stradina tra i lotti Iacp nel cuore del vecchio quartiere, alle spalle di piazza Benedetto Brin. E fino a quando la salute l’ha sorretta è stata sempre presente nei momenti  importanti della vita culturale locale. La ricordiamo in una delle sue ultime apparizioni al centro Moby Dick, negli ex bagni pubblici,  protagonista insieme alla sua cara amica Mirella Arcidiacono dell’associazione Il Tempo ritrovato . “Sono molto amareggiata – confida Mirella- perché da diversi anni avevo chiesto all’Ater di istallare un’ascensore nel palazzetto dove Rossana abitava all’ultimo piano. Era diventato un calvario per lei uscire di casa, perchè costretta a farsi più di 200 gradini, ma niente non mi hanno dato retta e l’ascensore non l’hanno messo. Oggi però me la voglio ricordare per le risate che ci siamo fatte insieme in tutti questi anni e per il risotto all’ortica che era la sua specialità”. Anche la redazione di Cara Garbatella la ricorda con affetto e porge le più sentite condoglianze ai nipoti e a tutta la famiglia. I funerali si terranno martedì 16 agosto alle ore 9,30 presso la chiesa parrocchiale di San Francesco Saverio.

Di Gianni Rivolta

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Anziana trovata morta in un appartamento della Circonvallazione Ostiense

L’odore tremendo che si diffonde nel condominio, l’allarme dei vicini, l’arrivo della Polizia Locale. È questo lo scenario a cui hanno assistito nella mattinata di mercoledì 10 agosto gli abitanti di uno stabile al civico 228 della Circonvallazione Ostiense.
Il tutto nel corso di una mattinata apparentemente tranquilla, con poco traffico e pochi rumori nelle strade, tipico di questo periodo estivo. L’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno forzato la porta al terzo piano, ha permesso così agli agenti del Gruppo Tintoretto di entrare nell’appartamento e scoprire la morte di una signora di 74 anni.
La signora era riversa sul letto, probabilmente il suo decesso risaliva a circa 10 giorni fa. Una morte come tante, legate alla solitudine di chi ha parenti lontani o non ce li ha più. Oppure di chi ha scarsa attitudine nei rapporti interpersonali, o di chi vive una vita semplicemente riservata.

 

Le ipotesi del decesso

Al momento non si esclude nessuna ipotesi, né il malore improvviso né il decesso per cause naturali, ma nemmeno quella della rapina finita male. Sul letto dove è stata trovato il corpo esanime della signora è stata rinvenuta anche una borsa il cui contenuto era riversato in parte sul pavimento. Forse la signora si è sentita male e ha cercato una medicina o un farmaco salvavita nella borsa, oppure qualcuno l’ha uccisa nel corso di una colluttazione legata ad una rapina.
Gli inquirenti stanno già passando al setaccio tutte le immagini di videocamere adibite alla sorveglianza della zona, mentre hanno ascoltato diversi inquilini dello stabile.

 

L’autopsia scioglierà ogni dubbio

Una volta ultimati i rilievi del caso, la salma della signora è stata portata all’istituto di medicina legale. Saranno naturalmente i medici, al termine dell’esame autoptico, ad accertare le cause del decesso e naturalmente ad indicare un giorno e un orario.

 

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La storia dell’Archivio Flamigni rivive nel podcast #7Vite

Cosa accomuna la storia del Castello di Santa Severa dove ha vissuto il primo samurai arrivato in Europa, le grotte di Pastena e il pozzo D’Antullo in Ciociaria, l’edificio d’arte contemporanea Wegil a Trastevere e l’Archivio Flamigni a Garbatella?

Sono solo alcuni dei luoghi e delle storie che vengono raccontate in #7Vite, un podcast scritto, curato e interpretato da un gruppo di giovani che hanno voluto raccontare alcuni degli spazi pubblici rinati grazie al contributo della Regione Lazio.

Luoghi capaci di farci viaggiare nel tempo come l’Archivio Flamigni a cui è dedicata la terza puntata intitolata Memo.

Breve storia dell’Archivio

Tra un susseguirsi di contributi audio emerge la storia dell’Archivio frutto dell’attività di studio e ricerca del senatore Sergio Flamigni, classe 1925. Il centro di documentazione è nato a Oriolo Romano in provincia di Viterbo e nel febbraio 2021 si è trasferito in piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella, in un crocevia culturale e sociale tra il Palladium, Moby Dick e il Csoa La Strada.

L’archivio voluto fortemente dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, raccoglie documenti nazionali, legati alla storia dell’Italia Repubblicana, e si concentra in particolare sullo studio del terrorismo, stragi, eversione politica, mafia e criminalità organizzata.

Il contenuto della puntata

Nella puntata tra battute di Alberto Sordi e Nanni Moretti, è possibile ascoltare spezzoni di telegiornali andati in onda sul caso Moro e sul caso della P2, interviste alla direttrice Ilaria Moroni, alla documentarista della  Camera dei deputati Piera Amendola e ad Agnese Moro figlia di Aldo il politico, tra i fondatori della Democrazia Cristiana, assassinato nel 1978 dalle Brigate Rosse.

#7Vite un podcast utile a conoscere alcuni luoghi ricchi di storie che avevamo dimenticato, ma che, come i gatti, hanno diritto a rivivere altre esistenze per sorprenderci in nuove forme.

Tutti gli episodi del podcast sono disponibili in ascolto gratuito sulle piattaforme: Spotify, Apple podcast e Google podcast.

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“E andiamo” È il nome del progetto di car sharing della Regione Lazio che prenderà il via dalla Garbatella

Zingaretti, Ciaccheri, gli Assessori Valeriani e Lombardi e il Direttore di Ater Manuelli

Presentato stamattina a Piazza Bartolomeo Romano davanti al Palladium il nuovo programma di Car Sharing di Regione Lazio e ATER

 

Con una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Presidente della Regione Lazio Nicola ZINGARETTI, gli Assessori regionali Massimiliano VALERIANI (Politiche Abitative), Roberta LOMBARDI (Transizione Ecologica), il Direttore Generale dell’ATER di Roma Luca MANUELLI e il Presidente dell’ VIII Municipio Amedeo CIACCHERI, oggi è stato rilanciato il progetto di Car Sharing, già annunciato ad inizio 2022  (https://staging.caragarbatella.it/car-sharing-ristrutturazioni-banda-larga-garbatella/ ), con una serie di importanti novità e aggiornamenti.

Saranno una App di gestione del servizio, due auto e un motorino elettrici e le tradizionali colonnine di ricarica, gli elementi portanti del piano. Il progetto, che in una prima stesura avrebbe dovuto interessare il Lotto 15, dove erano stati posizionati gli stalli per le ricariche, adesso ha mantenuto solo il nome “GARBATELLA LOTTO 15” sulle fiancate dei mezzi, anche se le colonnine saranno collocate su strada.

 

Le dichiarazioni dei rappresentanti delle istituzioni

“E’ con grande emozione e responsabilità che come Municipio, come quartiere di Garbatella ci sentiamo coinvolti nella sperimentazione di un programma per il quale auguriamo un grande successo tale da essere replicato in altri quadranti cittadini” – ha dichiarato Amedeo Ciaccheri – Il minisindaco ha  poi ribadito ” come la città con i suoi amministratori, ha il dovere di prendersi cura del suo patrimonio storico, delle sue comunità restando in ogni caso ben collegata all’innovazione tecnologica e ai nuovi sistemi di mobilità. Il Car Sharing risponde pienamente a queste richieste soprattutto tenendo conto che disincentiva il traffico privato”. Infine ha ricordato che: “caratteristica della Garbatella negli anni della sua fondazione e sviluppo fu quella di costruire un quartiere con una economia sociale e un terreno fertile alla partecipazione della comunità residente, sviluppata per esempio nei giardini e nei lotti popolari, e tutto ciò lo possiamo ritrovare oggi in iniziative come quella presentata, ovvero nella condivisione dei mezzi a disposizione”.

Quindi Luca Manuelli ha ricordato il contributo dell’ATER al piano innovativo di trasporto che inizierà con un periodo di test del parco auto e moto a disposizione degli utenti degli alloggi gestiti dall’Ente. Ha poi annunciato che a settembre avrà inizio la seconda fase con la collocazione a Garbatella delle colonnine di ricarica su strada (e non nei lotti). “L’ambizione dell’Azienda e della Regione” ha continuato Manuelli, “è quella di estendere progressivamente l’utilizzo del servizio ad altri utenti sia a Garbatella, dove tra l’altro ATER porta avanti altre iniziative (banda ultra larga. NdR), che in altre zone”.

L’assessore Valeriani ha ribadito la soddisfazione dell’amministrazione regionale per l’ulteriore passo avanti del Car Sharing, senza dimenticare gli interventi di recupero e restauro, proprio a Garbatella, su alcune unità abitative che hanno ricevuto il plauso della Soprintendenza ai Beni Culturali di Roma e i diversi murales che impreziosiscono le vie del quartiere ( https://staging.caragarbatella.it/tutti-i-murales-della-garbatella/ ). Valeriani ha rammentato che se gli interventi di carattere edilizio rappresentano l’ordinario per ATER: “La condivisione delle auto elettriche è una sfida, una ambizione, come quella della fibra ultra larga, che a Garbatella è arrivata in tutti gli edifici popolari. Il Car Sharing interesserà poi Torre Gaia e Giardinetti fino a coinvolgere tutti i quartieri nella nuova modalità di movimento eco-sostenibile e di rispetto dell’ambiente”. Hai poi sottolineato come gli utenti del nuovo servizio di condivisione auto (i residenti delle case popolari ATER) pagheranno la ricarica dei mezzi la metà della tariffa rispetto agli altri cittadini.

Roberta Lombardi ha specificato come questo disegno vada ad inquadrarsi nel “Piano Energetico della Regione Lazio” da poco presentato. Uno dei pilastri importanti del Piano è proprio la mobilità in quanto il settore trasporti influisce grandemente negli utilizzi dell’energia. Ha continuato dicendo che:” Il tema della mobilità condivisa è importante anche per il recupero della qualità dell’aria, argomento per il quale la Regione Lazio è coinvolta nella procedura di infrazione sia per l’agglomerato di Roma che per la Valle del Sacco. Molte sono state le risorse investite per arrivare ad un miglioramento in questa materia e quindi anche il Car Sharing ATER è un importante tassello in cui si uniscono transizione ecologica, buona qualità dell’aria e mobilità sostenibile”.

Ha concluso poi il Presidente della Regione Nicola Zingaretti rimarcando che: “Questo è il tempo delle diseguaglianze, un tempo in cui chi sta male sta sempre peggio e i pochi che stanno bene stanno sempre meglio. Questo non va bene e noi amministratori pubblici abbiamo l’obbligo di intervenire concretamente. Far arrivare la banda ultra larga in tutte le case popolari del Lazio è una di queste iniziative tangibili”. Ha continuato dicendo che se Garbatella è un pezzo di storia della città è però anche moderna perché tutti gli appartamenti hanno ora il collegamento Internet veloce e questo aiuta a ridurre il gap sociale.  Ha quindi stigmatizzato: Se ci sono dei servizi vanno resi fruibili a tutti altrimenti le disuguaglianze sociali si acuiscono. Il Car Sharing è una opportunità ulteriore, significa risparmio concreto. Non si avrà più bisogno dell’auto privata, di pagare il bollo, ma si pagherà solo il servizio”. Zingaretti ha poi rafforzato il concetto del cambiamento climatico che stiamo soffrendo, con un’estate torrida, figlio di decenni di inattività o peggio ancora di scelte sbagliate. Ha ribadito come incentivare l’utilizzo della mobilità elettrica condivisa è un modo di combattere contro i cambiamenti climatici.

Ha fatto poi una analogia storica tra l’accesso a questo nuovo servizio per la comunità e non per pochi eletti e le prime case della Garbatella prive dei bagni, tant’è che per lavarsi si andava ai Bagni Pubblici di via Edgardo Ferrati, dove oggi c’è la Biblioteca Hub Culturale Moby Dick. Poi mano a mano che si andò avanti a fabbricare vennero finalmente costruiti appartamenti che avevano le vasche da bagno e così i Bagni Pubblici persero la loro funzione e vennero chiusi. “L’innovazione, la banda ultra larga, il car sharing elettrico sono i bagni di oggi. Novità e comodità che non è giusto appartengano solo a poche persone. L’aspetto più simpatico di questa iniziativa è il nome E Andiamo! Un incentivo per noi romani, che dà forza e vigore” ha chiosato Zingaretti.

 

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Addio a Enzo Gori, lo storico pasticcere della Garbatella

Oggi ci ha lasciati per sempre Enzo Gori, lo storico pasticcere della Circonvallazione Ostiense, a due passi dalla chiesa di Santa Galla. Da tempo, per motivi di salute, si era allontanato dalla vita sociale del quartiere che amava più di ogni cosa, la Garbatella. Aveva lasciato la sua attività qualche anno fa per andare in pensione, ma la sua non era mai stata solo una semplice bottega dove si potevano gustare le tradizionali pastarelle romane apprezzate da tutto il circondario. Il negozio, dove spesso facevano visita amici e conoscenti, era anche una vera e propria galleria fotografica. Da più di 40 anni Enzo, infatti, raccoglieva centinaia di immagini, che gelosamente e orgogliosamente conservava in album rilegati, sulla nascita  e lo sviluppo della Garbatella e della Circonvallazione Ostiense. Più di una volta di questa sua ricerca certosina hanno parlato anche le cronache dei principali quotidiani della Capitale.

In bella vista sul bancone dei dolci campeggiavano, tra le altre, la sua foto con l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni e quella con l’indimenticato padre Guido della Chiesoletta, foto di cui andava fiero. I cittadini della Garbatella ancora lo ricordano in quella serata al Palladium, in occasione della presentazione del libro “Garbatella mia”, voluto da lui caparbiamente insieme a Gianni Rivolta e all’editore Francesco Campanella.

Ma la fotografia non era la sua unica passione. Nei giorni di riposo amava fare lunghe passeggiate nella campagna romana alla scoperta delle antichità e dei luoghi più suggestivi.

Il direttore e tutta la redazione di Cara Garbatella esprimono le più sentite condoglianze alla moglie e ai figli. I funerali si terranno giovedì 21 luglio alle ore 11 nella Chiesa di Santa Galla.

Di Gianni RIVOLTA

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Tosca Donati presenta la Garbatella

La cantante Tosca Donati ci porta a fare due passi per le vie e gli edifici della Garbatella in un servizio di #StudioAperto su Mediaset.

Tra la Villetta, set di film e campanelle

Iniziamo questo tour dalla ‘Villetta’; cuore dell’aggregazione tra i ragazzi del quartiere e non, dove si svolgono spettacoli e attività socioculturali.

Molti adulti chiudendo gli occhi potranno tornare indietro nel tempo. Tra le strade diventate poi set di molte fiction di successo, come i Cesaroni, potranno ricordare il suono della campanella della propria scuola e sentirsi tra i locali e le vie che frequentavano da giovani. Ora questi luoghi sono frequentati dai loro figli, perché la Garbatella è anche questo, qualcosa che si tramanda di generazione in generazione, un pezzo di vita importante per molte persone.

Amori e percorsi da film

Tosca ci porta poi al Palladium, un tempo cinema ora, invece, diventato un teatro al cui interno, ci racconta Tosca, nascevano e finivano tanti amori adolescenziali.

Per finire sulla scena di ‘Caro diario’ di Nanni Moretti facciamo un giro su Via delle Sette Chiese, dove molti giovani sono cresciuti alla Chiesoletta sotto la guida di Padre Guido, che, nonostante sia venuto a mancare, è sempre rimasto vivo e presente nel quartiere.

Da quartiere popolare a…

Il quartiere oltre ad essere una parte importante per la crescita di molte persone, è anche un pezzo importante nella storia dell’antifascismo e della Resistenza, che anche oggi vive sui murales e nelle manifestazioni popolari.

La Garbatella negli ultimi mesi è finita sulle pagine del Financial Times, dove “i bambini ancora giocano a pallone supervisionati dalle loro madri che li chiamano dalla finestra quando il pranzo è pronto”.

Elisa Fiorentino

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Inaugurato Largo Alvaro Amici nel parco Caduti del Mare

L’unico bene suo sogno adorato
era pe’ Roma sua dov’era nato
quanno a la sera s’addormiva er monno
Roma lo cunnulava in braccio ar sonno
”.

Cantava così Alvaro Amici in Passione Romana, una delle più celebri canzoni dedicate alla città eterna dell’artista originario della Garbatella. Il cantautore, scomparso diciannove anni fa, ha ricevuto oggi l’omaggio del suo quartiere, con l’inaugurazione di Largo Alvaro Amici nel parco Caduti del Mare, a pochi metri dai vicoli e dai lotti narrati nei suoi stornelli.

La cerimonia, molto partecipata dagli abitanti, ha visto la presenza anche di alcuni familiari dell’artista, tra cui il nipote Cristiano Amici, il consigliere comunale Mariano Angelucci e del presidente dell’ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri che ha commentato così l’avvenimento: «Una dedica speciale per un figlio della Garbatella. Nasce Largo Alvaro Amici dove l’artista romano ha vissuto e cantato l’anima popolare di questa città. Assieme a Roma Capitale realizziamo una promessa mantenuta, fatta alla famiglia, agli amici e a tutto il quartiere».

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UN POMERIGGIO ALLA VILLETTA PER I MALATI DI ALZHEIMER

Ieri pomeriggio la Villetta Social Lab ha ospitato il Caffè Alzheimer dell’Associazione Alzheimer Uniti Roma.

Negli accoglienti spazi esterni della Villetta si sono riuniti alcuni malati con i propri accompagnatori alla presenza di organizzatori e consiglieri dell’Associazione stessa ed hanno trascorso un pomeriggio insieme tra chiacchiere, risate e tanta buona musica.

 

Il CONCERTO A SORPRESA

Il pomeriggio è stato infatti allietato da un graditissimo concerto a sorpresa della famosa cantante Sara Modigliani accompagnata dalla collega chitarrista Stefania Placidi. Le due musiciste hanno interpretato vari brani della musica popolare romanesca e non solo, tra l’entusiasmo e la sentita partecipazione del pubblico presente.

IL CAFFE’ ALZHEIMER ALLA VILLETTA

Queste iniziative dell’Associazione Alzheimer Uniti Roma si svolgono regolarmente in altri luoghi della città. Questa è stata la prima volta alla Villetta. “Ma non sarà l’ultima – ha precisato la Presidente Prof.ssa Luisa Bartorelli – Questo luogo ci piace molto, consente di poter usufruire sia di spazi interni che esterni durante l’anno ed è per questo che è molto adatto ai nostri incontri. Prenderemo accordi con gli organizzatori della Villetta per spostare in questa sede il nostro caffè Alzheimer di Garbatella. Potremo così anche tornare alla frequenza bimensile come era all’origine.”

IL PROGETTO “COMUNITA’ AMICA”

Oltre a queste iniziative, l’Associazione prosegue i lavori per la realizzazione di “Comunità amica”, un progetto che, con il patrocinio del Municipio VIII, vedrà coinvolto tutto il quartiere e i suoi abitanti. Lo scopo del progetto è provvedere a “formare le varie realtà sociali attive in una comunità, da chi lavora nei negozi e nei bar, alle forze dell’ordine, a chi ha responsabilità educativa nelle scuole, ai parroci, agli istituti bancari e a chi lavora nei servizi socio sanitari” Si cercherà quindi di sensibilizzare tutti a facilitare la vita delle persone con demenza, rendendo più accogliente il luogo in cui vivono.

 

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Tutta la Garbatella brillava al Sole, Pasolini in piazza

Estate Romana – Da questa sera, fino a domenica 10 luglio, Piazza Sauli ospiterà Tutta la Garbatella brillava al Sole. Pasolini in piazza, una manifestazione culturale gratuita che comprende: proiezioni, passeggiate, mostre e dibattiti dedicati all’intellettuale bolognese e il rapporto con la città e la periferia, nel centenario della sua nascita.

L’evento nato nell’ambito dell’Estate Romana 2022 è promosso da Minerva Pictures e Rarovideo Channel, in collaborazione con OTTN Projects con il contributo di Compass Film.

Fotogramma del film Una vita violenta, l’attore Franco Citti a Piazza Sauli

Il programma

Il primo giorno è dedicato alla proiezione del film d’esordio alla regia di Pier Paolo Pasolini, Accattone del 1961, interpretato da Franco Citti in cui Pasolini inserisce al centro della storia i ragazzi delle borgate romane e la loro derelitta quotidianità.

Prima della visione, Gianluca Curti di Minerva Pictures, presenta la rassegna cinematografica, poi i convenevoli saluti da parte del Municipio e dell’europarlamentare Massimiliano Smeriglio, inoltre tutti i film saranno introdotti dal critico cinematografico Boris Sollazzo.

Sabato 2 luglio alle ore 19:00, in collaborazione con Silvio Parrello, si potrà partecipare alla passeggiata letteraria nei luoghi della Garbatella presenti nel film Una vita violenta, del 1962 dei registi Paolo Heusch e Brunello Rondi. La pellicola tratta dall’omonimo romanzo di Pasolini con Franco Citti e Serena Vergano, è poi in programma nella stessa serata alle ore 21:30.

Nell’ultimo giorno, dopo un’esposizione fotografica dedicata al rapporto tra Pasolini e la città, sono previste le proiezioni al pubblico del cortometraggio Le mura di San’a ambientato nello Yemen nel 1971, il mediometraggio La Ricotta con Orson Welles e in chiusura La Rabbia di Pasolini un film di montaggio del 2008 di Giuseppe Bertolucci.

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“No al parcheggio nel campetto del San Filippo Neri”: Le rassicurazioni dei sacerdoti (Servizio Video)

Da giorni nei nostri quartieri gira una voce: l’oratorio San Filippo Neri cederà il suo campo da calcio per farlo diventare un parcheggio. Cosi la scorsa settimana, un gruppo di ragazzi e genitori preoccupati per il futuro del campetto, si sono precipitati all’interno dell’oratorio protestando e chiedendo spiegazioni.

Campo di calcio o parcheggio?

Purtroppo neanche quel giorno le voci si sono fermate poiché nessuno ha dato chiarimenti. Noi di Cara Garbatella siamo andati ad intervistare di persona Padre Matteo, il quale ci ha rassicurati dichiarando che il campo non verrà ceduto per farne un parcheggio.

Quando riaprirà il campetto?

Il problema vero dunque è che rimarrà inagibile. Per quanto, nessuno può saperlo, poiché vi è una causa in corso. Infatti la ditta che avrebbe dovuto procedere ai lavori di quell’area non li ha mai conclusi.

Almeno per ora, abbiamo deciso di non scrivere il nome della ditta o del proprietario con cui è in atto la causa. Quello che ci preme è che al più presto si chiuda questa storia, ma soprattutto che il campetto torni ad ospitare i bambini. Perché quasi tutti siamo cresciuti tra la terra e i volantini dell’oratorio, sarebbe bello che anche i bimbi di oggi imparassero un po’ di quello spirito che Padre Guido ci ha lasciato.

Articolo di Ilaria Proietti Mercuri

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Dal 22 al 24 settembre XV°edizione del
Garbatella Jazz Festival

Pianoforte, sassofono, tromba, note e ritmo, Garbatella e arte. Tutto questo è il Jazz Festival, che dopo due anni di stop causato dalla pandemia, torna a riempire la Villetta a suon di musica e spettacolo.

Tre serate con concerti, dal 22 al 24 Settembre in via degli Armatori 3, organizzati sempre con cura dal direttore Artistico Pasquale Innarella, che saranno accompagnati da seminari tenuti da giornalisti ed esperti del settore. La novità di questa edizione consiste nell’istituzione di un premio concordato con la prestigiosa Accademia Nazionale del Jazz di Siena dedicato alla memoria dell’indimenticabile Pino Sallusti noto contrabbassista, e nostro direttore artistico dal 2009 al 2016 prematuramente scomparso nel 2017.

Il premio verrà dato ad un giovane contrabbassista. Il riconoscimento concordato dalle due istituzioni consiste sia in una targa ricordo firmata dalle due associazioni, che permetterà al giovane jezzista di esibirsi nel concerto di apertura del festival. Sia di poter partecipare al Seminario nazionale musicisti jazz “King of Blue” che si tiene a Siena da 12 edizioni, quest’anno sarà dal 24 al 29 agosto. Insomma, dal 22 al 24 Settembre sera ricordate di fare come nel Jazz: improvvisate!

Non le note, ma una bella serata nel cuore della Garbatella.

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Shopping alla Garbatella per Diane Keaton

Diane Keaton al mercatino della Garbatella — Dopo essere già stata fotografata la scorsa settimana nella zona dell’antiquariato di Porta Portese alla ricerca di arredamento anni Sessanta, la diva di Hollywood classe 1946, nota al grande pubblico per “Il Padrino” e per il suo sodalizio artistico con Woody Allen, è stata avvistata sabato mattina a spasso da sola per la Garbatella tra i banchi del mercatino dell’usato in via Manfredo Camperio.

Quando è stata riconosciuta non si è sottratta a qualche scatto tra una bancarella vintage e l’altra, come testimonia la foto pubblicata su Instagram che la immortala con un’operatrice del mercato incredula.

Nonostante il caldo torrido degli ultimi giorni, non rinuncia al suo inconfondibile stile indossando una bombetta grigia, una maglia nera a dolcevita e dei pantaloni a vita alta.

Book Club 2 il film che sta girando a Roma

L’attrice, vincitrice di un premio Oscar nel 1978, si trova nella capitale da qualche settimana per girare “Book Club 2 – The Next Chapter”, film diretto da Bill Holderman che vede nel cast la partecipazione di Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen.

Di Riccardo CERVELLINI

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Chiude il forno dei Maurizi, una generazione di panettieri

Ormai un ricordo quell’aroma di pane fragrante sprigionato nel cortile del lotto 8

Di Giorgio Guidoni

C’era un luogo a Garbatella che aveva il potere di sprigionare nell’aria un intenso profumo di pane appena sfornato. Fragranza che conquistava tutta la piazza, aroma inconfondibile che entrava persino nel cortile del Lotto 8 e faceva pregustare ai ragazzini pizza bianca, pizza rossa, rosette e cirioline.

Quel posto ora è un vivido ricordo per i tanti che lo hanno conosciuto e amato. È il forno Maurizi, una eccellenza arcinota nel quartiere che dallo scorso aprile ha cessato l’attività. Appena divulgata la notizia della chiusura, i social sono stati sommersi da una valanga di messaggi di affetto e ringraziamento da parte della sua affezionata clientela.

Tutto nasce dal capostipite Domenico Maurizi, nato nel 1900, secondo di nove fratelli, rimasto senza padre in tenera età. Con la mamma Anna, abitava a San Giorgio al Velabro, prima del trasferimento al lotto 27 avvenuto a fine anni venti del secolo scorso.

Domenico ha uno spiccato senso imprenditoriale, inizia ad aprire un forno in via Ostiense, di fronte alla ex scuola elementare Niccolò Tommaseo, vicino all’attuale farmacia. È un grande lavoratore e giornalmente produce una notevole quantità di pane.

Ha anche un forte senso di generosità, di giustizia e di solidarietà. Durante gli anni della guerra aiuta diverse famiglie bisognose, compresi molti nuclei di religione ebraica, donando loro pane prodotto di nascosto.

La panificazione in tempo di guerra era controllata capillarmente, era un grave reato produrre pane segretamente. Poiché nei controlli degli agenti fascisti non c’erano riscontri coerenti tra quantitativi di farina in entrata e in uscita Domenico fu anche sospettato di vendere pane a borsa nera, accusa fortunatamente caduta nel vuoto. Inoltre nei suoi vari esercizi commerciali aveva ricavato diversi nascondigli per dare riparo a famiglie ebree ricercate. Anche nella sua casa di via Roberto De Nobili aveva creato una stanza con ingresso segreto che fungeva da nascondiglio. L’ingresso alla stanza era coperto da un armadio che ne celava la vista. I soggiorni dei clandestini non potevano durare molto tempo per via di sospetti e delazioni. Più volte in casa sua ci furono perquisizioni dei fascisti che però fortunatamente non scoprirono mai nulla.

Per queste sue iniziative e per le tante vite salvate la comunità ebraica di Roma riconoscerà a Domenico un attestato, che sarebbe stato felicissimo ricevere con le proprie mani. Purtroppo arriverà solo dopo il 1977, anno della sua scomparsa.

Alla liberazione di Roma del 4 giugno 1944 si rendono disponibili a Garbatella diverse strutture sino allora occupate dai fascisti ormai dileguatisi. Per la sua attività di panificatore Domenico avrebbe desiderato la Villetta, luogo però occupato subito dai partigiani. Allora accettò di insediarsi nei locali in largo Giovanni Ansaldo, in cui nel ventennio si trovava una palestra del Partito nazionale fascista.

L’attività apre l’8 agosto 1944 e da allora non fa che crescere. Negli anni del boom economico arriva a produrre 6 quintali di pane al giorno, una quantità considerevole che serviva ad approvvigionare enti quali il Centro Traumatologico Ortopedico, la città militare della Cecchignola, il Centro Paraplegico di Ostia. Inoltre Domenico apre vari negozi a Roma e ne fa dono ai suoi cinque figli, Mario, Italo, Nello, Alfredo, Sergio, garantendo loro un futuro sereno.

A fine anni ’50 il forno passa ad Italo, secondogenito, che porta avanti la tradizione di famiglia con generosità e oculatezza. I suoi figli, Mauro, Miriam e Anna, avuti dalla consorte Ersilia Giordani, si vedevano spesso gironzolare allegri nel negozio, tra cioccolate e scatole di biscotti.

Erano gli anni del boom economico, disoccupazione e povertà andavano via via scomparendo. Anche se per molte persone c’erano ancora tante difficoltà, si respirava un’aria di allegria e spensieratezza, generata dall’apprezzare i pochi beni materiali posseduti e godere delle piccole grandi cose che può offrirti la vita. Come il rito domenicale del pranzo in famiglia. Per ottenere una cottura sopraffina le mamme del quartiere usavano cucinare le loro prelibatezze al forno Maurizi. Lasagne, pasticcio di maccheroni, melanzane alla parmigiana, portate nelle loro teglie a cuocere, ritornavano a casa pronte per essere gustate con amici e parenti in un convivio indimenticabile.

 

Ce lo racconta Mauro, il primogenito di Italo, che, da ragazzino era addetto al compito di verifica cottura dei piatti. Un duro lavoro che qualcuno doveva pur fare e lui si applicava con grandi risultati.

Ai ragazzini del lotto 8 Italo regalava a più riprese calde rosette appena sfornate. Alla scala E c’era un ingresso segreto che ti permetteva di entrare direttamente nel retro del negozio. Entrare in quel tempio era un piacere per i sensi: la vista per i tanti prodotti colorati sugli scaffali, l’odorato per il profumo della cottura, il tatto per la consistenza scrocchiarella dal pane, il gusto per la bontà dei prodotti venduti e l’udito perché quando uscivi fischiettavi e cantavi tutto contento con gli altri amichetti. E poi le cirioline con dentro la tavoletta di surrogato di cioccolato, quello che aveva sul retro l’immagine del Barone di Munchausen, un sapore inconfondibile, al modico prezzo di 10 lire!

La generosità è sempre stata un carattere distintivo dei Maurizi. Tante persone in difficoltà economiche venivano a chiedere il pane che veniva loro donato discretamente.

Attilio e Domenico Maurizi in una foto del 1960
Miriam Maurizi
Italo Maurizi
Maestranze per la costruzione del lotto 15 in via G. Ansaldo nel 1922

Nel 1968 Italo lascia l’attività al primogenito Mario che continua a curare la panificazione con attenzione e qualità servendo negli anni un grande numero di clienti, sia pubblici sia al dettaglio. Nell’anno 2000 arriviamo alla terza generazione dei Maurizi. Loredana, figlia di Italo, prende in carico l’attività portando nuove idee e una rinnovata energia. Negli oltre 20 anni di gestione opera diversi cambiamenti strutturali, ingrandisce i locali interni accorpando le ex cantine del palazzo e dà un nuovo impulso all’attività facendola viaggiare al passo con i tempi. Tutto secondo i crismi tradizionali di qualità, sviluppo e generosità. In piena fase di emergenza Covid istituisce la busta sospesa: a fine giornata il pane e la pizza invenduti sono messi a disposizione di chi ne ha bisogno, incartati in varie buste disponibili fuori dal negozio.

Tutte le storie, anche le più belle, hanno una fine. Le nuove generazioni hanno scelto strade professionali diverse, qualche problema di salute in famiglia, il mercato che cambia, la gestione del personale onerosa, Loredana decide di fermarsi. Da un paio di mesi il forno Maurizi è un ricordo fragrante, associato a momenti semplici e indimenticabili della vita di tutto il quartiere.

Curiosando tra i ricordi di famiglia Miriam ci ha fatto pervenire un documento di grande importanza. L’immagine, scattata nel 1922 da una rurale e irriconoscibile via Ansaldo, un gruppo di operai addetti alla costruzione del lotto 15. Tra di loro, con un segno sopra il cappello, c’è Attilio Giordani, padre di Ersilia, moglie di Italo. Una foto eccezionale che evidenzia un legame profondissimo tra la famiglia Giordani/Maurizi e la Garbatella, unione che dura da un secolo esatto.

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Quei treni per Modena, destinazione paradiso

Anche i bambini bisognosi della Garbatella nel dopoguerra furono ospitati dalle famiglie del nord Italia. La storia di Giulio, Laura e Giovanna Foschi.

Di Giorgio Guidoni

La fine delle ostilità del secondo conflitto mondiale lasciò l’Italia sprofondata su un cumulo di macerie e povertà, ma non di disperazione. Un aiuto concreto ai figli delle tantissime famiglie povere del Centro-Sud lo idearono l’Unione Donne Italiane, insieme al Partito Comunista, con un progetto formidabile e visionario noto come “I treni della felicità”. Grazie alla disponibilità di famiglie benestanti e generose del Nord, che avrebbero dato accoglienza temporanea a bambini indigenti o in difficoltà economiche.

a sinistra: Giovanna con Ludovico Righi e familiari | a destra: Giulio Foschi

Il piano, ancora oggi poco conosciuto, iniziò nel gennaio 1946 con l’allestimento di treni speciali che portavano i bambini bisognosi nelle case di quelle famiglie che si erano offerte per dare loro alloggio e sussistenza. In un batter d’occhio la vita per queste creature cambiò in meglio, per loro scomparvero i problemi di scarsità di cibo, cure, istruzione e beni di prima necessità. 

Il progetto non era piaciuto a Pio XII, Papa dichiaratamente anticomunista. Il Vaticano aveva assunto una posizione ideologica contraria, facendo spargere la voce che i bambini sarebbero stati spediti in Unione Sovietica, e arrivando a ventilare il fatto che, una volta arrivati a destinazione, se li sarebbero mangiati o ne avrebbero fatto sapone. Dichiarazioni che avevano fatto dubitare più di un genitore sull’opportunità di spedire i loro figli verso un destino ignoto e terribile. Ma alla fine chi ne aveva bisogno decise di accettare l’amore verso il prossimo offerto dalle famiglie benestanti. Anche a Garbatella ci furono genitori che scelsero per i propri figli la soluzione dei Treni della Felicità.

L’Unità del 1 febbraio 1946

Stiamo parlando della famiglia Foschi, molto conosciuta nel nostro quartiere, proprietaria del celebre bar in piazza Bartolomeo Romano, gestito per tanti anni dall’indimenticato Giulio, scomparso prematuramente nel dicembre 2001. Il progenitore Nonno Checco, al secolo Francesco Foschi classe 1901, era un omone grande e grosso, originario di via della Scala a Trastevere, trasferito a Garbatella, al lotto 20, nei primi anni venti del secolo scorso. Lavorava al Mulino Biondi, poco distante dal Ponte dell’Industria. Con i suoi colleghi faceva a gara a portare su per le scale sacchi di farina del peso di un quintale: chi ci riusciva vinceva un litro di vino. Comunista d’altri tempi, era un idealista che non volle mai prendere la tessera del Partito Nazionale Fascista. Anche sua moglie Maria Pepe, classe 1905, lavorava al Mulino Biondi. Era addetta alla produzione della pasta lunga, principalmente gli ziti. Maria non seguiva le idee del marito. Più concreta e pragmatica, lei scelse la strada che garantiva la razione quotidiana di cibo per sfamare le bocche della loro numerosa prole e accettò la famigerata tessera: con undici figli era praticamente una scelta obbligata.

Nel gennaio del 1946, alla sede del PCI della Villetta, si riunì il comitato per la partenza dei bambini. Nonno Checco venne a sapere delle voci messe in giro dalla Chiesa per scoraggiare la loro partenza. Lui che aveva deciso di aderire al progetto del treno della felicità, mandando a Modena uno dei suoi figli, si alzò in piedi, prese la parola e comunicò a gran voce “Il Papa è contrario? E allora io ne mando su tre!”

E fu così che quella domenica 3 febbraio 1946 sui vagoni in partenza dalla stazione Termini destinazione Modena salirono anche Giulio nato nel 1932, Laura del 1935 e la più piccola Giovanna che aveva appena 9 anni, tre degli undici figli della casata Foschi. Arrivati a Modena i bambini vengono trasferiti al paese di Castelfranco Emilia e condotti al Teatro Comunale (oggi è il teatro Dada’) per la scelta delle famiglie. Nel salone ci sono tavole imbandite, con pane bianco (sconosciuto ai più) e affettati. Giulio non crede ai suoi occhi, si avvicina a uno dei banconi e si appropria di più panini nascondendoli nelle tasche dei pantaloni. Si avvicina a lui la signora Assunta Odorici, che poi lo accoglierà nella sua casa, e teneramente gli dirà: “Non preoccuparti, non avrai più fame. Da oggi il pane ci sarà tutti i giorni.” È l’inizio di una nuova vita, fatta di accoglienza, contatto con la natura, aiuto in casa e stabilità. Giulio, col suo carattere estroverso e spiritoso si fa subito benvolere e diventa un figlio acquisito. Tutti i giorni monta in bicicletta e va a trovare le sorelle più piccole per salutarle e sincerarsi che sia tutto a posto. Assunta Odorici diventerà per lui una seconda madre, i rapporti tra loro rimangono stretti per molti anni a venire. Per Giulio diventa Mamma Assunta, va a trovarla spesso, perfino durante il suo viaggio di nozze fa tappa a Modena per salutarla e farle conoscere sua moglie Gabriella. Sarà presente anche per festeggiare il centenario della sua seconda mamma. Giovanna si ambienta subito, contribuisce ai lavori in famiglia e impara velocemente come gestire la vita in campagna. Si innamora di Ludovico, il figlio della famiglia Righi che l’aveva accolta, con cui convola a nozze nel 1954. Il matrimonio sarà celebrato nella chiesa di Santa Galla sulla Circonvallazione Ostiense. Giovanna ancora oggi vive a Modena, Ludovico purtroppo non c’è più. Laura invece non si trova a suo agio e dopo pochi mesi fa ritorno a casa: ancora oggi vive a Garbatella.

Più di 70mila bambini furono accolti da decine di migliaia di famiglie ospitanti: un grande risultato per una straordinaria attività che proseguì sino al 1952.

Il primo incontro con la famiglia Foschi avviene sorseggiando un caffè al bar di famiglia in piazza Bartolomeo Romano. La primavera è alle porte, profumo di fresco, aria tersa, cielo azzurro. I loro racconti sono pregni di partecipazione e commozione. È palpabile la presenza di Giulio che non ha mai lasciato la memoria dei suoi cari e ancora li emoziona quando lo ricordano. Le parole chiave sono accogliere, accettare, ospitare, con entusiasmo e generosità. L’incontro ha luogo il 24 febbraio 2022, lo stesso giorno in cui arrivano brutte notizie dal fronte russo-ucraino. Putin ha deciso di iniziare una nuova guerra per impossessarsi con la forza dei territori di un altro Stato indipendente. I conflitti sembrano non aver mai fine. Ma la speranza per un mondo di pace, accoglienza e ospitalità è più grande della disperazione.

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Venduto il “bidet” di via Costantino

Annunciata recentemente l’alienazione dell’immobile costruito per diventare un albergo e rimasto per  anni inutilizzato.

Di Enrico Recchi

Dopo diversi tentativi infruttuosi di vendita negli anni passati, la società immobiliare Coldwell Banker Commercial ha comunicato sui social l’avvenuta cessione per 10 milioni di euro, del “bidet”, così è conosciuto il mastodontico palazzo che domina per intero l’isolato compreso tra Viale Giustiniano Imperatore, Via Galba, Via Costantino e via Tito. La destinazione d’uso non sarà mutata. L’acquirente dell’edificio, di cui non si conosce l’identità, ha ribadito, infatti, che sarà utilizzato a scopo ricettivo e sarà quindi un albergo.

Imponenti i numeri del futuro hotel a quattro stelle: nove piani fuori terra che daranno vita a 181 stanze, più un piano ammezzato e uno interrato, un ristorante, un centro congressi, parcheggi e 6.000 mq di spazio esterno, per una superficie totale di 22.000 mq.

Ma ripercorriamo brevemente la storia di questo palazzo dal profilo particolare, tanto che non appena se ne compresero le forme venne ribattezzato dagli abitanti del quartiere “il bidet”.

La storia nasce durante l’amministrazione del Sindaco Francesco Rutelli (1993-2001), con il progetto per la edificazione di opere pubbliche nelle zone di Piazza dei Navigatori e di San Paolo. L’iniziativa è ribadita con Walter Veltroni Sindaco (2001-2008). Nel 2004 viene stipulata la convenzione edilizia e rilasciate le autorizzazioni a realizzare imponenti edifici privati in cambio di opere di pubblica utilità, attraverso l’abbattimento degli oneri edilizi per le imprese costruttrici.

Molte erano le iniziative previste a beneficio della comunità sia dal lato di Piazza dei Navigatori che da quello Garbatella-San Paolo: costruzione di parchi pubblici e asili nido, razionalizzazione della viabilità, realizzazione di parcheggi e di un sottopasso sotto la Cristoforo Colombo. Però, come spesso accade in Italia, del ricco programma edilizio-urbanistico iniziale alcune cose sono state terminate, mentre altre neanche iniziate. E questo non solo per le opere pubbliche, ma anche per gli edifici privati che nel progetto avrebbero dovuto essere tre, ma dei quali ne sono stati costruiti soltanto due: il palazzo a vetri di Piazza dei Navigatori e appunto “il bidet” lato San Paolo.

Ma lasciamo gli sviluppi della complicata vicenda amministrativo-edilizia per rimanere sul palazzo di cui è stata annunciata la vendita. Dopo il completamento della costruzione dell’immobile non si è riuscito a farne decollare la prevista attività. Infatti la società costruttrice, Acqua Marcia Immobiliare srl, fallisce e subentra un curatore fallimentare che si occupa della vendita.

Abbandonato a se stesso l’edificio è stato più volte vandalizzato, ha subito occupazioni e successivi sgomberi e nel tempo è stato riempito di graffiti azioni, che hanno reso necessario il presidio di un servizio di vigilanza. Durante gli sviluppi dell’iter di vendita sono state anche formulate ipotesi di una acquisizione pubblica della costruzione per poter superare gli ostacoli, che lo hanno reso inutilizzato per anni.

Ora finalmente siamo alla svolta della vendita. Due sono le considerazioni suggerite dalla conclusione di questa annosa vicenda. Innanzitutto i benefici economici che si avranno con l’apertura del nuovo albergo. Una ricaduta positiva per tutte le attività di prossimità e più in generale l’occasione di lavoro per tante persone in un settore, come quello dell’ospitalità, falcidiato dalla pandemia del virus Covid-19. Se nelle intenzioni del compratore, come è probabile, c’è quella di essere pronti per il Giubileo del 2025 dovremmo aspettarci solleciti interventi di ripristino e il definitivo completamento della struttura. Per contro ci sarà un inevitabile aumento del traffico, anche di bus turistici, nelle vie interessate che già preoccupa gli abitanti della zona.

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Il ponte di via Giulio Rocco
sarà abbattuto e ricostruito

I LAVORI POTREBBERO ESSERE TERMINATI ENTRO IL 2023.IL COSTO DELL’OPERA SI AGGIRA SUI 2 MILIONI E 800 MILA EURO

di Gianni RIVOLTA

Ci vorranno ancora mesi, forse qualche anno, per ripristinare la circolazione su via Giulio Rocco, una delle strade di collegamento tra la Garbatella e l’Ostiense, proprio all’altezza del vecchio Rettorato della Terza Università di Roma. Infatti, tramontata l’ipotesi di un restauro del ponte danneggiato dal sisma dell’autunno del 2016, ora si prefigura il suo abbattimento e la completa ricostruzione. Ma qui le cose si complicano. Pare che la stazione appaltante possa essere individuata nell’Astral, l’agenzia regionale delle strade, che dal 1° luglio prenderà in carico anche la linea Roma —Lido, su cui insiste il cavalcavia. Questo consentirà di coordinare meglio i lavori e i riflessi sul traffico ferroviario. Il nuovo ponte sarà leggermente allargato per rifare i marciapiedi a norma con il Codice della strada, mentre la sede stradale rimarrà invariata. Inoltre il progetto prevede la realizzazione del cavalca ferrovia a campata unica in acciaio.

Il costo stimato si aggira sui 2 milioni e ottocento mila euro, ma probabilmente una volta definito il progetto esecutivo e avviata la gara d’appalto, i costi potrebbero variare, anche perché in questi ultimi mesi sono aumentati tutti prezzi delle materie prime, in particolare quelli del ferro e dell’acciaio. Una volta espletata la gara, compatibilmente con il traffico sulla linea Roma e Ostia, i lavori potrebbero durare tra i 6 e gli 8 mesi. E quindi si può presumere che ci vorrà tutto il 2023 per costruire il nuovo ponte e collaudarlo. Tanto dovranno aspettare gli studenti dell’Università e i cittadini della Garbatella, per raggiungere direttamente lo stradone dell’Ostiense e non gravare su via Pellegrino Matteucci o su viale Leonardo da Vinci a San Paolo

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Calcio: Vis Garbatella promossa in seconda categoria

Cala il sipario sulla stagione di calcio dilettantistica, dove le tre squadre dell’Ottavo Municipio quest’anno hanno condiviso il girone C di Terza Categoria. Il campionato ha visto primeggiare la squadra di Acilia, seguita dal Santa Marinella e, con 45 punti, il Vis Garbatella, che all’esordio in categoria è riuscita ad ottenere subito la promozione grazie al ripescaggio come migliore terza.

Una formazione giovane quella del Garbatella, allenata da mister Emanuele Scapigliati, che vanta la terza miglior difesa del campionato grazie alle parate di Gabriele Longo e alla solidità dei difensori Luca Clementi e Ahmed Zein Eldin. Una squadra che subisce poco e con il secondo miglior attacco del campionato, grazie soprattutto ai goal del capitano, il numero sette Matteo Marrella, classe 2000.

Atletico e con una buona tecnica, ha ottenuto la vittoria di capocannoniere con 32 reti su 22 incontri giocati, per una media di un goal e mezzo a partita. Tra le reti più belle c’è quella segnata in trasferta contro Acilia dove, dopo un recupero palla sulla fascia destra, ha lasciato partire un tiro di sinistro a giro dal limite dell’area, che si è insaccato all’incrocio.

I goal di Marrella sono supportati dall’aiuto di tutta la squadra, ma in particolare del numero otto Benedict Owoo, giocatore totale, capace di ricoprire sia il ruolo di centrocampista sia quello di attaccante. Forte in fase di interdizione e nel recupero palla, Owoo è diventato un punto di riferimento sia in campo sia nello spogliatoio e si dimostrerà una pedina fondamentale per la prossima stagione in seconda categoria.

Vis Garbatella promossa in Seconda Categoria

Real San Paolo e Virtus Tormarancio voglia di riscatto

Se a Garbatella si gioisce per la promozione, il Real San Paolo pensa già alla prossima stagione e alla voglia di riscatto. I gialloneri, infatti, hanno concluso la stagione all’ultimo posto del girone, con solo 2 punti in classifica. Complice il Covid, i cambi di allenatore e la mancanza di giocatori a centrocampo, la squadra non è riuscita a mostrare il suo valore.

Nonostante le tante sconfitte, il Real ha mantenuto uno spirito agonistico e solidale, la società si è infatti distinta per i progetti nell’ambito sociale, permettendo a tanti giovani provenienti da situazioni dove incombono problemi economici e di integrazione di praticare sport. Progetti che Giuliano Bianchi, presidente e giocatore della squadra, manterrà anche nel prossimo anno; Bianchi inoltre siederà in panchina al posto dell’attuale allenatore Giuseppe De Rossi e sta lavorando affinché la squadra ritorni a giocare nel proprio quartiere, per ritrovare i tifosi e la gioia di sentirsi a casa.

Per il ritorno in campo il Real San Paolo prevede l’arrivo di circa sette nuovi giocatori, ma potrà contare ancora sui goal di Nikolas Venti, maglia numero 11, classe 1995, soprannominato “stella cometa” per via della sua capacità di illuminare il campo con le sue giocate e i suoi dribbling. Dall’altro lato del campo confermate ancora le colonne difensive Francesco Impero e il capitano Fabrizio Perosini, a proteggere la porta si alternano il veterano Antonio Vozzolo e il giovane promettente Valerio De Maria.

Real San Paolo

Stagione altalenante invece quella della Virtus Tormarancio, che si è piazzata al decimo posto con 19 punti. Dopo un avvio difficile con cambio di allenatore, si è ritrovata con mister Mario Bolletti, che ha saputo fare gruppo nello spogliatoio e valorizzare alcuni giovani, come Monteiro Correia Ravi Cristian, giocatore di fascia che con il dribbling e la corsa ha fatto ammattire le difese avversarie.

La Virtus si è dimostrata una squadra imprevedibile, capace di colpire con qualsiasi giocatore; sono infatti almeno quindici quelli andati in rete, tra questi: Andrea Dentice, Galie Federico, Galieti Lorenzo, Seketa Patrick, Provenzani Federico. Gli amaranto, inoltre, hanno dimostrato di ottenere i migliori risultati in trasferta, guadagnando 13 punti sui 19 totali conquistati.

Sono però lontani i tempi in cui la squadra del Tor Marancia giocava nel glorioso campo dell’OMI, tra il suo pubblico. Oggi è invece costretta all’interno dell’impianto sportivo Guglielmo Fiorini a San Paolo e sente la mancanza dei suoi tifosi, anche se non è detto che nei prossimi anni si realizzi il sogno che la squadra ritrovi il suo quartiere.

Virtus Tormarancio

Gli scontri diretti

Negli scontri diretti, il Real San Paolo ha perso tutti gli incontri sia con la Virtus Tormarancio sia con la Vis Garbatella, mentre è finito in parità 3-3 il derby di andata tra Tormarancio e Garbatella, una partita ricca di emozioni, con tre goal su calcio di rigore e con il risultato in bilico fino all’ultimo minuto; la partita di ritorno si è conclusa 3-0 a tavolino per la Vis.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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