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Ago e un filo giallorosso lungo trent’anni

di Claudio D’Aguanno

A rovistare tra le carte smarrite nel più fondo dei cassetti, spesso un sollievo per la memoria e altrettanto spesso un tormento per l’anima, ci sono fogli che più di altri hanno la capacità di scuotere lo sguardo e di marcare meglio le rughe sul volto. Giornali e foto di fine secolo, appunti buttati via di un libro mai chiuso, note scritte e messe da parte. Quel 30 maggio del ’94 era un lunedì senza calcio o meglio di quelli a campionato ormai spento e archiviato.

L’Inter s’era salvata dalla retrocessione per un punto, l’Atalanta scendeva in B, il Milan di Capello dopo il titolo t’aveva pure travolto il Barcellona in Coppa campioni mentre la Roma di Mazzone proprio per un ics patteggiato coi nerazzurri a San Siro era finita settima: “mia adorata –scriveva allora Victor Cavallo– sono stanco e ho bisogno dei tuoi capelli e di una campagna acquisti che mi ridia speranze di coppa Uefa”. La tensione pallonara ormai era però tutta rivolta altrove e in attesa dei Mondiali.

Quel pezzo su Paese Sera

È  proprio una copia d’un ingiallito Paese Sera quella che recupero e che mi si accartoccia tra le mani. Quotidiano romano che aveva conosciuto tempi migliori il giornale allora tentava l’ennesimo rilancio. Aveva ridotto il formato ma non lo stile e nella sua qualità comunicativa la cronaca cittadina si alternava a quella globale, un massacro in Ruanda stava nella pagina accanto alle udienze per la banda della Magliana, notizie made in Usa si confondevano con veloci incursioni nei quartieri di periferia. Berlusconi aveva appena formato il suo governo e lo smarrimento della sinistra istituzionale era compensato dal vigore dei movimenti di opposizione.

Eppure di tante cose è solo lo sconcerto per quel maledetto colpo di 38 quello che mi rincorre forte tra le righe stampate.  “Sciagurato come un autogol, inaspettato come un cartellino rosso immeritato, fulminante come uno di quei calci piazzati, così poco rispettosi delle barriere, che soltanto lui sapeva realizzare.” Così l’attacco del pezzo a tutta pagina sulla partita finita male di Agostino.

Il ragazzo del Borromini

Su tanta stampa più o meno specializzata, anche di ottima letteratura sportiva, le metafore si sposavano con l’emozione e il rumore dell’ultima sconfitta rendeva mesto anche il ricordo più bello. A me invece era venuto naturale andare a cercare tra le strade di Garbatella e Tor Marancia il ragazzo incontrato al Liceo,  l’avversario di tante sfide vissute “al gran sole carico d’amore” dell’oratorio o tra la polvere sudata del “campo del palo”, il centrale del Borromini nel torneo del 72, quello di noi che s’allenava con De Sisti al Tre Fontane, il formidabile capitano dello scudetto, l’atleta protagonista di tanti momenti felici e meno felici.

E l’incredulità di allora ci mette meno di un attimo a tornare a galla. Rileggo la commozione di Danilo o di Gigi cresciuti con lui alla De Nicola. Rivedo lo stupore di Padre Guido che ancora non sapeva spiegarsi “quella multa di 30 lire” che gli aveva appioppato in una partita “categoria microbi”.

E l’affetto, pieno di rabbia tenera e commossa, dei suoi compagni di scuola. “Agostino triste? Forse il mondo del pallone, con cui ha avuto a che fare, era triste. Lui era di una serietà unica e di un’umiltà sconvolgente –sbotta Carmine Tortorella detto Cino- pensa che per il Roma Junior Club lasciò a me la fascia di capitano, proprio a me che rispetto a lui ero una sega totale e fisicamente valevo meno della metà.” Per Corrado Mezzanotte “Una scelta sconvolgente la sua ma più di lui colpevole l’affollata solitudine in cui l’avevano confinato. Ma quale campione dal destino segnato! Infelice è l’ambiente che non ha saputo tenerselo. Io ricordo il suo piacere nel far correre la palla, il suo estro, la sua semplicità piena e generosa.”

Ecco, trent’anni dopo, il segno di un’esistenza unica e particolare trovare ancora le sue note più vere. “Il calcio è talento ma è gioco collettivo. E’ sport e agonismo ma va fatto con divertimento. Il calcio è lealtà verso l’avversario. E’ rispetto delle regole. E’ rispetto verso l’arbitro e guardialinee. Il calcio è semplicità!” Proprio così appuntava Agostino in un suo manuale pubblicato dopo la sua morte. E quanta ricchezza anche in quella sola rivendicazione di “semplicità”!

Le dichiarazioni del figlio Luca

Ora sono le frasi di un figlio ormai adulto a venirmi incontro: “No, non facciamo di lui un santino – scrive Luca Di Bartolomei-  Ago va ricordato non celebrato. E va ricordato tutto. Affinchè sia monito di amore, di cura e di perseveranza.

Perché la vita è ciclica e sta a tutti noi impegnarci per riconoscere i momenti di difficoltà e la fragilità di chi è intorno a noi. Essere empatici, mostrare gentilezza, essere aperti è un investimento e ripaga sempre. E’ così che in questi trent’anni insieme siamo riusciti a far tornare mio padre fra le strade della sua città. Con gioia e senza più malinconia.”

Nei prossimi giorni vedrà la luce una piccola associazione che ne porterà il nome. Ci saranno azioni concrete in suo nome e borse di studio sportive per ragazzi del quartiere. Così Agostino oggi è ancora tra noi e, chiude Luca, “il coraggio non ruggisce sempre, piuttosto a volte è un fiato sottile che dice riproverò domani”

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Il Basket 3×3: nuova energia per i nostri quartieri

Tre contro tre, la palla e i canestri. Le community di basket e streetball di Roma si sono organizzate. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: il primo circuito estivo per il basket di strada, che segna un passo avanti importante per questo sport sempre più diffuso. Domani a Garbatella iniziano i più giovani, della categoria Under 17, poi sarà la volta delle categorie Femminile e Senior.

Logo del torneo Roma3x3.

Il torneo

Cinque tappe e una finale, su tutto il territorio cittadino. Cinque playground che nei quartieri sono diventati simbolo di comunità e aggregazione intorno allo sport e che finalmente vengono messi in rete dai giovani che hanno organizzato il torneo. La finale in una location segreta che promette di stupire chi parteciperà.

Le tappe in VIII Municipio

GarbaPlayground

 

Ben tre delle cinque tappe cittadine saranno sugli asfalti dei playground del nostro Municipio: dal Garba Playground al Playground Roma 70, passando per quello del Cinodromo. Vari quartieri e un forte protagonismo dei ragazzi che stanno dando vita a questi luoghi di sport cresciuti e implementati grazie al lavoro delle comunità e Municipio negli ultimi anni.

La voce degli organizzatori

Francesco, Riccardo e Samuele sono tre dei ragazzi che gestiscono i Playground del Municipio VIII, ognuno con la sua community. L’entusiasmo è tanto. “Per noi il Playground è un luogo d’incontro”, dicono a Cara Garbatella, “dove ragazze e ragazzi possono incontrarsi e passare del tempo insieme, il Basket 3×3 è ciò che ci unisce e ciò che ha ci permesso di creare le nostre fantastiche community”.

E poi rispetto al torneo in arrivo aggiungono: “Il circuito Roma3x3 è un regalo che facciamo a tutte le nostre comunità ma in generale a Roma, perché per noi Roma rappresenta il nostro Playground”.

Il torneo andrà avanti per tutto il mese di giugno. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: per rimanere aggiornati basterà seguire le pagine social di Basket3x3 e che vinca il migliore!

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Coppa Ago 2024: il Socrate fa cinquina

di Claudio D’Aguanno

Ormai è un appuntamento classico di metà primavera per le scuole di Roma VIII. Da scrivere in agenda. La Coppa Ago riscoperta e riportata in vita da Massimo Pelliccia è la sfida che, nel nome di capitan Di Bartolomei, ogni anno torna a far correre il pallone sul campo verde di via Costantino.

E’ la competizione, semplice e forte nel suo statuto, dove in palio non c’è la proprietà di un trofeo ma la sua presa in custodia e, forse anche per questo, quella più adatta al gioco della memoria e all’incontro tra le diverse generazioni.

Il Liceo Socrate vincitore della Coppa Ago 2024

Edizione numero sei questa del 2024. Tre, al solito, le squadre in campo: i campioni uscenti del Liceo Socrate, gli eterni sfidanti del Liceo Caravaggio, la new entry del Liceo Majorana di Spinaceto sceso dalle nostre parti a contrastare l’egemonia dei liceali della Garbatella.Ma le intenzioni non sempre vanno d’accordo con i risultati e il responso delle gare ancora una volta ha premiato i ragazzi del Socrate guidati in panchina dalla terna Pes Magistro D’Alessandro.

Netto il punteggio delle partite che li ha visti dominare sui rivali. Tripletta di Catanoso più Peri e D’Antoni nel match d’apertura con i blu del Majorana che trovano con il capitano Scarpetti il gol della bandiera.Punteggio tennistico invece, 6 a 0, nella chiusura di giornata ai danni del Caravaggio con doppiette di uno scatenato Catanoso e Pasquini più Pavinato e Ventura.

Nella partita di mezzo, tra Majorana e Caravaggio, il pari e patta al termine dei minuti regolamentari ha portato le due squadre a giocarsela ai rigori.Gli errori dal dischetto degli amaranto di Tor Marancia hanno fatto la differenza dando così ai blu di Iorio e Cirillo quella vittoria tenacemente negata nei minuti regolamentari dai ragazzi allenati da Antelmi e Silvestri.

il bomber Catanoso in azione

Al termine della competizione l’esplosione, con invasione di campo, della torcida del Socrate ha salutato il quinto successo, quarto consecutivo, dei liceali garbatellardi accompagnando pure con olè la consegna dei premi.

Diverse le presenze degne di nota e piacevolmente confuse sugli spalti tra le tifoserie più accese: Luca Di Bartolomei e Gabriele D’Urbano, il “fedelissimo” del torneo Carlo Firmani Preside del Socrate, l’immancabile Prof.ssa Fiorella De Benedictis del Caravaggio, qualche compagno sparso delle sfide “al campo del palo” come Enrico Tubili per anni stimato prof di matematica al Socrate, Enzo Del Poggetto del Roma Club Eur Torrino “Federica Del Poggetto”, Agnese ed Emma Petrucci con la loro mamma Beatrice ovvero la famiglia dell’indimenticato ex docente del Caravaggio Fabio Petrucci “uno del nucleo storico” della Coppa Ago al quale, da questa edizione, è intitolato il Premio fair play.

Foto di gruppo della Coppa Ago 2024

Nelle parole di Massimo Pelliccia il commento finale della giornata: “Questo torneo è nato per caso, per un ritrovamento fortuito, ma non è dovuto al caso il fatto che continui ad esistere. Senza sponsor e col solo sostegno organizzativo del Municipio, la coppa Ago è un piccolo miracolo di volontariato sportivo attorno a cui sta crescendo l’attaccamento delle scuole di zona. Abbiamo richieste di nuove partecipazioni e vedremo dal prossimo anno come rispondere.”

Per Amedeo Ciaccheri presidente di Roma VIII il torneo è un “bene comune” da proteggere e rilanciare sempre più:  “Quest’anno –ha poi sottolineato l’ex alunno del Socrate- sono trent’anni dalla scomparsa di Agostino e ci sono tante idee che girano tra di noi.

Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (entrambi Socrate) premiati ex aequo

Fortemente voluto dal figlio Luca c’è il progetto di un’associazione in suo nome e di borse di studio per consentire a ragazzi meritevoli di studiare e fare sport insieme. Agostino Di Bartolomei non è un solo ricordo del passato ma una spinta sempre nuova ad andare avanti e crescere assieme nei valori che erano i suoi: quelli della correttezza, dell’impegno, della solidarietà.”

Formazioni, tabellini, marcatori e nomi della Coppa Ago 2024

 Liceo Scientifico e Linguistico  Statale  Ettore Majorana: Alluvion (F) – Araco – Busana – Cicchinelli – De Rocco – Lombardo – Mascia – Petri– Pietropaolo – Pimpinelli – Piro – Scalzotto – Scarpetti (C) – Tavani – Vigorita. Allenatori: Iorio, Cirillo.

 Liceo Artistico  Statale Caravaggio: Alleva – Amodio – Angeli – Arena – Bianchi – Biginelli – Capodanno – Cavalieri -Congiu – Del Castello – Di Blasi – Di Prospero – Gentile – Lucarelli – Maccarrone – Mancini -Mori – Pini (F) (C) – Rosati – Ruvolo – Serafini – Stoppaccioli – Trapani L. – Trapani F.  Allenatori: Antelmi-Silvestri.

 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate: Battista – Bosman (F) – Carfagna – Catanoso – Colizza (C) – Cucci – D’Antoni – D’Aversa – Di Fraia – Fontana – Giorgi – Grotti – Pasquini – Pavinato – Peri – Petrucci –Pica – Pomarici – Ronzoni – Rossetti – Santini – Tedone – Trainito – Ventura. Allenatori: Pes-Magistro-D’Alessandro.

1a partita: Socrate 5 – Majorana 1

Catanoso (S) -Catanoso (S) – Catanoso (S) – Peri (S) – D’Antoni (S) – Scarpetti (M)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

2a partita: Caravaggio 3 – Majorana 5

Di Blasi (C) – Scarpetti (M)

(dopo i calci di rigore: 1-1 nei tempi regolamentari)

La sequenza dei calci di rigore:

Di Blasi (C) gol – Tavani (M) gol

Lucarelli (C) gol – Scalzotto (M) gol

Bianchi (C) parato – Araco (M) (gol)

Di Prospero (C) parato – Vigorita (M) (gol)

Arbitro: Alessandro Crolla – Assistenti: Fabrizio Silvestroni – Alessio Alessandro

3a partita: Socrate 6 – Caravaggio 0

Catanoso (S) – Catanoso (S) – Ventura (S) – Pasquini (S) – Pavinato (S) – Pasquini (S)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

 

Vincitore Coppa Ago 2024 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate

Premio miglior calciatore ex aequo Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (Socrate)

Premio Fair Play “Fabio Petrucci” Daniel Angeli (Caravaggio)

Menzione speciale a Gaia Fintini e Ludovica Alunni del Liceo Caravaggio per aver realizzato, rispettivamente, il servizio fotografico e la locandina della manifestazione.

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Palla al centro e in alto i cuori. Coppa Ago 2024!

DI Claudio D’Aguanno

Le squadre di tre Licei, il sole che batte sul campo di pallone, striscioni e cori, il tifo sugli spalti e il trofeo Roma Junior Club 1972 di nuovo in palio. E’ l’edizione 2024 della Coppa Ago in onda lunedì 13, calcio d’inizio ore 9, sul rettangolo verde di via Costantino 5. Edizione questa numero sei che conferma, dopo gli anni grigi del covid, la forza dell’affetto portato al capitano dai ragazzi con i docenti delle scuole coinvolte, il positivo sostegno di tutto il Municipio di Roma VIII e in particolare del suo presidente Amedeo Ciaccheri, l’impegno di tante persone unite nel ricordo di Agostino ragazzo, cresciuto tra Tor Marancia e Garbatella tra campi sterrati e d’Oratorio.

A sinistra: la squadra del Borromini al RJC 1972.  A destra: Coppa Ago 2023 Ubaldo Righetti consegna la Coppa RJC 1972 a Sofia Bosman del Liceo Socrate

“La memoria –si ripete spesso nei quartieri popolari- è un ingranaggio collettivo” e la tradizione di questo torneo, il suo racconto, lo conferma. Ma senza la passione e la competenza di Massimo Pelliccia questa coppa non avrebbe mai ripreso luce. È stata infatti sua la riscoperta del trofeo dimenticato, finito abbandonato e dismesso in un corridoio secondario del Liceo Caravaggio, ultimo domicilio conosciuto del Borromini, l’istituto superiore frequentato da Agostino nei suoi anni giovani.

Ed è sempre a Massimo Pelliccia, con il concorso attivo di Luca Di Bartolomei, che si deve l’invenzione del torneo e la forma che ha preso nel tempo. Doveva essere, quello del 2016, appuntamento unico e irripetibile. Una partita secca tra Liceo Socrate e l’Artistico Caravaggio sul campo ex OMI di via Giangiacomo con formazione vincitrice pronta a riconsegnare alla famiglia Di Bartolomei la coppa ritrovata. “E’ una coppa che appartiene a voi studenti –commenta però sulla scena, al momento delle premiazioni, Luca Di Bartolomei- E’ vostra. Rimettetela in palio ogni anno che viene e sempre nel nome di Agostino”.

Agostino Di Bartolomei in una foto inedita archivio di Cara Garbatella
Agostino Di Bartolomei durante un allenamento con la Roma al campo delle Tre Fontane. (Foto inedita, archivio Cara Garbatella)

Di qui la felice epifania d’una competizione che sempre Massimo Pelliccia si preoccupa ogni volta di rinnovare e organizzare. La formula viene da sé: tre scuole convocate, girone semplice all’italiana, partite secche e classifica scritta da scontri diretti e differenza reti. E chi vince festeggia tra gli olè, tiene la coppa in bacheca per un anno per poi, quasi una Rimet di quartiere, rimetterla in concorso la volta successiva.

Quella di quest’anno è appunto l’edizione numero sei. In quelle passate oltre le due scuole d’esordio si sono viste correre anche le maglie orange dell’Itis Armellini, istituto tecnico di buone tradizioni calcistiche, quest’anno sostituito dal Liceo Majorana. Una volta l’ha spuntata il Caravaggio e ben quattro sono stati i successi del Liceo Socrate. Il regolamento prevede che tra gli undici schierati a lottare su ogni pallone ci sia la presenza di una giocatrice. L’anno scorso fu Sofia Bosman del Liceo Socrate, con la fascia di capitana al braccio, a sollevare il trofeo.

Non mancheranno comunque come sempre le presenze romaniste ad arricchire il richiamo della competizione. Dopo i volti di Odoacre Chierico, di Paolo Alberto Faccini, di Ubaldo Righetti e di Giulia Anzalone, questa volta toccherà a Franco Peccenini premiare i vincitori. E toccherà soprattutto alla straordinaria verve di Federica Cicchinelli del “Roma Club Fornaci Agostino Di Bartolomei”, ormai compagna di ventura e salda collaboratrice del torneo, accompagnare questa edizione verso il suo esito più positivo, festa piena di sport e di colori giallorossi.

Programma della giornata – Lunedì 13 maggio

Ore 8:00 Ritrovo al Campo G. Fiorini di via Costantino 5

Ore 8:30 Accesso del pubblico. Presentazione della manifestazione da parte di Massimo Pelliccia.

Saluto di un docente per ognuna delle tre scuole.

Il Liceo Socrate riconsegna la Coppa Ago vinta nella scorsa edizione.

Ore 9:00 Inizio partite.

Ore 12:00 Cerimonia di premiazione a cura di Massimo Pelliccia, Amedeo Ciaccheri, Federica Cicchinelli e l’ospite d’onore Franco Peccenini

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Una nidiata di falchi sul palazzo della Regione Lazio

Si aggirano rapaci intorno alla Regione Lazio. Ma, questa volta, non si tratta di politici. Ad aver nidificato sul tetto dell’edificio a vetri di via Cristoforo Colombo è una coppia di falchi pellegrini intercettata dall’associazione Ornis Italica. Il nido si trova sotto un condotto dell’aria condizionata, in corrispondenza della lettera G della scritta che campeggia su via Rosa Raimondi Garibaldi. “Teniamo d’occhio questi due esemplari da qualche anno” ci ha raccontato il ricercatore Giacomo Dell’Omo. “In passato avevano provato a stabilirsi anche sul tetto del Ministero dell’Ambiente in via Cristoforo Colombo 44, ma la pioggia aveva disturbato la cova e non erano nati pulcini.”

L’attività di Ornis Italica

Una certa predilezione per le sedi istituzionali, sembrerebbe. Scherzi a parte, gli spostamenti degli uccelli permettono ai ricercatori di Ornis Italica di studiarne le abitudini e il comportamento. “È un campo di lavoro ancora poco sviluppato” ha proseguito Giacomo Dell’Omo, “siamo un gruppo di ornitologi che cerca di dare il proprio contributo scientifico sulle specie selvatiche.”

Sono oltre 121 le specie di uccelli che vivono nella Capitale, come riportato sul sito di WWF Roma e Area Metropolitana. Non solo piccioni, insomma. Anzi, a causa dell’aumento dei gabbiani, di cui sono preda, i piccioni stanno diminuendo. “Sta invece aumentando il numero di pappagalli, falchi, e degli storni, che dal nord Europa si stanno spostando a sud. I cormorani, poi, popolano le sponde del Tevere e rappresentano la comunità più nutrita d’Europa” ha proseguito Dell’Omo. “La fauna romana, rispetto a trent’anni fa, si è notevolmente arricchita.”

Fauna con cui i romani non sempre convivono pacificamente, come nel caso dei gabbiani che, tra cassonetti presi d’assalto e monumenti danneggiati, sembrano aver invaso la Capitale. Ma non vivevano in riva al mare, una volta? “I gabbiani hanno mutato radicalmente il loro comportamento” ci ha spiegato il ricercatore. “Ormai preferiscono stare in città e, anche nel caso di Roma, si osserva che raramente si avvicinano a Ostia.” Queste osservazioni sono rese possibili da un monitoraggio tramite Gps. A causa dei costi e dei fastidi che il sistema arreca agli animali, ad essere tracciato è un campione ridotto di esemplari da cui Ornis Italica risale alle abitudini dell’intera specie.

Uova di falco sulla Regione Lazio

Ma torniamo ai falchi della Regione. È maggio, il periodo della cova si è quasi concluso e tra gli ornitologi sono aperte le scommesse: le uova sono fertili? Al momento, i genitori stanno ancora covando, e abbandoneranno il nido solo quando si renderanno conto che questa primavera non nasceranno pulcini. “Nei prossimi giorni andremo a verificare lo stato della cova” ha proseguito il ricercatore, “anche se ormai è un po’ tardi per la nascita dei piccoli, che di solito avviene già a inizio aprile.”

pulcino di falco
Pulcino di falco pellegrino

Se la riproduzione non andrà a buon fine, ci si rivedrà l’anno prossimo. Le coppie di falco pellegrino vivono insieme solo nel periodo dell’accoppiamento e delle cure parentali, da febbraio a luglio, quando i pulcini sono in grado di volare e abbandonano il nido. Hanno anche la memoria breve, perché la primavera successiva mal tollereranno la presenza di altri falchi nelle vicinanze, compresi i propri figli. Ma il lavoro di Ornis Italica non si limita a fornire dati scientifici. Attiva da quindici anni, l’associazione ha anche installato delle webcam su nidi di falchi, gheppi, ghiandaie marine e allocchi, per permettere a chiunque di osservare la vita degli animali con un semplice click, andando sul sito birdcam.it. “Le webcam ci sono anche utili per rintracciare gli esemplari, se riusciamo a vedere il numero dell’anello che portano alla zampa” ha concluso Dell’Omo.

L’inanellamento dei pulli

L’inanellamento è dunque un momento importante, il battesimo laico a cui tutti i piccoli di falco (pulli) devono sottoporsi. A una ventina di giorni dalla nascita, prima che imparino a volare e che abbandonino il nido, gli studiosi di Ornis Italica stringono un piccolo anello metallico intorno alla zampa degli animali. “Il numero di anello è l’unico strumento di cui disponiamo per identificare in modo univoco un esemplare” ha spiegato Dell’Omo. “In questo modo, nel caso trovassimo il falco ferito o morto, possiamo risalire ad anno e luogo di nascita per ricostruire gli spostamenti e la causa del decesso.”

torre piezometrica acea via di salone
Torre Acea di Salone

L’ultimo inanellamento è avvenuto lunedì 29 aprile, presso la torre piezometrica Acea in via di Salone. Sullo sfondo campestre di via Collatina, ad essere prelevati dal nido, pesati, misurati e inanellati sono stati quattro pulcini, tutte femmine. A qualche metro dalla sorgente Acqua Vergine, la torre piezometrica interrompe con imponenza il paesaggio piano della campagna. “I falchi nidificano in luoghi alti e in natura prediligono le rupi” ha spiegato Dell’Omo in quell’occasione.

E, in fatto di rupi, il meglio che Roma può offrire sono i cornicioni dei palazzi o al massimo qualche torre isolata. Inizialmente solo i genitori a nutrire i piccoli. In seguito, dopo circa tre mesi di vita, i pulli si lanciano dall’alto e imparano a volare. L’altezza a cui sono nati è destinata a diventare la loro dimensione: i falchi cacciano in aria, picchiando a una velocità di trecento chilometri orari e afferrando la preda esclusivamente in volo. Se si avvicinassero troppo a terra, infatti, rischierebbero di schiantarsi al suolo a causa dell’elevata velocità. Dunque nessun pericolo per chi passa dalle parti della Regione. Anche perché – parliamoci chiaro – in cima agli edifici pubblici sempre meglio un nido di falchi che una schiera di aquile.

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In bici per Gaza. La carovana Ride 4 Sunbirds arriva alla Garbatella

Partita il 25 aprile da Milano, la lunga carovana di bici Ride 4 Sunbirds arriva questo pomeriggio alla Garbatella. È la Ride 4 Sunbirds: 700 km per raccogliere fondi e raccontare la storia dei Gaza Sunbirds, una squadra palestinese di para-ciclisti.

 

Logo di Ride 4 Sunbirds.

Chi sono i Gaza Sunbirds

La squadra nasce nel 2020 grazie ad un’idea di Alaa al-Dali, ciclista professionista che durante le manifestazioni al confine tra Israele e la Striscia di Gaza ha perso una gamba colpito da un cecchino dell’esercito israeliano. Tra il 2018 e il 2019 sono stati migliaia i giovani palestinesi che hanno dovuto subire amputazioni agli arti a causa dei colpi subiti durante le manifestazioni. Dopo aver perso la gamba, Alaa al-Dali ha deciso di fondare una squadra di para-ciclisti, composta da ciclisti professionisti che prima della recente aggressione militare israeliana su Gaza avevano iniziato ad allenarsi per competere alle Paralimpiadi del 2024.

La carovana Ride for Sunbirds

Un gruppo di ciclisti italiani ha deciso di raccontare questa storia. Lo fanno attraversando un pezzo di stivale con le proprie bici: molte tappe in un lungo percorso con l’obiettivo di raccogliere fondi e dare voce alla storia di Alaa e degli altri ragazzi. La carovana si è fermata lungo il percorso a Parma, Bologna, Firenze, San Quirico d’Orcia, Bolsena e, poi, finalmente a Roma. Lo sport diventa così un mezzo potente per costruire ponti di solidarietà e sostenere il sogno di questi ragazzi.

L’arrivo alla Garbatella

Il taglio del nastro finale della carovana è stato fissato in Piazza Santa Maria della Pietà. È, però, alla Garbatella che nel corso di questo pomeriggio e della sera saranno accolti i ciclisti. L’evento, che si svolge tra Piazza Sauli e La Villetta, è stato promosso e organizzato da Assopace Palestina con il patrocinio del Municipio VIII di Roma. Dalle 19:00 il film-documentario Tour de Gaza, di Flavia Cappellini, racconterà negli spazi di Via degli Armatori 3 la storia dei paraciclisti. Tra gli altri, infatti, ad attendere la carovana ci sarà anche il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. Con lui, Meri Calvelli, cooperante italiana di ACS che per anni ha lavorato nella Striscia di Gaza. E ancora ci saranno Hatem Abed Sabra della Comunità palestinese e Daniele Lauri, del Disability Pride Italia.

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Sempre più in alto la Capitolina Scherma. Sono in categoria A2 le squadre di fioretto femminile e maschile.

di Fabrizio Fagiani

Grande prestazione delle squadre di fioretto della Capitolina Scherma nei Campionati italiani assoluti di Piacenza.  L’Associazione sportiva dilettantesca, che dal 2008 sta diffondendo la pratica della scherma nel Municipio VIII, ha raggiunto un importante traguardo.

«E sì, è stata una grande emozione» ci ha raccontato Beatrice Salvati, presidente dell’associazione «perché siamo una realtà sportiva che è riuscita a crescere in questi anni grazie soprattutto ad una grande passione per la scherma e alla determinazione e allo spirito di sacrificio che ci hanno animato fin dall’inizio della nostra avventura».

La Capitolina Scherma ha in affidamento il Centro sportivo municipale nell’Istituto comprensivo Salvatore Pincherle e nella Scuola elementare Principe di Piemonte.

Le parole di Beatrice Salvati

«La nostra missione» ha specificato Beatrice Salvati «è quella di diffondere la passione per lo sport nei bambini piccoli già in età pre-scolare insieme all’impegno di rendere accessibile  la pratica sportiva alle persone diversamente abili e agli anziani, anche attraverso l’utilizzo degli specifici voucher che Roma Capitale assegna alle famiglie in difficoltà economiche».

E poi, naturalmente, c’è l’attività agonistica di tante e tanti giovani e meno giovani atlete e atleti che raggiungono sempre più importanti risultati sportivi, come quelli ottenuti partecipando a questi ultimi Campionati italiani assoluti.

A Piacenza la Capitolina Scherma si è presentata nel fioretto con una squadra femminile composta da Caterina De Stefano, Agnese Scarascia Mugnozza, Flaminia Gambino e Claudia Altamura e una quadra maschile  formata da Massimo Inches, Simone Sbracia, Federico Colamarco e Giancarlo Scarascia Mugnozza.

Piacenza, 21-24 Marzo 2024
Campionati Italiani a squadre serie A2-B1-B2, serie C di FM, serie C1 di SPM-SPF
Foto: TRIFILETTI Andrea / Bizzi Team

La bella prova della squadra femminile e l’exploit di quella maschile, promossa in serie A2 .

«Subito protagoniste le nostre ragazze in A2, autrici di un buon girone e che con la vittoria per 45-39 sul Club Scherma Rapallo, hanno ottenuto la conferma nella seconda massima serie nazionale» ci ha raccontato la presidente Salvati «purtroppo per poche stoccate non sono riuscite ad entrare nelle prime otto, perdendo l’assalto dei quarti 42-38 contro il Circolo della Spada Vicenza.

Il giorno dopo è stata la volta dei nostri ragazzi in B1, grandi protagonisti della gara. Infatti hanno concluso il girone con tutte vittorie e solo poche stoccate ricevute, classificandosi in testa dopo il primo turno. L’ottimo risultato ottenuto ha consentito di saltare la prima diretta e vincere in scioltezza l’assalto con il Club Scherma Bentegodi per 45-36 entrando nei primi quattro, ottenendo così di diritto il pass per la serie A2.

Purtroppo hanno perso 45-44 la semifinale ma si sono rifatti subito dopo vincendo la finale 3º-4º posto contro il Circolo Scherma Firenze Raggetti con il risultato di 45-34. Complimenti a tutti quanti ed al nostro maestro Gabriele Anfora che ha seguito le nostre squadre a fondo pedana».

 

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Marciapiede transennato da anni a via della Moletta

Mentre ai quattro angoli del Municipio VIII si procede da mesi con lavori di riqualificazione, il marciapiede di via della Moletta cade a pezzi. A fare la segnalazione è una signora del civico 58, preoccupata per lo stato precario in cui versa la strada ormai da qualche anno. All’altezza di via Ciriaco D’Ancona, infatti, corre una crepa sul marciapiede che si estende per una decina di metri, davanti all’ingresso di negozi e condomini. A questa si aggiunge una voragine risalente a circa un mese fa: sotto ai piedi di un passante si aprì un buco nel cemento che gli inghiottì la gamba, secondo la testimonianza di una residente presente il giorno dell’accaduto. A soccorrerlo furono i passanti.

La parola ai residenti

“La situazione è a dir poco drammatica” lamenta la signora del civico 58. “Parlo a nome di tutti i condòmini del palazzo. Siamo molto preoccupati e ci piacerebbe avere un riscontro dall’amministrazione” ha proseguito. “Non solo stiamo letteralmente sprofondando, ma le transenne, che sono state introdotte dai vigili del fuoco ormai molti anni fa, bloccano il marciapiede e costringono ad attraversare.”

via della moletta 46 (aprile 2024)
All’altezza del civico 46

via della moletta 46 (aprile 2024)

A sentire in prima persona il disagio sono soprattutto gli anziani e i disabili; ma anche chi, camminando tranquillamente per strada, sente il cemento cedere sotto i propri piedi e poi si ritrova con una gamba bloccata in una voragine. È ciò che è accaduto circa un mese fa a un signore soccorso dai passanti. Sul posto sono intervenuti i Vigili Urbani e i Vigili del Fuoco, i quali rivedendo la crepa e le transenne si sono stupiti non poco. A questo punto la storia rischia di diventare paradossale. “Una delle vigilesse intervenute a seguito dell’incidente” racconta la residente, “era la stessa che anni prima aveva transennato la strada. Si è domandata come mai in tutto questo tempo non si sia fatto niente per risolvere il problema.”

La risposta dell’assessore Gasperini

È la domanda che, in via della Moletta, si fanno un po’ tutti. E noi l’abbiamo girata all’assessore municipale Luca Gasperini, responsabile dei Lavori Pubblici. “Come Municipio non possiamo fare altro che sollecitare un sopralluogo dell’Acea, che interviene in questi casi per verificare che le crepe non siano dovute a problemi di tubature” ha spiegato. “Stiamo premendo da tempo e continueremo a sollecitare. Disagi come questo a Roma sono all’ordine del giorno, purtroppo. Noi comunque continueremo a impegnarci.”

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“Lo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude”

Presidio democratico contro la chiusura della biblioteca

Non hanno nessuna intenzione di intonare le note di “Addio Lugano bella…” gli anarchici della Garbatella, minacciati dal tentativo di chiusura dello Spazio libertario 19 luglio di via Rocco da Cesinale al lotto 60. La direzione dell’Ater, proprietaria dell’immobile, non ha voluto addivenire ad una intesa con gli affittuari, che avevano precedentemente concordato una rateizzazione della morosità oggetto del contenzioso e ha annunciato lo sgombero dell’immobile da parte della forza pubblica.

Il giorno dell’azione di forza è previsto per il 17 aprile, proprio una settimana prima del 25, festa della Liberazione dai nazifascisti, ma gli affittuari si appellano a tutti i democratici per respingere questo tentativo di sfratto con un presidio davanti alla sede e l’organizzazione di una conferenza stampa.

La storia del gruppo anarchico C.Cafiero

“L’anno prossimo il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma festeggerà il suo ottantesimo compleanno – ci ha confidato un’attivista -. Nel mese di giugno del 1945 fu annunciata la fondazione del gruppo e la sua inaugurazione a Garbatella durante un convegno dedicato proprio al leader libertario. In quella piccola cantina di via Vettor Fausto 3, al lotto 13 piantarono la bandiera rossa e nera il gruppo guidato da Vito Leonetti e dal falegname Carlo Zani di origini romagnole

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Da lì sono passate generazioni di anarchici, gruppi, collettivi, associazioni, redazioni di giornali e riviste, compagnie teatrali e gruppi musicali, artisti, poeti. Insomma un microcosmo locale connesso con le esperienze culturali e politiche autogestite ed autorganizzate nelle lotte del movimento antiautoritario internazionale in una prospettiva concreta di libertà e solidaristica dal basso in Italia e in altre parti del mondo”.

Nel 2011 il Gruppo Cafiero ha avuto la necessità di duplicare la sua presenza nel quartiere e ampliarsi con lo Spazio 19 Luglio vicino agli Alberghi suburbani, oggi minacciato di chiusura, per dare maggiore spazio e voce ad un progetto di biblioteca popolare e di archivio. Oltre a conservare libri e documenti propri, lo Spazio di via Rocco da Cesinale, sta ospitando nella sua biblioteca fondi appartenenti anche a collezioni private più recenti.

Animatore di questa nuova iniziativa è stato Tommaso Aversa di Garbatella, conosciuto per la sua militanza nel movimento anarchico durata oltre cinquant’anni e deceduto nel gennaio scorso.

 

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Il racconto della Palestina nelle strade e sui muri dell’Ottavo Municipio

Handala è un bambino palestinese con le mani incrociate dietro la schiena, i piedi nudi, i capelli appuntiti, i vestiti strappati e lo sguardo rivolto verso il suo paese, di cui restano solo polvere e macerie. Un’immagine simbolo disegnata dal vignettista Naji Al-Ali, che racchiude in sé tutta la sofferenza di un popolo davanti alla guerra.
L’autore palestinese nato nel 1937 ad Asciagiara, un piccolo villaggio nell’alta Galilea fra Nazareth e il lago di Tiberiade, ricevette numerose minacce a causa dei suoi disegni di satira e denuncia verso il Governo israeliano, minacce che lo costrinsero a diversi spostamenti tra Palestina, Kuwait e Libano, fino a giungere a Londra, dove fu assassinato nel 1987.

Gli appelli per un cessate il fuoco

Il personaggio Handala è stato creato nel 1969, ma lo scenario che si vede oggi in Palestina non è molto diverso. La Palestina è sull’orlo di una catastrofe umanitaria, gli abitanti della Striscia di Gaza sono sottoposti a continui bombardamenti e a privazioni di acqua, cibo e medicine.
Si contano oltre 33 mila vittime, e 80 mila feriti, di cui la maggior parte bambini e bambine innocenti.
Gli appelli per il cessate il fuoco si moltiplicano giorno dopo giorno, l’ultimo anche da parte dell’Onu. Josep Borrell, capo della diplomazia dell’Unione Europea, ha affermato che Israele sta usando la fame come arma di guerra e sta producendo un disastro umanitario impedendo l’ingresso degli aiuti.
Parole che però restano inascoltate e non fermano il Governo Sionista che, con la complicità degli Stati Uniti, principali alleati e fornitori di armi, continua a perpetrare un crimine che di questo passo porterà alla sparizione di un popolo.
Anche la posizione dell’Unione Europea risulta estremamente compiacente e si fa fatica a comprendere come gli Stati membri, compresa l’Italia, si battano con tanto vigore nel sostenere l’Ucraina, condannando l’Esercito Russo e facciano invece così fatica a riconoscere l’Esercito Israeliano quale invasore e colpevole di un vero e proprio genocidio ai danni della popolazione palestinese.
Passeggiando per l’Ottavo Municipio, sono diverse le testimonianze di vicinanza al popolo palestinese prodotte in questi anni, che raccontano con immagini e scritte alcune delle storie di chi ha dedicato la vita a combattere per la libertà di una terra da troppo tempo oppressa.

Largo delle Sette Chiese a sinisitra Handala, a destra il monumento per Dax e Rachel Corrie

Handala alla Garbatella

Handala è tornato a rivivere a Garbatella in un’installazione permanente realizzata da Yalla Roma e dalla Rete Roma Sud, in largo delle Sette Chiese per essere, come scrivono gli ideatori in un comunicato: “Un’icona contro le guerre e contro ogni forma di oppressione fascista e sionista”.
L’opera è stata realizzata il 16 marzo, giorno in cui ricorrono gli anniversari della morte di Davide Dax Cesare e Rachel Corrie a cui, sempre in largo delle Sette Chiese, da alcuni anni è presente una targa in loro memoria.
Dax, accoltellato a morte da alcuni fascisti a Milano nel 2003 e nello stesso anno Rachel Corrie, volontaria dell’International Solidarity Movement fu brutalmente schiacciata all’età di 23 anni, da un bulldozer corazzato dell’Esercito Israeliano a Rafah, mentre con il suo corpo impediva la demolizione di alcune abitazioni palestinesi.
Sull’opera campeggia la scritta: “Cuori spezzati abbiate fede nei vostri morti. Essi non soltanto sono radici sotto le pietre macchiate di sangue, ma le loro bocche mordono ancora esplosivo e vanno all’attacco come oceani di ferro. E ancora i loro pugni levati smentiscono la morte”.

a sx murale per Shireen Abu Akleh in via Valco San Paolo, a dx l’ulivo in v.le L. Da Vinci

I murales

La drammaticità della situazione di Gaza è anche difficile da documentare; da ottobre 2023 il sindacato dei giornalisti ufficiale palestinese Pjs rapporta il triste dato di 128 cronisti uccisi, oltre a centinaia di feriti e stazioni radio rase al suolo, situazioni che rendono sempre più arduo fare informazione.
Giornalisti e reporter da sempre rischiano quotidianamente la vita in territori così difficili, e proprio in memoria di una di loro, in via del Valco di San Paolo, un murale ricorda la storia di Shireen Abu Akleh, uccisa nel 2022 mentre svolgeva il suo lavoro, in un campo profughi in Cisgiordania.
Un altro murale, sui muri esterni della metro San Paolo, ricorda un altro giornalista, scrittore e attivista italiano, Vittorio Arrigoni, rapito e poi ucciso nel 2011 a Gaza. Insieme al suo volto è impressa con la vernice anche la sua celebre frase Restiamo umani, un invito a ricordarsi che la natura dell’uomo rifiuta la barbarie.

Il simbolo dell’anguria

In viale Leonardo Da Vinci, nello spartitraffico che divide l’ingresso della scuola primaria Principe di Piemonte e le abitazioni, è stato piantato un ulivo dedicato alle bambine e ai bambini di Gaza e affissa una targa con disegnata un’anguria. Questo frutto, infatti, da anni è diventato un simbolo palestinese, avendo gli stessi colori della sua bandiera: il rosso della polpa, il nero dei semi e il bianco-verde della buccia.
L’anguria è anche un frutto, ampiamente coltivato in Palestina, utilizzato come simbolo di sostegno e protesta, ogni qual volta Israele proibiva l’esposizione della bandiera dello Stato di Palestina.
Infine, sui muri dell’ex Fiera di Roma, lungo viale di Tor Marancia, da diversi anni la scritta Palestina libera, affiancata dal disegno di una fionda, sollecita ancora una volta il ricordo di una terra colonizzata e martoriata.
Queste sono tutte opere che vogliono sensibilizzare le persone sul tema della guerra, per non rassegnarsi e soprattutto per non abituarsi alle immagini terribili di morte e distruzione che ci giungono fin dentro casa, affinché non diventino foto e video qualunque ma che siano sempre condannate, e parlano anche di una terra da troppo tempo è sotto il controllo di un altro Stato, terra che nasceva libera e così vuole ritornare.

a sx il murale per Vittorio Arrigoni a metro S. Paolo, a dx il murale in viale di Tor Marancia
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Presentazione del libro “Diario delle molestie nella vita di una donna”

Il 21 Marzo alle ore 18:30, nel cuore della Garbatella, presso l’Atelier d.IsaGio di Isa Giovannozzi in Via delle Sette Chiese 108 si terrà la presentazione del libro “E’ capitato anche a me. Diario delle molestie nella vita di una donna” di e con la presenza di Cristina Formica, casa editrice Red star press.

Da dove nasce l’idea di questo libro? 

Il pensiero di scriverlo deriva da un percorso che sto facendo da molti anni. Ho sempre svolto attività e politiche legate alle donne. Poi, la scorsa estate ho letto una pubblicazione a cura di Laura Volpato, “Raccontare le molestie sessuali. Un’indagine empirica “(Edizioni Rosemberg&Sellier), in cui un capitolo è dedicato totalmente al racconto delle molestie subite dalle migliaia di persone che hanno risposto alla ricerca, fatta all’Università degli Studi Milano-Bicocca. Ho iniziato a ripensare a cosa mi era capitato, ed ho iniziato a scrivere degli episodi di violenza e molestie sessuali che avevo subito.

L’idea di strutturare l’opera in forma di “diario” ti ha aiutata ad approfondire una tematica così toccante oppure per cercare di coinvolgere maggiormente il lettore?

La scelta della scrittura in forma di diario mi è venuta istintivamente, ho voluto scrivere con uno stile asciutto ma che esprimesse le emozioni, i contesti, a partire dalla descrizione del fatto. In un mese, ho ricostruito tanti piccoli e grandi episodi che avevano inciso sulla mia vita, sulle mie scelte, su ciò che sceglievo di essere e di fare; allo stesso tempo, parlando con altre donne, mi sono resa conto di quanto fossero vicende comuni nella vita di noi tutte. Chi non è mai stata seguita da un uomo in macchina e non ha provato timore? Il mio libro è un diario che potrebbe aver scritto anche un’altra donna, con racconti magari diversi, ma penso che gli avvenimenti che racconto non sono capitati solo a me. Mi ha fatto bene ripensare a quanto accaduto, scriverlo e parlarne: mi ha rafforzato ancora di più nella convinzione che bisogna cambiare questo stato di cose.

In che modo possono difendersi le donne?

Dobbiamo e possiamo combattere perché le molestie sessuali non accadano più a nessuna donna. È un problema culturale che riguarda gli uomini. Il genere femminile può agire perché questa cultura sia cambiata, a partire dai commenti che sentiamo, dai ragionamenti, piccole azioni, dall’educazione nelle scuole. Credo che come donne dobbiamo chiedere alla politica di occuparsi di noi, siamo la metà della popolazione e dobbiamo esigere più asili nido, il potenziamento dei Consultori Familiari pubblici, protestare per il problema di differenti salari a parità di mansione lavorativa con gli uomini. Sappiamo difenderci, ma dobbiamo solidarizzare tra donne; secondo me bisogna battersi perché le altre donne, soprattutto le più giovani, vivano in un mondo che non le molesti più.

Perché la rassegnazione è così comune?

Purtroppo è considerato normale che un uomo sia sessualmente insistente con una donna; è difficile riconoscere che si sta subendo una molestia, soprattutto se intorno a te non c’è solidarietà, attenzione. Io mi sono spesso vergognata e non ho raccontato, però ho avuto l’appoggio della mia famiglia quando potevo entrare in una relazione malata. È importante ribaltare l’ottica che la colpa della violenza non riguarda il costume; perciò, descrivo il mio abbigliamento negli anni in cui avvenivano le molestie che subivo e come ero vestita non giustifica assolutamente quello che avveniva, ero un obiettivo perché ero una donna.

 Il concetto di “solidarietà” esiste? 

 È fondamentale come concetto per alimentare una comunità umana. Ci sono tantissime esperienze che lavorano perché la società italiana, sia più giusta, attenta alle differenze, solidale con le donne e con gli altri popoli. Dobbiamo essere solidali, coltivare la gentilezza. Quale essere umano vorrebbe vivere in un mondo in guerra, che affama, che violenta. Credo fortemente nella testimonianza individuale, con il mio libro vorrei contribuire a una discussione e all’azione collettiva.

In quale modo il tuo operato è in grado di aiutare generazioni?

 Per la gioventù futura spero, come ho detto prima, che vivano e crescano in un cosmo in cui non debbano difendersi da tali crudeltà. Parlarne è importante, anche per coinvolgere in questo cambiamento gli uomini. E ‘importante che anche il maschile partecipi a cambiare la cultura patriarcale. Con questo libro vorrei proporre discussioni e ragionamenti collettivi, che portino a fare e richiedere politiche più giuste anche per le donne.

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Consultorio e Centro per la salute mentale: a rischio i presidi sanitari del Municipio VIII

La salute non è un optional. E non stiamo solo parlando del consultorio di largo delle Sette Chiese, con una lunga storia di depotenziamenti e proteste dei cittadini. Ad aggravare la situazione è la condizione precaria del TSMREE di via Leonardo da Vinci 98. Si tratta di due punti di riferimento per la zona. “Il primo assorbiva un’utenza varia, costituita anche di donne incinte o neomamme che vi si recavano per i servizi di ginecologia. Non offriva solo servizi sanitari, ma rappresentava una battaglia sociale” commenta l’assessora municipale ai servizi sociali Alessandra Aluigi.

La seconda struttura, invece, si rivolge a bambini e adolescenti con problemi psicologici. TSMREE è un acronimo: centro di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva. “Anche questo un presidio imprescindibile” conferma Alessandra Aluigi.

La situazione del Consultorio familiare

Breve riassunto delle puntate precedenti. A inizio settembre il consultorio di largo delle Sette Chiese viene depotenziato, i servizi di ginecologia vengono trasferiti in via dei Lincei 93, un collettivo di donne del quartiere lancia una petizione su change.org che già a ottobre superava le mille firme. Il 22 novembre il collettivo occupa il consultorio. Striscioni e cartelli ribadiscono che “i consultori non si toccano.” Parallelamente si muove il Municipio VIII, che nel corso degli ultimi mesi ha approvato tre atti con l’obiettivo di promuovere un tavolo di confronto con la Regione. La terza mozione, risalente al 10 gennaio, richiede lo scorrimento di tutte le graduatorie esistenti per il reperimento di personale. “I concorsi di ambito sanitario prevedono tre prove: questo dimostra che anche gli idonei non vincitori sono professionisti motivati e preparati” commenta la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, promotrice della mozione. “Per le professioni sanitarie non esiste neanche il tetto massimo del venti per cento per lo scorrimento delle graduatorie. Tutti gli idonei possono essere chiamati, se è necessario.”

Coworking millepiani
Simonetta Novi, Alessandra Aluigi e Maya Vetri al Coworking Millepiani

Quale è stata la risposta della Regione? Se n’è parlato anche lo scorso 14 marzo nel corso di un’assemblea al Coworking Millepiani, con la partecipazione del minisindaco Ciaccheri, l’assessora alle politiche di genere Maya Vetri, la consigliera capitolina Michela Cicculli e il consigliere regionale Claudio Marotta, oltre ai rappresentanti dell’Asl, della Cgil e di associazioni territoriali come il Collettivo per la difesa del consultorio e il Coordinamento delle donne e delle libere soggettività del Lazio. È stata scritta e diffusa una lettera indirizzata al presidente Rocca: “chiediamo all’amministrazione che presiede di fornirci i tempi e le modalità del ripristino del servizio” si legge nel testo, che prosegue: “ci preme evidenziare che la difficoltà ad accedere alle informazioni sulle prestazioni offerte svantaggia la fruizione del servizio.”

Le risposte della Regione

“Per ora non c’è nessun annuncio di ripristino dei servizi” continua Simonetta Novi, “il consultorio rimane un polo pediatrico vaccinale, senza servizi di ginecologia e sostegno alla famiglia.”

Una piccola svolta sembra venire, invece, per il centro di salute mentale (TSMREE) di via Leonardo da Vinci.

Sì, perché la situazione è diventata precaria anche lì, dopo che lo scorso dicembre quaranta ragazzi in terapia di gruppo e quindici in psicoterapia hanno assistito all’improvvisa sospensione dei servizi di cui usufruivano. Si tratta di un centro con una grande utenza – circa 3500 le cartelle cliniche attive e oltre 400 i nuovi accessi all’anno – in cui operano solo dodici professionisti tra psicologi, assistenti sociali, infermieri, terapisti e logopedisti.

“Sono dodici sulla carta” ha puntualizzato la consigliera Novi. “Di fatto, al momento, sono operativi solo un neuropsichiatra e due psicologhe. Numeri decisamente insufficienti per far fronte alle necessità delle famiglie del territorio.”

Il Centro per la Salute Mentale

La prima a lanciare l’allarme è stata la consigliera regionale dem Eleonora Mattia, con un’interrogazione al presidente Rocca. Questa volta la risposta della Regione non si è fatta attendere. È stato annunciato che a breve verranno pubblicati i risultati di due graduatorie concorsuali sul Burl (bollettino ufficiale Regione Lazio), con i nomi di cento professionisti tra vincitori e idonei. Verrebbe da tirare un sospiro di sollievo, se la consigliera della Lista Calenda non riprendesse fiato per scagliarsi anche contro questo provvedimento, ritenuto ampiamente insufficiente.

“Finalmente hanno fatto scorrere le graduatorie, come noi della Lista Calenda abbiamo chiesto” ha proseguito Simonetta Novi, “ma il risultato è che, di cento vincitori, solo dodici verranno assunti dall’Asl Roma2, che dispone di ben sei centri di salute mentale su tutto il territorio. In media si avrà un aumento di due professionisti in ogni centro che, visti i numeri delle cartelle attive, è chiaramente insufficiente.”

L’assessore Alessandra Aluigi assicura che la situazione verrà monitorata affinché il personale necessario giunga effettivamente e nel minor tempo possibile nel TSMREE del Municipio VIII.

Un problema più ampio

Ma c’è ancora molto da fare, soprattutto perché i presidi sanitari di competenza dell’Asl Roma2, che abbraccia anche il VI, il VII e il IX Municipio, risultano essere i più in difficoltà. Lo scorso dicembre i rispettivi minisindaci hanno infatti denunciato carenza di personale anche per i TSMREE di via di Pietralata 457, via degli Eucalipti 14, via di Torrenova 20, viale Bruno Rizzieri 226 e via Ignazio Silone 100.

“Noi del Municipio VIII affronteremo queste due problematiche – consultorio e TSMREE – parallelamente” ha concluso la consigliera Novi. “Non sono problemi diversi, bensì il risultato del medesimo disinteresse da parte della Regione ai servizi sanitari di prossimità. Questo governo parla tanto di famiglia, ma poi la prima cosa che fa è depotenziare proprio i servizi alla famiglia.”

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La favola di Garbagatto incontra Moby Dick

La conoscete la storia di Garbagatto? Ebbene se ne volete sapere di più siete tutti invitati domani alle 18 all’hub culturale Moby Dick, in via Edgardo Ferrati agli ex Bagni pubblici. L’evento, per grandi e piccini, “ Cera una volta Garbatella. Storie del quartiere narrate con gli occhi dei gatti” è organizzato dall’associazione Il Tempo Ritrovato.

Sullo schermo saranno proiettate le foto dei felini che girano per il quartiere. E Mirella Arcidiacono, alias Fatagarbatella, continuerà a  narrare la storia iniziata il 19 febbraio presso la scuola materna La Coccinella in occasione di Buon compleanno Garbatella. La storia parla del Garbagatto 104, che ha uno bisnonno venuto dall’Egitto, luogo dove i gatti erano sacri. Il Garbagatto viaggia su un sommergibile chiamato Giacinto Pullino ( ingegnere navale e progettista del primo sommergibile italiano). “L’iniziativa – ha spiegato Mirella Arcidiacono- fa parte del progetto le favole toponomastiche per educare fin dalla prima infanzia a conoscere le strade che solitamente si percorrono nel quartiere, da casa a scuola, per andare all’oratorio ecc…Tra l’altro i 75 bambini de  La Coccinella hanno avuto in dono la bacchetta magica con il  volto del  Garbagatto 104 e stanno disegnando sommergibili, che faranno parte della mostra di maggio per i diritti dell’infanzia come da Convenzione ONU firmata dall’Italia il 27 maggio 1991.”

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Una riffa per gli anziani soli targata Progetto Rossano

Una raccolta fondi per gli anziani soli. Ad organizzarla è alla Garbatella l’associazione Progetto Rossano OdV in occasione del suo 14 esimo anno dalla morte.
Il ricavato di questa riffa popolare sarà interamente utilizzato per organizzare un pranzo con gli anziani soli del quartiere.
L’estrazione avverrà il 9 marzo alle ore 17, in via delle Sette Chiese 101, dove verranno estratti i premi offerti dagli sponsor dell’evento.
I biglietti possono essere acquistati presso il Bar dei Garbati, via Pigafetta 50 e presso la Macelleria Squarcia, in via delle Sette Chiese.
Progetto Rossano è una organizzazione di volontariato che racchiude diverse professionalità al servizio di famiglie e di singoli in situazioni di fragilità sociale ed economica, al fine di fornire sostegno psicologico, emotivo, sociale, educativo e legale.
I professionisti volontari sono a disposizione offrendo colloqui di prima visita gratuiti e percorsi clinici a tariffe sociali.
Sedi operative:
Via delle Sette Chiese 101,
Via dei Lincei 93
info@progettorossano.it
Cell.  per appuntamenti 347.0514813
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Un modo diverso per celebrare la giornata delle donne a Garbatella

A Garbatella il 10 marzo si continua a celebrare la giornata internazionale della donna.

La via delle donne

Il centro culturale Approdo, infatti, in collaborazione con Donne di Carta e con il patrocinio del Municipio VIII, ha scelto la domenica mattina per proporre un modo diverso per stare insieme: una passeggiata all’interno del reticolo di strade dedicate alle donne del quartiere Garbatella.

Di cosa si tratta

“Sarà un gioco fatto di rebus, quiz, enigmi per scoprire le diverse tappe di questo percorso al femminile – spiega Sandra Giuliani dell’Associazione Donne di Carta – E per sapere di più sulle donne che abitano con le loro storie il quartiere, dove ha sede il centro culturale Approdo”.

Un’indagine, quindi, un itinerario a sorpresa, che culmina in una piccola mostra dedicata alle leggi che hanno cambiato la vita delle donne e a quelle lotte che hanno contribuito a ottenerle e a immaginare per noi tutt* un futuro diverso.

Istruzioni per la giornata

I bambini e le bambine avranno il loro spazio. Per loro è infatti prevista la lettura – discussione sul libro “Nina e i diritti delle donne” di Cecilia D’Elia.

Al termine della mattinata ci sarà un brunch etnico a cura di Hummus Town, per ricordarci che siamo… nel mondo.

“E’ gradita la prenotazione – sottolinea Sandra Giuliani – E poi ecco tre raccomandazioni: 1. portatevi appresso gli uomini; 2. indossate scarpe comode (il tragitto comunque è breve); 3. controllate che i cellulari siano carichi (servono per giocare e non perdersi)”

Per prenotare

Per prenotare inviare una email a: progettoapprodo@gmail.com

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A dieci anni dalla scomparsa Padre Guido vive ancora tra la sua gente

Di Anna Di Cesare

L’8 marzo di dieci anni fa Padre Guido Chiaravalli compiva 87 anni. Una vita durata quasi un secolo dedicata ai ragazzi, soprattutto nel cinquantennio trascorso alla Garbatella. Al momento della scomparsa, Padre Guido era un uomo debilitato da una lunga malattia che lo costringeva a percorrere in sedia a rotelle lo spiazzo polveroso e assolato dell’oratorio, gli ambienti angusti e freddi della Chiesoletta. Ma lo sguardo restava tenace, gli occhi di chi si è sempre rimboccato le maniche senza sfuggire alla realtà. “Era un uomo straordinario” ricorda Paolo Moccia, veterano dell’oratorio, suo vecchio amico e collaboratore, “a volte mi diceva: pensaci tu all’oratorio, io vado in sacrestia. Ecco, per me Padre Guido non è morto, è ancora lì: in sacrestia.”

Ma cosa rende il ricordo di un uomo così duraturo? Molte iniziative da lui promosse sono morte nel tempo (i concerti rock nello scantinato della Baronio, le misurazioni meteorologiche nel cortile della scuola, le gite estive a Torvajanica), i suoi ragazzi sono cresciuti, i bambini che adesso varcano la porta verde del San Filippo Neri per fare una partita a calcio o a biliardino non l’hanno conosciuto. Eppure “Garbatella ti ricorda sempre” recita uno striscione appeso sul muro esterno dell’edificio.

Giunto a Roma nel 1957, Guido Chiaravalli apprezzava dei romani la cordialità, la capacità di accontentarsi e il buonsenso pratico. Si definì “garbatellese tra i garbatellesi”, laddove “i romani de Roma” lo chiamavano semplicemente “er prete”, appellativo bonario e confidenziale, vagamente caustico come caustico è l’affetto dei romani. I fedeli lo apprezzavano per la semplicità e la concretezza, i ragazzi per la generosità e l’entusiasmo. Capace di raccogliersi in preghiera così come di correre dietro a un pallone, Padre Guido sapeva andare incontro alle esigenze dei luoghi, dei tempi, delle persone. Non obbligava i ragazzi a partecipare alla messa, pur cercando di coinvolgerli; considerava l’oratorio un’opera di carità gratuita rivolta soprattutto alle famiglie in difficoltà che – nella Garbatella anni ’50 – sicuramente non mancavano. Continuatore di Padre Melani, introdusse importanti novità: aprì l’oratorio e la scuola media alle ragazze, incoraggiò i giovani a viaggiare, a vedere il mondo, autorizzò concertini di rock e blues nei locali ipogei della Baronio.

Ma Padre Guido amava anche il silenzio e la natura. “Insegnava ai bambini a osservare le piante. Era cent’anni avanti” ci ha raccontato Paolo, mostrando le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana che Padre Guido fece istallare ai due capi del campetto da calcio. “E questo è niente. Si era fatto arrivare da fuori una compostiera, che aveva piazzato nel cortile della scuola media. Era un uomo pratico, concreto, geniale.” Non tutti sanno che a Padre Guido risale anche il caminetto nella sala da pingpong. “Un giorno ci ha visto cuocere delle castagne in fondo al campetto” ha proseguito Paolo. “Ma che belle queste castagne, ci ha detto, e ci ha costruito il caminetto.”

Un uomo generoso e presente, di profonda cultura ma anche grande semplicità, rigoroso ma senza pretese, serio in chiesa e alla mano tra la gente. “A Padre Guido piaceva molto fare scherzi” raccontano all’oratorio. La sua vittima preferita, a quanto pare, era Gabriele, il sacrestano detto Er faciolo a cui, scherzi a parte, Padre Guido voleva molto bene: nel 2007 per i cinquant’anni di sacerdozio, fu proprio Gabriele a servire la messa.

Proveniente da un ambiente distante anni luce dalla Borgata Giardino (città del nord, famiglia facoltosa), riusciva a parlare con tutti e comprendere tutto. “A giugno partivamo con tre pulmini in gita per Torvajanica” ha proseguito Paolo. “Eravamo tre ragazzini per sedile, e una volta arrivati a chi mancava una cosa, a chi un’altra. Ma Padre Guido lo sapeva, pagava tutto di tasca sua.” Per l’iscrizione alla colonia estiva sostituì la retta obbligatoria con un’offerta volontaria a busta chiusa. All’inizio furono in molti a mostrare perplessità, gli stessi ragazzi consideravano la bella iniziativa destinata a morire. Ma poi le gite si ripeterono per anni e il tempo diede ragione a Padre Guido.

Di queste sfide e di queste vittorie sono costellati i 57 anni che il prete meneghino trascorse alla Garbatella. Cinquantasette anni che rivivono nei quaderni che ha continuamente riempito di annotazioni. Certo, come ogni cosa, anche questo ricordo è destinato a sbiadire. Arriverà un giorno in cui la sua ombra smetterà di aleggiare sul quartiere come una specie di angelo custode. Eppure, per ora è ancora tra noi. “Padre Guido non si può raccontare” ha continuato Paolo Moccia. E chissà cosa dirà il vescovo Apicella, che il 20 aprile alle 18:30 celebrerà una messa in suffragio. Se la chiesa sarà piena, com’è stato il giorno del funerale, Padre Guido vivrà ancora a lungo, vivrà in chi lo ricorda.

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Un ricordo di Andrea Alesini a cui è intitolato il CTO

di Paola Borghesi

Per gli abitanti del quartiere è noto come l’ospedale della Garbatella, per tutti gli altri è il C.T.O., pochi sanno che il nosocomio di via San Nemesio è intitolato al medico Andrea Alesini.

Classe 1949, il giovane dottor Alesini, romano, dopo gli studi alla Sapienza, non ha iniziato a Roma la sua carriera, ma in Umbria, dove ha lavorato per molti anni nell’ambiente

scolastico, dell’organizzazione sanitaria e della medicina preventiva. La sua fama però si allarga presto oltre i confini regionali. Si inizia a parlare di metodo Alesini grazie alla sua forte convinzione di volere una sanità a misura e al servizio dei cittadini. Il suo obiettivo sfidante è appunto l’umanizzazione delle strutture e delle pratiche sanitarie. Finché nel 1994 viene nominato Direttore generale dell’allora azienda Usl Roma C, la più grande e impegnativa della Capitale.  Tante sono le opere realizzate da Alesini: la prima unità spinale unipolare del Centro Sud (che oggi porta il suo nome), un centro dialisi assistito fuori dall’ambito ospedaliero, l’erogazione dell’assistenza sanitaria di base per immigrati e nomadi avvenuta molto prima della loro regolamentazione, l’apertura di una casa famiglia per pazienti psichiatrici. E tanto altro ancora, perché questo ragazzo dagli occhi azzurrissimi non si fermava davanti agli ostacoli, né cedeva alle lusinghe di chi voleva convertirlo agli interessi della santà privata.

Chi lo ha conosciuto racconta che le riunioni indette da lui non si sapeva mai a che ora finissero, perché il suo entusiasmo lo portava ad approfondire, sviscerare, convincere, con un fervore che si portava appresso dagli anni universitari, gli anni Settanta, che lo hanno visto protagonista delle lotte politiche e sociali. Fervore che, anche in ambienti inamidati come quello del Collegio Permanente per la Formazione in Sanità Pubblica, lo portava ad iniziare un suo intervento con un “compagni …”.

Alesini muore prematuramente nel 1996 all’età di 47 anni. Ma il  ricordo della sua infaticabile passione civile è ancora molto vivo in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. E, grazie al premio che il Movimento federativo democratico, del cui direttivo Alesini era componente, ha voluto intitolare a suo nome, la sua opera arriva anche alle nuove generazioni. Oggi il Movimento si chiama Cittadinanzattiva e ogni anno dal 1997 conferisce il premio Andrea Alesini a chi si contraddistingue per progetti di “buone pratiche” in ambito sanitario.

Anche la città di Foligno, dove ha lavorato per tanti anni, ha voluto mantenere perenne il ricordo di questo medico dalla grande umanità e professionalità, dedicando a suo nome la sala conferenze dell’ospedale folignate San Giovanni Battista.

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Con Alessandro Barbero al Teatro Palladium

 

Il professor Alessandro Barbero e centinaia tra studentesse, studenti e docenti, hanno affollato le mura del Teatro Palladium alla Garbatella nella mattinata di mercoledì 27 febbraio. Un’occasione più unica che rara, quella che si è presentata alle ragazze e ai ragazzi del triennio del Liceo Peano di Via Morandini, in zona Laurentina.

Il professor Barbero

Specializzato in storia del Medioevo, è uno dei professori più autorevoli, ma soprattutto più conosciuti e popolari nell’Italia degli ultimi anni. Ordinario all’Università del Piemonte Orientale, può vantare, oltre che un’altissima carriera accademica e produzione saggistica, di essere una vera e propria star di internet e dei social network. Grazie alla divulgazione delle sue lezioni e video-conferenze sulle piattaforme digitali, la voce di Barbero ha raccontato, e racconta tuttora, i passaggi fondamentali della Storia europea – e non solo – a giovani e meno giovani.

Un’opportunità da non perdere

L’iniziativa nasce proprio in virtù della grande popolarità di Barbero. Alcune studentesse e studenti, infatti, sono riusciti ad entrare in contatto con il Professore strappando la sua disponibilità ad un incontro dal vivo: grazie alla collaborazione con il Municipio VIII e alla Fondazione Teatro Palladium, la scuola ha ottenuto la possibilità di svolgere l’evento all’interno del Teatro, permettendo, così, a molte classi del triennio di partecipare. Una grande opportunità, che l’intera comunità scolastica non si è fatta sfuggire.

 

Foto tratta dal profilo Facebook del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Domande e risposte al Teatro Palladium 

A meno di un mese da un’importante commemorazione per il territorio come quella delle Fosse ardeatine, con il Professor Barbero, gli studenti hanno potuto dialogare apertamente intorno ai temi della guerra e delle guerre, e del rapporto che queste hanno con l’informazione. “Guerre attuali e virtuali. Lo storico Alessandro Barbero dialoga con gli studenti del Liceo Peano“, questo il titolo della giornata. Una mattinata che difficilmente dimenticheranno, a discutere insieme intorno ad una lettura storica degli eventi del presente, necessaria per capire le radici profonde dei conflitti attualmente in corso, ma anche le differenze e le similitudini nella percezione e nel racconto dei conflitti di oggi e di ieri.

 

 

 

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Festa delle Donne al centro anziani di via Pullino

Non solo balli e partite a carte, al centro anziani di Garbatella in via Pullino. In occasione dell’8 marzo, ci sarà un pomeriggio dedicato al valore e alla forza delle donne, in compagnia dei volontari e degli anziani del centro. Dalle ore 16 alle 19 circa, nell’edificio rosso di via Pullino 95, a due passi dalla fermata della metro, non risuonerà la solita musica da liscio, ma letture sul tema e anche le voci degli interpreti di una breve rappresentazione teatrale.

Donne in cammino – sentieri di pace nella Terra

“Le letture si concentreranno sulla figura della donna nel mondo moderno” ci ha spiegato la volontaria Anca Nitoc, che ha ideato l’iniziativa. “La donna è vista come custode della tradizione, ma anche come motore propulsore per la creazione di una società più giusta ed equa.” Insomma, si guarda al passato per cambiare il futuro e, se possibile, migliorarlo. “È importante continuare a credere in un futuro di uguaglianza e parità, perché non abbiamo ancora raggiunto completamente questo obiettivo” ha ricordato. Propositiva e ottimista, Anca Nitoc ha prestato particolare attenzione anche alla Carta della Terra, documento promosso dall’Onu per ribadire l’importanza della collaborazione internazionale per costruire una società più sostenibile. “Parleremo anche di ambiente” ha concluso la volontaria. “Tra poco, il 22 aprile, ricorrerà la Giornata della Terra.”

Una festa per tutti

Il centro anziani Pullino è lieto di aprirsi alla cittadinanza, alle donne ma non solo, a tutti coloro che vorranno entrare per partecipare alla festa. Tra letture e visite dei rappresentati del Municipio VIII, che sono stati invitati, il centro anziani offrirà un rinfresco a tutti gli ospiti. “La domanda è: perché abbiamo organizzato questa festa?” ci ha raccontato il direttore del centro, Giorgio Tribuzio. “Per far sapere al mondo che la donna vale!” La frase risuona come una sentenza. “In realtà non è il primo anno che ci diamo da fare per l’8 marzo” ha proseguito il presidente, più pacato. “In passato abbiamo organizzato balli o brevi spettacoli teatrali, ma l’iniziativa di quest’anno è decisamente più articolata. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare una volontaria, Anca Nitoc, che ce l’ha proposta e organizzata.” Per tutti coloro che considerano il Pullino non solo un centro anziani ma un riferimento per l’intero quartiere, le porte dell’antico casale l’8 marzo sono aperte.

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Passeggiate e mostre in occasione dei 104 anni di Garbatella

Cento anni fa Garbatella non aveva neanche un nome. Doveva chiamarsi Concordia o Remuria in ossequio alla propaganda fascista. Adesso non solo ha una storia, come i monumentali quartieri del centro, ma anche un’identità riconoscibile che altrove spesso manca. In occasione del 104esimo anniversario della fondazione, sono molte le iniziative partite dal basso, ideate e gestite dai cittadini che ogni giorno attraverseranno piazza Bartolomeo Romano e i lotti popolari Ater. Per conoscere un quartiere si possono leggere libri o fare visite guidate, come sta andando di moda negli ultimi anni, ma cosa può sostituire i racconti dei suoi stessi abitanti?

Piazza Brin

Persone e luoghi significativi

Quest’anno per la prima volta verrà assegnato un premio a persone significative per il quartiere. “De Garbatella li mejo fiori” è in cerca di candidature: il 17 febbraio sarà possibile proporle presso gli esercizi commerciali della zona. Le votazioni avverranno tramite bussolotti e il vincitore verrà nominato il 16 marzo. Ma i volti delle persone accompagnano gli sviluppi di un quartiere tanto quanto i volti delle abitazioni e degli edifici pubblici. “Quanto sarebbe bello un film fatto solo di case” recita Nanni Moretti in Caro Diario, passando in vespa sulla Circonvallazione Ostiense. E in effetti gli edifici dicono molto, non c’è “garbatellano” che non conosca l’orologio dell’albergo rosso, la facciata armoniosa del Palladium o l’ingresso un po’ impropriamente solenne degli ex bagni pubblici. Sabato prossimo alle 10:30 partirà proprio dal teatro di piazza B. Romano una passeggiata che toccherà i luoghi più iconici della borgata giardino.

Cinema Garbatella poi Palladium
Il cinema teatro, attuale “Palladium”

Si andrà a piazza Benedetto Brin, quella del famoso “pincetto” e della prima pietra, una lastra di marmo che, con molta retorica, fa riferimento a un “luogo aprico” dedicato “agli artefici del rinascimento economico della capitale”, ovvero agli operai dell’Ostiense, la sottostante prima zona industriale di Roma. Si arriverà poi a piazza Damiano Sauli, passando per via Francesco Passino, piazza Edoardo Masdea e via delle Sette Chiese, che esiste da quando tutto intorno era campagna e vide il leggendario incontro tra San Filippo Neri e San Carlo Borromeo. La passeggiata comprende dieci tappe ed è organizzata dall’Università Roma Tre, attiva sul territorio. Ma “Garbatella non è un’isola”. Non è un insieme di luoghi e personaggi arroccati nella loro storia di cui sono fieri ma a tratti gelosi. No, è prima di tutto un quartiere aperto alla realtà cittadina e alle contaminazioni. Lo ricorda la conferenza alla Casa della Città di venerdì 16, e lo conferma una caccia al tesoro in programma per domenica 18 organizzata non da una delle numerose associazioni del quartiere, ma da “Cosa vedere a Roma?”, un’agenzia turistica attiva su tutto il territorio della Capitale.

programma iniziative anniversario 2024
Il programma completo (disponibile anche sul sito https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS1151416)

Mostre fotografiche

“Io sono una macchina fotografica con l’obiettivo aperto” scrive lo scrittore Isherwood nell’incipit del romanzo Addio a Berlino. Certo le fotografie sono un’ottima testimonianza dei cambiamenti politici e sociali di una città o di un quartiere. Scatti antichi o moderni, firmati da dilettanti o professionisti, come quelli di Zhanna Stankovych sulla Garbatella esposti al Museo delle Mura aureliane fino al 18 febbraio. Le istantanee permettono di cogliere quello su cui l’occhio non sempre si sofferma e che la mente non trattiene. Anziani affacciati alla finestra, bambini che giocano nell’oratorio di Padre Guido, le terrazze assolate dei lotti.

Per questo motivo l’Archivio Flamigni inaugurerà il 16 febbraio la mostra “Garbatella – una storia infinita 1920-1923”, visitabile nel fine settimana e realizzata dall’associazione I.T.A.C.A. e dalla fotografa Francesca Della Rocca. Per tutti gli appassionati dell’ottava arte un altro appuntamento da non saltare è quello di sabato alle 17, presso la fontana di Carlotta, dove verranno raccolte fotografie sul tema “Le bambine dell’altro ieri, di ieri e di oggi”. A piazza Brin, invece, verrà dato spazio ai pittori con un’esposizione di acquerelli. E ancora a piazza Brin, per concludere in pompa magna, lunedì 19 Garbatella spegnerà le candeline sulle note della Banda musicale del Corpo di Polizia. Alla cerimonia saranno presenti anche i bambini delle scuole della zona, che a seguire parteciperanno a una visita guidata per il quartiere.

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Il 104 esimo compleanno della Garbatella con l’associazione AreaM arte e architettura

Garbatella si prepara a spegnere la 104esima candelina in compagnia delle associazioni del quartiere e dei rappresentanti del Municipio VIII. Il programma è ampio e articolato.

Garbatella (non) è un’isola

Si inizierà venerdì 16 con una conferenza organizzata dall’associazione AreaM arte e architettura in collaborazione col Municipio VIII e l’Università Sapienza di Roma. L’incontro, che si terrà alle ore 15:00 nella Casa della città in piazza Giovanni da Verrazzano 7, ha un titolo che è tutto un programma: “Garbatella (non) è un’isola”. Quanti discorsi, libri, fotografie presentano Garbatella come un mondo chiuso in sé, un microcosmo miracolosamente distante dalla frenesia della città?

“Il nostro obiettivo è dimostrare il contrario” ci ha spiegato Luisa Mutti, architetto membro dell’associazione. “Garbatella sicuramente è un’isola per l’architettura peculiare dei lotti Ater, per l’assenza di grandi strade, e anche per certi aspetti della vita delle persone, ma bisogna anche ricordare quanto si sia aperta alla città negli ultimi anni, tramite continue contaminazioni. Abbiamo scelto di ospitare alcuni professori della Sapienza e di invitare la rettrice Antonella Polimeni perché è da questo ateneo che viene un forte interesse, a partire dagli anni ’90, per l’architettura del nostro quartiere.”

È proprio allo stato attuale della Borgata Giardino che è dedicato l’intervento della professoressa Alessandra De Rose, che parlerà dei recenti cambiamenti demografici. Si proseguirà con la storia della fondazione Aamod, attiva dagli anni ’70 con l’impegno di conservare il patrimonio audiovisivo del movimento operaio e democratico, raccontata dal responsabile Claudio Olivieri. A seguire, il rapporto tra cultura di quartiere e cultura metropolitana, oggetto dell’intervento della professoressa Silvia Lucciarini.

Pietra della fondazione della Garbatella, a piazza Brin

Garbatella, dunque, non è un’isola. Le persone, le tendenze, i contesti sociali sono profondamente cambiati nel corso del tempo. “E perfino a livello architettonico c’è stata una grande trasformazione”, ha ricordato Luisa Mutti, “basta pensare alla Garbatella moderna vicino alla fermata della metro.” Degli spazi comuni e degli spazi pubblici parlerà Maria Teresa Cutri, del Centro studi sul moderno. Maria Paola Pagliari e Piero Fumo, invece, interverranno sul rapporto tra le case della Borgata Giardino e l’architettura della città. E infine il ruolo del quartiere nei media, esposto da Valentina Piscitelli e dal giornalista Gianni Rivolta, direttore di Cara Garbatella.

La mostra La Garbatella ha 104 anni

Non è mai troppo tardi. “Quando Garbatella ha compiuto cento anni, noi non eravamo ancora un’associazione e non abbiamo avuto modo di organizzare nulla” ha proseguito Luisa Mutti. Ma AreaM vuole rimettersi in pari, si rimbocca le maniche e in occasione del 104° compleanno del quartiere organizza una mostra di quadri dedicata alla Borgata Giardino, visitabile il 17 e il 18 febbraio dalle ore 17:00 alle 19:00 in via Giuseppe Candeo 18 e via Nicolò da Pistoia 18.

mostra 104esimo compleanno garbatella

La mostra, a cui hanno contribuito ventisei artisti, ha visto la partecipazione di CosArte Spazio Creativo e dei 100 pittori di via Margutta, associazione di cui faceva parte anche Carlo Acciari. “E’ proprio alla memoria di questo grande artista che abbiamo voluto dedicare l’iniziativa” ha spiegato Luisa Mutti. Scomparso nel 2009, Acciari ha raffigurato Garbatella in numerose opere e in piazza Ricoldo da Montecroce è presente una targa a lui dedicata.

Per concludere la rassegna, domenica 18 febbraio Valeria Annecchino, presidente de “Il Salotto di Diotima”, e i maestri d’arte Simona Gloriani e Walter Necchi nomineranno un vincitore tra gli artisti che hanno partecipato all’esposizione.

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“Il tempo è salute”: la campagna dello Spi-Cgil sulle liste d’attesa nella sanità pubblica

Volantinaggi a tappeto degli iscritti allo Spi-Cgil partiranno nel mese di febbraio e si estenderanno a tutti i municipi della Capitale. Il 13 saranno in via di San Nemesio, davanti all’ingresso del Cto della Garbatella, per informare i cittadini su come evitare le lunghe liste d’attesa per ottenere una visita specialistica o un’indagine diagnostica con carattere di urgenza. “Il tempo è salute, combattiamo insieme per il diritto alle cure” è questo il titolo di un manifestino che verrà distribuito in centinaia di copie anche il 21 a piazza Tosti 4 al Distretto della Asl Rm2 e il 27 a via Malfante, dietro piazza Navigatori davanti agli ambulatori.

 

Le motivazioni della protesta

“Sappiamo che l’utenza più fragile, gli anziani e i più deboli, quelli che hanno la pensione minima – ha detto Caterina Serra, segretaria della Lega 8 dello Spi-Cgil- davanti alle interminabili liste di attesa spesso rinunciano alle cure.

Quindi noi vogliamo spiegare ai cittadini tutti i loro diritti”.” Se il servizio prenotazioni non rispetta l’urgenza, gli utenti possono andare in intramoenia a pagamento e fare domanda di rimborso. Abbiamo già preparato i moduli appositi – ha continuato Nadia Pagano, della Segreteria di zona-. Ma ancora prima di chiedere il rimborso, se il medico curante ha previsto la priorità U e B, si può chiedere al Cup di essere iscritto nelle liste di garanzia. In questo caso è la Asl che deve richiamare l’utente e trovargli la prestazione il più possibile nei tempi e all’interno del territorio di competenza.”

E’ sotto gli occhi di tutti come dopo il Covid siano stati compressi i finanziamenti per la sanità pubblica, molti medici sono andati in pensione e non sono stati reintegrati col turnover, lasciando i servizi, in particolare la medicina d’urgenza, sotto organico, danneggiando l’utenza. Forse pensano di ridurre le liste di attesa estendendo le convenzioni con i privati” sottolineano al Sindacato pensionati.

 

Volantinaggi in tutta Roma

Quindi la campagna per l’accesso dei cittadini del Lazio alle prestazioni sanitarie, promossa dallo Spi-Cgil, interesserà tutti i municipi romani, per informarli su come esigere l’erogazione delle prestazioni in tempi certi e per aprire una interlocuzione forte con le istituzioni sanitarie pubbliche.

I quadri e i militanti dello Spi-Cgil, in ognuno dei tre giorni di febbraio previsti dalla mobilitazione, saranno davanti ad oltre 75 strutture tra ospedali, poliambulatori pubblici, distretti sanitari.

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“Quella strage non è avvenuta”. Alla Casa della Memoria un incontro sull’Eccidio del Ponte di Ferro tra tradizione e verità storica.

“Quelle dieci donne, ricordate sulla stele sul Ponte dell’Industria, non trovarono la morte lì il 7 aprile del 1944 per mano dei tedeschi” ha assicurato Giorgio Guidoni nell’incontro su “L’eccidio del Ponte di ferro tra tradizione e verità storica” del 6 febbraio scorso alla Casa della Memoria e della Storia, organizzato dall’Istituto Ferruccio Parri e dall’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar).

“Tra l’altro, ripercorrendo le vite di queste donne ho scoperto che una, Clorinda Farsetti classe 1929, è ancora in vita, un’altra era stata scambiata con un uomo e un’altra ancora era una bambina di quattro anni.

Gran parte di loro erano comunque delle patriote ed ebbero un ruolo nella Resistenza contro gli occupanti tedeschi, ma morirono in altri frangenti, prima o dopo quel fatidico 7 aprile 1944”- rinforza l’autore del volume “La verità sull’eccidio del ponte di Ferro”, edito dall’associazione culturale Cara Garbatella.

Le affermazioni di Cesare De Simone

L’episodio era stato citato per la prima volta, cinquant’anni esatti dopo l’accaduto, dallo scrittore e giornalista Cesare De Simone nel 1994 nella sua pubblicazione “Roma città prigioniera – i 271 giorni dell’occupazione nazista: 8 settembre 1943 – 4 giugno 1944”.

De Simone fu il primo a denunciare l’uccisione, da parte delle forze di occupazione tedesche, di dieci donne inermi sorprese ad assaltare un forno presso il Ponte dell’Industria all’Ostiense.

Nonostante De Simone, che pure elencò puntualmente i nomi e i cognomi delle vittime, non avesse prodotto documenti a supporto delle sue affermazioni, l’efferatezza del presunto evento sconvolse l’opinione pubblica, generando un’accettazione incondizionata del racconto.

A partire dal 1997, anno dell’apposizione della stele commemorativa nei pressi del ponte, infatti, rappresentanti del Comune di Roma, del Municipio VIII e dell’Ambasciata di Germania, ogni 7 aprile, hanno periodicamente reso omaggio alle vittime con una cerimonia commemorativa.

Gli intervenuti alla Casa della Memoria

Al tavolo della Casa della memoria si sono alternati storici e ricercatori di primo piano.Studio e ricerca del passato sono fondamentali per comprendere il nostro presente, perché la Storia è sempre contemporanea” ha affermato Miguel Gotor, assessore alla Cultura del Comune di Roma che ha aperto i lavori introducendo il contesto temporale dell’avvenimento. La parola è poi passata a Paola Carucci, presidente dell’Irsifar, che ha riassunto i punti salienti dello studio di Guidoni, sollevando diversi dubbi sulla veridicità dell’evento. Dubbi ripresi nel successivo intervento dal professore di Storia Contemporanea Gabriele Ranzato.

Nel suo testo “La Liberazione di Roma”, edito nel 2019, l’autore aveva già avanzato forti perplessità sulla veridicità dell’accaduto, in virtù del fatto che negli archivi e sulla stampa clandestina non era stato possibile reperire alcun tipo di documentazione a supporto del racconto di De Simone.

Tra l’altro nemmeno i parenti delle presunte vittime, anche dopo la Liberazione, hanno mai rivendicato i corpi di quelle donne. Per gli stessi motivi, e per la scarsa attendibilità degli elementi del contesto, in base al principio di verosimiglianza, magistralmente evocato durante l’incontro, Ranzato ha affermato che “è arrivato il momento di riconsiderare questa commemorazione”.

A conclusione dell’incontro il presidente dell’Istituto Parri, Paolo Pezzino, ha dichiarato: “Finalmente oggi, alla luce del nuovo studio appena pubblicato, possiamo affermare che quel fatto non è mai accaduto. Provvederemo pertanto a cancellarlo dall’elenco degli episodi dubbi presenti nel nostro atlante delle stragi nazifasciste perpetrate in Italia nel periodo 1943-1945”.

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Arriva il Carnevale Antirazzista. Quest’anno è dedicato alla Palestina

Giunto alla sua XV edizione il Carnevale Antirazzista di Roma Sud è pronto a scendere in strada e a sfilare per le vie dell’VIII Municipio. Una grande parata colorata e festante si è data appuntamento sabato 10 febbraio, alle ore 10:00, all’occupazione abitativa di Casale De Merode a Tor Marancia per salutarsi poi a Porto Fluviale.

La dedica al popolo palestinese

L’evento promosso dall’associazione Controchiave e dalla Rete Roma Sud, con il patrocinio del Municipio Roma VIII, “quest’anno è dedicato ai bambini e alle bambine di Gaza – si legge in una nota degli organizzatori – per auspicare un futuro di pace e di speranza; provando ad illuminare con la nostra energia e la nostra bellezza il buio della guerra”.
Ad ispirare questa edizione sono i versi della poesia Pensa agli altri dello scrittore e poeta palestinese Mahmoud Darwish (1941-2008).

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio
.

Oltre ai tipici travestimenti di carnevale ci saranno tanti aquiloni e maschere a forma di anguria. Il frutto da anni è diventato un simbolo poiché combina le stesse tinte della bandiera palestinese: il rosso della polpa, il nero dei semi e il bianco-verde della buccia.
L’esposizione della bandiera dello Stato di Palestina è stata proibita dallo Stato di Israele all’interno dei suoi confini in alcuni periodi della sua storia o in specifici contesti o situazioni.
L’utilizzo dell’anguria in sua sostituzione, come simbolo di sostegno e protesta, è quindi in atto da decenni, anche perché si tratta di un frutto ampiamente coltivato nella regione palestinese.

Laboratori in preparazione del Carnevale

Il percorso della sfilata

L’appuntamento è alle ore 10:00 in via del Casale De Merode 6A a Tor Marancia, la sfilata poi proseguirà per Garbatella, fino a concludersi, verso ora di pranzo all’occupazione di Porto Fluviale.
La parata sarà animata da giocolieri, trampolieri, artisti e artiste, dai balli delle murge e dalle musiche di Fanfaroma, Fanfaretta e Samba Precari.
Di seguito le tappe del  percorso:

  • via del Casale De Merode 6A
  • via Flavia Tiziana
  • via Marco e Marcelliano
  • viale di Tor Marancia
  • piazza Elio Rufino
  • via Cristoforo Colombo
  • via Giovanni Genocchi
  • piazza Oderico da Pordenone
  • via Alessandra Macinghi Strozzi
  • largo delle Sette Chiese
  • via Enrico Cravero
  • piazza Bartolomeo Romano
  • via Edgardo Ferrati
  • via Giovanni Battista Licata
  • piazza Augusto Albini
  • via Giacinto Pullino
  • via Girolamo Benzoni
  • via Pellegrino Matteucci
  • via Ostiense
  • via del Porto Fluviale 12.
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Romano Prodi a Roma Tre per l’inaugurazione dell’Anno Accademico

Lectio magistralis su “Crisi mondiale e crisi europea”  

È stata una cerimonia speciale quella per l’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024 dell’Università Roma Tre, tenutasi venerdì 2 Febbraio presso l’Aula Magna di Via Ostiense, con la presenza eccezionale del Professor Romano Prodi.

L’ex Presidente della Commissione Europea, due volte Presidente del Consiglio e più di recente inviato per l’Unione Europea per i rapporti con il continente Africano, ha catturato l’attenzione della comunità accademica dell’ateneo romano con una Lectio Magistralis su un argomento di estrema attualità: la “Crisi mondiale e crisi europea”.

L’evento è stato trasmesso anche in diretta streaming e con un servizio di interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni)

Tra il pubblico molte le presenze istituzionali del territorio: il Parlamentare Europeo Massimiliano Smeriglio, il Direttore della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, il Presidente della Fondazione Teatro Palladium professor Luca Aversano e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Presenti in sala anche figure di spicco del management pubblico italiano, primo fra tutti il noto banchiere ed ex ad di Tim Franco Bernabè.

 

Il tema della lectio magistralis

Il professor Prodi si è intrattenuto sulle origini storiche e sulla profondità della crisi politica ed economica in cui versa l’attuale bipolarismo mondiale tra USA e Cina; per poi soffermarsi sul ruolo che può svolgere l’Europa per difendere il futuro democratico delle nuove generazioni, rivolgendosi in particolare agli studenti che gremivano l’Aula Magna dell’Ateneo.

A fronte di una globalizzazione e internazionalizzazione dei commerci, avviatasi nei primi anni Novanta dopo la caduta del Muro di Berlino e al suo apice nel 2001 con l’ingresso della Cina nel Word Trade Organization, si è generato, nelle nazioni occidentali, uno schiacciamento dei salari sui livelli imposti dai bassi costi di produzione della nuova fabbrica del mondo, la Cina, con un conseguente impoverimento della classe media e un crescente malcontento popolare di massa verso i governi occidentali.

Tali tensioni economiche e sociali stanno sfociando in crescenti tensioni internazionali con inversione del processo di globalizzazione e la ricomparsa di strumenti di politica industriale quali dazi, sanzioni, sovvenzioni economiche ad imprese e persone. Strumenti che, negli ultimi 30 anni di puro liberismo imperante, erano diventati anacronistici.

Lo sviluppo di alta tecnologia e dell’intelligenza artificiale padroneggiati dalle grandi imprese di rete (Apple, Google, Amazon, Alibabà, talmente potenti da superare i confini degli stati nazione) hanno acuito tali tensioni e le connesse sperequazioni nella ripartizione del reddito tra i pochi ricchi e tutti gli altri individui, classe media compresa.

A ciò si è aggiunta l’evidenza che la forma democratica di governo di paesi occidentali non può essere esportata: si veda il fallimento delle guerre in Iraq e Afghanistan.

Il ruolo dell’Europa

L’Europa in questo scenario è stata, secondo il professor Prodi, un esempio positivo almeno fino alla metà dei primi anni Duemila per il processo di unificazione avviato. A seguito, tuttavia, della bocciatura nel 2005 della Costituzione Europea da parte del popolo francese e della successiva crisi finanziaria tra il 2008-2011, affrontata dall’Europa non come comunità ma come somma di 28 singoli stati (27 dopo la Brexit), l’Unione ha perso di credibilità come attore internazionale ed anche come dimensione economica.

Secondo il professor Prodi, affinché l’Europa torni ad essere un esempio positivo di democrazia e benessere economico, è indispensabile che l’Unione abolisca il diritto di veto nei propri processi decisionali, per potersi dare agevolmente un’efficace politica estera e di difesa e tornare ad essere un soggetto internazionale autorevole.

A tal proposito il Professore sottolinea che sarebbe anche opportuno che la Francia, Paese peraltro dotato dell’arma nucleare, rinunciasse generosamente al proprio diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

 

Gli altri interventi

La Lezione del Professor Prodi è stata accompagnata, oltre che dalla relazione annuale del Rettore professor Massimiliano Fiorucci, dai saluti dell’Assessore alla cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor e del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, dall’intervento dello studente Antonio Iuliano in rappresentanza della comunità degli studenti iscritti all’Università, da Simona Sconti in rappresentanza del Personale tecnico amministrativo e bibliotecario.

Al termine degli interventi, il Rettore ha proclamato l’Apertura dell’Anno Accademico 2023-2024 dell’Università degli Studi Roma Tre.

La cerimonia, che era stata aperta dal corteo accademico dell’Ateneo, è stata impreziosita anche dagli apprezzati intermezzi musicali dell’Orchestra di Roma Tre.

 

L’offerta formativa e le iniziative di Roma Tre

Come riportato anche dall’ufficio comunicazione dell’ente, l’Università degli Studi Roma Tre è l’ateneo che ha registrato l’incremento maggiore di iscrizioni tra le università del Lazio: +36% dall’anno pre-Covid allo scorso anno accademico e conta oltre 34mila iscritti e più di 122mila laureati dalla fondazione ad oggi.

L’offerta formativa è fornita da circa mille tra docenti, ricercatrici e ricercatori tramite 13 Dipartimenti di cui 4 riconosciuti di eccellenza dal MIUR (tra cui quello di Giurisprudenza che ha conseguito il primo posto nazionale nella graduatoria dell’Area delle Scienze giuridiche), con 86 corsi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, 69 corsi post lauream e 24 dottorati di ricerca. Infine, 3 corsi di laurea magistrale sono insegnati interamente in inglese.

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