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Un Natale di luci e solidarietà

Concerti, mercatini, presepi e regali per i più bisognosi da Garbatella a Roma 70

Dalla Redazione

Fervono i preparativi per la ricorrenza più attesa dell’anno. Anche nel terzo millennio il Natale non ha perso nulla del suo fascino e del suo straordinario potere evocativo, confermandosi la festa familiare per eccellenza. Nel nostro Municipio le parrocchie, le associazioni dei commercianti, i centri culturali e sportivi si preparano a mettere in campo mille iniziative culturali e di solidarietà. Tanti i presepi da visitare nelle chiese del territorio.

Parrocchia di San Filippo Neri

Ha aperto il programma natalizio il concerto “Laudi Oratoriane”, che si è tenuto l’8 dicembre  con  musiche di Corelli, Scarlatti e Handel in occasione del 70° anniversario della parrocchia San Filippo Neri in Eurosia  a Garbatella. L’attesa inaugurazione del nuovo campo dell’oratorio è prevista, invece, per domenica 18 dicembre, dopo la Messa. Ma Natale è anche e soprattutto solidarietà. Ancora la Chiesoletta, nei giorni 15 e 22 dicembre (18-19,30) sarà uno dei tre punti di raccolta della Comunità di Sant’Egidio per preparare i regali per i poveri. Sciarpe, guanti, cappelli, giocattoli e dolcetti possono essere consegnati anche al San Michele di piazzale Tosti la domenica mattina e il lunedì sera.

La comunità di Sant’Egidio

Qui, come tutti gli anni, il 25 dicembre i volontari di Sant’Egidio organizzano il pranzo di Natale per 250 persone sole o bisognose. Altro punto di raccolta delle donazioni dei cittadini è a piazza Ricoldo da Montecroce alla Garbatella presso la casa della Comunità, che nell’ultimo giorno dell’anno organizzerà la consueta distribuzione di pasti caldi ai senza dimora di San Paolo, Garbatella e Tor Marancia.

L’Accademia Musicale di Roma Capitale Parrocchia di San Francesco Saverio

Il calendario musicale continua con il concerto della Parrocchia di San Francesco Saverio, che avrà luogo sabato 17 dicembre (ore 17:00), in piazza Damiano Sauli, curato dall’Accademia Musicale di Roma Capitale. Si esibiranno 25 elementi del Coro, insieme al Gruppo Musicale da camera dei docenti dell’Accademia. Il programma spazierà dai brani di Mozart, Bach, Brahms, a quelli della tradizione natalizia internazionale.

Altra melodia e altra corsa per assistere alla replica del concerto di RomaTre Orchestra con la Nona di Ludwig Van Beethoven, che si terrà il 27 e il 28 dicembre con ingresso gratuito all’auditorium Inps di Via Aldo Ballarin, 42 in zona Tintoretto.

Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac

Intanto nelle case nonni e bambini sono già alle prese con gli addobbi natalizi, l’ultimo ritocco al Bambinello del presepe e la cascata di fili d’argento sull’albero. Natale ci ricorda l’infanzia ed è un momento di piena condivisione con la famiglia, allora facciamoci trovare pronti   e cerchiamo di evitare il panico dei regali all’ultimo minuto. A questo proposito ci salverà il Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac di via Alessandro Severo 48, la fiera più grande di Roma, aperta dal 3 al 24 dicembre con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 9 alle 20.  Si tratta di un villaggio natalizio per eccellenza pieno di arte, musiche, idee regalo, prodotti della tradizione ed una splendida mostra dei presepi con opere dei più grandi artisti italiani ed internazionali. Non mancherà, inoltre, un’area Kids dedicata ai bambini e la casa di Babbo Natale, in cui i più piccini potranno incontrare il loro tanto amato uomo dalla barba bianca.

L’associazione Alzheimer Uniti Roma da Eataly

Il 13 dicembre alle 19 l’associazione Alzheimer Uniti Roma invita ad un incontro natalizio da Eataly al secondo piano. La serata sarà allietata dal concerto del Coro polifonico di Ciampino e da letture poetiche. Seguirà lo scambio di auguri durante una cena conviviale.

Da San Paolo a Roma 70.

Mercatino solidale All’ex campetto di Piero a sostegno della casa famiglia Arpjtetto Onlus

L’attivissimo comitato di quartiere Grottaperfetta, infatti, non sta mai con le mani in mano. I proventi del mercatino solidale allestito all’ex campetto di Piero il 4 dicembre andranno a sostenere le attività della casa famiglia Arpjtetto Onlus, che opera fin dal 1953 nel quartiere Ostiense per dare un futuro alle donne e ai minori in particolari stati di disagio.

Parco della Torre di Tormarancia, che presenta il Calendario 2023

Un’altra tappa, ma non meno importante, di questo percorso natalizio è quella dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, che presenta il Calendario 2023 dell’artista Simona Pampallona con “Tor Marancia Western”. Le sue opere rappresenteranno sicuramente il quartiere, ma l’ambientazione non sarà quella romana bensì quella di un vero e proprio Far West con cowboy e pellerossa.
Nel calendario, inoltre, sono segnalati gli anniversari da ricordare che riguardano fatti e persone celebri del luogo. È possibile acquistarlo presso la sede della casa editrice Red Star Press e nelle edicole di zona.

Non mancheranno, come ogni anno, su iniziativa delle associazioni dei commercianti, le splendide luminarie multicolori che accenderanno le principali strade del municipio di una magica atmosfera natalizia. (Ha collaborato Eleonora Ono)

Appuntamenti natalizi

3 24 dicembre

Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac  via Alessandro Severo 48

Villaggio natalizio pieno di arte, musiche, idee regalo, mostra dei presepi con opere dei più grandi artisti italiani ed internazionali.

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Banco Alimentare Solidale al centro sociale La Strada

Sono numerose le famiglie bisognose assistite in via degli Armatori dai volontari

Di Veronica Gagliano

Un locale a piano terra, una scrivania, il listino dei prodotti e qualche scaffale con olio, pasta, riso, scatolame, barattoli di pomodoro, conserve ed altro. Dietro il piccolo magazzino. È il Banco Alimentare Solidale organizzato dal Centro Sociale La Strada in via Passino alla Garbatella. Si tratta di un servizio assistenziale in funzione da due anni destinato a tutte le famiglie del territorio in condizioni di difficoltà e bisogno, che vive grazie alle donazioni di cittadini e associazioni.

Un canale d’aiuto, coordinato dai volontari del progetto, che si occupano principalmente di accogliere coloro che richiedono aiuti alimentari, fornendo tutto il sostegno possibile. A seguito dell’emergenza Covid19 e la conseguente crisi socio-sanitaria, il Centro Sociale si era già attivato, accompagnato da altre realtà solidali, come: Banco Alimentare, Casetta Rossa e la Viletta, nella raccolta dei beni di prima necessità e la consegna di quest’ultimi presso le abitazioni dei richiedenti. Se durante il primo periodo a ridosso della pandemia gli scatoloni alimentari venivano direttamente recapitati “porta a porta”, oggi è stato prestabilito un punto di ritiro in Via degli Armatori 2, ogni mercoledì – dalle 17:00 alle 19:30 e il sabato dalle 10:00 alle 12:30.

Attualmente se ne servono all’incirca 60 famiglie, 180 persone, che stentano ad arrivare a fine mese, tanto da non potersi garantire un piatto in tavola. L’iter da seguire per poter accedere allo sportello per il sostegno alimentare è semplice, spesso sono gli stessi Assistenti Sociali del municipio ad indirizzare il cittadino al punto ritiro, in altri casi è sufficiente recarsi direttamente presso La Strada, dove dopo un colloquio conoscitivo per accertare lo stato di bisogno, verrà consegnata una tesserina con un totale di punti utilizzabili.

“Molte famiglie nei primi periodi di pandemia, quando il pacco alimentare veniva consegnato direttamente nelle abitazioni, ci chiedeva di lasciare il cibo all’ingresso per una sorta di pudore ed evitare che qualcuno vedesse il proprio stato di indigenza”, ci dice Myriam, volontaria che si occupa del Banco Alimentare Solidale. “Lo scorso anno nel periodo natalizio- aggiunge- abbiano ricevuto in regalo alcuni libri per i più piccoli ma ci sono cose come l’olio, i pannolini o alcuni prodotti per l’igiene che sono difficili da reperire”.

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Il caffè alzheimer Garbatella si sposta alla Villetta

di Paola Borghesi

L’iniziativa del Caffè Alzheimer Garbatella, che in precedenza si svolgeva presso il Ristoro degli Angeli in via Luigi Orlando 1, ora è ospitato dalla Villetta a via degli Armatori,3. Anche se la notizia è apparsa sui social on line, riteniamo importante comunicarla sul nostro giornale  in modo che raggiunga anche chi è poco attivo sui social media.

Ogni primo e terzo giovedì del mese la Villetta accoglie le persone affette da Alzheimer in forma lieve o moderata e i loro accompagnatori o familiari per un incontro della durata di circa un paio d’ore, dalle ore 16:00 alle 18:00.

Il Caffè Alzheimer o – come preferisce chiamarlo la Prof.ssa Bartorelli, ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa – Caffè Memoria, è  un luogo dove i malati e i loro familiari possono sentirsi partecipi ed essere coinvolti in momenti ed attività costruite per favorire l’inclusione, il benessere e la condivisione. E’ sia un momento di svago che di sostegno, un posto dove riuscire a sentirsi semplicemente persone che conversano amabilmente  fra “amici”, e interagiscono con giochi, musica e canto alla presenza di una psicologa, di volontari  e spesso anche della Prof.sa Bartorelli, Geriatra e Presidente dell’Associazione Alzheimer Uniti Roma.

Per tutte le informazioni www.alzheimeruniti.it o telefonare al numero 06 69426665

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APERTO ALLA MONTAGNOLA UN APPARTAMENTO PER IL ‘DOPO DI NOI’

Inaugurato alla Montagnola una nuova casa per il “Dopo di Noi”, destinato a giovani con disabilità con la finalità di prepararli ad una vita indipendente dalle famiglie di origine.

“L’appartamento – spiega il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – è stato completamente ristrutturato e apre le porte a un percorso che risponde alla finalità della Legge sul ‘Dopo di Noi’, che prevede anche l’attivazione di interventi di ‘Durante Noi’ di preparazione dei ragazzi e delle famiglie all’accompagnamento alla vita autonoma. È stato un grande lavoro di squadra. L’emozione di questa nuova avventura restituisce la soddisfazione di aver fatto un passo in più nel costruire una città dove nessuno rimanga indietro”.

“L’impegno è stato costante – commenta Alessandra Aluigi, assessora al Sociale – e ci ha portato a raggiungere risultati importanti in continuità con la storia di questo Municipio che dal 2004 con l’apertura della prima casa famiglia non ha mai smesso di lavorare per rispondere ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie”.

All’interno della casa si alterneranno periodicamente tre gruppi di quattro giovani. Il progetto è stato realizzato dal Municipio VIII in collaborazione con il Comune di Roma e con ASP, Asilo Savoia.

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Una discarica a via S. Adautto

Di Giorgio Guidoni

Da più di un anno la piazzola in fondo a via di Sant’Adautto, la stradina che porta ai lotti 6 e 7 da via delle Sette Chiese, è diventata una sgradevole discarica abusiva. Uno dei luoghi più pittoreschi e più nascosti di Garbatella versa in uno stato di deprimente abbandono. Il motivo? Per eseguire dei lavori di ristrutturazione di una palazzina adiacente, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) decide di rimuovere le barriere metalliche e usare la piazzola come punto di appoggio per i lavori. Nello slargo viene installato anche un bagno chimico, che è ancora presente. Successivamente la stessa area viene utilizzata come luogo temporaneo per materiali di risulta a cui però si sono aggiunti nel tempo altri rifiuti speciali abbandonati.

A nulla sono valsi i vari solleciti spediti dagli abitanti all’indirizzo dell’Ater: dopo la sospensione dei lavori più di un anno fa, nessuno è intervenuto per riportare la piazzola nelle condizioni originali. I cittadini si sono rivolti anche all’Ama, la società di proprietà di Roma Capitale che si occupa del servizio di nettezza urbana, che però non sembra in grado di intervenire poiché si tratterebbe di smaltire  rifiuti speciali di varia natura. Riusciranno i nostri eroi a trovare una soluzione e ripulire uno degli angoli più belli di Garbatella?

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Addio Pierina

Di Giorgio Guidoni

Pierina Solaini ci ha lasciati. Al mattino del 21 novembre 2022 se ne è andata anche lei. Decana della Garbatella, lo scorso anno avevamo pubblicato una sua intervista ricca di memorie del tempo di guerra, raccontando il terribile periodo di Roma Città Aperta. Eravamo rimasti in contatto e recentemente aveva scritto un messaggio per farci partecipi del compimento dei suoi favolosi 94 anni. DI lei, persona amabilissima ed entusiasta della vita, ricordiamo gli occhi che le si illuminavano quando raccontava la sua gioventù, lontana nel tempo e nello spazio eppure vicina al cuore e alla memoria. Arrivederci Pierina, la Garbatella la troverai anche lassù, vicino a quella stella.

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Sui banchi di scuola con Alberto Sordi e Maurizio Arena

TANTI RICORDI NELLE FOTOGRAFIE DI GRUPPO E TRA LE PAGINE DI QUEI REGISTRI INGIALLITI

di Giorgio Guidoni

A Garbatella c’è un edificio imponente e marziale in contrasto con il rinomato equilibrio armonioso delle sue casette, dei suoi lotti con le corti interne, delle sue stradine. È lo stabile della scuola elementare di piazza Damiano Sauli. La costruzione, ultimata nel 1930, fu originariamente intestata a Michele Bianchi, quadrumviro della marcia su Roma e fu visitata dal Duce Benito Mussolini il 6 gennaio del 1931. Oggi è intitolata al patriota irredentista Cesare Battisti, che diede la sua vita per l’annessione del Trentino all’Italia durante la Prima Guerra Mondiale.

1930 registro della quinta B, tra gli alunni Alberto Sordi

Nel 1943, in tempo di guerra, la scuola fu requisita per circa un anno dalla 21° Divisione Granatieri e sul terrazzo fu installata una postazione per la difesa antiaerea. Per un lungo periodo, fino al primo dopoguerra, ospitò gli sfollati che provenivano dai paesi del Lazio bombardati.
Osservando con attenzione il doppio complesso, le sue linee squadrate, la sua imponenza, la torretta centrale di ferro che si staglia nel blu del cielo, il grande cancello all’entrata, si percepisce un timore reverenziale, una sorta di messaggio implicito: varcare i suoi confini significava iniziare il percorso verso la vita adulta. E quel cancello è stato attraversato negli anni da una moltitudine di bambini.

Siamo andati a curiosare nell’archivio e uno dei primi registri trovati risale all’anno scolastico 1930-31, classe quinta sezione B. L’insegnante, Tullio Raffaele, aveva tra i suoi 33 alunni un tale Sordi Alberto, nato a Roma il 15 maggio 1920 (anche se in realtà era nato il 15 giugno, ndr), figlio di Pietro e Maria Mighetti, abitante al lotto 38 in via Rubino. Era proprio lui, l’Albertone nazionale, indimenticabile icona del cinema, che abitò a Garbatella dal 1930 al 1940.

Nella seconda A maschile del 1940-41, composta da ben 40 alunni, troviamo altre due presenze di rilievo. La prima è Maurizio Di Lorenzo, nato il 26 dicembre 1933, famoso attore noto come Maurizio Arena. Negli anni cinquanta interpretò la trilogia di Dino Risi “Poveri ma belli”, “Belle ma povere” e “Poveri milionari” che lo portò al successo dal grande pubblico, incarnando il tipico romano, bello, giovane, gagliardo e indolente “nato stanco che vive per riposare”. Suo compagno di classe era Adelio Canali (che ringraziamo per averci concesso la fotografia tratta dal suo libro La Terrazza sulla Garbatella), autore e scrittore di vari volumi su vicende storiche e ricordi personali riguardanti il nostro quartiere.

Dopo la tremenda parentesi della guerra, l’Italia disfatta si ritrovò a ricominciare da capo, a ricostruire un paese distrutto e a riprendere un nuovo percorso educativo basato su criteri di libertà, uguaglianza e democrazia. È significativo il registro della classe prima G maschile del 1945-46 in cui dei ben 47 bambini iscritti, frequentarono solo in 17, quelli ritratti in foto.
L’immagine di questi bambini rende benissimo l’idea della situazione nel Paese in quel difficile momento storico. Solo in tre hanno grembiule e fiocco, gli altri sono vestiti con quello che potevano. Chi a maniche corte, chi con un giaccone militare, chi con un maglione, qualcuno addirittura con sandali invece di scarpe chiuse. In questa classe era presente anche un decano, memoria storica di Garbatella, Emilio Marè (il primo in alto a destra nella foto) classe 1936. Della classe lui ricorda i suoi due amici del cuore, Bruno Viti e Amleto Novelli (che abitava in via Vettor Fausto), purtroppo entrambi deceduti. I suoi ricordi sono un po’ annebbiati ma qualcosa ancora affiora dai recessi della memoria: Marcello Crocetti, seduto al centro, il cui padre aveva un banco di frutta al mercato di Piazza dei Navigatori; i fratelli Binetti Pasquale e Giovanni, a destra e sinistra della maestra, che abitavano al lotto 27; Romano Sabatini, il primo seduto a destra, figlio di un portiere delle case popolari, abitava in piazza Sauli; Fulvio Bertolelli, il secondo seduto da destra con il grembiule, detto “er Patataro” perché il padre vendeva patate al mercato di via Passino, che abitava al lotto 12.
E arriviamo al registro degli esami di licenza elementare della quinta C, anno 1948-49. In questa classe composta da 28 alunne, la cui maestra era Lidia Gattuso, notiamo la presenza dell’attrice Rossana Di Lorenzo, sorella di Maurizio Arena, recentemente scomparsa. Nell’immagine la Di Lorenzo è la ragazzina in piedi a sinistra. La foto ci è stata gentilmente messa a disposizione dal nostro amico Nino, figlio di Maria Pizzuto, compagna di classe di Rossana: Maria è la seconda da destra nella fila in piedi.

Terminiamo con questa bella foto di una classe quinta femminile di cui però abbiamo notizie vaghe: classe quinta sezione A, dal 1938 al 1940, aula musica. Sarebbe bello se qualcuna di queste bambine si riconoscesse e contattasse la redazione per raccontarci la sua storia.

Sui banchi di scuola con Alberto Sordi e Maurizio Arena

TANTI RICORDI NELLE FOTOGRAFIE DI GRUPPO E TRA LE PAGINE DI QUEI REGISTRI INGIALLITI

1941 la seconda A della scuola Michele Bianchi (oggi Cesare Battisti). Adelio Canali è seduto a terra, al centro, mentre Maurizio Arena è il secondo in piedi da sinistra

1945 la prima G, il primo in alto a destra è Emilio Marè
1948 la quinta C, la prima in piedi a sinistra Rossana Di Lorenzo. La foto è stata gentilmente concessa da Nino figlio di Maria Pizzuto, che è la seconda a destra della fila in piedi. La foto è stata gentilmente concessa da Nino figlio di Maria Pizzuto, che è la seconda a destra della fila in piedi
La classe quinta sezione A (1938 – 1940)
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La storia di Silvio Tavoloni. Finì in galera per le offese al Duce

Era andato nella sede del gruppo rionale fascista, alla Villetta di via Passino, per chiedere un sussidio

di Giorgio Guidoni

Era sufficiente una parolaccia. Una caricatura, una rima a doppio senso, una pernacchia. Durante il ventennio della dittatura bastava pronunciare un epiteto sopra le righe nei confronti del Duce del fascismo per ritrovarsi in guai seri e trascorrere qualche mese in gattabuia. Nel 1925 Mussolini aveva introdotto il reato di “Offesa al Duce”, che puniva chiunque avesse offeso il capo del Governo con la reclusione da sei a trenta mesi e con una multa salatissima. Nel 1930 la detenzione passò da uno a cinque anni e nel 1941 il reato fu inserito nel Codice Militare di pace che prevedeva la pena della carcerazione da tre a dodici anni. Anche a Garbatella ci fu chi, per una parola di troppo, incappò in una disavventura di questo tipo.

Silvio Tavoloni e la moglie Ines Catenacci

Nel 1942 l’Italia era in guerra da due anni e l’inverno era particolarmente rigido. Silvio Tavoloni, classe 1890, abitava in via Luigi Fincati 13, al lotto 8, con la moglie Ines e la figlia Luciana, mentre l’altro figlio Renato era stato richiamato alle armi. Reduce e invalido della Grande Guerra, lavorava per le Ferrovie italiane come pulitore di vagoni letto, impiego che assicurava alla famiglia una condizione economica dignitosa. A luglio di quell’anno, tuttavia, subì un grave incidente che lo rese inabile al lavoro: un investimento tramviario gli aveva causato l’amputazione di nove dita dei piedi e la conseguente perdita dell’impiego e dello stipendio.

Quale invalido di guerra percepiva una piccola pensione ed era in attesa di un indennizzo da parte dell’Atag (Azienda Tramvie del Governatorato dell’epoca) per l’incidente subito. In quel momento particolarmente critico le entrate non erano più sufficienti per vivere dignitosamente e Silvio, che inoltre non era ancora guarito dalle lesioni riportate nell’incidente, era alla ricerca di un aiuto economico. A novembre del 1942 un conoscente gli aveva ventilato la possibilità di ottenere un sussidio: “Vai domani alla casa dal Fascio (la casa colonica in via Passino meglio nota come “La Villetta”, ndr), ci sarà il Fiduciario (1) che ascolterà le tue richieste e forse ti potrà aiutare.” Intorno alle 20.00 dell’11 novembre, pieno di speranza, Silvio si recò all’appuntamento per scoprire però che il Fiduciario non era presente: “Prova a ripassare domani alla stessa ora” gli era stato riferito sul posto.

Scheda di ingresso a Regina Coeli

Uscendo dalla Villetta per tornare a casa udì vari gerarchi fascisti inneggiare al Duce e lui, forse infastidito dal mancato incontro, si lasciò scappare qualche parola di troppo. Questo era ciò che raccontò alla moglie Ines e a Luciana. Il giorno dopo gli eventi precipitarono. A seguito di una solerte denuncia sporta da due donne fasciste, la Vice Segretaria Rionale Lucrezia Sardella e la Visitatrice (2) Maria Borganzoni, Silvio Tavoloni  fu arrestato e condotto alla caserma Mussolini (3).

Il verbale di denuncia (che riporta anche il timbro in colore rosso “VISTO DAL DUCE”) afferma “… l’individuo in oggetto, nell’uscire dalla sede del Gruppo stesso, dove si era recato per chiedere un sussidio, veniva udito pronunziare le seguenti frasi in risposta alle invocazioni “Duce, Duce” dei gerarchi: «Li mortacci sui, ci fa morire di fame, che lo potessero ammazzare, sto paraculo.» Silvio Tavoloni ammetterà di essersi recato nei locali del Gruppo Rionale, ma negherà di aver pronunciato le offese al Duce. Dopo un primo periodo di permanenza alla caserma Mussolini fu trasferito a Regina Coeli il 2 febbraio 1943 in attesa di processo. La moglie Ines ne chiese varie volte la scarcerazione per motivi di salute, senza successo. Fortunatamente il Tribunale Speciale non diede l’autorizzazione al processo e decretò la scarcerazione di Silvio il 4 aprile 1943.Al suo ritorno a casa egli non dimenticò la disavventura, che negli anni successivi continuò a raccontare con dovizia di particolari a familiari e amici.

Scheda di uscita da Regina Coeli

Grazie a due suoi nipoti, Luciano e Daniele detto Sandro, siamo venuti a conoscenza di questa storia, che abbiamo avuto la possibilità di ricostruire nei particolari.

  1. La struttura organizzativa del Partito Nazionale Fascista-PNF era basata sulle federazioni provinciali, le quali coordinavano e dirigevano il lavoro dei gruppi rionali o sezioni. Il Gruppo rionale aveva giurisdizione su un quartiere cittadino o su un comune o gruppi di piccoli comuni. Il Fiduciario rionale era il “gerarca” – com’era comunemente chiamato durante il fascismo – che dirigeva l’attività del Gruppo. I gruppi rionali disponevano di sedi autonome. Molte erano ex Case del popolo requisite alle organizzazioni di sinistra dopo l’avvento del Regime. A Garbatella la sede del Gruppo rionale si trovava alla Villetta in via Passino, 26
  2. «Le Visitatrici sono donne fasciste di particolare attitudine, che in ciascun settore, e nucleo del Fascio di combattimento a cui appartengono, visitano le famiglie bisognose a scopo di assistenza morale e materiale, con speciale cura per ciò che riguarda la maternità ed infanzia, riferendo periodicamente alla Segretaria del Fascio dalla quale dipendono.» (fonte: Partito nazionale fascista. Fascista. Il primo libro del fascista. Anno XVI dell’E.F. 1937-1938)
    Le Visitatrici erano donne che possedevano un’accurata conoscenza delle singole situazioni di disagio sociale delle famiglie. A loro spettava una mansione fondamentale,quella di raccogliere informazioni economiche e morali sui richiedenti assistenza.
  3. La caserma Mussolini si trovava a Roma in via Baiamonti 6. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale prenderà il nome di Caserma Montezemolo per diventare sede del Comando della Seconda Regione Aerea dell’Aeronautica Militare. Oggi è la sede della Corte dei Conti.
Denuncia con il visto del duce
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Come cambierà Piazza dei Navigatori

Il nuovo assetto urbanistico del quadrante Tor Marancia/Navigatori comincia a delinearsi in tutti i suoi aspetti. Dopo i recenti sopralluoghi delle istituzioni comunali e municipali, emergono nuovi particolari sulle opere pubbliche che andranno a interessare l’area.

Le novità riguardano gli imponenti palazzi che sorgeranno nella piazza, soprannominati Foresta Romana, la cui progettazione è stata affidata all’architetto Mario Cucinella; gli edifici ospiteranno, oltre agli appartamenti di lusso, anche mille metri quadrati da adibire a social housing con canone concordato. Faranno parte del piano anche la demolizione e la nuova edificazione della bocciofila su via delle Sette Chiese, la creazione di un playground in via Marco e Marcelliano, la realizzazione di 16 mila metri quadrati di verde e oltre 12 mila destinati a parcheggi pubblici; parte di queste ultime due opere sono previste anche tra via Galba e via Tito.

Il nuovo look di piazza Navigatori sarà completato con la ristrutturazione del locale mercato rionale, che sarà integrato con il nuovo edificio i cui lavori partiranno entro fine anno; a gennaio, invece, inizieranno quelli per le opere di urbanizzazione. A seguire prenderà il via la realizzazione dell’immobile ideato dall’architetto Cucinella.

Nell’area già cantierizzata e negli edifici abbandonati tra via di Santa Petronilla e la via Cristoforo Colombo, invece, nascerà uno spazio commerciale in cui prenderanno posto due supermercati e altre attività della grande distribuzione.

Il presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri esprime soddisfazione per “un quadrante che dopo anni di battaglie e attese comincerà a veder riconosciuto parte di quello che attendeva”. Il minisindaco ci tiene a dedicare questa riqualificazione urbana alla professoressa Nicoletta Maglio scomparsa pochi giorni fa “una persona tra le tante che hanno combattuto per rendere giustizia a questo quartiere, straordinaria pasionaria anche nella estrema eleganza che l’ha sempre contraddistinta”.

Le preoccupazioni degli abitanti e dei commercianti

Associazioni e comitati di zona, recentemente riunitisi in un’assemblea pubblica, hanno espresso preoccupazioni per le mancate compensazioni pubbliche ancora sulla carta, frutto delle convenzioni del 2018, tra il Comune e i costruttori del palazzo di vetro fronte Regione Lazio e dell’albergo bianco di via Costantino (conosciuto come il Bidet). Tra queste vi sono: il riassetto dei parchi della Montagnola e del Forte Ardeatino, la sistemazione dei marciapiedi, l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche, la riqualificazione delle piste ciclabili nel Municipio, la sistemazione e messa a dimora di essenze arboree, il progetto di rilancio di un polo civico a viale Ballarin e la costruzione di un centro culturale polivalente a Tor Marancia.

I partecipanti all’assemblea, inoltre, hanno scritto al collegio di vigilanza nominato dal Comune di Roma, poiché neanche i numeri di quest’ultima convenzione tornano. A fronte di circa cinquantaquattro mila metri cubi di cemento inizialmente erano previste molte più parcheggi, poi improvvisamente ridotti. Anche tra i commercianti di zona c’è apprensione; sebbene accolgano positivamente la modernizzazione del mercato rionale, mostrano timore per l’impatto che la nuova area commerciale potrà avere sulla sopravvivenza dei piccoli negozi di quartiere e dei banchi del mercato. Infine, dalle prospezioni archeologiche sono emersi dei reperti, ancora non è chiaro di cosa si tratta, ma la curiosità tra gli abitanti è viva e si augurano che siano garantite le condizioni di conservazione.

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Finalmente inaugurato il Parco su via del Tintoretto

Dove prima c’era un canneto infestante, spesso ricettacolo di immondizie, oggi è nato un parco accogliente. A fine novembre, infatti, è stata consegnata alla cittadinanza la nuova area verde attrezzata su viale del Tintoretto, a ridosso dei plessi scolastici  Gessetti Colorati, Caleidoscopio e Montezemolo. Il parco è stato dotato di una recinzione perimetrale in legno, rastrelliera per le bici, gazebo con tavolo da pic-nic, un’area ludica con giochi inclusivi, un percorso fitness con circuito di sette stazioni per allenamento all’aperto, una fontanella, tredici panchine e trecento essenze arboree messe a dimora come lecci, querce, nocciolo, rosmarino e lavanda.

Le dichiarazioni della consigliera Eleonora Talli

La proposta di riqualificazione era stata presentata già dalla passata giunta municipale di centrosinistra. Eleonora Talli, consigliera del Partito Democratico e presidente della commissione lavori pubblici, urbanistica, mobilità e politiche del territorio, è stata tra le prime a interessarsi della vicenda ed esprime soddisfazione per l’obiettivo raggiunto: «Sono lieta che le nostre richieste siano andate a buon fine e di aver raggiunto insieme ai cittadini, al Comitato, alle Associazioni, ai miei colleghi e colleghe questo traguardo. Ringrazio il Presidente del Municipio, l’Assessore preposto e l’ufficio tecnico. Ringrazio anche il Comitato Tre Fontane e la  presidente Marzia Rocchigiani insieme alla quale ho redatto una proposta per la riqualificazione dell’area verde e del muretto vicino gli istituti scolastici. Nel tempo in questa zona abbiamo intrapreso molte battaglie come quella per lo spostamento dell’isola ecologica o il blocco al progetto di edificazione di box auto. Ringrazio – conclude infine la consigliera– gli orti urbani Ortolino e l’Associazione Ottavo Colle sempre molto attivi sul territorio con il loro prezioso supporto».

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Il cantautore Simone Avincola racconta la sua Garbatella

Di Ilaria Proietti Mercuri

Il successo è difficile da definire. A volte arriva, a volte no, ma se dovesse partire dalla Garbatella per arrivare fino a un tour in tutta Italia, come quello del cantautore Simone Avincola, beh allora è non solo un successo, ma una vittoria per tutti i garbatellani.

Proprio così, nato e cresciuto alla Garbatella, Simone Avincola, anno 1987, ha iniziato a conquistare il pubblico al Festival di Sanremo 2021 con il brano “Goal!”. E solo pochi giorni fa, ha terminato il suo tour in giro per l’Italia. Ha iniziato in un piccolo locale intimo di Amelia in provincia di Terni. Per poi proseguire a Piacenza in una serata divisa con Alessandro Gori, comico, scrittore ed autore del programma Una pezza di Lundini, con il quale il cantautore ha scritto una canzone tratta proprio da un suo monologo.

Non poteva poi mancare di certo la serata nella sua amata Roma. “La tappa romana è stata emozionante, intanto per il locale l’Asino che vola, dove non suonavo da molto tempo e sono miei amici. Ma soprattutto ero felice di aver raggiunto il sold out! Il locale era strapieno e la gente non riusciva più ad entrare – racconta con voce ancora entusiasta Avincola – Il giorno dopo ho terminato il mio tour con Milano, nella zona Navigli, anche se faceva molto freddo è stata una gran bella serata per concludere il tutto”.

Una passione, quella della musica, che per Simone Avincola è cresciuta assieme a quella per il suo quartiere, la Garbatella. Lui infatti ha cantato e scritto fin da piccolino. E non appena imparò i suoi primi accordi di chitarra, scese immediatamente giù nel cortile del Lotto 30, dove abitava, per far sentire a tutti i suoi amici quelle prime note. Dopo l’asilo a “La scuola dei Bimbi” e le elementari alla “Cesare Battisti”, ne ha fatta di gavetta, suonando in moltissimi club della capitale prima del successo.

Ispirato un po’ dalla vita di tutti i giorni e un po’ dai suoi artisti preferiti, tra cui Luca Carboni, Vasco Rossi, Antonello Venditti, ha costruito il suo stile. Ma il vero e proprio successo è arrivato con il suo singolo “Goal!”. Forse perché, proprio in quel testo, in cui racchiude sconfitte, rivincite, ma soprattutto speranza, ci ritroviamo un po’ tutti noi. Il messaggio di Avincola è chiaro: seguire le proprie passioni e crederci fino alla fine, inaspettatamente potremmo ritrovarci ad entrare in campo al novantesimo minuto e capovolgere il risultato della nostra vita con un semplice “Goal!”.

E a proposito di vittorie, per questo 2023, il cantautore romano è già in fase di preparazione per i prossimi prodotti musicali: “Sarà un album da una parte sulla scia di Turisti, quello uscito in concomitanza con Sanremo, quindi stile Indi-Pop. Dall’altra vorrei iniziare a sperimentare qualcosa di diverso. Ripetere sempre le stesse cose non mi piace, preferisco evolvermi, fare passi avanti o anche indietro, ma non fossilizzarmi. L’idea di essere coerenti mi mette ansia.” Così con la semplicità e la naturalezza che lo contraddistingue, è già di nuovo all’opera, arrangiando e preparando nuovi testi senza aspettarsi niente in particolare. “Io quando scrivo lo faccio per una mia esigenza personale. Se qualcosa mi cattura l’immaginazione, allora in quel momento butto giù idee. Poi successivamente penso se è il caso o meno di pubblicare quello che scrivo.” E noi siamo tutti in attesa dei prossimi testi, arrangiamenti, idee e concerti.
Ma prima di terminare la nostra chiacchierata c’è un’ultima domanda che abbiamo voluto fare al cantautore nato e cresciuto tra i Lotti: ma è vero che ora vive al Pigneto? “Ebbene sì, da circa tre anni. Ma i miei genitori abitano sempre alla Garbatella. E io ogni volta che posso faccio due passi e vengo, perché è stata davvero una fortuna nascere lì. Anzi, tutti i miei amici, ogni volta che li porto, rimangono incantati. Non sembra di essere a Roma. E quello che mi auguro è che la Garbatella non si trasformi in un quartiere radical chich. È così bello il suo fascino popolare e quasi decadente, che sembra morire ma non muore mai.”

 

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Addio “suore Cappellone”

Se ne vanno dopo più di novant’anni di servizio alla Garbatella le Figlie della Carità

riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera di Mirella Arcidiacono.

Il loro cammino per le strade della Garbatella è durato più di novant’anni. Le suore Figlie della Carità il 26 novembre scorso si sono accomiatate al centro anziani di via Pullino, alla presenza del parroco di San Francesco Saverio.

Suor Rita mi ha lasciato un messaggio: “Bella la fata, la grande signora. Sì, andiamo per altre vie, ma il tempo di essere state in mezzo alle case della Garbatella ed essere state amate non si estinguerà, rimarrete sempre nei nostri cuori e nella preghiera affettuosa”

Le Figlie della Carità, conosciute come le suore cappellone, per via del loro caratteristico copricapo bianco a tre punte, nascono a Parigi e si istallano alla Garbatella a fine anni venti, quando il quartiere è in alcuni punti ancora in costruzione. Approdano in via Ignazio Persico davanti all’Albergo bianco, al lotto 41, dove c’era la Maternità ed Infanzia, tra i proletari degli alberghi suburbani provenienti dalle baracche e dagli sventramenti del centro storico. In seguito si trasferiscono alla famosa Casa dei bimbi, la scuola materna di piazza Longobardi, un luogo stupendo con un bel parco ed una lunga storia da raccontare. Tante le testimonianze sul loro operato.

Elisabetta Di Renzo, una donna che dedicò tutta la sua vita all’emancipazione femminile, mi raccontava che lì alla “scoletta”, così a Garbatella chiamavano la Casa dei Bimbi, in tempo di guerra le insegnarono a cucire, a ricamare e lì mangiavano e pregavano. Roberto Ettori, “il ragazzo spazzola” dei Bagni pubblici di via Edgardo Ferrati, mi disse che le cappellone avevano sfamato tanta gente  e mi colpì questa frase  “quanno la fame se tajava a fette”. Poi nonostante tolsero il famoso cappello, come scriveva il giornalista Cosmo Barbato, per i garbatellani rimasero sempre “le cappellone”.  Certo non sta a me raccontare la storia di quello che hanno fatto in tutti questi anni. Quando venne bombardata la Maternità, il 7 marzo 1944, me lo disse Vanda Amici: ”A Mirè ero appena andata via dopo aver preso da mangiare e mi salvai per puro miracolo!”

Le Figlie della Carità vennero trasferite in un appartamento al pianterreno del lotto 60, dove abitava Elisabetta di Renzo, con la quale andavamo a trovarle a Natale. In quel periodo, nei primi anni Duemila, c’erano Suor Alena, suor Giovanna, suor Felicina e l’insegnante Luciana. Quando entravo là dentro tornavo un po’ bambina, risentivo proprio il clima della Garbatella semplice ed affettuosa. A volte veniva anche Giulia mia figlia e giocavamo con loro, con i bambini e con le suore. Per l’anniversario del centenario della Garbatella sono contenta che il premio Fantasia sia stato riconosciuto a Luciana ed a Suor Rita.

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Al Palladium per ricordare lo scrittore Luciano Bianciardi

Una giornata di studi in onore dell’autore della Vita agra, uno dei capolavori letterari del Novecento

Di Riccardo Cervellini

Sono passati cinquantuno anni dalla morte di Luciano Bianciardi, scrittore grossetano tra i più tormentati, anticonformisti e allo stesso tempo moderni e profetici del dopoguerra italiano. Mercoledì 14 dicembre, giorno in cui l’autore maremmano avrebbe compiuto cent’anni, dalle ore 15 alle ore 21 al Teatro Palladium della Garbatella, verrà celebrato il centenario della sua nascita con un evento promosso dal Municipio VIII in collaborazione con l’associazione Cara Garbatella. L’evento è stato organizzato da un gruppo di lavoro composto da Maria Jatosti, scrittrice, sua ex compagna di vita e ideatrice del convegno, il professor Luca Aversano, presidente della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, l’assessora municipale alla Cultura Maya Vetri, Giancarlo Proietti e Gianni Rivolta di Cara Garbatella.

Bianciardi, nato il 14 dicembre del 1922 e venuto a mancare prematuramente a Milano nel ’71, con la sua opera di traduttore, i suoi saggi e i suoi romanzi, in particolare “La vita agra” da cui si è ispirata la celebre pellicola di Carlo Lizzani, ha contribuito a fornire un’attenta analisi dei costumi sociali nella Milano del boom economico, evidenziandone tutte le contraddizioni ed esprimendo sempre lucidamente il suo dissenso e senso di isolamento attraverso la forte componente autobiografica presente nella maggior parte della sua opera.

“La Garbatella è il mio luogo dell’anima. Proprio al Teatro Palladium, che all’epoca era un cinema, ho fatto il mio primo comizio all’età di diciannove anni” ci racconta Maria Jatosti, ex compagna di Bianciardi, che a febbraio spegnerà novantaquattro candeline. “Luciano è stato il mio uomo per vent’anni ed è il padre di mio figlio. Quella vita agra che abbiamo passato insieme è stato un periodo determinante per me, ho voluto quindi fortemente organizzare insieme al Municipio un grande evento a cui hanno aderito figure di spicco nel panorama nazionale, con la speranza che ciò possa contribuire a diffondere la sua lezione e le sue idee alle nuove generazioni. Quest’anno – spiega la scrittrice – sono stati celebrati numerosi centenari, nel 1922 sono nati Pasolini, Gassman, Tognazzi, Lizzani e molti altri personaggi fondamentali nella storia culturale del nostro paese. Mi è sembrato quindi doveroso e giusto ricordare degnamente anche la figura di Luciano Bianciardi, un grande uomo oltre lo scrittore, che ha saputo anticipare i tempi. Lui era un anarchico che ambiva ad un mondo di uomini liberi, dove ognuno potesse vivere secondo le sue aspirazioni e il suo pensiero.

Il libro

In occasione del convegno uscirà anche il mio libro edito da Stampa Alternativa “La Maria del Bianciardi”, che sarà possibile acquistare sul posto. Infine – conclude Maria Jatosti – ci tengo a ringraziare il Municipio VIII per aver reso possibile l’iniziativa e gli amici di Cara Garbatella che porto sempre nel mio cuore”.

Programma

Ma vediamo il programma della giornata coordinata da Daniela Preziosi, giornalista di Domani: alle 15, dopo i saluti d’apertura di Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale e di Amedeo Ciaccheri presidente del Municipio VIII, verrà proiettato il film “La vita agra”, seguito dalle testimonianze di Francesco Lizzani, figlio di Carlo, Giovanna Ralli, Ricky Tognazzi, Vito Zagarrio e Giuliano Montaldo. Seguirà una tavola rotonda con il giornalista Pino Corrias, l’intervista di Goffredo Fofi di Maria Jatosti. Gran finale alle 20,30 con musiche e letture

“La vita agra è un instant movie molto riuscito che ha saputo cogliere al volo il meritato successo del libro di Bianciardi” dichiara Francesco Lizzani, figlio del grande regista romano. “Risulta ancora oggi molto attuale – prosegue – non solo per la tematica ma anche per la realizzazione filmica. La trasposizione cinematografica dell’opera ebbe una gestazione travagliata e so per certo – ci confessa – che Ugo Tognazzi era molto legato a quest’idea e alla fine la scelta per la realizzazione cadde su mio padre. Quindi non fu lui a proporlo – sottolinea – fu quasi un evento improvvisato che però diede subito grandi risultati, spesso non facilmente raggiungibili quando, al contrario, si fanno troppi calcoli. Riguardo l’iniziativa, non posso che esprimere un grande apprezzamento – conclude Lizzani – prima di tutto dal punto di vista umano, all’organizzatrice dell’evento Maria Jatosti, una donna che ha militato per tutta la vita, sia politicamente che intellettualmente e che, alla sua età, continua ad avere un’incredibile energia vitale”.

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Ostiense, giornata di studi dedicata alla figura di Carlo Levi

Allo “sguardo in movimento” di Carlo Levi verrà dedicata una giornata di studio nell’ambito delle manifestazioni per il centoventesimo anniversario della sua nascita, avvenuta il 29 novembre 1902 a Torino.
L’incontro, a cura di Fondazione Carlo Levi e Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, approfondirà il rapporto con il cinema del grande pittore, scrittore, politico e intellettuale. L’appuntamento è per martedì 29 novembre, dalle 10:00 presso la Fondazione AAMOD, nel complesso degli edifici della Centrale di Montemartini all’Ostiense. L’iniziativa ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Educazione Ricerca e Istituti Culturali.

 

Carlo Levi, scrittore, pittore e autore di cinema

Carlo Levi, è stato tra i più significativi autori del novecento. Conosciuto soprattutto per il romanzo Cristo si è fermato a Eboli, è stato pittore, autore di cinema e antifascista.  Nato nel 1902 in una famiglia ebraica della borghesia torinese, si diploma al liceo Alfieri. Ottenuta la laurea in medicina, rimarrà alla Clinica Medica dell’Università di Torino come assistente fino al 1928. Non eserciterà mai la professione di medico, preferendo definitivamente la pittura e il giornalismo. Nel 1931 si unirà al movimento antifascista di Giustizia e libertà, fondato tre anni prima da Carlo Rosselli.
Alla Biennale di Venezia del 1932, Levi presenterà le sue opere: L’uomo rosso (1929), Scena di frutta (1930) e Natura morta con melograni (1930). Nel marzo 1934 Levi è arrestato per sospetta attività antifascista. Nel maggio del 1935, su segnalazione dello scrittore fascista Dino Segre, subisce un secondo arresto e la condanna al confino nel paese lucano di Grassano. In un secondo momento è trasferito nel piccolo centro di Aliano, in provincia di Matera. Da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli.
Nel 1936 il regime fascista gli concede la grazia sull’onda dell’entusiasmo collettivo per la conquista dell’Etiopia. Levi, quindi, si trasferisce per alcuni anni in Francia, dove continua la sua attività politica. Rientrato in Italia, nel 1943 aderisce al Partito d’Azione e a Firenze è tra i dirigenti de La Nazione del Popolo, organo del Comitato di Liberazione della Toscana. Proprio a Firenze trova rifugio presso l’abitazione di Eugenio Montale, dove rimane fino al 1944. È qui che conosce il poeta triestino Umberto Saba, che diventerà suo suocero.
Autore per il cinema, già dagli anni, Trenta Levi prolifera nella scrittura di soggetti e sceneggiature, alcuni dei quali insieme all’amico Mario Soldati e poi con il poeta Rocco Scotellaro. Con gli stessi scrittori, negli anni 1946-1953, lavora ai progetti che riguardano la trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli e alla sceneggiatura de I fuochi di San Pancrazio.
Cristo si è fermato a Eboli sarà presentato nel 1979 fuori concorso al Festival del Cinema di Cannes cinque anni dopo la morte di Levi. Interpretato da Gian Maria Volonté, il soggetto del film si avvarrà dell’apporto, oltre che di Levi, di Tonino Guerra e di Francesco Rosi.

Lo scrittore Carlo Levi

Lo svolgimento della giornata di studio 

Le descrizioni della cultura tradizionale contadina del meridione di Levi, Rocco Scotellaro e dell’antropologo Ernesto De Martino sono stati alla base dell’ispirazione di molti cineasti.
Nel corso della giornata sarà approfondita la loro influenza su alcuni film documentari prodotti in Italia tra il 1953 e il 1976 riguardanti soprattutto la Lucania.
Tra le carte del Fondo Carlo Levi di Alassio è emersa anche una vicenda finora inesplorata che riguarda una sceneggiatura degli anni ’50 per Augusto Genina sulla vita di Amedeo Modigliani, mai approdata alla realizzazione del film.
Le più recenti ricerche condotte sulla complessiva opera di Levi con forte inclinazione interdisciplinare da storici dell’arte, della letteratura, del cinema, come da antropologi, inducono a ritenere che la riflessione sul cinema e sui suoi codici espressivi sia stata non marginale per Levi, così da spingere ad interrogarsi su quale ne sia stato in ogni epoca l’influsso reale sulla sua intera opera di letterato e artista, ma anche di saggista e osservatore politico.
Al termine della giornata di studio, a ingresso libero fino a esaurimento posti, con interventi di intellettuali e studiosi tra i quali Sebastiano Martelli, Elisa Donzelli, Luca Beltrami e Vincenzo Esposito, sarà proiettato il film documentario “Carlo Levi, lo sguardo in movimento” di Paolo Di Nicola.

 

La sede della fondazione AAMOD

La sede della Fondazione AAMOD è parte del suggestivo e unico complesso di edifici della Centrale Montemartini, in via Ostiense 106. Entrando nel complesso della Centrale, l’Archivio audiovisivo si trova nello stabile, a sinistra dell’ingresso al Museo. I locali della fondazione sono costituiti anche dalla Sala Zavattini, il cuore delle iniziative pubbliche dell’archivio, dove si svolgono rassegne cinematografiche, convegni, seminari, presentazioni.
Nella sala è situata anche la Biblioteca specializzata con tavoli per la consultazione.

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Al via l’iter per la ricostruzione del Ponte dell’Industria

Novità in arrivo per il Ponte dell’Industria e per la viabilità dell’Ostiense. Noto ai romani come Ponte di Ferro, il ponte che collega l’VIII Municipio con Marconi, dovrà essere nuovamente chiuso e in parte ricostruito. È quanto trapelato da una riunione della commissione lavori pubblici di Roma Capitale che si è svolta la prima settimana di novembre.

I danni provocati dall’incendio

L’incendio nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo, secondo un’informativa inviata in procura dagli inquirenti, sarebbe scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere. All’epoca si parlò anche di un incendio doloso.
Furono necessari più di settanta giorni per la riapertura; settanta giorni di disagi per automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni che quotidianamente si trovano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città. Le ripercussioni per il traffico non ci furono soltanto all’Ostiense, ma anche nella zona di San Paolo a Ponte Marconi e al Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio.

Lavori sul ponte dopo il rogo del 2021

Gli interventi previsti

“Al momento non c’è una data precisa per il via ai lavori che potrebbero partire nei primi sei mesi del 2023”, fa sapere a Cara Garbatella il presidente della commissione lavori pubblici Antonio Stampete. Questi interventi, che facevano parte di un pacchetto legato ai lavori in vista del Giubileo del 2025, erano sull’agenda del governo Draghi poco prima che si dimettesse. Ora la palla passa al governo presieduto da Giorgia Meloni.
“Per quanto ci riguarda abbiamo però provveduto ad affidare ad ANAS il percorso di riqualificazione in modo da accelerare le procedure”.
“Un aspetto – conclude Stampete – importante sarà quello di mantenere l’aspetto architettonico senza quindi eccessivi stravolgimento, anche se stiamo studiando un allargamento della sede stradale per consentire il passaggio del trasporto pubblico”.

La storia del ponte dell’industria

La struttura destinata dapprincipio all’ampliamento della ferrovia Roma Civitavecchia venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa.
Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica, è lungo circa 131 metri e largo circa 7,25 metri.
Soltanto nel 1910, con il nuovo tracciato della Roma Civitavecchia, il Ponte dell’Industria assunse le caratteristiche di percorso carrabile e pedonale.
Sopravvissuto ai bombardamenti degli angloamericani del marzo 1944, fu teatro dell’ignobile eccidio di dieci donne italiane ad opera degli occupanti nazisti.

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AL PALLADIUM IL FILM FESTIVAL CINEMA OLTRE

Si apre con l’anteprima assoluta del documentario Roma Tre – Da trent’anni nel futuro, realizzato per celebrare i trent’anni dell’Ateneo Roma Tre la nuova edizione del Palladium Film Festival-CinemaOltre.

palladium

L’organizzazione

Il Festival è alla sua terza edizione, erede del Roma Tre Film Festival, sarà diretto da Vito Zagarrio e si svolgerà dal 30 novembre al 3 dicembre 2022 presso il Teatro Palladium, simbolo e orgoglio della Garbatella.

L’organizzazione è del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre  in collaborazione con la Fondazione Teatro Palladium.

Il Programma

Sono previste serate omaggio a grandi nomi del cinema italiano come Marco Bellocchio e Pupi Avati. E non mancheranno proiezioni di opere prime come “Margini” di Niccolò Falsetti , incentrato sulla cultura punk della provincia e “Calcinculo” di Chiara Bellosi  che prende spunto dalla famosa giostra per esplorare il disagio e la fragilità dell’adolescenza.

E’ inoltre prevista una retrospettiva sul cinema italiano del passato, organizzata con la collaborazione di vari Atenei italiani grazie al Progetto Prin 2017 (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) dell’allora MIUR.

L’ingresso è gratuito!

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“Un Tavolo della Sorellanza” proposto dall’associazione Il Tempo Ritrovato

“Un tavolo della sorellanza” per combattere la violenza sulle donne, proprio nel quartiere Garbatella, che recentemente è stato luogo di stupro di una giovane donna. Questo l’obiettivo e il messaggio dell’iniziativa che si è tenuta ieri pomeriggio all’hub culturale Moby Dick di via Edgardo Ferrati negli ex Bagni pubblici, organizzata dall’associazione Il Tempo ritrovato di Mirella Arcidiacono.

Nei vari interventi sono stati approfondite situazioni e modalità attraverso le quali si esprime la violenza sulle donne e le iniziative che sono state messe in campo sul territorio per contrastare questo flagello, che vede nel crescente numero dei femminicidi la punta di un iceberg.

In un video sono passate le immagini del processo del massacro del Circeo (settembre 1975) e dell’intervista di Enzo Biagi a Donatella Colasanti, la superstite di quel terribile fatto di violenza che scosse le coscienze di tutti gli italiani e che vide la morte della giovane Rosaria Lopez.

All’incontro hanno partecipato Valchiria Vittori, presidente della Commissione Pari Opportunità del Municipio VIII e Paola Angelucci, assessora ai Lavori pubblici e alla scuola del IX Municipio di Roma. Numerose le associazioni presenti all’iniziativa.

 

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ESPOSTO UNO STRISCIONE IN SOLIDARIETÀ CON LE DONNE IRANIANE

Di Eleonora Ono

 

“Jin, Jiyan, Azadi! Donna, vita, libertà! Al fianco delle donne iraniane contro ogni forma di violenza”.

Questa la frase riportata sullo striscione per manifestare solidarietà alle donne iraniane che questa mattina è stato affisso all’ingresso della sede del Municipio Roma VIII, in via Benedetto Croce, in occasione della giornata internazionale per il contrasto alla violenza contro le donne.

Per la giornata di oggi, in collaborazione con le associazioni, i centri di aggregazione giovanili, le scuole presenti sul territorio, sono state promosse dal Municipio Roma VIII una serie di iniziative culturali pubbliche e gratuite di sensibilizzazione e azioni simboliche di contrasto alla violenza di genere.

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri

“Il calendario degli appuntamenti – spiega il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – tiene a mente la lotta delle donne iraniane.

Gli eventi che saranno disseminati sul territorio si confronteranno per dare voce ai tanti volti di una sfida femminista che è stata assunta da tutta quanta la comunità territoriale. Rinnovo infine la mia adesione e quella della comunità municipale alla manifestazione cittadina di domani ‘Non una di meno’ in piazza della Repubblica a Roma”.

Gli eventi proseguiranno fino alla fine del mese tra incontri su identità di genere e linguaggi, installazioni artistiche, esecuzioni di brani musicali e poetici, letture collettive nei pressi delle panchine rosse, e, a chiusura, “She Walks”, una passeggiata in ottica di genere per trasformare la città, a partire da Largo Enea Bortolotti, promossa dal Municipio Roma VIII in collaborazione con l’ordine degli architetti di Roma, e con la partecipazione delle associazioni e i comitati di quartiere del quadrante Valco San Paolo.

L’intervento di Maya Vetri, assessora alle politiche culturali e di genere

L’Assessora municipale alla cultura Maya Vetri aggiunge: “Il contrasto alla violenza di genere è un impegno che manteniamo costante nell’azione politica quotidiana: dalla promozione del linguaggio di genere, alla lotta agli stereotipi dalla formazione per il personale comunale agli incontri nelle scuole e nei territori, dalla promozione e la diffusione dei servizi pubblici che la contrastano a rinforzare la rete sociale e civica presente nei quartieri. Neanche due settimane fa è stata inaugurata la prima operazione di toponomastica femminile nel quadrante di Valco San Paolo un progetto integrato che ha visto valorizzare le figure di donne scienziate nella storia attraverso l’installazione di una segnaletica alternativa e la realizzazione di opere di street Art.”

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L’ASSEMBLEA CAPITOLINA INTITOLA A FRANCESCO VALDISERRI L’IMPIANTO COMUNALE DELLA POLISPORTIVA G. CASTELLO SULLA COLOMBO.

Lo storico impianto sportivo comunale della Polisportiva G. Castello sulla via Cristoforo Colombo sarà intitolato alla memoria di Francesco Valdiserri, il giovane studente del liceo Socrate, di 18 anni, investito da un’auto nella notte del 20 ottobre scorso, proprio a poche decine di metri dal campo di calcio. lo ha deciso oggi l’assemblea capitolina.

“Un luogo di aggregazione importante per la comunità locale e della città – ha dichiarato Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio- si appresta quindi a portare il nome di un giovane innocente che ha perso la vita in maniera tragica, a commemorazione e testimonianza di tutte le vittime della strada.”

La Polisportiva G. Castello rappresenta il luogo migliore per portare il nome di Francesco anche e soprattutto per l’alto impegno sociale e sportivo che quotidianamente mette in campo. Ringrazio infine le consigliere e i consiglieri comunali che hanno sostenuto questa vicenda e la Polisportiva Castello per aver immaginato e promosso un gesto così importante”.

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Luciano Bianciardi

Luciano Bianciardi
Una delle avventure letterarie e umane più significative del ‘900

Programma

Ore 15,00 Saluto di Apertura
Miguel Gotor – Assessore alla cultura di Roma Capitale
Amedeo Ciaccheri – Presidente del Municipio Roma VIII
Maya Vetri – Assessora alla cultura Municipio Roma VIII
Francesca Vetrugno – Assessora alle politiche educative Municipio Roma VIII
Massimiliano Fiorucci, magnifico rettore Università degli Studi Roma Tre
Pasquale Basilicata, direttore generale Università degli Studi Roma Tre

Luca Aversano – Presidente Fondazione Teatro Palladium

Ore 15,15 Proiezione del film “La vita agra” di Carlo Lizzani
Testimonianze: Francesco Lizzani, Giuliano Montaldo,Giovanna Ralli Ricky Tognazzi e Vito Zagarrio

Ore 17,00 letture a cura di Andrea Tidona e Giuliana Adezio

Ore 17,30 tavola rotonda
Pino Corrias, giornalista
Donato Di Stasi, critico letterario
Velio Abati, scrittore
Michele Cecchini, scrittore

ore 19,00 letture

a cura di Andrea Tidona e Giuliana Adezio
Interventi musicali del cantautore Bobo Rondelli

Ore 19,30 l’intervista
Maria Jatosti, scrittrice
Goffredo Fofi, critico letterario

Ore 20,30 Gran finale in musica e parole
con Giuliana Adezio e Andrea Tidona attori, e con Benny Penazzi, violoncellista classico dell’orchestra di Santa Cecilia
Coordina la serata: Daniela Preziosi, giornalista
In collaborazione con l’associazione CARA GARBATELLA
Attestato di partecipazione disponibile su richiesta
Informazioni: assessoratocultura.mun08@comune.roma.it
Evento patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di missione anniversari Ministero della Cultura Regione Lazio

 

 

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Potature sulla Circonvallazione Ostiense

Al via la prima fase di potatura degli alberi lungo via della Circonvallazione Ostiense. Questo intervento si inserisce nel più ampio programma avviato dal Municipio insieme all’assessore all’Ambiente Michele Centorrino riguardante la cura del verde verticale. I lavori, seguiti sul posto da un agronomo forestale per assicurare la miglior cura delle piante, prevedono inizialmente la potatura delle essenze arboree laterali, per poi passare agli imponenti platani del camminamento centrale.

Le dichiarazioni di Michele Centorrino e Amedeo Ciaccheri

“Finalmente anche Circonvallazione Ostiense vedrà un importante intervento di potatura degli alberi che la costeggiano”. Afferma Michele Centorrino. “Un programma più ampio – prosegue l’assessore – volto a eliminare le situazioni di maggiore criticità dovute ad anni di mancati interventi. In futuro – conclude – arriveremo alla vera e propria manutenzione ordinaria che ci farà passare dal dover di continuo inseguire le emergenze a una migliore gestione della cura del verde”.

Presente al sopralluogo per monitorare l’andamento dei lavori anche il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri: “Le prime potature, dopo un lunghissimo tempo di attesa – commenta il presidente – sono avvenute già due anni fa e si tratta di un programma importante per salvaguardare le piante e tornare ad una manutenzione continuativa”.

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La politica Generativa, dai quartieri per cambiare la città. Assemblea pubblica in Villetta

Il gruppo di Sinistra Civica Ecologista dell’VIII Municipio chiama i cittadini ad un confronto sulle cose fatte fino ad ora, dentro e fuori dalle istituzioni locali, e sui programmi futuri. Lo farà domenica 20 novembre dalle ore 9,30 nella storica sede della Villetta in via degli Armatori 3 alla Garbatella.

“Sarà un primo momento di confronto – ci dicono gli organizzatori – per creare un modello di comunità condiviso che possa rispondere alle esigenze reali della cittadinanza”.

Assicurata la colazione e l’animazione per i bambini. Interverranno Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio e i consiglieri comunali di Sinistra Civica e Ecologista. Evento facebook

 

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La poesia di Tor Marancia (Servizio video)

La Red Star Press presenta la La Poesia di Tor Marancia una rassegna di poesia, musica e cultura dedicata alla vecchia borgata conosciuta come Sciangai, uno spettacolo con la direzione artistica di Giulia Ananìa e Cristiano Armati.

Quattro i temi proposti: la Resistenza, lo sport, il cinema e l’inclusione, tutti animati da tanti grandi ospiti che insieme al pubblico e alle persone del quartiere popolare, costruiranno dal vivo uno spettacolo e daranno luce ad luogo meraviglioso che parla le parole buone del mondo.

Il progetto, ad ingresso gratuito, rientra nel programma del bando municipale COOLtura e sport: esercizi per il mondo che verrà, partirà il 19 e il 20 novembre nella sede della Red Star Press in viale di Tor Marancia, prosegue il 13 dicembre all’Istituto Sant’Alessio e si concluderà il 20 dicembre sempre nella seda della casa editrice.

Servizio video a cura di: Veronica GAGLIANO e Giuliano MAROTTA

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Comitato di Quartiere Grotta Perfetta: “Puliamo il parco del Forte Ardeatino”

Gli abitanti di Grotta Perfetta non si rassegnano all’incuria e all’abbandono in cui versa il Parco di Forte Ardeatino. I lavori di riqualificazione del giardino sono sospesi da sei mesi e dell’area giochi per i bambini, chiusa più di due anni fa, non vi è ancora nessun segnale di riapertura. Così, nella mattinata di sabato 19 novembre volontari, cittadini e genitori delle scuole del quartiere provvederanno alla pulizia generale dell’area verde partecipando attivamente all’iniziativa organizzata dal Comitato di Quartiere Grotta Perfetta.

Le dichiarazioni del Presidente del Comitato di Quartiere

“Questa iniziativa prende spunto, purtroppo, dal degrado del Parco di Forte Ardeatino”. Afferma Mario Semeraro, Presidente del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta. “Siamo in attesa che riprendano i lavori di riqualificazione dell’area, fermi ormai da sei mesi a causa di un cambio all’interno della società assegnataria”.

“Questo sabato – spiega – ci occuperemo della pulizia generale del parco e di rimettere almeno una parte delle panchine, che furono vandalizzate lo scorso anno, in uno stato di fruibilità. Inoltre – prosegue – cercheremo di perfezionare il programma di eliminazione dei cestini per i rifiuti che, tra l’altro, non venivano svuotati in maniera costate dal servizio giardini del Dipartimento Ambiente. Metteremo quindi – precisa Semeraro – degli avvisi ai cittadini per favorire la corretta gestione dei rifiuti e contemporaneamente continueremo a sollecitare l’Ama per spostare i contenitori fuori dalle varie entrate del parco”.

“Infine – conclude – ci saranno i bambini che coloreranno i reggi cestini rimasti per dare un maggior senso di vivacità all’ambiente. Questa è un’operazione che andremo sicuramente a ripetere e vuole essere un segno del fatto che noi, come gruppo di cittadini, non ci vogliamo assolutamente rassegnare a queste situazioni di degrado”.

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“La scienza sotto casa” al Millepiani Coworking

Di Veronica Gagliano

Parlare di scienza non è mai stato semplice, nonostante questa sia una materia presente in moltissime delle nostre attività quotidiane. Ancora più difficile è porsi domande sulle materie scientifiche, tentando di formulare risposte utili e possibilmente esaustive. Ascoltiamo con interesse esperti e contradditori, domandandoci quanto i nostri comportamenti possano influenzare i cambiamenti ambientali, il nostro corpo e la nostra salute.

A queste domande ha cercato di rispondere il progetto di divulgazione scientifica,” La scienza Sotto Casa. Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere”, predisposto dal Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi di Roma Tre in collaborazione con il Municipio VIII.

 

Gli interventi degli esperti

Lo scorso 11 novembre, nel pomeriggio, presso il Millepiani Coworking, si è tenuto l’incontro sul “ Ghiaccio bollente: i cambiamenti climatici visti dai luoghi più freddi del nostro pianeta”. Una tematica “scottante”, d’interesse mondiale che non esula nessuno dalle responsabilità morali nei confronti della crisi ambientale. “Lo scopo di questi incontri è quello di rendere alcune tematiche da incomprensibili a comprensibili. L’esigenza di fondo è quella di offrire un’alfabetizzazione di base destando curosità in tutti”, afferma l’Assessora alle Politiche Culturali Maja Vetri, durante l’introduzione all’incontro.

Il nostro pianeta è principalmente formato per il 70% d’acqua e il 30% di terra, i ghiacciai e i manti nevosi occupano il 40% dello spazio terrestre rappresentando per noi esseri umani, grandi serbatoi d’acqua, risorsa inestimabile da preservare, fronteggiando il riscaldamento globale con tutti i mezzi e le conoscenze a disposizione. “In queste ore, a Sharm el-Sheikh si sta tenendo l’evento internazionale – summit Cop 27- sul clima e noi per l’occasione vogliamo onorare questa condizione parlando di temi di primo ordine che condizioneranno non solo le nostre vite ma anche quelle delle generazioni future”, dichiara la Docente del Dipartimento di Scienze dell’Università, Roma Tre, Sveva Corrado.

Nonostante il decorrere degli eventi sia inarrestabile, la fotografia è l’unico strumento che abbiamo per “catturare” il tempo. Il fotografo di paesaggi Fabiano Ventura rapito nel corso della sua formazione dai problemi ambientali, 15 anni fa ha deciso di iniziare a ritrarre i cambiamenti climatici dell’antropocene come testimonianza diretta mettendo a confronto, dopo una lunga ricerca, alcuni scatti del passato con i dati scientifici e la fotografia attuale. “Volevo che i lavori smuovessero l’opinione pubblica – dichiara il fotografo- solitamente quando parliamo di cambiamento climatico, pensiamo sempre solo all’aria nonostante questo sia stato uno degli anni peggiori per i ghiacciai, pensiamo al crollo emblematico, la tragedia della Marmolada”.

Questa è stata l’estate più calda degli ultimi 500 anni in Europa e la maggior parte dei ghiacciai sulle nostre Alpi sono in disequilibrio, una situazione critica che potrà vedere la loro scomparsa sulle vette delle Dolomiti entro il 2030 “ Non riducendo la Co2 entro il 2100 assisteremo ad una reale assenza di ghiaccio, l’aumento della Co2 è aumentato alla fine della Seconda guerra mondiale e la conseguenza è l’aumento inevitabile del livello dei mari, questa è una certezza”, dichiara Massimo Frezzotti, docente di Cambiamenti Climatici Dell’Università Roma Tre.

La dichiarazione di Mario Tozzi

Emergono, quesiti su come sia possibile controllare la crisi climatica e quale contributo possa  apportare il singolo all’interno del contesto sociale “il consumo di carne, l’alimentazione ha un impatto importante nel decorso ambientale”, afferma il noto geologo Mario Tozzi.

La responsabilità di ognuno di noi è grande e sicuramente il potere di scelta è fondamentale per la salvaguardia del pianeta. Possiamo scegliere come viaggiare, quale linea alimentare seguire, come muoversi durante la propria attività quotidiana e grazie alla sensibilizzazione si può contribuire ad un futuro sostenibile e diverso.

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