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“Il tempo è salute”: la campagna dello Spi-Cgil sulle liste d’attesa nella sanità pubblica

Volantinaggi a tappeto degli iscritti allo Spi-Cgil partiranno nel mese di febbraio e si estenderanno a tutti i municipi della Capitale. Il 13 saranno in via di San Nemesio, davanti all’ingresso del Cto della Garbatella, per informare i cittadini su come evitare le lunghe liste d’attesa per ottenere una visita specialistica o un’indagine diagnostica con carattere di urgenza. “Il tempo è salute, combattiamo insieme per il diritto alle cure” è questo il titolo di un manifestino che verrà distribuito in centinaia di copie anche il 21 a piazza Tosti 4 al Distretto della Asl Rm2 e il 27 a via Malfante, dietro piazza Navigatori davanti agli ambulatori.

 

Le motivazioni della protesta

“Sappiamo che l’utenza più fragile, gli anziani e i più deboli, quelli che hanno la pensione minima – ha detto Caterina Serra, segretaria della Lega 8 dello Spi-Cgil- davanti alle interminabili liste di attesa spesso rinunciano alle cure.

Quindi noi vogliamo spiegare ai cittadini tutti i loro diritti”.” Se il servizio prenotazioni non rispetta l’urgenza, gli utenti possono andare in intramoenia a pagamento e fare domanda di rimborso. Abbiamo già preparato i moduli appositi – ha continuato Nadia Pagano, della Segreteria di zona-. Ma ancora prima di chiedere il rimborso, se il medico curante ha previsto la priorità U e B, si può chiedere al Cup di essere iscritto nelle liste di garanzia. In questo caso è la Asl che deve richiamare l’utente e trovargli la prestazione il più possibile nei tempi e all’interno del territorio di competenza.”

E’ sotto gli occhi di tutti come dopo il Covid siano stati compressi i finanziamenti per la sanità pubblica, molti medici sono andati in pensione e non sono stati reintegrati col turnover, lasciando i servizi, in particolare la medicina d’urgenza, sotto organico, danneggiando l’utenza. Forse pensano di ridurre le liste di attesa estendendo le convenzioni con i privati” sottolineano al Sindacato pensionati.

 

Volantinaggi in tutta Roma

Quindi la campagna per l’accesso dei cittadini del Lazio alle prestazioni sanitarie, promossa dallo Spi-Cgil, interesserà tutti i municipi romani, per informarli su come esigere l’erogazione delle prestazioni in tempi certi e per aprire una interlocuzione forte con le istituzioni sanitarie pubbliche.

I quadri e i militanti dello Spi-Cgil, in ognuno dei tre giorni di febbraio previsti dalla mobilitazione, saranno davanti ad oltre 75 strutture tra ospedali, poliambulatori pubblici, distretti sanitari.

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“Quella strage non è avvenuta”. Alla Casa della Memoria un incontro sull’Eccidio del Ponte di Ferro tra tradizione e verità storica.

“Quelle dieci donne, ricordate sulla stele sul Ponte dell’Industria, non trovarono la morte lì il 7 aprile del 1944 per mano dei tedeschi” ha assicurato Giorgio Guidoni nell’incontro su “L’eccidio del Ponte di ferro tra tradizione e verità storica” del 6 febbraio scorso alla Casa della Memoria e della Storia, organizzato dall’Istituto Ferruccio Parri e dall’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar).

“Tra l’altro, ripercorrendo le vite di queste donne ho scoperto che una, Clorinda Farsetti classe 1929, è ancora in vita, un’altra era stata scambiata con un uomo e un’altra ancora era una bambina di quattro anni.

Gran parte di loro erano comunque delle patriote ed ebbero un ruolo nella Resistenza contro gli occupanti tedeschi, ma morirono in altri frangenti, prima o dopo quel fatidico 7 aprile 1944”- rinforza l’autore del volume “La verità sull’eccidio del ponte di Ferro”, edito dall’associazione culturale Cara Garbatella.

Le affermazioni di Cesare De Simone

L’episodio era stato citato per la prima volta, cinquant’anni esatti dopo l’accaduto, dallo scrittore e giornalista Cesare De Simone nel 1994 nella sua pubblicazione “Roma città prigioniera – i 271 giorni dell’occupazione nazista: 8 settembre 1943 – 4 giugno 1944”.

De Simone fu il primo a denunciare l’uccisione, da parte delle forze di occupazione tedesche, di dieci donne inermi sorprese ad assaltare un forno presso il Ponte dell’Industria all’Ostiense.

Nonostante De Simone, che pure elencò puntualmente i nomi e i cognomi delle vittime, non avesse prodotto documenti a supporto delle sue affermazioni, l’efferatezza del presunto evento sconvolse l’opinione pubblica, generando un’accettazione incondizionata del racconto.

A partire dal 1997, anno dell’apposizione della stele commemorativa nei pressi del ponte, infatti, rappresentanti del Comune di Roma, del Municipio VIII e dell’Ambasciata di Germania, ogni 7 aprile, hanno periodicamente reso omaggio alle vittime con una cerimonia commemorativa.

Gli intervenuti alla Casa della Memoria

Al tavolo della Casa della memoria si sono alternati storici e ricercatori di primo piano.Studio e ricerca del passato sono fondamentali per comprendere il nostro presente, perché la Storia è sempre contemporanea” ha affermato Miguel Gotor, assessore alla Cultura del Comune di Roma che ha aperto i lavori introducendo il contesto temporale dell’avvenimento. La parola è poi passata a Paola Carucci, presidente dell’Irsifar, che ha riassunto i punti salienti dello studio di Guidoni, sollevando diversi dubbi sulla veridicità dell’evento. Dubbi ripresi nel successivo intervento dal professore di Storia Contemporanea Gabriele Ranzato.

Nel suo testo “La Liberazione di Roma”, edito nel 2019, l’autore aveva già avanzato forti perplessità sulla veridicità dell’accaduto, in virtù del fatto che negli archivi e sulla stampa clandestina non era stato possibile reperire alcun tipo di documentazione a supporto del racconto di De Simone.

Tra l’altro nemmeno i parenti delle presunte vittime, anche dopo la Liberazione, hanno mai rivendicato i corpi di quelle donne. Per gli stessi motivi, e per la scarsa attendibilità degli elementi del contesto, in base al principio di verosimiglianza, magistralmente evocato durante l’incontro, Ranzato ha affermato che “è arrivato il momento di riconsiderare questa commemorazione”.

A conclusione dell’incontro il presidente dell’Istituto Parri, Paolo Pezzino, ha dichiarato: “Finalmente oggi, alla luce del nuovo studio appena pubblicato, possiamo affermare che quel fatto non è mai accaduto. Provvederemo pertanto a cancellarlo dall’elenco degli episodi dubbi presenti nel nostro atlante delle stragi nazifasciste perpetrate in Italia nel periodo 1943-1945”.

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Una raccolta firme per la palestra comunale di via Brogi

Continua la raccolta firme per il ripristino dei servizi della palestra di via Brogi 80, tra via della Fotografia e vicolo dell’Annunziatella. Domani mattina10 febbraio, al mercato Grotta Perfetta di Roma 70, il Comitato di Quartiere incontrerà i cittadini interessati a sottoscrivere l’istanza. Durante la mattinata, inoltre, si svolgeranno iniziative carnevalesche rivolte ai bambini, organizzate dalla direzione del mercato. Ci saranno musica, maschere, giochi per i più piccoli, ma soprattutto sarà l’occasione per i cittadini di incontrarsi e far sentire la propria voce.

La palestra di via Brogi

La palestra di via Brogi risulta al momento chiusa alla cittadinanza. Dal 2008 al 2020, infatti, il centro sportivo era gestito dalla società Sporting Roma. Ma quattro anni fa, scaduta la concessione, è stato pubblicato un nuovo bando con regole così restrittive da tagliar fuori i vecchi gestori dalla partecipazione. Il Comune ha quindi affidato la struttura alla FGI (Federazione Ginnastica d’Italia), una società finalizzata alla preparazione dei migliori ginnasti italiani.

Non solo agonismo, dunque, ma anche ad alti livelli. La struttura è stata sottratta alla cittadinanza, i corsi sportivi per i bambini e i ragazzi del quartiere sono stati interrotti. “È un atteggiamento di chiusura totale dei confronti dei bisogni dei cittadini. Dedicare una struttura alla preparazione dei campioni ed escludere i cittadini è inaccettabile” ha commentato Mario Semeraro, presidente del Comitato di Quartiere che tre anni fa ha anche fatto ricorso al Tar. Nel dicembre 2021 è arrivata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale: essendo i fondatori del Comitato un numero insufficiente per rappresentare un intero quartiere, il ricorso non può essere accolto. Ma il Comitato di Quartiere non si è arreso, e nel corso del 2022 ha fatto esposto all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) e alla giunta comunale; l’istanza non ha avuto seguito.

“Il Tar non ha accettato il nostro ricorso perché ha considerato solo i fondatori del Comitato, una quindicina, che non sono una cifra significativa. Il criterio è fuorviante, non siamo così pochi” ha proseguito Mario Semeraro. “Non abbiamo una lista di soci ufficiali ma ci sono centinaia di persone che ci sostengono, e con questa petizione vogliamo fornire i numeri, far sentire quanti siamo.” La raccolta firme va avanti da diversi mesi. Se raggiungeranno almeno 500 firmatari, i cittadini faranno un secondo ricorso alla giunta comunale.

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Sguardi dall’oriente, una mostra dedicata al Giappone

Da Tor Marancia al Giappone è un attimo. Dal 15 al 24 marzo, in via Giuseppe Cerbara 44, ci sarà una mostra dedicata a tutti gli appassionati dell’arte orientale. L’iniziativa si articolerà in tre giornate – 15, 22 e 24 marzo – con orario di apertura dalle 16:30 alle 19:30, ed è organizzata dall’associazione “Spazio D’Arte 2020” che negli ultimi anni allestisce attività a sfondo artistico con l’ambizione di diventare un polo culturale per il quartiere.

spazio d'arte il giorno dell'inaugurazione
Spazio D’arte 2020 il giorno dell’inaugurazione

I tre appuntamenti

Il programma non è ancora definitivo, ma sicuramente proporrà, oltre all’esposizione delle opere, interventi e laboratori. Come quello previsto per il 15 marzo, dedicato alle tecniche artistiche giapponesi, dal Kokedama (un metodo di coltivazione delle piante ornamentali) al Sumi-e (dipinti a inchiostro e acqua). Invece dell’Ikebana, una forma di composizioni floreali, tratterà la conferenza della professoressa Silvana Mattei, che prenderà la parola nel secondo appuntamento.

“Da Monet a Klimt, passando per Degas e Van Gogh, a partire dall’Ottocento sono moltissimi gli artisti occidentali che si sono ispirati all’arte giapponese” ci ha spiegato Anna Montagano, presidentessa dell’associazione. Ma è inutile negare che tuttora la cultura nipponica continua ad affascinare i giovani anche per i suoi aspetti più materiali e popolari. Il 22 marzo, nell’ambito della mostra, ci sarà infatti una sfilata di maschere in stile Manga, i famosi fumetti orientali, e verranno anche esposti chimoni di seta decorati a mano. Non solo arte, dunque. Si darà spazio a vari aspetti della vita e della cultura di un mondo a noi lontano e spesso poco conosciuto. “Quello che più mi attrae delle opere giapponesi è che corrispondono all’idea che ho dell’arte” ha proseguito l’organizzatrice. “Gli artisti di quel paese considerano il processo creativo come un percorso di conoscenza del proprio essere più profondo in armonia con la natura.”

mostra a spazio d'arte 2020

Come fare?

Per partecipare alla mostra bisogna inviare la candidatura, accompagnata da almeno un’immagine dell’opera, entro il 29 febbraio all’indirizzo spaziodarte2020@gmail.com. Non sono ammessi solo quadri, ma anche sculture, bonsai e ikebana che non superino i 40 centimetri di larghezza e i 50 di altezza. “Vogliamo dare spazio a diversi tipi di espressione” ci ha spiegato la Montagano, “e non è necessario che l’opera riproduca soggetto e tecniche esclusivamente giapponesi, basta che l’autore si sia ispirato anche in parte all’arte o alla filosofia orientale.” Gli autori delle opere selezionate, poi, dovranno portate la propria creazione in galleria entro il 5 marzo previo appuntamento.

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Ex Fiera di Roma: ecco il bando per la rigenerazione

È stato pubblicato il bando per la realizzazione del masterplan per la ex Fiera di Roma di via Cristoforo Colombo.
Per masterplan si intende l’insieme degli elaborati di pianificazione urbanistica utili a fornire uno schema concettuale ed ordinatore capace di definire lo sviluppo dell’area; riguarda il collegamento e le relazioni tra gli spazi pubblici e privati ed i relativi edifici, con i contesti sociali e gli ambienti circostanti; può includere analisi, raccomandazioni e proposte per la popolazione, l’economia, l’alloggio, i trasporti, le strutture della comunità e l’uso dell’area.
Il concorso, che costituirà la base del successivo piano urbanistico attuativo per la trasformazione dell’area, consiste in una selezione che avverrà in un’unica fase con l’individuazione del progetto vincitore e di altre quattro migliori proposte.
Il valore complessivo dei premi è pari ad euro 80 mila al netto dell’iva e degli oneri previdenziali, così suddivisi: 40 mila euro alla proposta vincitrice e 10 mila a ciascuna delle prime quattro proposte segnalate dopo la vincitrice.

I termini dell’accordo

L’accordo firmato il 22 gennaio 2024, tra Roma Capitale e il fondo Orchidea Srl dà l’avvio al percorso per la trasformazione urbana del complesso dell’ex Fiera di Roma, una vasta area quasi in completo disuso dal 2006, quando venne inaugurato il nuovo polo lungo l’autostrada Roma Fiumicino, nei pressi di Ponte Galeria.
L’Orchidea Srl ha rilevato nel dicembre del 2021 l’area dalla vecchia proprietà la Investimenti Spa e prevede, su un’area complessiva di circa 76 mila mq:
– l’80 % a uso abitativo, di cui oltre 7 mila mq vincolati alla realizzazione di housing sociale;
– il 20% a uso non residenziale, di cui circa 7 mila mq a servizi direzionali e 2 mila a commerciale.
È prevista, inoltre:
– una dotazione complessiva di verde pubblico attrezzato pari a circa 25 mila mq;
– 9.500 mq circa per servizi pubblici;
– oltre 2 mila mq per parcheggi pubblici e 6mila mq di parcheggi asserviti all’uso pubblico.

Le dichiarazioni dell’Assessore comunale Veloccia

Esprime soddisfazione l’Assessore Comunale all’Urbanistica Maurizio Veloccia, in una nota rilasciata dall’ufficio stampa capitolino afferma: “Come promesso il percorso di riconversione della ex Fiera di Roma va avanti. Dopo anni di abbandono e incertezze sul futuro di questo sito, oggi parte il concorso per la realizzazione del Masterplan che ci consegnerà un luogo riqualificato con spazi per la socialità, abitazioni anche a canone calmierato, e un parco. Il tutto in un luogo strategico e centrale della città, all’interno di quadrante protagonista di un importante processo di rigenerazione urbana: a poca distanza, infatti, è ripartita la convenzione urbanistica di Piazza dei Navigatori e i lavori sono attualmente in corso”

Ciaccheri ci aspettiamo risultato di alta qualità

Da oggi in gara per disegnare il futuro del complesso dell’area dell’ex Fiera di Roma – afferma in una nota il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – Dodicimila metri quadrati in meno di asfalto da consegnare al nuovo verde per questo quadrante della città. E accanto alla parte residenziale funzioni pubbliche destinate prevalentemente a infanzia e adolescenza. Da oggi sarà possibile partecipare al concorso internazionale di progettazione”.
“Ci aspettiamo un risultato di altissima qualità e pienamente integrato per un quadrante che ha scontato per questi anni un’attesa drammatica e a fronte di un progetto di recupero così pesante per la città, la qualità più alta possibile per restituire al quartiere e alla città una funzione di primissimo livello. L’auspicio è che si configuri un parco pubblico accessibile e innovativo assieme a strutture per la ricerca e la didattica che in collaborazione con Comune di Roma e Università Roma Tre possano configurare un complesso da destinare ai bambini e alle bambine della città e a chiunque a livello nazionale voglia trovare un centro di eccellenza a Roma che voglia occuparsi di pedagogia e didattica”.

Il termine per la presentazione delle proposte è di sessanta giorni naturali e consecutivi dalla data di pubblicazione del bando, ossia entro mezzogiorno del 5 aprile 2024, mentre l’avvio dei lavori è previsto nel 2025, dopo la conclusione della realizzazione del complesso edificatorio di Piazza dei Navigatori.

mappa viabilità
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Arriva il Carnevale Antirazzista. Quest’anno è dedicato alla Palestina

Giunto alla sua XV edizione il Carnevale Antirazzista di Roma Sud è pronto a scendere in strada e a sfilare per le vie dell’VIII Municipio. Una grande parata colorata e festante si è data appuntamento sabato 10 febbraio, alle ore 10:00, all’occupazione abitativa di Casale De Merode a Tor Marancia per salutarsi poi a Porto Fluviale.

La dedica al popolo palestinese

L’evento promosso dall’associazione Controchiave e dalla Rete Roma Sud, con il patrocinio del Municipio Roma VIII, “quest’anno è dedicato ai bambini e alle bambine di Gaza – si legge in una nota degli organizzatori – per auspicare un futuro di pace e di speranza; provando ad illuminare con la nostra energia e la nostra bellezza il buio della guerra”.
Ad ispirare questa edizione sono i versi della poesia Pensa agli altri dello scrittore e poeta palestinese Mahmoud Darwish (1941-2008).

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio
.

Oltre ai tipici travestimenti di carnevale ci saranno tanti aquiloni e maschere a forma di anguria. Il frutto da anni è diventato un simbolo poiché combina le stesse tinte della bandiera palestinese: il rosso della polpa, il nero dei semi e il bianco-verde della buccia.
L’esposizione della bandiera dello Stato di Palestina è stata proibita dallo Stato di Israele all’interno dei suoi confini in alcuni periodi della sua storia o in specifici contesti o situazioni.
L’utilizzo dell’anguria in sua sostituzione, come simbolo di sostegno e protesta, è quindi in atto da decenni, anche perché si tratta di un frutto ampiamente coltivato nella regione palestinese.

Laboratori in preparazione del Carnevale

Il percorso della sfilata

L’appuntamento è alle ore 10:00 in via del Casale De Merode 6A a Tor Marancia, la sfilata poi proseguirà per Garbatella, fino a concludersi, verso ora di pranzo all’occupazione di Porto Fluviale.
La parata sarà animata da giocolieri, trampolieri, artisti e artiste, dai balli delle murge e dalle musiche di Fanfaroma, Fanfaretta e Samba Precari.
Di seguito le tappe del  percorso:

  • via del Casale De Merode 6A
  • via Flavia Tiziana
  • via Marco e Marcelliano
  • viale di Tor Marancia
  • piazza Elio Rufino
  • via Cristoforo Colombo
  • via Giovanni Genocchi
  • piazza Oderico da Pordenone
  • via Alessandra Macinghi Strozzi
  • largo delle Sette Chiese
  • via Enrico Cravero
  • piazza Bartolomeo Romano
  • via Edgardo Ferrati
  • via Giovanni Battista Licata
  • piazza Augusto Albini
  • via Giacinto Pullino
  • via Girolamo Benzoni
  • via Pellegrino Matteucci
  • via Ostiense
  • via del Porto Fluviale 12.
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Romano Prodi a Roma Tre per l’inaugurazione dell’Anno Accademico

Lectio magistralis su “Crisi mondiale e crisi europea”  

È stata una cerimonia speciale quella per l’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024 dell’Università Roma Tre, tenutasi venerdì 2 Febbraio presso l’Aula Magna di Via Ostiense, con la presenza eccezionale del Professor Romano Prodi.

L’ex Presidente della Commissione Europea, due volte Presidente del Consiglio e più di recente inviato per l’Unione Europea per i rapporti con il continente Africano, ha catturato l’attenzione della comunità accademica dell’ateneo romano con una Lectio Magistralis su un argomento di estrema attualità: la “Crisi mondiale e crisi europea”.

L’evento è stato trasmesso anche in diretta streaming e con un servizio di interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni)

Tra il pubblico molte le presenze istituzionali del territorio: il Parlamentare Europeo Massimiliano Smeriglio, il Direttore della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, il Presidente della Fondazione Teatro Palladium professor Luca Aversano e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Presenti in sala anche figure di spicco del management pubblico italiano, primo fra tutti il noto banchiere ed ex ad di Tim Franco Bernabè.

 

Il tema della lectio magistralis

Il professor Prodi si è intrattenuto sulle origini storiche e sulla profondità della crisi politica ed economica in cui versa l’attuale bipolarismo mondiale tra USA e Cina; per poi soffermarsi sul ruolo che può svolgere l’Europa per difendere il futuro democratico delle nuove generazioni, rivolgendosi in particolare agli studenti che gremivano l’Aula Magna dell’Ateneo.

A fronte di una globalizzazione e internazionalizzazione dei commerci, avviatasi nei primi anni Novanta dopo la caduta del Muro di Berlino e al suo apice nel 2001 con l’ingresso della Cina nel Word Trade Organization, si è generato, nelle nazioni occidentali, uno schiacciamento dei salari sui livelli imposti dai bassi costi di produzione della nuova fabbrica del mondo, la Cina, con un conseguente impoverimento della classe media e un crescente malcontento popolare di massa verso i governi occidentali.

Tali tensioni economiche e sociali stanno sfociando in crescenti tensioni internazionali con inversione del processo di globalizzazione e la ricomparsa di strumenti di politica industriale quali dazi, sanzioni, sovvenzioni economiche ad imprese e persone. Strumenti che, negli ultimi 30 anni di puro liberismo imperante, erano diventati anacronistici.

Lo sviluppo di alta tecnologia e dell’intelligenza artificiale padroneggiati dalle grandi imprese di rete (Apple, Google, Amazon, Alibabà, talmente potenti da superare i confini degli stati nazione) hanno acuito tali tensioni e le connesse sperequazioni nella ripartizione del reddito tra i pochi ricchi e tutti gli altri individui, classe media compresa.

A ciò si è aggiunta l’evidenza che la forma democratica di governo di paesi occidentali non può essere esportata: si veda il fallimento delle guerre in Iraq e Afghanistan.

Il ruolo dell’Europa

L’Europa in questo scenario è stata, secondo il professor Prodi, un esempio positivo almeno fino alla metà dei primi anni Duemila per il processo di unificazione avviato. A seguito, tuttavia, della bocciatura nel 2005 della Costituzione Europea da parte del popolo francese e della successiva crisi finanziaria tra il 2008-2011, affrontata dall’Europa non come comunità ma come somma di 28 singoli stati (27 dopo la Brexit), l’Unione ha perso di credibilità come attore internazionale ed anche come dimensione economica.

Secondo il professor Prodi, affinché l’Europa torni ad essere un esempio positivo di democrazia e benessere economico, è indispensabile che l’Unione abolisca il diritto di veto nei propri processi decisionali, per potersi dare agevolmente un’efficace politica estera e di difesa e tornare ad essere un soggetto internazionale autorevole.

A tal proposito il Professore sottolinea che sarebbe anche opportuno che la Francia, Paese peraltro dotato dell’arma nucleare, rinunciasse generosamente al proprio diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

 

Gli altri interventi

La Lezione del Professor Prodi è stata accompagnata, oltre che dalla relazione annuale del Rettore professor Massimiliano Fiorucci, dai saluti dell’Assessore alla cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor e del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, dall’intervento dello studente Antonio Iuliano in rappresentanza della comunità degli studenti iscritti all’Università, da Simona Sconti in rappresentanza del Personale tecnico amministrativo e bibliotecario.

Al termine degli interventi, il Rettore ha proclamato l’Apertura dell’Anno Accademico 2023-2024 dell’Università degli Studi Roma Tre.

La cerimonia, che era stata aperta dal corteo accademico dell’Ateneo, è stata impreziosita anche dagli apprezzati intermezzi musicali dell’Orchestra di Roma Tre.

 

L’offerta formativa e le iniziative di Roma Tre

Come riportato anche dall’ufficio comunicazione dell’ente, l’Università degli Studi Roma Tre è l’ateneo che ha registrato l’incremento maggiore di iscrizioni tra le università del Lazio: +36% dall’anno pre-Covid allo scorso anno accademico e conta oltre 34mila iscritti e più di 122mila laureati dalla fondazione ad oggi.

L’offerta formativa è fornita da circa mille tra docenti, ricercatrici e ricercatori tramite 13 Dipartimenti di cui 4 riconosciuti di eccellenza dal MIUR (tra cui quello di Giurisprudenza che ha conseguito il primo posto nazionale nella graduatoria dell’Area delle Scienze giuridiche), con 86 corsi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, 69 corsi post lauream e 24 dottorati di ricerca. Infine, 3 corsi di laurea magistrale sono insegnati interamente in inglese.

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smeriglio-mio-padre non mi ha insegnato niente
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Non mancano proteste sulla riqualificazione del parco di Tor Marancia

Proseguono i lavori nella porzione della tenuta di Tor Marancia che affaccia su piazza Lante, ma le proteste dei residenti già si fanno sentire. Gli interventi, giudicati troppo dannosi per la biodiversità del parco, sono iniziati lo scorso ottobre e continuano interessando la zona Afa1, che verrà dotata di sentieri pedonali, una zona per i bambini e un’area cani, quest’ultima in corrispondenza dell’ingresso di via dei Numisi.

Perplessità dei residenti

Un gruppo di abitanti della zona ritiene che volto del parco sta cambiando completamente. Lungo via Belloni, della folta vegetazione presente fino a qualche mese fa non rimane più nulla, a causa degli interventi di bonifica preliminari. Il perimetro dell’Afa 1 è stato infatti identificato come “area con forte presenza di vegetazione infestante.” Ne consegue che molti alberi e arbusti sono stati abbattuti, suscitando stupore se non vera e propria indignazione nei residenti.

tor marancia prima degli interventi
All’altezza di via Francesco Belloni, la scorsa estate
Tor marancia dopo gli interventi
All’altezza di via Francesco Belloni, lo scorso dicembre

“Parlare di specie infestanti nei parchi naturali è improprio” ci ha raccontato Mario, un biologo che abita da quelle parti. “Per specie infestante si intende una pianta inutile all’obiettivo per cui il terreno è predisposto” ha continuato, “le specie infestanti sono le erbacce che crescono nei campi coltivati, per esempio, o le piante che danneggiano le infrastrutture. Ma in un parco naturale non esistono specie infestanti.”

Il biologo ha proseguito spiegando che nei parchi le specie dannose sono chiamate aliene invasive, come i fichi d’India e gli ailanti, che non sempre sono stati colpiti da questi interventi di bonifica. “Sono invece stati distrutti habitat preziosissimi e abbattute piante autoctone come ginestre, olmi, pruni, allori e rovi, questi ultimi una vera e propria miniera di biodiversità, fondamentale per la composizione della macchia mediterranea. È impensabile che un’area naturale così ricca venga privata in questo modo del suo valore ambientale, per essere ridotta a un semplice giardino come ce ne sono tanti, senza alcun valore naturalistico.”

Parco di Tor Marancia prima degli interventi
Aironi presenti nel parco fino all’estate scorsa

La tenuta di Tor Marancia si distingueva per una biodiversità sorprendente, davvero eccezionale per un parco naturale inserito in una cornice urbana. “Erano presenti falchi, merli, civette, volpi, tassi, istrici e altre specie selvatiche” ci ha assicurato Mario, “mentre adesso stanno avanzando cornacchie, ratti e scarafaggi, animali attirati dalla presenza umana. Le specie selvatiche, insomma, sono scomparse.” Fino allo scorso dicembre, nell’aria prospiciente via Belloni erano ancora presenti ciclamini selvatici, “una specie che cresce solo in condizioni di quasi totale oscurità” ha spiegato Mario. “Sono una testimonianza importante perché dimostrano come questa zona fosse completamente ricoperta di vegetazione, mentre adesso è una spianata di detriti ed erba secca.”

Ciclamini selvatici ancora presenti lo scorso dicembre
Ciclamini selvatici

Ma il problema principale è che essendo una riserva naturale, già parte del parco regionale dell’Appia Antica, la tenuta di Tor Marancia è soggetta a una stretta regolamentazione. Per l’abbattimento degli alberi la domanda deve essere presentata all’Ente forestale competente. “Bisognerebbe valutare l’abbattimento albero per albero, mentre loro sono arrivati con le ruspe, distruggendo terreno e vegetazione” ha raccontato il residente. Per capire meglio, un gruppo di cittadini ha richiesto l’accesso agli atti, senza ottenerlo. Al momento stanno preparando un esposto ai carabinieri forestali, al quale allegheranno una relazione sulla biodiversità compromessa firmata da un professore dell’Università Roma Tre.

Le dichiarazioni dell’assessore municipale all’Ambiente Mannarino

Non si è fatta attendere la risposta delle istituzioni. Come spiega l’assessore all’Ambiente del Municipio VIII Mannarino, le zone Afa sono porzioni di parco che gli interventi in corso mirano a rendere giù accessibili. “La gestione della tenuta avviene in collaborazione col Comune di Roma e richiede la partecipazione dei cittadini che avranno il compito di usufruirne nel pieno rispetto dell’ambiente.” Dopo l’apertura dell’Afa2 e Afa3 due anni fa, i lavori in corso mirano a riqualificare i 6 ettari e mezzo che si estendono da via di Tor Marancia a via Ardeatina, a ridosso di via Aristide Sartorio. “Il nostro obiettivo” ha proseguito Mannarino, “è di aprire il parco alla cittadinanza, permettendo di poterne usufruire in piena sicurezza.” Il progetto è stato presentato dal presidente Ciaccheri lo scorso 21 novembre, presso l’Istituto di San Michele, in un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di associazioni ambientaliste come Italia Nostra e Legambiente.

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Migranti e Migrazioni in una mostra a Via Candeo

Un’originale mostra sul tema dell’immigrazione, quella che si è svolta ieri 26 gennaio in via Giuseppe Candeo 18. Ventuno artisti hanno partecipato all’esposizione delle proprie opere sotto la supervisione delle organizzatrici Raffaela Bucci e Amelia Mutti. Il locale, che dallo scorso aprile si riempie di quadri e iniziative a scadenza più o meno regolare, prende il nome di “Area M, arte e architettura” e ha l’obiettivo di promuovere le arti visive nel territorio del Municipio VIII.

opere sulla migrazione in via candeo 18

La mostra Migranti e migrazioni

Ciò che colpisce al primo sguardo è la varietà delle opere esposte. Non solo le tecniche sono diverse – dagli acquerelli agli inchiostri, dalle rielaborazioni fotografiche alla scultura in gesso o in legno – ma anche gli stili e la prospettiva da cui è osservato il fenomeno migratorio. Accanto a opere che raffigurano le migrazioni naturali, vale a dire quelle degli uccelli e delle altre specie animali, quadri drammatici che rappresentano tragedie umanitarie, come il naufragio a Cutro o la storia di Samia Yusuf Omar, l’atleta somala che nel 2012 è morta nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa per partecipate ai giochi olimpici di Londra.

“Il mediterraneo è un continente liquido, attraversato da chi fugge dalle guerre o da chi vuole semplicemente migliorare la propria condizione di vita” ha ricordato l’assessora Maya Vetri in apertura. “Questo è un tema molto importante, soprattutto in prospettiva dei diritti civili. Nelle scuole accade che ragazzi nati in Italia da genitori stranieri non hanno le stesse possibilità dei loro compagni. Due ragazzi cresciuti insieme si trovano, a diciotto anni, in condizioni completamente diverse: uno può votare, l’altro no.”

mostra in via candeo 18

Diversi aspetti del fenomeno

Il tema della migrazione è stato trattato anche dalla prospettiva degli affetti familiari: una madre che abbraccia la figlia dopo una lunga separazione, una donna che accompagna i suoi bambini lungo una strada tortuosa e deserta. Il tema del lavoro ha avuto il proprio spazio, in un dipinto di Caterina Mulieri che mette a confronto la condizione degli stranieri nei cantieri di oggi e le traversie affrontate dagli emigranti italiani nel primo Novecento, disposti ad accettare condizioni lavorative spesso disumane e consapevoli di rischiare ogni giorno la vita. Un pericolo reale, come testimoniano le tragedie della fabbrica di Triangle e nella miniera di Marcinelle.

“Bisogna soprattutto ricordare che la storia italiana è una storia di migrazioni, migrazioni verso l’estero e anche all’interno delle stesse regioni d’Italia, dal sud al nord” ha commentato Grazia Labate in chiusura. “Noi stessi siamo un popolo in continuo spostamento. Il grande sviluppo tecnologico americano, per esempio, sarebbe impensabile senza le braccia degli emigrati italiani che nel primo Novecento sono andati negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore.”

mostra in via candeo 18

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“I riflessi dell’arte sulla salute”, presentato il libro di Grazia Labate e Amelia Mutti

“Con la bellezza si può cambiare il mondo.” Questa frase, pronunciata dal principe Myskin nell’Idiota di Dostoevskij, potrebbe avere, oltre al significato letterario, anche un riscontro scientifico. L’arte migliora la salute, l’arte aiuta le persone affette da patologie neurodegenerative ad affrontare positivamente la malattia. È quanto scritto nella pubblicazione “I riflessi dell’arte sulla salute”, diretta dalle professoresse Grazia Labate e Amelia Mutti e presentata ieri 24 gennaio nel Centro Congressi della Fondazione S. Lucia sull’Ardeatina. All’opera hanno contribuito diciotto figure del campo medico e artistico; un lavoro di squadra che fa il punto su un’interessante e inaspettata frontiera della ricerca.

L’impegno di 7+1 Ottavocolle

Cosa unisce un’economista come Grazia Labate e un architetto come Amelia Mutti? Oltre all’amicizia decennale, il comune interesse per l’arte e il benessere delle persone, un argomento che l’Associazione 7+1 Ottavocolle, di cui sono presidentesse, ha analizzato negli ultimi anni. Tutto inizia nell’ottobre 2022, all’indomani della pandemia, quando l’associazione organizza il primo convegno sul tema. I contributi dei partecipanti, in seguito, sono confluiti nella presente pubblicazione, e la cornice della presentazione non poteva che essere l’ospedale S. Lucia, con cui Ottavocolle ha un lungo rapporto di collaborazione.

“La Fondazione Santa Lucia, inoltre, ha delle caratteristiche peculiari” ha ricordato il direttore Carlo Caltagirone in apertura, davanti a una platea sorprendentemente piena visto il giorno di sciopero dei mezzi. “Ci occupiamo di neuroriabilitazione e di ricerca. Non teniamo solo conto degli aspetti motori, ma anche della componente cognitiva ed emozionale che accompagna i pazienti durante la riabilitazione”

Arte e scienza, arte e città

“Arte e scienza non sono così distanti” ha proseguito il professore. “C’è una tradizione molto avvalorata di terapia attraverso l’arte, l’arte permette ai pazienti di trovarsi in situazioni creative e di apprendere le regole di base della disciplina, che sono opportunità per incanalare l’attenzione e la memoria delle persone con problemi del sistema nervoso centrale. I rapporti tra arte e scienza” ha aggiunto Caltagirone, “sono molto stretti anche perché l’attività scientifica, sotto certi punti di vista, è un po’ artistica, ovvero necessita creatività e metodo.”

È quindi intervenuto il minisindaco Ciaccheri che, giunto al termine del suo mandato quinquennale, ha tirato le somme sul ruolo dell’arte nelle città. “Questi appuntamenti ci fanno riflettere sul tema dell’arte connessa alle nostre vite. L’arte è forma, e avendo a che fare con la forma della città per me è un tema di riflessione costante. L’architettura costruisce bellezza e permette ai cittadini di avere un rapporto diretto con gli spazi della città” ha dichiarato. “Penso a chi si impegna per la tutela del territorio, a chi immagina nuove architetture, a chi cura gli orti urbani, stringendo il vincolo tra singolo e città.”

Il concetto di One Health

Centrale è il contributo di Ilaria Capua, ricercatrice presso l’Università della Florida, che proponendo il concetto di One Health rappresenta il cuore della pubblicazione. Per salute unica – One Health appunto – si intende la sana convivenza dell’uomo con le altre specie del pianeta. “Se riconosciamo che la salute è un bene universale” scrive Ilaria Capua nel suo articolo, “non possiamo continuare a invadere, avvelenare e considerare come nostra proprietà esclusiva l’ambiente.” Il mondo è inteso come un unico organismo. Anche la natura è bellezza e, soprattutto nelle città grandi e inquinate come Roma, il verde pubblico è indispensabile per migliorare la qualità di vita dei cittadini; da questa considerazione nasce il progetto We Tree, un piano in otto punti promosso da Ilaria Capua con l’obiettivo di incrementare le aree verdi urbane, e accolto da città come Milano, Torino, Perugia e Palermo.

Anche il dottore Antonio Battista ha sottolineato il concetto di One Health. “Bisogna superare la visione organicistica” ha detto Battista, ex direttore degli “Ospedali Riuniti” e della Asl di Foggia, “la visione dualistica di stampo greco, per cui l’anima è scissa dal corpo, è superata. Bisogna considerare le due componenti unite saldamente.”

Siamo frutto dell’ambiente circostante

È innegabile che noi esseri umani traiamo benessere e ottimismo anche dall’ambiente circostante. “Già gli antichi greci l’avevano capito” ha ricordato Marco Josa, professore di psicologia presso l’Università Sapienza, “e la recente teoria delle finestre rotte conferma questo sospetto.” Nel 1969 il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento in America utilizzando due automobili identiche. Dopo averne posizionata una nel Bronx, il quartiere malfamato di New York, e l’altra nella ricca città di Palo Alto, ha notato che, mentre la prima era stata danneggiata, la seconda era rimasta intatta. Ma rompendo un finestrino alla seconda, perfino i rispettabili e abbienti cittadini di Palo Alto si sono sentiti giustificati a distruggere e saccheggiare l’automobile. “Questo dimostra che un ambiente bello ci induce a essere buoni, e che basta la minima interferenza per rompere questo equilibrio” ha concluso il professore Josa.

L’influenza dell’ambiente è più forte, oltre che nei bambini, nei soggetti molto anziani, che hanno bisogno di avvertire attorno a sé un contesto caloroso e accogliente, anche tramite il contatto con i giovani. Alcune strutture del Municipio VIII ne sono un esempio vivente. Stiamo parlando in particolare del casale Ceribelli a Montagnola, e dell’Istituto Romano di San Michele, che da qualche anno, sotto la direzione di Tommaso Strinati, ospita il Museo diffuso.

“Negli ultimi mesi abbiamo anche attivato un laboratorio con gli anziani” ha raccontato il professor Strinati. “La voracità con cui hanno imparato a disegnare ci ha stupiti, perché è una passione che persiste anche in casi complessi. Gli anziani e gli operatori si entusiasmano, in poco tempo le cose sono cambiate, abbiamo visto sorrisi di sollievo anche in persone con patologie gravi.” Per far tornare il sorriso a persone sole o malate, bisogna ricorrere a strumenti tradizionali, semplici e concreti come un pennello o una matita. Ma talvolta anche le nuove tecnologie possono offrire risultati inaspettati.

“Qui al Santa Lucia abbiamo fatto una scoperta, si chiama Effetto Michelangelo” ha spiegato il professor Josa. “Si può usare la realtà virtuale per dare l’illusione al paziente di aver creato un’opera d’arte, e questo ha benefici notevoli sull’ottimismo con cui la persona affronta la malattia e la riabilitazione.”

Gli aspetti da indagare, insomma, sono ancora tanti. Ma in una società materialista e prosaica come la nostra, è sorprendente che sia proprio la scienza a sottolineare il valore dell’anima.

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Parco Schuster: tra sentenze, concerti e la riqualificazione in arrivo

Parco Schuster è di nuovo al centro delle polemiche e ora è finito anche in tribunale. Tra musica e concerti gratuiti, aggregazione per i giovani e la richiesta dei residenti della zona di poter dormire in pace, si determina, a colpi di ricorsi e concessioni, l’idea di città in cui ognuno vuole vivere. E non sempre le idee sono compatibili.

Foto tratta da Facebook di Parco Schuster.

La sentenza del tribunale

Dopo un’estate densa di eventi musicali nel parco di San Paolo, è arrivata la scorsa settimana una sentenza del tribunale, che, stando a quanto riportato da Roma Today, si è espresso in via definitiva nel merito dell’impatto e della regolarità delle manifestazioni notturne. Il giudice ha riconosciuto la “sussistenza di fenomeni di elevata rumorosità” e ha condannato gli organizzatori di Propaganda Schuster, dell’associazione Asd Lab, al pagamento delle spese legali. Già lo scorso anno la rassegna musicale e culturale estiva aveva subito limitazioni agli orari di attività in seguito ad un ricorso dei residenti della zona.

L’opposizione municipale esulta

“Ho lottato anni ed è stato un privilegio per me aver potuto aiutare i residenti di Ostiense – San Paolo, rappresentati dal determinato avvocato Carmine Alex De Pietro, a dimostrare che le manifestazioni che si sono tenute a Parco Schuster erano completamente non a norma”. Queste le parole con cui Simonetta Novi, consigliera per la Lista Calenda Sindaco, all’opposizione in Municipio VIII, ha salutato la sentenza con un post sul suo profilo di Facebook.

Logo Propaganda Schuster, tratto da Facebook di Parco Schuster.

I giovani residenti e la vita notturna della città

“Le manifestazioni estive a Parco Schuster hanno ridato vita a un quartiere in cui negli ultimi anni, con la crescita dell’Università di Roma Tre, abbiamo assistito ad un cambiamento” dice Micaela di Borghetta Stile, attivissima organizzatrice di eventi musicali della Capitale. “Grazie alla posizione strategica moltissimi giovani hanno scelto questa zona di Roma, e sono molte le attività che sono nate, cresciute e a volte si sono trasformate”.

“Grazie alle proposte artistiche della manifestazione è stato possibile coinvolgere dalla mattina alla sera migliaia di persone,” ha continuato. “Certamente spesso sono i giovani residenti della zona che hanno animato un parco e uno spazio, che è stato, così, reso sicuro e controllato per chi lo frequenta e per le persone che vivono San Paolo. Tutto ciò ci riporta indietro agli anni 60 e 70 quando le piazze, i bar e i giardini erano vivi e vissuti fino alle prime ore del mattino e svolgevano la loro funzione sociale”.

Amministrare la vita notturna: una voce dal Municipio VIII

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Samuele Marcucci, Presidente dell’Aula consiliare del Municipio VIII. “A parco Schuster si sono svolte, per molte estati, manifestazioni culturali e musicali che hanno coinvolto migliaia di giovani di questo Municipio e non solo”, dice a Cara Garbatella.

Una riflessione la dedica, poi, all’amministrazione degli spazi pubblici e a ciò che questa sentenza comporterà per il quartiere. “Le migliaia di ragazze e ragazzi che vivono, studiano e lavorano in questo territorio non spariranno con la fine dei concerti a parco Schuster, e per questo l’amministrazione deve preoccuparsi di guardare al futuro immaginando nuovi luoghi e modi di aggregazione notturna che concilino le diverse esigenze degli abitanti”.

 “Non possiamo ignorare”, conclude “che vita notturna significa anche posti di lavoro e opportunità per il nostro territorio e per questo va accompagnata e incoraggiata in forme sostenibili; rinunciare a governare questo fenomeno significa lasciare spazio ad eventi che rischiano di andare fuori controllo come già accaduto in passato. Bisogna individuare spazi idonei, lavorando con i professionisti del settore e con quelle
realtà che, da sempre, si occupano di promuovere aggregazione sana e positiva”.

 

La riqualificazione è vicina

“Ad ogni modo, parco Schuster sarà a breve oggetto di un importante intervento di riqualificazione inserito nel piano giubilare”. Ci dice ancora Marcucci sul futuro del parco e del quadrante, ora che siamo alle porte del Giubileo e che migliaia di fedeli avranno la Basilica di San Paolo tra le tappe obbligate della loro visita romana. “Si realizzerà un recupero complessivo del parco con aree attrezzate e inclusive, oltre ad una ristrutturazione e funzionalizzazione dei bagni e dei locali comunali, che dovranno tornare ad essere un luogo di aggregazione del quartiere”.

 

 

 

 

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Arte e salute: incontro al centro congressi S. Lucia

Mercoledì 24 gennaio alle 17:00 al Centro congressi della Fondazione IRCCS S. Lucia si parlerà di arte e salute. L’incontro è organizzato dall’associazione culturale 7+1 Ottavo Colle per presentare un lavoro diretto da Grazia Labate e Amelia Mutti e vincitore del bando del Ministero della Cultura 2023. Alla pubblicazione hanno contribuito diciotto esperti tra professori, ricercatori, artisti, filosofi e medici. Uno sforzo collettivo finalizzato a ricordarci che, come confermano i dati dell’OMS, l’arte può avere ricadute positive sulla nostra salute, in senso sia preventivo sia curativo.

Come si svolgerà la presentazione

Ad aprire l’incontro sarà il professor Carlo Caltagirone, direttore scientifico dell’istituto S. Lucia e autore di un contributo presente nella pubblicazione. A seguire, i saluti istituzionali del presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e della presidente della Commissione Cultura Monica Rossi. Dopo l’introduzione di Grazia Labate e Amelia Mutti, prenderanno la parola tutti gli autori che hanno partecipato alla pubblicazione, tra cui i professori della Sapienza Ruggero Lenci e Franco Purini; i ricercatori Marco Iosa e Massimo D’Angelo; il pittore Francesco Astiaso Garcia; i filosofi Giorgio Mele e Padre Manto; la dottoressa Assunta Lombardi.

Gli architetti Emanuela Valle e Stefano Tagliati, in particolare, parleranno degli esperimenti condotti nel reparto di pediatria del policlinico Umberto I e presso la scuola media Montezemolo sul territorio del Municipio VIII. Concluderà l’evento il professor Tommaso Strinati, docente dell’Università La Sapienza e critico d’arte.

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“Il cuore di un quartiere in 100 battiti di luce”: al Museo delle Mura una mostra fotografica sulla Gartabella

“Ho cercato di rendere perpetui gli attimi fuggenti di questo quartiere.” Con questa frase di Zhanna Stankovych, riportata su un pannello, si apre la mostra fotografica dedicata alla Garbatella, ospitata dal 16 dicembre al 18 febbraio dal Museo delle Mura, presso la porta di San Sebastiano. La fotografa, originaria dell’Ucraina, vive ormai a Roma da molti anni ed è rimasta affascinata dalla poesia e dall’autenticità di questo suggestivo quartiere. Rispetto al centro storico, costellato di musei e monumenti, Garbatella apparentemente ha poco da offrire. Ma è proprio camminando per le strade, per i lotti popolari e per le piazze che si apprezza il suo valore più grande: le persone.

mostra fotografica al museo delle mura

Il riscatto di Piero Patriarca

Scorci architettonici, vedute dall’alto, interni di locali e abitazioni, terrazze, cortili e tanto altro. In tre stanze del secondo livello delle mura Aureliane è possibile ripercorrere la storia di un intero quartiere tramite decine di fotografie in bianco e nero. Alcune immagini raffigurano luoghi ben noti: piazza Pantero Pantera, via delle Sette Chiese, piazza Brin. Altre, invece, rendono omaggio a persone comuni e ormai dimenticate.

Questo è il caso di Piero Patriarca, ex detenuto senza fissa dimora venuto a mancare quattro anni fa all’età di settant’anni. Dopo essere uscito dal carcere e aver perso il precedente lavoro, ha messo su un banco di riviste e libri usati che nel tempo ha avuto successo al punto da diventare nel 2000 una vera e propria associazione, “La Forchetta”. Patriarca non ha dato solo una svolta alla propria vita ma anche a tutti coloro che, emarginati come lui, sono riusciti a trovare lavoro grazie alla sua intraprendenza.
All’inizio trasportava la merce con un carrello della spesa, a Ostia, e chiedeva libri usati ai sacerdoti e ad altre persone che conosceva. I primi volantini erano scritti a mano e distribuiti qua e là, ma col passare degli anni molta gente si è accorta di lui e la sua attività è diventata una piccola impresa. Con un vecchio furgone, regalato da un amico, Patriarca e i suoi colleghi hanno iniziato a fare lavori di pulizie, sgomberi e piccole ristrutturazioni.

“Tre anni fa ho fatto un lavoro fotografico alla Garbatella, e in quell’occasione ho conosciuto Piero, un uomo diverso, con una presenza contraddittoria, colto e brillante ma allo stesso tempo disagiato e solo.” Così l’ha ricordato la Stankovych in un’intervista rilasciata al quotidiano il Messaggero due anni fa.

Storie di Garbatella

Anziani affacciati alla finestra, donne che stendono le lenzuola sulle terrazze dei lotti Ater, bambini che giocano nell’oratorio San Filippo Neri, quello che fu di padre Guido. La fotografa dà particolare risalto a due figure del quartiere, Dante Pica e Anna Maria Baiocchi. Il primo, appassionato di meccanica, ha costruito un presepe artigianale. La seconda, invece, ha contribuito con Legambiente alla riqualificazione del parco della Regione. Sorprendono, poi, due scatti riservati a Mira, una donna senza fissa dimora che vive in un camper dando da mangiare ai piccioni della zona.

la fotografa ucraina Zhanna Stankovych
Zhanna Stankovych

La fotografa Zhanna Stankovych

Credo che sia proprio a persone come Mira che la fotografa abbia voluto dedicare questa mostra. Originaria dell’Ucraina, Zhanna Stankovych arriva a Roma venticinque anni fa. Pianista e compositrice di professione, coltiva anche la passione per la letteratura e la fotografia. Con il reportage dedicato a Piero Patriarca, presente nella mostra, ha vinto nel 2022 il premio Sarajevo Photo Festival, e alcuni suoi lavori sono stati esposti ai “Rencontres de la Photografie” di Arles, il più importante festival fotografico europeo. A Roma ha già tenuto tre mostre personali – Dove sorge il sole, Mondo ex e Marte Nostrum, premiata al Campidoglio al concorso nazionale “Alberoandronico”.

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Arriva la settima stagione dei Cesaroni. Antonello Fassari: a giugno torno alla Garbatella

Riparte la serie televisiva più amata della Garbatella. I Cesaroni, giunti ormai alla settima stagione, torneranno a giugno nella Borgata Giardino, dopo 10 anni di assenza. Ad annunciarlo è Antonello Fassari, interprete del ruolo di Cesare, in un’intervista rilasciata a La Repubblica il 14 gennaio.

La dichiarazione di Fassari

“A giugno tornerò sul set alla Garbatella, ma non so molto altro, per ora” ha dichiarato l’attore a La Repubblica, per poi perdersi nei ricordi legati al successo delle prime trasmissioni: “I Cesaroni sono stati un fenomeno fortissimo. Con Max Tortora ci dicevamo: uno va per strada, si sente come se fosse i Beatles, poi torna a casa e mangia da solo davanti alle piastrelle di maiolica. Una schizofrenia totale.”

Le prime voci di corridoio, però, circolano già da ottobre scorso quando Claudio Amendola, ospite a Verissimo, aveva accennato a Silvia Toffanin un possibile ritorno della serie. “Belli i Cesaroni, eh…? Mah, chissà…” aveva spifferato in tono enigmatico, toccandosi bocca, orecchie e occhi come per dire di non sapere altro.

Riprese al bar dei Cesaroni 2008
Riprese al bar dei Cesaroni nel 2008

L’enorme successo della serie

Con sei stagioni e otto milioni di spettatori, I Cesaroni sono una delle serie più seguite degli ultimi anni, un vero e proprio fenomeno di costume. La storia è quella di due famiglie – i Cesaroni e i Liguori – raccontata con i toni vivaci e ironici della romanità più verace. L’idea di ricominciare nasce proprio dall’enorme popolarità del format. Da quando la serie è stata inserita su piattaforme streaming come Netflix e Prime Video, infatti, i 142 episodi che la compongono hanno vissuto un vero e proprio revival.

“Per noi I Cesaroni come Un Medico in Famiglia sono due serie tv importantissime che al momento stanno vivendo una seconda vita e vorremmo accontentare i nostri fan” ha dichiarato a Tvserial.it Verdiana Bixio, presidente della casa di produzione Publispei. “Il nostro obiettivo è emozionare il pubblico con storie che appassionino, proprio per questo con un brand come I Cesaroni ci vuole una storia forte e unica.”

Il cast della prossima stagione

Le riprese cominceranno il prossimo giugno, ma le informazioni sul cast e sulla data di trasmissione dei nuovi episodi sono ancora limitate. Sembrano confermati Antonello Fassari, Claudio Amendola e Max Tortora, mentre è da escludere la partecipazione di Alessandra Mastronardi – nella serie Eva Cudicini – e di Elena Sofia Ricci – alias Lucia Liguori – che hanno declinato pubblicamente l’invito a tornare sul set. Le novità nei personaggi saranno molte, in parte dovute ai 10 anni che sono trascorsi dalla loro ultima comparsa. “Quando partimmo nel 2006 avevo 54 anni, oggi ne ho 71” ha proseguito Fassari intervistato da La Repubblica, “per forza cambierà qualcosa anche nel personaggio. Gli spagnoli (I Cesaroni è basato sul format spagnolo Los Serrano, ndr) furono intelligenti a inventarsi un cinquantenne così, tirchio e vergine. Il tormentone che amarezza invece è mio, che poi non è una battuta, è più una sentenza filosofica.”

Insomma, tra ricordi e aspettative, per ora agli appassionati non resta che attendere.

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Al Palladium una serata evento per ricordare Francesco Valdiserri

Il posto giusto

Non sarà solo uno spettacolo quello di Venerdì 19 gennaio 2024 alle ore 19:30 al Teatro Palladium, sarà una serata evento, organizzata da Paola Di Caro e Luca Valdiserri  per ricordare il figlio Francesco, morto a diciotto anni in un incidente stradale sulla Cristoforo Colombo poco più di un anno fa. Nessuno a Garbatella ha dimenticato quel tragico evento. Ed è qui che i genitori e gli amici hanno scelto di ricordarlo.

Il tema della serata

Il titolo dell’evento è “Il posto giusto – Francesco e il suo mondo: come trasformare una morte in vita” e vuole essere una risposta alla frase che in molti hanno pensato quella sera “essere al posto sbagliato nel momento sbagliato”. Come dice il papà Luca invece “Francesco era al posto giusto con il suo amico Niccolò. Stava tornando a casa dopo essere stato al cinema. Al posto sbagliato non era lui, ma chi lo ha investito.”

Il tema quindi è il ricordo del passato proiettato però in un futuro in cui la sicurezza stradale ha uno spazio importante ed essenziale per tutti.

La Fondazione Teatro Palladium Roma Tre ha accolto e supportato l’iniziativa sia per il valore affettivo legato al territorio, ma anche e soprattutto per “dare spazio ad un evento che vuole accendere i riflettori sulla sicurezza stradale, sui giovani, sui loro bisogni e sull’educazione al rispetto di se stessi e degli altri e su un divertimento responsabile”.

Il programma

La serata si articolerà in diversi momenti, in una sorta di staffetta sul palco.

Si inizierà con la proiezione del docu-film  Il posto giusto di Stefano Cormino girato durante il concerto in ricordo di Francesco, organizzato a Parco Schuster il 29 settembre 2023. Vi hanno partecipato gli Origami Smiles, la band di cui Francesco era il cantante, e le altre band di amici che hanno condiviso, prima e dopo, la grande passione per la musica di Francesco: Cateepp; Cosmonauti Borghesi, 16Jpeg & CBR-320; Neue Ӓra, Purple Light, Rapacio Band e Sutura.

“ll posto giusto Francesco e il suo mondo: come trasformare una morte in vita” proseguirà quindi con una piece teatrale : “Ragazzi, amate la vita! Storia di Fra e Lore”, con la regia di Caterina Rugghia dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio d’Amico, interpretato da Federico Diana e Domenico Sorrentino.

Lo spettacolo mette in scena due ragazzi diciottenni che si raccontano a vicenda la vita e le emozioni che hanno vissuto e quelle che, qualche scriteriato ubriaco alla guida, ha loro sottratto per sempre. Il testo nasce da un articolo scritto da due padri, Stefano Guarnieri e Luca Valdiserri, di ragazzi vittime della strada, Lorenzo e Francesco. E’ già stato presentato a Firenze durante il Next Gen Festival e anche a Cinecittà in occasione della Giornata nazionale per le vittime sulla strada.

E infine sarà dato spazio alla musica che Francesco amava tanto. Saliranno quindi sul palco diversi gruppi che comporranno la Dienach Magic Orchestra. Dienach era il nome che Francesco usava sui social.  Nella scaletta anche “Rabbit Queen”, scritta dal giovane Valdiserri e musicata dai suoi amici Nicco, Giulio e Daniel.

Le altre iniziative

Luca Valdiserri, insieme a sua moglie Paola Di Caro, hanno avviato molte altre iniziative in questo anno trascorso dalla morte di Francesco. Tra le altre ricordiamo quella organizzata insieme all’associazione Controchiave la rassegna “24 frame al secondo”, che inizierà il 21 gennaio prossimo: un concorso per ragazzi dai 16 ai 23 anni, che dovranno realizzare corti di 10 minuti. Tutto il materiale sarà esaminato da una giuria presieduta dal regista Paolo Virzì, con premiazione finale fissata al 13 aprile 2024.

Come dichiara Paola Di Caro, “Questa rassegna ha l’obiettivo di esortare i ragazzi ad impegnarsi a fare qualcosa, a non sprecare la vita, per amore e per rispetto di chi questa vita avrebbe ancora voluto viverla, come Francesco”.

Foto di Francesca Della Ratta

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Una mozione capitolina per potenziare il consultorio di largo delle Sette Chiese

La lunga battaglia per la difesa del consultorio di largo delle Sette Chiese ha avuto un seguito. Tutto inizia lo scorso 1° settembre, quando l’Asl Roma 2 sposta i servizi di ginecologia nella sede di Tor Marancia in via dei Lincei 93.

Il trasferimento definitivo delle ginecologhe, che prima si dividevano tra le due sedi, aveva l’obiettivo di ottimizzare le risorse, ma ha suscitato malumore e proteste tra numerose donne della Garbatella che lo scorso 22 novembre hanno organizzano un’occupazione simbolica per sottolineare l’importanza sociale dei consultori. In queste ultime settimane una svolta sembra venire dall’Assemblea Capitolina, che il 12 gennaio ha approvato una mozione per chiedere un’interlocuzione con la Regione, responsabile dei servizi sanitari. L’istanza è stata portata in aula Giulio Cesare dalla consigliera Michela Cicculli, presidente della Commissione per le Pari Opportunità.

Le parole di Michela Cicculli

“L’approvazione della mozione è il segno tangibile di un indirizzo politico” ha commentato Michela Cicculli. “È necessario che l’Assemblea Capitolina si faccia portavoce delle istanze del Municipio VIII, e in generale dei problemi legati ai consultori in molti altri quartieri di Roma, per esempio a Centocelle.

È necessaria un’attenzione maggiore per potenziarli risolvendo il problema centrale della carenza di personale.” Sono criticità che in Italia si riscontrano a tutte le latitudini. L’ultimo censimento ufficiale risale 2019, quando si contavano 1.800 consultori, circa il 60% in meno dello standard minimo previsto per legge – riporta La Repubblica in un articolo dell’8 gennaio – ma già dal 2007 si registrava un calo costante, che ha fatto sì che in dodici anni almeno 300 strutture andassero perse.

“A largo delle Sette Chiese non c’è il rischio di una chiusura” ha continuato Cicculli. “Si tratta di una situazione provvisoria dettata dalla mancanza del personale. Mancano le ginecologhe e il servizio di accoglienza.” La consigliera di Sinistra Civica ha quindi sottolineato l’importanza di valorizzare le strutture e di coinvolgere maggiormente i territori, oltre che intervenire nelle situazioni emergenziali. “Il mio personale auspicio è che questi servizi rimangano pubblici e laici” ha concluso, “senza interferenze con associazioni ultracattoliche che minano la libertà di scelta delle donne.”

Lo scorso 22 novembre un gruppo di donne ha occupato il consultorio di largo delle sette chiese
Occupazione del consultorio lo scorso 22 novembre

I tre atti municipali e le dichiarazioni della consigliera Simonetta Novi

Con l’Amministrazione regionale al momento il Comune di Roma non ha tavoli aperti sulla questione. Dalla Regione dipendono i concorsi per il reperimento di personale e lo stanziamento di risorse. Anche il Municipio VIII è sceso in campo, approvando nel corso degli ultimi mesi tre atti per la valorizzazione del Consultorio.

La prima proposta di risoluzione risale al 2 ottobre dello scorso anno e dà mandato al presidente e agli assessori di promuovere un tavolo di confronto tra l’amministrazione Regionale e il “Coordinamento delle assemblee delle donne e libere soggettività dei Consultori del Lazio”, un comitato fondamentale, come ha sottolineato la consigliera Simonetta Novi. “Ai tempi dell’amministrazione Zingaretti l’Assemblea delle donne era presente ufficialmente al tavolo istituzionale della Regione Lazio, per fare monitoraggio sulla situazione dei consultori. Raccoglieva dati e riportava le criticità dovute alla presenza degli obiettori di coscienza. In passato ha anche ottenuto l’assunzione di 100 medici e operatori sanitari nel Lazio. Si tratta di un soggetto qualificato che la Regione riconosceva come interlocutore, ma col cambio di amministrazione il tavolo non è stato più aperto.”

L’8 novembre scorso, invece, le forze di maggioranza del Consiglio Municipale hanno messo all’ordine del giorno la situazione di largo delle Sette Chiese, con l’auspicio che “il Presidente e la Giunta della Regione Lazio si attivino con gli uffici e le strutture preposte al fine di istituire un tavolo di lavoro tra l’istituzione regionale, Asl Roma 2, le Assemblee del Coordinamento dei Consultori, il Municipio Roma VIII e gli enti del terzo settore.”

“A seguito di queste prime due mozioni, il presidente Ciaccheri e le assessore Vetri e Aluigi hanno incontrato i responsabili dell’Asl Roma 2 Magliocchetti e Mastromattei” ha continuato la consigliera Novi. Nella riunione della Commissione Politiche Sociali del 21 novembre scorso, Maya Vetri ha riportato le tre proposte di intervento fatte alla Regione – l’assunzione di personale attivo nell’ambito del privato, di studenti specializzandi o medici in pensione – tutte soluzioni emergenziali di cui si è già fatta esperienza negli anni della pandemia. “Il problema riscontrato è che queste figure non sono disposte ad affrontare lavori così impegnativi a fronte di compensi bassi, c’è un problema di base relativo alla retribuzione del personale sanitario” ha sottolineato l’assessora Vetri il 21 novembre.

L’ultimo passo risale allo scorso 10 gennaio, quando il Consiglio Municipale ha approvato una terza mozione, proposta dalla Lista Civica Calenda, in cui si chiede al presidente e agli assessori competenti di farsi promotori presso il sindaco della richiesta di far scorrere tutte le graduatorie esistenti, al fine di rafforzare i servizi offerti dal consultorio. “Dalla Regione è stata riportata la difficoltà di reperire personale” ha concluso Simonetta Novi, “ma con la nostra terza mozione abbiamo voluto sottolineare che le graduatorie del settore sanitario, non risentendo del tetto massimo del 20 per cento, possono essere fatte scorrere fino in fondo per reperire professionisti qualificati.”

L’intervento dell’assessora Alessandra Aluigi

“Bisogna valorizzare i consultori anche in nome della lotta politica e culturale che essi rappresentano” ha commentato Alessandra Aluigi, assessore alle Politiche Sociali e alla Sanità. “Abbiamo approvato questi tre atti che ci impegnano a farci portavoce di questa istanza presso il sindaco e la Regione, con la quale il presidente Ciaccheri sta cercando di interloquire.” La pressione politica resta infatti l’unica forma di intervento possibile per Comune e Municipi.

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L’addio di Garbatella anarchica a Tommaso Aversa

La mattina del 12 gennaio è venuto a mancare Tommaso Aversa, noto esponente del Gruppo Anarchico Carlo Cafiero di Garbatella.

Tommy, così era chiamato da amici e compagni, aveva 70 anni. Instancabile lettore e diffusore della stampa anarchica arrivò nel circolo di via Vettor Fausto, 3, nel lotto 13 dietro gli ex Bagni pubblici, nei primi anni Settanta, quando era ancora un giovane studente del liceo scientifico di Via Libetta. In quegli anni è stato tra i più assidui collaboratori del settimanale Umanità Nova in via dei Taurini a San Lorenzo e nella stampa del giornale con Attilio Paratore, Veraldo Rossi, Anna Pietroni, Ferro Piludu prima che la redazione fosse spostata a Milano.

Fu un assiduo organizzatore della Piccola Biblioteca anarchica del Circolo, ricca di testi e di materiale di controinformazione, ma si impegnò alacremente anche nelle lotte popolari per le autoriduzioni delle bollette elettriche tra le famiglie dei lotti Iacp, nelle lotte studentesche ed internazionaliste.

Fu tra i primi sostenitori dell’innocenza di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico del circolo del Ponte della Ghisolfa, che fu ingiustamente accusato, nei giorni seguenti quel 12 dicembre del 1969, di aver messo la bomba nella Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana e che tragicamente, qualche giorno, dopo volò dalla finestra del quarto piano della Questura di Milano, schiantandosi a terra.

Tommaso, giovane studente libertario, era stato il trade union tra quella nuova generazione ribelle e i vecchi anarchici degli anni Trenta, che subirono anni e anni di confino e controllo poliziesco durante il regime fascista. Questi dopo la Liberazione fondarono il circolo di via Vettor Fausto.

Un giorno di alcuni anni fa, dopo che scrissi un testo sugli anarchici della Collina Volpi, mi raccontò la fondazione del Circolo in una intervista.

“Il Cafiero ufficialmente nasce più o meno intorno al 1946. Ci fu una grande assemblea al Cinema Palladium nel ’45 nella quale intervennero tre persone evidentemente abili oratori, o forse piu` noti nel quartiere, che però non mi risultano nomi di persone conosciute. Le persone a me note come fondatori sono Vito Leonetti, l’intestatario della sede, Italo Di Pascali confinato e Antonio Di Pascali, suo fratello, anch’egli confinato. Infine Andrea Mancini, che forse fu anche in Spagna nella guerra civile e Perugia  che prevalentemente attaccava Umanità Nova, l’Adunata dei Refrattari, l’Internazionale (una bella targa abbombata con la scritta liberty, divelta dai fascisti nel 1992 in un raid contro le insegne del PSI), là fuori in via Edgardo Ferrati davanti ai Bagni pubblici”.

L’appuntamento per salutare Tommaso è previsto per domani mattina, lunedì 15 gennaio, alle ore 11,30 in piazza Bartolomeo Romano 7, davanti alla storica targa del Cafiero. Un corteo lo ricorderà attraversando le strade di Garbatella fino allo Spazio Anarchico 19 Luglio, in via Rocco da Cesinale 18 nei pressi degli Alberghi suburbani.

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Altre due pietre d’inciampo alla Garbatella, in memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Una mattinata all’insegna della memoria in via Guglielmo Massaia, nel cuore della Garbatella dove, in presenza di due classi delle scuole medie Moscati e Macinghi Strozzi, sono state installate due nuove pietre d’inciampo al civico 22 e 65, dedicate al ricordo di Libero De Angelis e Giuseppe Felici, giovani partigiani uccisi dai soldati tedeschi durante la Resistenza.

Il primo, socialista delle brigate Matteotti e collaboratore dell’Oss ( i servizi segreti americani), cresciuto nel Lotto 28, venne arrestato in seguito ad una delazione e condotto nel famigerato carcere di via Tasso il 3 aprile del ’44, per poi essere trucidato dai nazisti in fuga insieme ad altri 13 prigionieri sulla via Cassia, in località La Storta. L’eccidio avvenne il 4 giugno, proprio il giorno in cui arrivarono gli alleati a liberare Roma.

Mentre Felici, di cui non rimane nessun familiare in vita, fu una delle 15 vittime del cosiddetto eccidio delle Fosse Reatine. Appena ventenne, dopo aver partecipato nel settembre del ’43 alla difesa di Porta San Paolo, entrò a far parte dei gap comunisti e fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio d’origine della sua famiglia. Venne catturato dai tedeschi durante un conflitto a fuoco nel comune di Cantalice, nei pressi del Terminillo, nei primi giorni di aprile del ’44 e fucilato il 9, in una località isolata vicino all’aeroporto di Rieti. Due giorni prima, il 7, in quella che fu definita “La Pasqua di sangue” a Leonessa furono fucilati 51 cittadini dopo un maxi-rastrellamento operato dai tedeschi in quello che era stato già dichiarato territorio libero.

                                       

Le dichiarazioni di Ciaccheri e Vetri

La posa della pietra d’ottone in memoria di Libero De Angelis è avvenuta in presenza della pronipote Carlotta che, introdotta dal Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, gli ha reso omaggio ripercorrendone la storia. “Vogliamo fare in modo che il ricordo – ha detto il minisindaco – sia materia viva e funga da stimolo di approfondimento delle narrazioni, e di ascolto attivo da parte delle nuove generazioni, inserendosi nel tessuto urbano come biografia eterna di ciò che è stato e che la rete di cittadini e istituzioni può impegnarsi a far sì che non si ripeta”.

“E se, come sostiene D.Huberman, – ha ricordato l’assessora Maya Vetri – l’immagine ha più memoria e più avvenire di chi la guarda, le pietre incassate nelle strade andranno a costituire una geografia di identità per rendere giustizia a vite spezzate e, soprattutto, a contrastare la barbarie con la conoscenza, la consapevolezza, la cultura”

I promotori e gli intervenuti

L’iniziativa, a cura di Adachiara Zevi, è un progetto organizzato dall’associazione Arte in Memoria a cui hanno partecipato e sono intervenuti oltre al Presidente del Municipio, l’assessora municipale alla Cultura Maya Vetri, il Sindaco di Leonessa Gianluca Gizzi, Bice Miglia dell’associazione Arte in Memoria, Marco Serafino Fiammelli, vicepresidente dell’associazione nazionale ex deportati e Gianni Rivolta, giornalista e direttore di Cara Garbatella.

Le altre pietre d’inciampo nel quartiere

Le due nuove pietre d’inciampo si aggiungono a quelle già impiantate negli scorsi anni in onore dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e dei fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, a quella in memoria delle deportate di religione ebraica Emma Di Porto, situata in piazza Ricoldo da Montecroce, e Fortunata Perugia in piazza Eugenio Biffi.

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Le pietre d’inciampo per Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Ancora due pietre d’inciampo alla Garbatella. Dopo quelle impiantate gli scorsi anni in ricordo dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, martedì 9 gennaio alle ore 9,30 a viale Guglielmo Massaia 22 e a seguire, dopo mezz’ora a poche decine di metri al civico 65, verranno collocati altri due sampietrini dorati per onorare la memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici.

Libero De Angelis, socialista

Libero De Angelis, cresciuto in una casa del lotto 28 era un meccanico e patriota socialista delle Brigate Matteotti che, durante l’occupazione tedesca, collaborava con l’Oss, il servizio segreto militare alleato. Fu arrestato e condotto a via Tasso il 3 aprile del 1944 e trucidato dai tedeschi il 4 giugno in località La Storta, nella fase di ritirata degli occupanti che si dirigevano al Nord.

Con lui morirono altri 13 patrioti, che furono fatti scendere da un camion, forse in avaria, e assassinati con un colpo di pistola alla testa. Tra loro c’era anche il noto sindacalista ed ex segretario della Confederazione Generale del Lavoro Bruno Buozzi.

A Libero De Angelis fu intitolata la sezione socialista della Garbatella, quando dopo la Liberazione fu spostata da via Carlo Spinola, nelle case dei postelegrafonici, alla più centrale via Edgardo Ferrati davanti ai Bagni Pubblici del quartiere.

Il giovane Giuseppe Felici

Giuseppe Felici, invece, era un giovane radiotecnico e studente di ingegneria che l’8 settembre, il giorno dell’armistizio, si trovò a Roma nella sua casa di viale Massaia 65 in licenza militare per ragioni di studio. Partecipò alla difesa di Porta San Paolo e successivamente, appena ventenne, aderì ai Gap Mise a segno numerose azioni nei quartieri periferici della Capitale e per il suo coraggio fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio che ben conosceva perché la famiglia era originaria di quelle zone, proprio di Poggio Mirteto.

Su quei monti operava anche una delle formazioni partigiane più temibili e numerose la D’Ercole-Stalin, che con continue incursioni a fuoco creò non pochi problemi alle colonne di automezzi nazisti che si spostavano da e verso Roma. Durante un rastrellamento tedesco sul monte Tancia, il 7 aprile del 1944, Giuseppe fu arrestato e trasportato nel carcere di Rieti.

Due giorni dopo venne fucilato dai tedeschi insieme ad altri 14 partigiani. Felici, dopo la Liberazione, fu insignito del massimo riconoscimento e decorato con la medaglia d’oro al valore militare.

 Gli organizzatori

L’iniziativa “Memorie d’inciampo a Roma” è un progetto a cura di Adachiara Zevi, promosso e organizzato da Arte di Memoria e da tante altre sigle come l’Aned, l’Anei, l’Irsifar, la Fondazione Cdec,la Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane Italiane  e dal Museo della Liberazione. Tra l’8 e il 10 gennaio verranno deposte ben 21 pietre d’inciampo nei Municipi di Roma sud-est V,VII,VIII e X.

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“La potenza del lavoro di squadra”, presentato il nuovo murale del liceo artistico Caravaggio

Le pareti dell’istituto Caravaggio, il liceo artistico di via Odescalchi 75, si arricchiscono di un nuovo murale.

È stato iniziato la settimana scorsa e verrà completato il 5 gennaio dall’artista argentina Agus Rucula, inserita tra le 50 artiste contemporanee essenziali dalla pubblicazione “Street art by women.” L’opera, intitolata “La potenza del lavoro di squadra”, rappresenta una donna e un uomo che si danno le spalle. Tra i due cresce una pianta, simbolo della solidarietà, sullo sfondo di un campo di girasoli.

Le parole di Livia Fabiani

L’opera, presentata oggi 3 gennaio presso il cortile dell’istituto, è stata finanziata dalla Regione Lazio e patrocinata dal Municipio VIII. A organizzare il progetto è scesa in campo l’associazione giovanile VenUs, che si occupa della valorizzazione dei talenti femminili nel campo dell’arte urbana.

“Il nostro obiettivo è sensibilizzare sulla questione di genere all’interno del mondo dell’arte” ci ha raccontato la presidentessa Livia Fabiani. “Nel tempo abbiamo organizzato un ciclo di laboratori in diverse scuole della durata di sei mesi, dove i ragazzi hanno potuto riflettere sulla questione delle pari opportunità. Lavorare con gli studenti delle superiori è fondamentale perché permette di entrare in contatto con un’età cruciale, oltre che sensibilizzare quelli che sono i cittadini del futuro. Per i prossimi anni speriamo di entrare in contatto con qualche scuola media, sarebbe molto importante raggiungere anche i ragazzi più giovani.”

Il progetto svolto all’interno del liceo Caravaggio ha coinvolto per il secondo anno di seguito 15 studenti, come racconta la vicepreside Veronica Toms. “I laboratori si sono divisi in due parti” ha continuato Livia Fabiani. “In una prima parte, più teorica, si è parlato del linguaggio, della violenza di genere, dei Nobel assegnati alle donne nel corso del tempo. Nella seconda parte, invece, si è passati all’opera. Nel corso del mese di dicembre, gli studenti hanno dipinto i murali visibili sul muro esterno dell’istituto.”

Per la realizzazione di queste opere, i ragazzi hanno ideato le immagini, scattato le fotografie che hanno fatto da modello e infine, sotto la supervisione di Agus Rucula, hanno dipinto il muretto esterno in corrispondenza del cortile. “Anche questa volta l’iniziativa ha visto una bella partecipazione” ha confermato la vicepreside Toms. “È già il secondo anno che organizziamo il progetto.”

A dicembre 2022 in collaborazione con l’artista Rame13 è stato infatti completato un altro murale, “Consapevolezza”, che presenta una figura femminile in primo piano circondata da personaggi che reggono stendardi con le parole “equality” e “rights”. Tra le mani della donna, sboccia una pianta che rappresenta l’amore e la crescita. Quest’opera, come del resto il murale proposto quest’anno, mira a far riflettere sui temi dell’uguaglianza, dell’amore e del rispetto.

Murales realizzati dagli studenti del liceo

L’artista Agus Rucula

Agus Rucula è una giovane artista argentina che, dopo aver studiato in un istituto artistico di Buenos Aires, dal 2012 è impegnata nel campo della street art. “L’idea delle due persone che si danno le spalle nasce da una fotografia che avevo già” ci ha raccontato. “Quanto allo sfondo con il campo di girasoli, mi sono ispirata ai paesaggi del sud Italia, in particolar modo della Calabria.

La pianta che cresce tra le due figure invece rappresenta la solidarietà, che non può nascere e prosperare senza la collaborazione di tutte le parti. Mi è piaciuto molto lavorare su una parete così alta perché mi ha dato la possibilità di sviluppare un primo piano e un ampio sfondo” ha continuato. I protagonisti del murale osservano con aria assorta qualcosa che sta al di là della scena rappresentata. “La domanda che sorge è: cosa stanno guardando?” ha proseguito l’artista. “Ho potuto realizzare un’immagine così articolata anche grazie alla configurazione della parete.”

La scelta della scena da rappresentare non è stata immediata. Il progetto originale era diverso: prevedeva una donna in primo piano, china, dallo sguardo molto intenso. Ma in seguito l’artista e l’associazione VenUs hanno optato per un murale che sottolineasse maggiormente il valore della cooperazione.

Il presidente Ciaccheri e alcuni membri di VenUs

Iniziative affini sul territorio del Municipio VIII

Presente all’evento il minisindaco Amedeo Ciaccheri, il quale ha confermato la lunga collaborazione di VenUs con il Municipio VIII. Nell’ambito delle iniziative municipali è centrale anche il ruolo di Toponomastica femminile, un’associazione attiva in tutta Italia con l’obiettivo di intitolare piazze e vie a personaggi femminili di rilievo.

“Da ormai undici anni ci occupiamo di mettere in luce storie di donne che non sempre hanno ricevuto un giusto riconoscimento” ci ha spiegato la presidentessa Maria Pia Ercolini. “Organizziamo poi ogni anno un concorso rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, Sulle vie della parità, al quale in passato hanno partecipato anche istituti dall’estero.”

Sul territorio del Municipio VIII bisogna invece ricordare l’iniziativa ‘nDonnamo. Vie libere alle donne, nel quartiere di San Paolo, che ha visto la partecipazione di Toponomastica femminile insieme ad altre due associazioni – Global Shapers e FormaScienza.

Il progetto si è concluso con una visita guidata che ha messo in luce il contributo di sei scienziate: le matematiche Sofja Kovalevskaja, Anna Maria Ciccone, Cornelia Fabri e Margherita Beloch Piazzolla, la virologa Isabel Morgan e la fisica Katherine Johnson. A largo Giuseppe Veratti, a novembre 2022, l’associazione Dominio Pubblico aveva già coinvolto cinque artiste – Rame13, Giulia Ananìa, Martina Cips De Maina, Zara Kiafar e Giusy Guerriero – nella realizzazione di tre murales dedicati a Laura Bassi, la prima donna al mondo a ottenere una cattedra universitaria, la fisica Rosalind Franklin, l’astrofisica Cecilia Payne e la filosofa Ipazia. Queste due iniziative parallele hanno cercato di svelare un altro volto della scienza, in un quartiere in cui le vie sono tutte dedicate a scienziati uomini.

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Il 4 gennaio con il naso all’insù per la pioggia di meteore

Benvenuti nel nuovo anno, tra buoni propositi e speranze, lasciamo che a guidarci siano anche le stelle, come navigatori solitari tra le onde del mare, o come poeti ispirati dalla volta celeste stellata.
Nei cieli dell’Europa Boreale dal 28 dicembre scorso è in corso un’intensa attività di pioggia di meteore che prende il nome di Quadrantidi e verso la mezzanotte di giovedì 4 gennaio avrà il suo picco massimo, con una stima di duecento meteore l’ora. Lo sciame di meteore sarà comunque visibile fino al 12 gennaio.

Meteoriti, comete e asteroidi

È difficile confondersi sui termini astronomici, per quel che ci riguarda basta sapere che i meteoroidi sono corpi celesti che, quando entrano a contatto con l’atmosfera vengono chiamate meteore, altrimenti se riescono a toccare il suolo sono detti meteoriti.
Questi sono tutti frammenti di asteroidi, ammassi rocciosi grandi da pochi centimetri fino a centinaia di chilometri e si differenziano dalle comete perché non sono composti di ghiaccio.

Lo sciame di meteore delle Quadrantidi

Le Quadrantidi prendono il nome da un’antica costellazione, oggi obsoleta, chiamata Quadrans Muralis, inventata alla fine del XVIII secolo dall’astronomo francese Joseph Jérôme de Lalande e commemorava il quadrante a muro dell’osservatorio che l’astronomo utilizzava per misurare la posizione delle stelle.
In seguito il Quadrante Murale è andato a occupare la parte settentrionale della costellazione del Boote, vicino all’estremità del manico del Grande Carro o alla punta della coda dell’Orsa Maggiore.

Dove vedere le stelle nel Municipio Roma VIII

Le terrazze e i tetti dei palazzi sono dei luoghi dove poter tentare di osservare il cielo, magari con il supporto di un telescopio. Altrimenti, per fuggire dall’inquinamento luminoso, bisogna addentrarsi all’interno dei parchi, come la Tenuta di Tor Marancia, la Caffarella, il parco delle Rane a Montagnola, oppure lungo l’Appia Antica dopo il mausoleo di Cecilia Metella.
Per scoprire quando il flusso di meteore è più intenso, nella posizione in cui ci si trova, possono essere di supporto alcune applicazioni per smartphone come SkyTonight; dopo averla scaricata, basta attivare la geolocalizzazione e digitare Quadrantidi nella scheda di ricerca.
Il cielo ci regala sempre dei fenomeni astronomici che valgono la pena di essere osservati, per conoscere tutti gli eventi dell’anno che ci aspettano, è possibile consultare questo sito internet: https://starwalk.space/it/news/astronomy-calendar-2024

Il Quadrante Murale rappresentato in alto a sinistra. Immagine tratta da Urania’s Mirror

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Buone feste è tempo di “Natale in Ottavo”

Non è già più tempo di tombolate ed estenuanti trattative al Mercante in Fiera per il Lattante o, la Pagoda. L’Ottavo Municipio per queste feste natalizie e di fine anno mette in campo una ricca programmazione culturale che mette a dura prova anche i più pigri. Dopo il concerto di Mirkoeilcane, introdotto dal noto critico musicale Ernesto Assante, alla Centrale Montemartini, gioiello dell’archeologia industriale e dell’arte classica, l’iniziativa “Natale in Ottavo” ci dà appuntamento giovedì 28 dicembre alle ore 16 in piazza del Gazometro ad Ostiense con “L’Elfo volante + la voce del Natale” che si ripeterà il giorno dopo alla stessa ora a via Baldovinetti angolo via Di Dono e  ancora sabato 30 dalle 10 alle 12 sulla Circonvallazione Ostiene, di fronte alla Chiesa di Santa Galla.

Nel pomeriggio alla scalinata tra via Chiabrera e via Valeriano è la volta di “Singing Santa Claus+ Big Soul Mama Gospel” e domenica 31  alle 10 a piazza Lante , nel quartiere di Tormarancio, ci sarà “La Ritmoteca+ Olli & Malù”

.La rassegna organizzata dal Municipio Roma VIII in collaborazione con Biblioteche di Roma, Musei in Comune, Zètema e Musica per Roma continua il primo gennaio presso le Biblioteche Lussu e Arcipelago con le iniziative alle ore 16,30 dal titolo “Ponti di carta, Libri e arte per la pace” – letture e laboratori dai 4 anni e la proiezione del docufilm “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo.

La chiusura della manifestazione è prevista, invece, per sabato 6 gennaio in piazza Caduti della Montagnola dalle ore 10 alle ore 12 con l’evento “La Ritmoteca + BubbleXMas”.

L’animazione di strada è a cura dell’Associazione Alt Academy.

In ricordo di Alvaro Amici al Palladium

Per gli amanti della canzone romana non è da perdere “La cantata per l’anno che verrà”, il concerto dell’Accademia Alvaro Amici, che si terrà il 29 dicembre alle ore 17 al Teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano.

Gli interventi di Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri

“L’idea – commenta Amedeo Ciaccheri, presidente Municipio Roma VIII –  è quella di portare eventi culturali diffusi sul territorio che possano far trascorrere delle vacanze piacevoli ai bambini e bambine e alle loro famiglie. Ce ne sarà per tutti i gusti e per coloro dai più piccoli ai più grandi che vorranno assistere a giochi, musica e balli all’insegna della magia del Natale”.

“All’animazione territoriale – dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio Roma VIIII – abbiamo voluto affiancare un momento musicale dedicato a ragazze e ragazzi di un artista della Garbatella. Mirkoeilcane è un giovane cantautore che ha partecipato anche a Sanremo nella sezione nuove proposte e ha collaborato con artisti del calibro di Alex Britti, Daniele Silvestri, Clementino e Max Gazzè”.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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